6
Giu
2010

Telegraph: l’euro non sopravviverà

Come semplice contributo alle letture domenicali, occhio che più di metà degli economisti interpellati oggi dal Sunday Telegraph rispondono che no, l’euro non ce la farà a evitare la sua esplosione, e che essa avverà non oltre i prossimi cinque anni (se non nelle prossime settimane, c’è chi aggiunge). Personalmente conosco, apprezzo e condivido l’opinione di Peter Warburton di Economic Perspectives, secondo cui la maggiore probabilità è di un euro a due gironi con meccanismi definiti di ingresso e uscita a tempo dal primo, e di Tim Congdon di International Monetary Research, che sostanzialmente la pensa allo stesso modo indicando i Paesi che salteranno, invece di quelli che resteranno con la Germania nel primo girone come fa Warburton. E l’Italia, in quel caso?

You may also like

Il trenino a vapore del Next Generation italico
AirBNB e Unione Europea: una regolamentazione per via giurisprudenziale
Quantitative Easing: funziona davvero?
I dazi USA e la WTO

11 Responses

  1. Romero

    Quindi un primo girone che mantiene i conti in ordine e non svaluta e un secondo girone con l’Italia che svaluta?

    Potrebbe avere senso se:

    1) Svalutare ci salva dalla bancarotta

    Qualcuno dovrebbe spiagare come ripagheremmo il debito o meglio come l’incremento del costo del debito non ci condanni a un fallimento sicuro.

    La svalutazione porterebbe poi a un trasferimento di ricchezza allo stato che come sappiamo non ha strumenti migliori del privato per aggiungere valore.

    Potremmo incrementare l’export per un po’, ma il governo riceverebbe anche tasse in moneta svalutata.

    Non c’e’ piu’ spazio per trasferire il conto ai posteri.

    2) Il secondo girone potesse in qualche modo avere un senso politico e monetario, cioe’ una qualche omogeneita’ che consentisse una politica monetaria.

    Qui la cosa non sta proprio in piedi. Al limite ogniuno per se.

    3) Le banche e i contratti (ad esempio i mutui) sono in Euro.

    Come sarebbe possibile pagare mutui e finanziamenti a lungo termine in Euro con salari e revenues in moneta svalutata?

    Quindi uscire dall’euro porterebbe probabilmente a default dei paesi indebitati.

    A questo punto sarebbe meglio un default in zona euro per i cattivi.

    Un caro prezzo, ma puo’ valer la pena se l’Europa fosse costratta ad imparare a governarsi.

    RG

  2. Aponus

    Prodi ha dichiarato a Sky tg24 che il debito italiano reggerà. Quindi preparatevi di conseguenza! 🙂

  3. Manola Massei

    Cioè, ci prepariamo a un’altra moneta? La nostra cara vecchia lira? Anche l’U.E. salterà?

  4. angela m.

    @Aponus- “Prodi dixit…”: Bene, e cosa ne dice di Berlusconi che ha sempre detto che la crisi non c’era ?

  5. Credo che un ritorno alla sovranità monetaria significhi, per diversi paesi Italia compresa, il fallimento immediato: sapere che un paese indebitatissimo e politicamente incapace si trova con la possibilità di emettere autonomamente moneta per monetizzare il proprio debito altrimenti ingestibile (i tassi non sarebbe già più quelli dell’area euro bensì più alti e figuriamoci se potranno essere sostenibili) implicherebbe il fenomeno descritto da Calvo di “sudden stop and reversal”, cioè nessun estero (ma credo anche vari italiani) acquisteranno alcun titolo di stato italiano, quindi l’Italia fallirebbe subito.
    I paesi deboli non hanno alcun ritorno positivo dall’abbandono dell’euro.

    Non ho ben chiaro anche quale sarebbe il vantaggio di una Germania nel vedersi saltare i principali partner commerciali oltre al fatto di far parte di una area monetaria “residua” da un progetto “fallito”.

    Piuttosto credo fortissimamente che si procederà a un accentramento decisionale in materia fiscale, un esautoramento degli organi nazionali per i paesi “viziosi”. tale perdita di autonomia fiscale comporterebbe una maggior credibilità del paese come debitore. certo, a quel punto mi chiedo a che diavolo serva uno stato sovrano se non può più decidere in materia sia monetaria che fiscale.

    Ad un corso di orientamento, all’alba dell’euro, mi fu detto che il progetto UE significava l’accentramento decisionale più vasto possibile finché ogni stato non potesse decidere autonomamente che la forma istituzionale (democrazia parlamentare, monarchia…). L’attuale fase di crisi a me pare utile, se non propedeutica, a realizzare questo progetto.

  6. Soros75

    Quella degli economisti e’ solo un’OPINIONE.
    Dove erano gli economisti quando negli USA si gonfiava la bolla dei subprime ?
    A questa gente non dó alcun credito.

  7. GIAMPAOLO

    Se l’Euro resiste, l’Italia sarà per la Germania quello che la Basilicata è oggi per la Lombardia.
    Se invece l’Euro salta, l’Italia salta il secondo dopo.
    Auguri.

Leave a Reply