1
Giu
2010

L’esito inevitabile

Pubblicata ieri dalla Banca centrale europea la semestrale Financial Stability Review, in cui si evidenzia il timore dell’istituto di Francoforte per lo stato delle banche europee, che rischiano un effetto-contagio dalla crisi di debito della regione. Considerando le svalutazioni e gli accantonamenti già contabilizzati, mancano all’appello almeno altri 195 miliardi di euro, di cui 90 quest’anno. Di rilievo il fatto che queste stime prescindono da effetti di retroazione, come ad esempio la ricaduta in recessione di Eurolandia a seguito di manovre di consolidamento fiscale, che causerà un aumento di crediti inesigibili.

Il rapporto evidenzia inoltre che molte banche (segnatamente quelle spagnole e portoghesi) restano prevalntemente o esclusivamente dipendenti dalla Bce per i finanziamenti e soprattutto che, entro la fine del 2012, le banche dell’eurosistema dovranno rifinanziare debiti a lungo termine per qualcosa come 800 miliardi di euro. Titoli che evidentemente, entreranno in rotta di collisione con le emissioni sovrane.

In questo diluvio di debito che si autoalimenta, e che ricorda molto la celebre scena de l’Apprendista Stregone in Fantasia, è verosimile attendersi un dolore crescente, al cui climax la Bce deciderà un massiccio easing quantitativo, analogo a quello della Fed, anche perché il bilancio dell’istituto guidato da Jean-Claude Trichet non ha ancora raggiunto i livelli di “lievitazione” di quello della Fed. Resta da capire cosa farebbe Axel Weber alla guida dell’Eurotower, vista anche la crescente propensione al cospirazionismo che lui ed i suoi connazionali evidenziano in questo periodo, ma questa è fantapolitica monetaria, per il momento. Superfluo (o forse no) evidenziare che l’easing quantitativo non sarà la soluzione ad alcunché, ma evitando il default esplicito di alcuni paesi di Eurolandia, compirà un ulteriore e decisivo passo verso la ripetizione di un “decennio perduto” di tipo giapponese.

La situazione resta estremamente preoccupante, e difficilmente reversibile. Per l’Italia, soprattutto alla luce della scadente qualità della manovra correttiva, si preparano momenti difficili, come testimonia anche oggi l’andamento del nostro credit default swap, che tocca nuovi massimi e si allarga più di quello della Spagna, malgrado l’ondata di declassamenti di debito inflitti agli istituti iberici negli ultimi giorni.

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7 Responses

  1. Oggi è evidente come la BCE abbia comprato euro per dare respiro alla quotazione.
    Ma sui mercati la positività è svanita nell’arco di qualche ora. Se non arriva qualche cigno bianco…

    Mi sia consentito fare un’osservazione un po’ dietrologica.
    Alla chiusura dei mercati, gli Stati Uniti hanno annunciato la volontà di perseguire la BP, oggi in caduta libera sulla borsa.
    Chi è l’azionista di maggioranza della BP? Nathan Rothschild ….non uno qualunque… Sarà disposto a perdere tutti questi milioni con la BP senza rifarsi da qualche altra parte? Secondo me, certi equilibri stanno saltando, anche nella Finanza anglosassone.

    La questione è chi salterà per primo.

  2. @ Azimut72
    Basta con stà storia del signoraggismo!!!….
    La BCE è di proprietà azionaria degli Stati dell’Eurozona non degli ebrei, quindi non compra euro ma semmai li emette.
    La BCE al massimo acquista debiti e cds il che non è equivalente nè a monete nè a titoli privati ma pubblici degli Stati nazionali.
    Obama ha indagato la BP per il presunto voluto inquinamento del golfo del Messico seguendo i deliri di Krugman (un keynesiano), bisognerebbe stabilire chi tra te e Obama sia il più complottista sulla questione….
    Se l’Euro salta è proprio perchè manca un gold standard e una libera moneta privata sonante, mica lo Stato o i governi nell’economia.
    Gli apprendisti stregoni sono già sufficientemente in opera.

  3. @azimut: ero in sala cambi ieri pomeriggio, e l’impressione di un interventino per evitare il tracollo ce lo abbiamo avuto un po’ tutti, però l’eurchf non ha mostrato cose strane, quindi forse è stata solo una impressione, perché la Snb difficilmente avrebbe potuto non approfittarne per comprare anche lei. al netto di tutto, ormai la bce credo sia rassegnata a vedere il cambio verso prezzi 1.16-1.18. difficile che possa decidere interventi massicci in solitaria, solo in caso di eccessi potremmo avere interventi coordinati bce-fed-boe-snb e chi ci sta. per il resto, di dietrologia non m’intendo. e l’euro continua apiacermi così com’è. sarò uno dei pochi. forse l’unico su questo blog.

    @luca f.
    se i liberali continuano a sognare il gold standard e a inveire contro krugman, buttano nel cesso l’ultima possibilità di dare alla scuola austriaca di economia una base solida di rilancio. è l’accento sull’incertezza la vera forza dell’economia austriaca, se accettano l’instabilità come conseguenza inevitabile e rifiutano qualunque ricetta dogmatica, diventano un faro. altrimenti, restano i soliti rancorosi e lamentosi sacerdoti di un culto morto e sepolto.

  4. @LucaF.
    Non me ne frega niente degli ebrei, nè di chicchessia. Lungi da me qualsiasi condiderazione razzista o antisemitica (tu pensa che in questi giorni sono d’accordo con Feltri!). Ci mancherebbe altro…
    Nessuno però può disconoscere il ruolo (e il peso) finanziario del ramo inglese della famiglia Rothschild. Secondo me, in caso di fallimento della BP, questo non potrà non avere degli effetti sugli equilibri finanziari (Cosa si direbbe in Italia se Mediobanca avesse una perdita netta di qualche miliardo di euro nelle sue partecipazioni?).
    Mi sia permesso aggiungere che è proprio il tuo e il vostro atteggiamento acritico che ha generato il dissesto finanziario. Per esempio…vorresti disconoscere ad oggi, 2010, il ruolo delle Lobby? …se lo fai, ammiro la tua purezza di spirito…basta pensare che ieri sui siti on-line di FT ed Economist era un’impresa trovare notizie sul procedimento aperto dagli Usa alla BP (della serie…tutto il mondo è Paese…ma gli altri a noi ci fanno le pulci ;-))
    Mi fermo qui.

    @Longhi
    secondo me, il movimento di ieri pomeriggio non è molto spiegabile se non si considera l’intervento di qualche mano pesante. Non è la Bce? ok, chi? (a proposito di trasparenza…).
    Ovviamente, però, sarei comunque ben felice di essere smentito se qualcuno mi dà una spiegazione alternativa e inquadrabile nell’ottica dei semplici meccanismi di mercato.

  5. @LucaF.
    dettaglino che mi è sfuggito.
    scrivi “La BCE è di proprietà azionaria degli Stati dell’Eurozona”
    non è esattamente così…

  6. @ Longhi

    L’ultima possibilità per tenere in piedi la baracca è proprio il gold standard che sino a Bretton Woods era parte del sistema economico finanziario mondiale.
    Krugman è un keynesiano demenziale come descritto anche da altri articoli qua sul sito, il rilancio degli austriaci non passa certo da tale pifferaio.
    Qui non è questione di incertezza, qui come ebbe modo di descrivere e prevedere Mises in altri tempi, l’U(E)RSS andrà a rotoli.
    Già le avvisaglie sono evidenti tra PIIGS, Francia e Ungheria.
    Non è questione di catastrofismo veggente, ma di razionalità e buonsenso.
    Il sistema non funziona e sta collassando.
    Gli austriaci lo denunciano e non mi pare per questo un demerito.
    Mi pare evidente come la ricetta dogmatica di Krugman sia per l’appunto dogmatica e per questo stupida in sè per sè (dato che non si discosta da quanto sino ad ora fatto dagli Stati).
    Dopo questa crisi i morti e sepolti saranno i ciarlatani della Teoria Generale di Keynes.

    @ Azimuth72
    La Bce si basa su quote controllate dai Governi, la sua operatività e indipendenza è puramente di facciata.
    Tant’è che per la Grecia ciascun paese ha corrisposto alla BCE una somma di denaro all’incirca rapportabile con la quota di “”azionariato”” da parte dei singoli Stati membri dell’Eurozona.
    Penso che i Rothschild non c’entrino nulla in questa fase dinamica di collasso dell’economia basata sui debiti pubblici nazionali.
    Ora a meno che tu non sia membro del club dei rettiliani e signoraggisti, dovresti sapere come l’emissione monetaria non causa di per sè il debito pubblico nazionale di un Paese.
    Il debito pubblico è dato dalla spesa pubblica, ergo dal Welfare State che nulla ha a che fare con banchieri e i Rothschild.
    Che poi i Rothschild speculino sul mercato sul fallimento degli Stati, mi pare evidente, non penso che tu quando scommetti con gli amici punti sulla squadra sicuramente perdente….
    Il caso BP non ha nulla a che fare con la fluttuazione della sterlina o dell’Eurozona, dato che semmai a una rilevanza solo per i titoli petroliferi e d’azionariato BP.
    Comunque non mi pare che il prezzo del petrolio sia aumentato dal momento dell’incidente della Louisiana.
    Non saprei dirti se alcune banche private sono azioniste della BP, certamente questo al momento non ha impatto sulla crisi attuale dovuta ai debiti pubblici degli Stati.
    Non capisco quale atteggiamento tu menzioni, mi pare che il sottoscritto e questo sito abbiano spiegato sufficientemente per filo e per segno l’evoluzione e le cause della crisi.
    Se poi tu credi a teorie complottiste millenariste o a misteriose presenze tra noi, ritengo che c’entri poco con l’economia e con l’ambito di discussione di questo sito.
    Le Lobby esistono da sempre in economia, quelle fuori dalle regole di mercato sono le peggiori, (vedi i governi e i politici come riprova).
    Non è colpa mia se i siti on-line di FT ed Economist non vengono aggiornati puntualmente nelle news.

  7. jonathan il gabbiano

    Spero di non distogliervi dalle VS discussioni dotti e illuminate ( ammiro la Vs cultura e preparazione specifica, pertanto spero di non essere frainteso ne di offendere alcuno); ho letto molti Vs (in senso lato, riferendomi in generale) interventi in merito alla crisi finaziaria e economica, ma non ve ne è uno che prende a riferimento la realtà vera concreta, il quotidiano.
    Ma dove eravate nel 2002 (e ovviamente anche prima) quanto è terminato il periodo di coesistenza tra lira e euro? ma come avete fatto a non accorgervi che avevamo centinaia di rivenditori di automobili con piazzali stracolmi di autovetture da 70.ooo e passa euro e che l’operaio, il manovale avevano contratto 2 3 mutui per comprare il televisore al plasma, la casa e l’autovettura nuova (fermo restando che magari il poverino aveva un contratto a tempo determinato e/o era un co.co.co); i megastores erano e sono pieni di centinaia di elettrodomestici,televisori ecc.ecc. tutti ovviamente acquistabili a rate, ma chi comprerà tutti questi prodotti?
    ma è possibile che nessuno si sia reso conto che eravano in iperproduzione?
    Ricordo come alcuni quotidiani ‘inneggiannavano’ all’indebitamento: gli italiani sono un popolo di risparmiato paurosi, devono imparare ad indebitarsi come fanno gli americani!
    Ma come hanno ragionato gli industriali, i banchieri (anche se mi chiedo dove fossero i sindacati) quando hanno deciso di delocalizzare le loro industrie, dietro a simili scelte ci doveva essere una pianificazione: va in Polonia, in Romania produco li e rivendo in Italia, in Germania ecc., si all’inizio il discorso poteva anche essere giusto, ma poi nel corso degli anni, se tu non dai ‘ricchezza’ dove produci e ‘impoverisci’ dove vai a vendere, chi ti comprerà i tuoi prodotti?
    Non curanti di ciò, si continua nella stessa direzione. Ieri sono passato in un piccolo centro abitato, 2000 anime residenti, in via di ultimazione, nonostante la crisi immobiliare, 10 palazzine di 16 appartamenti ciascuno; ma chi li comprerà mai? (160 apartementi per 3 persone = 480 inquilini; incremento della popolazione del 25% !!)
    Ma come possibile demandare l’intera politica sociale ed economica degli stati a finanzieri e banchieri; dove sono gli organi di controllo indipendenti?
    Com’è possibile che le società arrivino a quotarsi in borsa soltanto quanto sono oberate dai debiti?
    Si continua con la politica degli incentivi fiscali: autovetture, pannelli fotovoltaici, motorini, biciclette ecc., ma forse non si è consapevoli del fatto che in Italia tutto è partito dagl sgravi fiscali sulle ristrutturazioni messe apunto dal governo Prodi e prorogate dai governi che lo hanno seguito, facendo finta di non sapere che una volta terminati gli incentivi la crisi del settore che ha avuto le agevolazioni si protrarrà ben più a lungo?
    A cosa serve avere menti eccelse se poi non si è in grado di percepire, cogliere i segnali che la realtà quotidiana ci manda?
    Si parla di semplificazioni, d snellimento di procedure, ma di cosa state parlando? La semplicità è un’utopia che togliere di pezzo metà della classe politica e dirigenziale; leggere un bilanco per un comune mortale è un impresa titanica, per un correntista leggere il proprio estratto conto, alla luce delle recenti ‘semplificazioni’ introdotte dalle banche è 50 volte più difficile di prima!
    Si inneggia e ci si augura crescite del pil del 3% 4% non rendendoci conto che l’unica cosa a cui possiamo ambire è la stabilizzazione dei consumi e che l’unica cosa che potrà salvare l’economia è un pò di sana anche se tanto detestata da industriali, banche e indebitati finanzieri, deflazione!! Ah già, la deflazione, un termine nemmeno da considerare, perchè ciò gioverebbe a coloro i quali hanno condotto uno stile di vita parsimonioso e non improntato allo sfruttamento e alla speculazione.
    Infine un’ultima annotazione: nel corso di questi ultimi anni l’europa ha avuto un’opportunità unica: quella di svincolarsi dall’economia statuninense, non ha colto la palla al balzo e ora è vittima nuovamente dell’arroganza del paese a stelle e striscie; sono gli stati uniti che spingono vengono l’iperinflazione (ben vista dai finanzieri e dagli industriali e banchieri di ogni luogo e dove) e trovano il loro antagonistca in una BCE ‘tedesca’ e che vogliono piazzare a tutti i modi i loro titolo di debito; in aggiunta a ciò, per fortuna, ci sono anche i tanto tenuti, odiati e cattivi cinesi: hanno tutti i difetti del mondo: fanno concorrenza sleale, negano i diritti civili, però consentitemi di dire che hanno un gran pregio: non si sono piegati a 90° di ronte all’arroganza americana: preciso di non avere alcun preconcetto nei confronti degli USA, cerco solo di vedere le cose in modo obiettivo, così proprio come Jonhatan il Gabbiano durante uno dei suoi voli sopra il mare infinito (con la speranza di non essere impallettonato)

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