L’euro resta un pastrocchio, la sfiducia frena le banche

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Lo spread del BTP italiano sul BUND decennale tedesco è sceso grazie al cielo verso 150 punti base, dopo i 180 punti dell’altroieri che avevano raddoppiato il differenziale italio-tedesco in una sola settimana. Ma l’euro resta un pastrocchio a difficile sopravvivenza, agli occhi dei mercati. E i CDS delle banche europee lo testimoniano: stanno ormai peggio di quelle americane.

Qualche cifra per capirlo meglio. I divari restano troppo accentuati, tra i diversi Paesi membri dell’euroarea. Se la BCE continua a rifinanziare il sistema – banche ma ormai anche governi, comprandone i titoli sul mercato secondario – a un tasso pari solo all’1% biennale, i tassi pagati dai titoli pubblici di eguale scadenza attualmente sono dello 0,48% se tedeschi,  3,2% se spagnoli,  3,37% se irlandesi, 7.9% se greci. John Taylor jr, chief investment officer di Market Insight Report, nelal sua nota odierna calcola che se il mercato dovesse calcolare il valore dell’euro perm pareggiare l’esposizione estera totaale della grecia, la moneta unica dovrebbe valere 0,34 dollari.  Se il valore fosse calcolato sulla posizione spagnola, l’euro varebbe $ 0,34. Se invece lo clacolassimo sulla sola posizione tedesca, attiva sia per bilancia dei pagamenti che commerciale, allora l’euro dovrebbe valere $ 1,80.

Il mercato continua a non capirci un’acca, su come divergenze simili possano essere ricondotte a una almeno accettabile convergenza, che dia senso alla moneta unica. Gli svizzeri hanno espanso di quattro volte da inizio anno le loro riserve in euro, per tentare di arginare l’apprezzamento del loro franco svizzero che non fa comodo all’esport nazionale. Ma non hanno ottenuto nulla, la loro moneta si è apprezzata di oltre il 10% in meno di due mesi, e il rischio è che il trend continui. Per gli americani, il deprezzamento dell’euro è una solenne rottura di scatole.

I segni di tensione dell’euroarea si leggono nell’andamento dei CDS – i derivati sul rischio di default – dei maggiori gruppi bancari europei. Come si vede in questo grafico, mentre fino a gennaio febbraio il mercato valutava il rischio bancario americano quasi il doppio di quello degli istituti europei, tra aprile e fine maggio i CDS bancario europei hanno scavalcato quelli USA. La stima è che le maggiori banche europee debbano emettere 3,5 volte carta di debito in più rispetto a quelle USA entro fine anno, per ricapitalizzarsi. In Spagna, oggi, una nuova megafusione tra casse malandate, tra Caja Madrid e Bancaja. Mentre tra loro e di se stesse, come nel dopo Lehman, le banche europee si fidano così poco che parcheggiano di nuovo tutta la liquidità in eccesso presso la BCE, invece di impiegarla.

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