16
Giu
2010

Pomigliano: Cgil accoltella FIOM, il Pd guarda e squaglia

La vicenda Pomigliano si mette sempre peggio per la sinistra, sindacale e politica.  Lo dico senza alcuna iattanza nè soddisfazione. Di fronte a svolte di questa importanza, per il rilievo in Italia dell’azienda che le propone, e per l’impatto che intese simili potrebbero avere in tutto il manifatturiero italiano internazionalizzato ed esposto alla concorrenza estera, quel che sichiede alla sinistra è di avere come minimo le idee chiare. Non ce l’ha, purtroppo.

Se la sinistra politica e sindacale fosse convinta che l’intesa su Pomigliano lede diritti indisponibili e viola la Costituzione, a cominciare dal diritto allo sciopero se lo considera inalienabile e più importante di quello alla codecisione per innalzare la produttività e difendere gli stabilimenti e il lavoro stesso, allora dovrebbe sposare la linea Fiom, dire un no secco all’accordo, chiedere ai lavoratori di votare no nel referendum del 22 giugno, rilanciare la linea antagonista contro ciò che a quel punto si ridurrebbe a una bieca provocazione padronale, perpetrata per approfittare della debolezza dei lavoratori.

Se fosse invece convinta invece che la competizione globale con cui si misura il nostro manifatturiero, la sfida americana in cui è impegnata la Fiat, nonché la storia particolare e il track record delle performance dello stabilimento di Pomigliano, rendano necessaria una svolta, e che naturalmente è meglio che a questo punto essa sia condivisa, e apra nella condivisione anche la strada a una serie di accordi simili dovunque necessari, allora – anche e proprio per evitare che Fiat e altre imprese interpretino la vicenda come un semplice “prendere o lasciare”, ripeto – la sinistra  dovrebbe dire “noi ci siamo, diciamo un sì convinto, e lo facciamo con le nostre idee  e convinti della loro peculiarità, perché più produttività e meno scioperi sono del tutto compatibili con la storia di una sinistra pienamente riformista”.

Non mi pare affatto che sia emersa una simile chiarezza, nell’atteggiamento di Cgil e Pd. La FIOM ha fatto la sua scelta antagonista, come sappiamo. La Cgil campana con una lunga nota fitta di distinguo ha chiesto ai lavoratori di votare sì, dopo aver scritto che l’accordo comprende temi che in quanto tali non sono sottoponibili  un voto. Il segretario della FIOM, Landini, ha reoplicato che questa è una vera e propria “coltellata” alla schiena della FIOM e dei lavoratori.

Nel Pd, Chiamparino, Ichino e Treu hanno parlato chiaro, respingendo la tesi della violazione costituzionale e indicando la via di una compiuta scelta riformista. Il resto del partito li ha considerati incongrui ed eccessivi, come chi offre arfgomenti al nemico. Bersani ha detto che governo, azienda e Confindustria non devono illudersi, che Pomigliano non è un esempio né un precedente: oggettivamente, una sfida alla logica.

Le svolte vere sono tali se le classi dirigenti mostrano consapevolezza della posta in gioco. Marchionne ha sorpreso tutti, con la decisione nella della sua sfida. Quattro sindacati su cinque non dico che abbiano stappato, nè che ballino per la gioia, ma l’hanno capito.  La sinistra continua a sorprendermi. Il “sì, ma” è la peggior posizione, testimonia solo di essere senza una linea vera. Al rimorchio di avvenimenti creati da altri, in primis dal mondo  e dai suoi mercati.

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11 Responses

  1. Alessio Rampini

    Caro Oscar (scusa la confidenza che mi prendo),
    dov’è la novità?
    Il PD è un partito che non ha idee chiare su nulla e le comunica ancora peggio.
    Alessio

  2. enzo

    uno sforzo innovativo della sinistra sindacale e politica sarebbe un ottima risposta alla sfida della globalizzazione. me lo auguro vivamente.

  3. Nessun compagno si lascia indietro, come da tradizione di Botteghe Oscure. La sinistra si porta dietro questo retaggio che la fa avanzare sempre alla velocità del membro piu lento della colonna. Ma a non scontentare nessuno si scontentano tutti, anche se nemmeno i risultati elettorali riescono a farglielo capire…

  4. Alessio

    Purtroppo la fiom (e la cgil) è rimasta agli anni settanta, anche dal punto di vista della verbosità ideologica, con l’aggravante di confondere il concetto di diritto con il dettaglio di accordi pregressi: un accordo su un posteggio per le biciclette diventa un diritto sulle condizioni di vita nel posto di lavoro. Peggio ancora se pensate a tutti gli accordi che in questi mesi sono stati compromessi dai sindacati irrigiditi per miopia e scopi politici, per esempio le elezioni regionali scorse. Dal punto di vista tattico, nel momento a loro più favorevole visto lo stato del lavoro si stanno rivelando un attore poco credibile e incapace di coagulare il disagio sociale che rimane a livello di singoli.

  5. Se il Belgio “domani” “evaporerà”, oggi, a Termini e Pomigliano, la vasellina allo stato gassoso è misurabile a tonnellate.
    Sorge surrettizia la capziosa querelle: ma quando potremo applicare il “protocollo…sic….Pomigliano” alla PA ?. Brunetta blatera e basta…
    D’altro canto non può delocare=dematerializzare il polonio in Polonia.
    E,inoltre, se l’azienda PincoPallaLaQualunque, raccatta dell’aiuola della rete il pornografico accordo e lo sbatte sul tavolo indigeno=locale, trova la sequenza Cisl.Uil.etc.etc.Fiom.Cigl prona ed avezza ad ingoiare il batrace sotto le mentite spoglie di “accordo” ?.
    As usual: tributo devota reverenza ad O.G. il vate del numero.
    Serenissimi saluti
    Martino

  6. la pravda

    La CGIL e in modo più specifico la FIOM sono rimaste al tempo del salario variabile indipendente.

  7. dante Shanti

    Mi riallaccio alle dichiarane della Marcegaglia che è rimasta stupita per il no ( Se non scende dalle stelle, non potrà mai capire)! Questi della Fiom fanno il loro mestiere: difendono dei principi, quello di non essere schiavizzati!… Irresponsabile invece è il caporalato che firma per il Si. Non sono neanche andati a vedere chi barava! Troppo intenti a vendere al ribasso la propria fottutissima anima. L’ Amministratore della Fiat dice che chiude e va via! L’unico ad andarsene via sarà proprio Lui… la vanità di essere il primo l’ho corrode! E’ con queste persone che si vuole riformare l’Italia? Ma non scherziamo!

  8. pier

    Giannino dice come sempre cose condivisibili.
    Marcegaglia si dice sorpresa, di cosa?
    Dovrebbe dirci invece quanti accordi penalizzanti per l’industria nel passato i suoi predecessori, con grande soddisfazione della FIOM-CGIL, non solo non hanno criticato ma hanno sbandierato come lungimiranti.
    Contrariamente a quanto qui sopra dice Shanti,a prescindere dal ridicolo “schiavizzati” (ma dove qui in Italia ?) mi auguro che Marchionne riesca a far passare l’accordo ed a mettere una pietra sopra gli “storici” errori dell’ Avvocato.
    L’uomo che voleva governare e governava senza averne i “fastidi” e responsabile primo dello strapotere sindacati-cattolici-comunisti-romanocentrici che non è facile mettere in solaio fra le cose che non servono.
    Spero anche che l’uscita di Montezemolo, sia più una presa di distanza fra i due che un accordo di tipo andreottiano. Infatti in politica si troverà seduto con ,Casini,Follini,Pezzotta,D’Antoni,Marini e tutti gli altri della congrega sopracitata.
    Pier

  9. Caber

    La produttività italiana non regge il confronto con il mercato…
    forse siamo stati dopati nel passato? o sono diventati solo tutti più cattivi che mai?
    (la domanda è ovviamente retorica)

  10. Norbert

    seguo quasi sempre la sua trasmissione, ma anche qui non sono riuscito a capire un punto fondamentale a proposito della questione di Pomigliano: se a Pomigliano è così difficile lavorare e invece in Polonia o in Serbia si lavora così bene, perché la FIAT propone un investimento così importante proprio in questo stabilimento? Anche con il contratto proposto non è sicuro che si possa vincere certe cattive abitudini nel futuro. Io ho alcune ipotesi, ma nessuna mi convince completamente:
    – esiste un accordo politico segreto perché la FIAT non chiuda contemporaneamente due stabilimenti in Italia (con quale vantaggio?)
    – la situazione a Pomigliano è attualmente molto meglio di quanto la si dipinge e il nuovo accordo serve poi anche come punto di partenza per gli altri stabilimenti in Italia
    – esiste una pressione da parte della Camorra
    – le cose in Polonia non vanno bene e/o il trasporto della Panda è troppo oneroso, visto che è non una macchina che si vende nei paesi nordici

  11. dante Shanti

    Con la (finta) proposta della Fiat, siamo arrivati alla limitatezza di questo capitalismo malato. In questo taglia e cuci, nessuno si è preoccupato dei lavoratori Polacchi. Questi lavoratori che guadagnano poco e rendono molto: contro ogni logica di mercato, sono condannati a morire. Un atto di ingiustizia che i lavoratori Polacchi non meritavano! Ma bisogna andare avanti. In Italia si sta celebrando la Madre di tutti i contratti. Come il nuovo corso della concertazione fra l’industria e il sindacato, per il progresso della società. In tutto questo Io non vedo nessun progresso: avere la felicità per sé a discapito dell’altro, è semplicemente odioso! Sembra di assistere al pietoso paradosso de: il dilemma del prigioniero e sappiamo che brutta fine han fatto. Che delusione scaturisce da questi manager laureati a go-go, master e super-master nelle principali università mondiali. Ci si potrebbe domandare? Tutto qui quello che sanno partorire queste menti eccelse! Siamo molto lontani dal pensiero dell’economista e premio Nobel Amartya Sen, circa il rimedio di curare le persone per risanare le diseguaglianze della società. In questo scenario, una proposta lungimirante sarebbe stata una benedizione! Una proposta che scartasse il fremito dell’immediato guadagno egoistico, con una visione d’idee che lasciasse tutti a bocca aperta: aumentare lo stipendio del 30% (non solo di questi in causa) si aumenterebbe anche il Pil del 5.8%. Non è molto, ma è pur sempre un buon inizio! Qualcuno dirà che così facendo non si più concorrenziali con il mercato? Queste sono solo balle. I cento miliardi di euro falsamente rientrati dalla Svizzera -e gli altri duecento ancora nascosti- sono la prova che li smaschera. E così, i lavoratori della Fiat firmeranno; con il mal di pancia ma firmeranno per il Si. Poi, scopriranno di essere stati beffati! … Ma accadrà un imprevisto che colpirà anche la Fiat: la quale, non potrà cantar vittoria. Conoscerà uno smacco dove si aspettava una vincita; e qui mi riferisco alle vendite della Panda, di quest’auto non più benedetta a cui le persone, ( soprattutto gli Italiani) non ci vorranno più mettere il proprio sedere! Per la prima volta le persone riconosceranno il vero volto della società che non è più Fiat, ma F.i.a.t. e ne avranno orrore.

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