25
Apr
2010

Una teoria del ricatto. Di Francesco Dario Rossi

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Francesco Dario Rossi.

Scopo di questo mio scritto è l’introdurre la categoria di RICATTO come chiave interpretativa di molti comportamenti umani, in campo psicologico, affettivo, relazionale, sociale, economico, politico. Il ricatto può essere visto come categoria unificante per comprendere la prassi umana nell’ambito della NON GRATUITA’. La GRATUITA’ è infatti la categoria che contraddistingue l’amicizia, l’amore disinteressato e l’arte (ad es. la poesia, la musica, la pittura, ecc. finché esse non sono oggetto di profitto); esse sono sfere di comportamento in cui non viene usato il ricatto e rimangono tali solo se il ricatto non viene usato. Da questo punto di vista la LIBERTA’ è tale in quanto NON  RICATTABILITA’.

La forza del ricatto è direttamente proporzionale alla RICATTABILITA’ di chi lo subisce. Chi attua ricatti ha pertanto interesse a creare negli altri dipendenze univoche, monopoli, passaggi obbligati, strettoie, mediazioni vincolanti, contratti esclusivi, che per semplicità chiamerò COLLI DI BOTTIGLIA.

Il potere consiste nella gestione intelligente di tali COLLI DI BOTTIGLIA e nella capacità di crearne sempre nuovi.

RICATTO  AFFETTIVO

Il ricatto affettivo è una potente forma di manipolazione in cui le persone che ci sono più vicine minacciano, o direttamente o indirettamente, di punirci se non facciamo quello che essi vogliono. Al cuore di ogni tipo di ricatto vi è una minaccia di base, che può essere espressa in molti modi diversi: se tu non fai quello che i ricattatori vogliono, tu soffrirai. Un ricattatore di solito minaccia di usare le sue conoscenze sul passato di una persona per rovinare la sua reputazione, o chiede di essere pagato per conservare un segreto. Il ricattatore affettivo colpisce più vicino a casa nostra. I ricattatori affettivi sanno quanto noi valutiamo la nostra relazione con loro. Essi conoscono le nostre vulnerabilità. Spesso conoscono i nostri più intimi segreti e usano questa conoscenza per adattare le loro minacce per ottenere quello che essi vogliono:la nostra complicità.Sapendo che noi desideriamo amore e approvazione, i nostri ricattatori minacciano di toglierceli entrambi o fanno in modo che noi ci sentiamo nella necessità di guadagnarli da loro. Ad es, se tu sei orgoglioso di essere generoso e gentile, il ricattatore potrebbe accusarti di essere egoista o sconsiderato.

Se tu valuti molto il denaro e la sicurezza, il ricattatore può attaccare tali condizioni o minacciare di toglierti denaro e sicurezza. Se si dà ascolto ai ricattatori affettivi, ci si può trovare nelle condizioni di lasciare loro il totale controllo dei nostri comportamenti.

I ricatti affettivi più importanti sono quelli dei genitori nei confronti dei figli, in particolare della madre nei confronti dei figli maschi, e quelli tra i partners di una coppia.

Il primo è strettamente collegato al complesso di Edipo e a quello di Elettra ; la sua mancata o riuscita soluzione segna tutta la vita psichica di un individuo.

Il ricatto tra partners è usato per trarre il maggior vantaggio possibile dall’altro partner e per imporgli una dominanza . I mezzi usati sono, oltre al denaro, alla minaccia di distruggere l’autostima dell’altro e di spezzare la relazione, dei quali abbiamo parlato prima, il ricatto sessuale ed i figli, che nella relazione di coppia sono spesso trasformati in veri corpi contundenti e armi di ricatto.

Nella misura in cui sono messi in atto tali ricatti, non esiste più l’amore. L’AMORE si trasforma cioè in BALANCEMENT  DI RICATTI   INCROCIATI, e dal campo della gratuità si trasferisce in quello del ricatto.

Invece nell’amicizia, intesa nel vero senso della parola, NON  ESISTONO RICATTI. L’amicizia è fondata sulla gratuità, sugli SCAMBI  GRATUITI. Nel momento in cui sorgono ricatti e si effettuano scambi non gratuiti, l’amicizia si disfa.

A questo concetto è strettamente connesso quello di GRATITUDINE, che è l’estrinsecazione della GRATUITA’ ed il suo essenziale fondamento.

PREZZO  VALORE  E  RICATTO

Per comprendere il significato del PREZZO, bisogna risalire a quello di RISCATTO – RICATTO.

Il riscatto è la quantità di beni (oggetti, denaro, prestazioni, ecc.) che si è disposti a pagare per riavere una persona o un bene che ci sono stati sottratti e che ci sono necessari, a volte indispensabili.

Infatti riscattare in latino si dice “redimere”, derivante etimologicamente da re – emere, cioè acquistare indietro, riacquistare.

Pertanto VALORE = PREZZO  DI  UN  RISCATTO.

RISCATTO  =  RICATTO, perché il ricatto consiste nel massimizzare l’importanza di un bene, rendendocelo raro o togliendocelo;

e, per la proprietà transitiva dell’uguaglianza ,

VALORE  =  PREZZO DI UN  RICATTO

La legge della domanda e dell’offerta è quindi un EQUILIBRIO  DI RICATTI ed il  PREZZO è l’espressione di tale equilibrio, in continua evoluzione e mutamento.

Ad es., se ci troviamo nel mezzo di un deserto, siamo disposti a pagare qualsiasi prezzo pur di avere un sorso d’acqua. Il VALORE ed il PREZZO dell’acqua sono determinati dalla nostra RICATTABILITA’.

Se siamo molto malati, in pericolo di morte, o lo sono i nostri figli, siamo disposti a PAGARE qualsiasi prezzo per avere le cure necessarie.

Se teniamo alla sicurezza nostra e dei nostri figli da intemperie, incendi, furti, ecc., siamo disposti a pagare qualsiasi prezzo per ottenere SICUREZZA  E  PROTEZIONE da tali eventi.

E così via.

Il DENARO è il mezzo artificiale di scambio più comodo per consentire l’equilibrio di ricatti incrociati, in cui consiste l’economia.

Il DENARO diventa tuttavia esso stesso MEZZO INDISPENSABILE e , di conseguenza, oggetto di CONTINUI  RICATTI ( si pensi ai tassi di interesse, all’usura, alle speculazioni finanziarie, ecc.)

CONSERVAZIONE  DI NOI  STESSI E DELLA  SPECIE

Per capire la  RICATTABILITA’ negli esempi che abbiamo riportato, è opportuno riflettere su quali sono le motivazioni essenziali nella  vita di noi uomini.

I due ISTINTI fondamentali che governano la vita dell’uomo, come quella degli altri animali, sono l’ AUTOCONSERVAZIONE e la CONSERVAZIONE  DELLA  SPECIE, a cui corrispondono l’aggressività e la libido. Vi è poi un terzo fattore, l’INVIDIA, che interagisce con entrambi e condiziona la maggior parte dei rapporti sociali, economici e politici, spingendo spesso a comportamenti irrazionali ed in contrasto con i  due istinti fondamentali.

I beni più importanti sono quindi la NOSTRA VITA, la POSSIBILITA’ DI  PROCREARE (sessualità)  e  LA  CONSERVAZIONE  IN VITA  DEI  FIGLI  E  DEI DISCENDENTI..

I VALORI fondamentali sono quindi connessi a questi beni.

In relazione ad essi si  misura la nostra RICATTABILITA’e quella altrui, cioè i PREZZI che si è disposti a pagare per preservare la nostra vita e la sua qualità, l’estrinsecarsi della nostra SESSUALITA’e la SALUTE dei nostri figli e discendenti.

Tutta l’economia si fonda soprattutto su questi tre beni e sulla nostra RICATTABILITA’relativa ad essi.

Alla conservazione della nostra VITA e di quella dei nostri figli servono ARIA – ACQUA – CIBO – MEDICINE – FONTI ENERGETICHE – SICUREZZA da catastrofi, incendi, guerre, ecc. Definirei questi MEZZI ESSENZIALI  PER  PRESERVARE  LA  VITA  E  LA  SUA  QUALITA’.

Quanto più siamo RICATTABILI riguardo alla disponibilità e possibilità di avere questi beni, tanto più questi aumentano di VALORE  E DI  PREZZO.

Alla base della possibilità di PROCREARE, cioè alla SESSUALITA’, sono connessi tutti i mezzi che le permettono di esplicarsi in modo efficace..

In uno stato libero di natura la SESSUALITA’ comporterebbe che una donna, nel periodo fertile della durata di circa 35 anni, potrebbe generare circa una ventina di figli. L’equilibrio della specie si manterrebbe perché sopravviverebbero solo i più forti di fronte a cataclismi, epidemie, uccisioni e mutilazioni reciproche per il possesso delle femmine e di altri beni essenziali.

Con l’evolversi della civiltà umana, si è compreso che una sessualità libera provocherebbe un ECCESSO  DI POPOLAZIONE.

Si sono così formati gradualmente TABU’ SUL SESSO  e  SULLA PROCREAZIONE . Si è cominciato a considerare il SESSO un peccato, una colpa, creando forti INIBIZIONI  ALLA LIBIDO.

Tali inibizioni hanno provocato conseguenze endogene ed esogene all’uomo.

Quelle endogene sono le NEVROSI (ansia, depressione, isteria, ecc.).

Quelle esogene sono la PROSTITUZIONE e la PORNOGRAFIA, ossia la COMMERCIALIZZAZIONE  DEL  SESSO.

Avendo l’uomo bisogno di liberarsi dalla forza della SESSUALITA’ INIBITA, esso diviene OGGETTO  DI  CONTINUI  RICATTI  SESSUALI.

RICATTI  SESSUALI

Nei rapporti tra partners sono spesso usati ricatti sessuali, che creano DIPENDENZA nell’altro e DOMINIO con l’uso ed il dosaggio della sessualità di cui questo ha bisogno.

Nella società si diffondono la prostituzione e la pornografia, DUE PALLIATIVI – RIMEDI che soddisfano la sessualità repressa.

L’uomo e la donna sono molto RICATTABILI in questo campo, perché prostituzione e pornografia sono IPOCRITAMENTE  COLPEVOLIZZATE. Gli uomini ne hanno bisogno, ma, se le usano, sono RICATTABILI e spesso RICATTATI.

Pertanto il VALORE ed il PREZZO di prestazioni SESSUALI (che non avvengano nella sfera della GRATUITA’ – e sono molto rari) è alto, soprattutto nella fase successiva del RICATTO ( o affettivo o economico).

Lo stesso discorso vale per la PORNOGRAFIA.

Alla repressione della sessualità sono legate le NEVROSI e parecchie PSICOSI.

I mezzi più usati, consciamente o no, per porvi rimedio sono l’uso di ALCOOLICI, di DROGHE e PSICOFARMACI.

Ne deriva la grande RICATTABILITA’ connessa al loro USO ed i loro PREZZI.

Rapporti interpersonali in GRUPPI FORMALI ed INFORMALI.

Nei gruppi (classi scolastiche, gruppi di lavoro, officine, uffici, circoli privati, gruppi sportivi, reparti militari, ecc.) esistono RAPPORTI DI FORZA , fondati sul RICATTO e sul BALANCEMENT Di RICATTI INCROCIATI, e RAPPORTI  DI GRATUITA’( rapporti di amicizia, interessi artistici, scambi gratuiti di conoscenze, servizi, ecc). Tuttavia anche gli scambi gratuiti quasi sempre sono BARATTI e rientrano quindi nell’incrocio e bilanciamento di ricatti.

Un principio che ritengo fondamentale è la NON COMPATIBILITA’ tra la sfera del RICATTO e quella della GRATUITA’. Quando vi è uno sconfinamento, un intersecarsi tra le due sfere, prevale sempre il RICATTO.

POTERE.

Il potere consiste nell’uso a proprio vantaggio della RICATTABILITA’ degli altri.

I giochi di potere non sono altro che un INCROCIO DI RICATTI.

Potere apparente è quello delle autorità politiche, economiche, bancarie,militari, ecclesiastiche, ecc., a capo di istituzioni formali, soprattutto quando non è CARISMATICO.

La RICATTABILITA’ è spesso il criterio secondo cui si ha accesso ai centri di POTERE APPARENTE.

Possedere un POTERE APPARENTE significa ESSERE  NELLA SIRINGA, cioè essere costretti a fare determinate scelte ed azioni, senza poter tornare indietro.

Il POTERE REALE  è in teoria quello di chi riesce a usare la RICATTABILITA’ degli altri per trarne benefici e a METTERE  NELLA  SIRINGA  altri a cui affidare il potere apparente.

La politica e la diplomazia sono i mezzi per ricercare un EQUILIBRIO TRA RICATTI.

Finché l’equilibrio resiste, vi è PACE, più o meno apparente.

Quando un gruppo economico, sociale, un partito, uno stato ritengono di poter rompere a PROPRIO VANTAGGIO  o a puro svantaggio degli altri tale equilibrio di RICATTI, scoppiano guerre e rivoluzioni.

La GUERRA è pertanto il passaggio dall’uso del ricatto alla dimostrazione e uso della FORZA, per imporre maggiori RICATTABILITA’ ad altri.

ARMI – POTERE  MILITARE – RICATTO

Per poter perpetrare qualsiasi RICATTO è fondamentale il possesso di mezzi con cui minacciare i ricattati.

Ne consegue l’estrema importanza degli armamenti e del loro controllo e commercio.

Il potere economico e politico è inesistente senza il possesso delle armi e senza il controllo e il dominio di chi le può usare.

Di qui nasce il delicato rapporto con i vertici ed i quadri delle forze armate, che possono ricattare in ogni momento chi detiene il potere economico e politico e la necessità di avere sempre eserciti e corpi militari diversificati  e rivali tra loro, per neutralizzare i ricatti o , per lo meno, renderli meno cogenti.

Da notare il fatto che, con l’invenzione ed il diffondersi di armi di distruzione di massa ( nucleari, chimiche, batteriologice, ecc), è sorta una SITUAZIONE DI STALLO tra ricatti incrociati, dovuto al deterrente di guerre totali, che distruggerebbero l’umanità.

Per IMPORRE RICATTI E SCONGIURARLI, si è pertanto diffuso  l’uso di guerre con  armi convenzionali e del terrorismo, che consegue enormi risultati ricattatori, grazie all’effetto di amplificazione da parte dei media tradizionali e del web.

FONTI ENERGETICHE  E RICATTO

Da quanto abbiamo detto precedentemente, si evince che, per imporre ricatti efficaci, per il principio del COLLO DI BOTTIGLIA,  chi possiede fonti energetiche non rinnovabili ( ad es.  petrolio, gas combustibile, ecc), ha convenienza a che non si sviluppino fonti energetiche alternative rinnovabili e potenzialmente a basso costo ( nucleare, eolica, idrica, delle maree, ecc)

MASS-MEDIA  e RICATTO

Il ricatto viene esercitato comunicando a chi si vuol ricattare i pericoli e le sciagure a cui andrà incontro se non accetta le condizioni del ricatto.

Si pensi al significato etimologico della parola inglese blackmail , che lo indica . Blackmail significa “posta nera”. I ricattatori nell’uso comune del termine usavano infatti lettere e telefonate anonime .

Nella società agricola e preindustriale i ricatti da parte di chi deteneva il potere avvenivano con comunicazioni semplici, affidate a bandi, decreti, passa-parola, con minacce di  punizioni e sciagure contro  chi non vi si fosse assoggettato.

Con la società industriale e l’avvento dei mass-media (giornali, cinema, radio, TV, ecc.) sono mutati radicalmente i sistemi di comunicazione e, di conseguenza, i sistemi per ricattare.

I giornali erano letti solo da una élite acculturata, ma la radio è ascoltata e la TV è vista da tutti.

E’ diventato quindi fondamentale il controllo dei mass-media, per esercitare il potere tramite il ricatto su larga scala.

Attraverso l’uso dei mass-media sono usati ricatti di ogni tipo. Con la manipolazione delle notizie contrabbandata come informazione, con la pubblicità, con programmi ad hoc, gli spettatori sono sottoposti a loro insaputa a continui ricatti da parte di chi detiene il potere , cioè da chi detiene le risorse ed i mezzi  per poter ricattare.

Soprattutto nelle ore di maggiore audience sono messe in risalto notizie sottilmente ricattatorie, per manipolare l’opinione pubblica.

In questa luce bisogna leggere le notizie, abilmente dosate e manipolate, riguardanti i nostri bisogni essenziali: aria, acqua, cibo, fonti energetiche, sicurezza per noi e per i nostri figli. 

Da questo punto di vista dobbiamo interpretare la criminalizzazione di alcune categorie o ditte o persone, ad esempio le notizie sulla pericolosità di determinati alimenti o delle dighe idroelettriche o di centrali nucleari.

Possedere il controllo dei mass-media di conseguenza significa avere la possibilità di ricattare chiunque , screditandolo di fronte all’opinione pubblica.

TEMPO  –  LAVORO  – RICATTO

Data la finitezza temporale della nostra vita, il maggior valore che possediamo è il tempo.

A questo è connessa la nostra ricattabilità intrinseca alla vita (paura della morte, delle malattie), che fa parte della nostra condizione esistenziale di uomini. Ne consegue l’enorme potere ricattatorio di chi detiene o finge di detenere le chiavi per accedere ad una possibile immortalità senza punizioni eterne.

Inoltre la soddisfazione dei beni di cui abbiamo parlato (autoconservazione, possibilità di procreare, difesa e protezione di figli e discendenti) è commisurata al tempo e finalizzata ad aumentare il tempo di vita.

Tuttavia, per ottenere o proteggere tali beni, dobbiamo produrre, tramite il lavoro

Il tempo della vita si può quindi dividere in lavoro e tempo libero.

Ebbene, il lavoro è tempo connesso al ricatto.

In questa ottica si può interpretare la categoria marxiana di rapporti di produzione.

Dato che la produzione di beni necessari alla sopravvivenza nostra e dei nostri figli è indispensabile, il potere consiste anche nel riuscire ad usare il tempo DEGLI ALTRI, per garantirci i beni di cui abbiamo bisogno, attraverso il RICATTO, in pratica imponendo loro di lavorare per noi o gratis o al costo più basso possibile.

IL COSTO DEL LAVORO è la quantità di tempo che siamo disposti , o più spesso costretti, a dedicargli in cambio di VITA e di TEMPO LIBERO.

Tale COSTO e VALORE è pertanto determinato dalla nostra RICATTABILITA’. Più abbiamo necessità dei beni essenziali, più siamo ricattabili e più basso è il COSTO DEL NOSTRO LAVORO, cioè della CESSIONE DEL NOSTRO TEMPO.

Viceversa, se chi ha bisogno del lavoro di altri è ricattabile, il COSTO DEL LAVORO SI INNALZA e diventano determinanti SCIOPERI e monopolizzazioni di servizi.

Se il giorno di Natale o a Ferragosto scoppia un tubo in casa nostra, l’idraulico ha un enorme POTERE DI RICATTO. Chi in un’azienda o ente pubblico ricopre funzioni o un know how determinanti, ha un GRANDE POTERE RICATTATORIO e riesce ad ottenere REMUNERAZIONI ALTISSIME.

L’economia e i rapporti di produzione consistono quindi nella GESTIONE DEL TEMPO nostro e di quello degli altri.

La LIBERTA’, dato che si misura in NON RICATTABILITA’, è TEMPO NON ALIENATO E RICATTABILE.

Se ad es. uno di noi si arricchisce, accumulando tempo degli altri in BENI e TEMPO di VITA soggetti a grande RICATTABILITA’ ( paura di furti, espropri, estorsioni, incendi, ecc.), è in realtà meno libero di coloro ai quali ha sottratto il tempo.

D’altronde TEMPO NON ALIENATO è quello che dedichiamo ad attività che realmente completano e sviluppano noi e gli altri , quelle che venivano definite arti LIBERALI ( ad es. arte, filosofia,  scienza come ricerca, insegnamento, amicizia, ecc.). L’importante è che queste attività non cadano mai nel RICATTO. E’ indispensabile che la GRATIFICAZIONE nell’esercitarle sia sempre superiore al prezzo con cui eventualmente siano esse retribuite e che non siano svolte imponendo RICATTI AGLI ALTRI.

INTERNET  E  RICATTO

Le categorie entro le quali la nostra vita si svolge e che ci permettono di orientarci sono lo SPAZIO ed il TEMPO. Un’altra categoria importante nella maggior parte delle attività e dei ricatti umani è l’INTERMEDIAZIONE.

Ebbene, Internet ha sconvolto queste tre categorie, dato che sue caratteristiche sono l’UBIQUITA’, la SINCRONIA e il RAPPORTO DIRETTO , senza mediazioni, che non siano lo stesso web e le sue peculiarità.

Di conseguenza, con Internet mutano totalmente le CONDIZIONI entro cui avvengono i RICATTI.

Di qui sono  due le  strade che si aprono con il suo utilizzo: Internet può essere un’immensa rete di LIBERTA’e di TEMPO NON ALIENATO, oppure un mezzo di TOTALE CONTROLLO da parte di chi detiene il POTERE tradizionale, insomma un mezzo di RICATTO TOTALE e TOTALIZZANTE.

Chi detiene il potere tradizionale ne è ben conscio. Di qui i tentativi da una parte di limitare l’accesso ad Internet, dall’altro di usarlo come sistema di controllo e di ricatto.

Si è avviata pertanto la criminalizzazione, diffusa ed esaltata nell’immaginario collettivo tramite i mass-media oltre i limiti della pericolosità effettiva, di due reati che effettivamente possono usare Internet per essere commessi: la PEDOFILIA e il TERRORISMO.

Dopo che si è diffuso a livello planetario l’uso di Internet e che i poteri tradizionali hanno capito la sua PORTATA RIVOLUZIONARIA nel sistema dei ricatti, su cui si è sempre fondata la società, i mass-media hanno cominciato a parlare continuamente di pedofili e di terroristi che si organizzano sulla Rete.

L’opinione pubblica è terrorizzata dalla paura che con Internet si diffondano appunto pedofilia e terrorismo e in tal modo è dissuasa dal farne uso  e dal farlo usare dai ragazzi .

Eppure, se si pensa che sui server risultano tutti i siti ai quali si è avuto accesso, è piuttosto strano che pedofili e terroristi, che non siano completamente stupidi, usino tale mezzo globale per i loro fini.

E’ invece facilissimo per chi detiene il potere tradizionale inserire nei PC e nelle mails degli utenti che si avvicinano a siti “sensibili”,sui quali si possono COMPRENDERE I MECCANISMI REALI DEL POTERE E DEL RICATTO, immagini, links a siti, ecc., con cui poi accusarli di pedofilia e di terrorismo.

L’utente Internet , proprio perché è potenzialmente in grado di SCONVOLGERE I SISTEMI TRADIZIONALI DI RICATTO, è soggetto al RICATTO di essere criminalizzato con accuse di reati da cui NON E’ IN GRADO DI DISCOLPARSI, essendo tutto a suo carico l’onere della prova.

Altri mezzi potentissimi per ricattare gli utenti Internet sono i VIRUS, che i mass-media dicono siano prodotti da ragazzi, da ipotetici hackers incontrollabili, ma in realtà sono prodotti da abili informatici, prezzolati da chi detiene il potere e dalle aziende del settore  per bloccare i computers , rovinarli, vendere ormai inutili ANTIVIRUS.

Come ciliegina sulla torta, esiste un RICATTO TOTALE a cui è soggetta la società industriale, tecnologica ed informatizzata: la minaccia e l’uso dei BLACK-OUT.

Chi detiene il controllo delle fonti energetiche ( ad es. petrolio, metano, centrali elettriche, nucleari, ecc.) può esercitare ogni tipo di RICATTO su chi non accetti le proprie condizioni di POTERE, PREZZI e TARIFFE.

Tutta la nostra “civiltà” è nelle mani di chi può da un momento all’altro staccare la spina, premere un bottone, con cui toglierci l’energia e la possibilità di comunicare.

UTOPIA

L’utopia consiste nel credere che possa esistere una società o un sistema politico ed economico esente da ricatti. Presumibilmente, coloro che, in nome di questa utopia, cercano di raggiungere il potere, quando lo hanno ottenuto, in realtà hanno usato e usano spesso ricatti ancora più intollerabili di quelli che sostengono di combattere.

RICATTO E LINGUAGGIO

Mi lascia perplesso il fatto che né in latino né in greco antico esista una parola che esprima il concetto di “ricatto”. In latino , per esprimere tale concetto, si deve usare la perifrasi “minis cogere = costringere con minacce” oppure il verbo “redimere”, che in realtà significa riscattare.

Anche la parola italiana ricatto è attestata per la prima volta nel 1872, nel dizionario etimologico del Tommaseo, nel significato di “estorsione di denaro o altro profitto ottenuta con minacce”, ma solo riferito al sequestro di persona; poi nel 1891 nel dizionario del Petrocchi , come termine giuridico di più ampia accezione. Alcuni linguisti ( ad es.Rigatini, Alessio, ecc) inoltre ritengono il termine “ricatto” derivato direttamente da “riscatto”.

Inoltre in nessun dialetto italiano ho trovato una parola che definisca tale concetto. In tutti si usa il termine italiano.

In inglese “ricatto” si dice “blackmail”, cioè “posta nera”. In tedesco “Erpressung”, cioè “pressione, obbligo.” In francese ricattare si dice “faire chanter”, cioè “far cantare”, da cui il termine “chantage”. In spagnolo “chantaje”. Ho l’impressione che anche queste parole siano neologismi, espressi con metafore.

Azzarderei quindi l’ipotesi che il ricatto , come il sesso, sia così insito nell’essere umano da diventare quasi innominabile.

Sappiamo benissimo che i termini non scientifici riferiti a organi o azioni sessuali sono tabu nel linguaggio. Sono o innominabili o nominati sempre in senso spregiativo e le metafore ad essi riferite sono negative. Quando una parola del linguaggio comune è riferita poi ad un organo o funzione sessuale diviene per pregnanza anche essa tabu. Chi ad es. in Italia dice più “scopare” nel senso di “spazzare” o in Argentina “coger” nel senso di “prendere, di tomar”?

Per una legge simile insita nella formazione del linguaggio, considerando che il linguaggio è il nostro modo di concepire il mondo (Gadamer), è la casa dell’essere (Heidegger), l’azione del ricattare potrebbe essere così insita nella natura dell’uomo, così connaturale al nostro essere, come la sessualità, che sarebbe quasi innominabile, proprio come le funzioni sessuali.

ALTRE RIFLESSIONI SUL RICATTO

 In riferimento al mio precedente saggio sulla categoria del ricatto, scrivo alcune riflessioni, che in parte ribadiscono concetti già espressi, in parte ne sono corollario.

Vorrei innanzi tutto sgomberare il campo semantico di questa parola dalla connotazione molto negativa che essa ha comunemente (essendo associata al concetto di estorsione) e conferirle invece una valenza neutra di categoria dell’agire umano.

L’azione umana si esplica fondamentalmente attraverso l’otium ed il negotium ( nel significato classico di tali termini).

Sappiamo che per i Romani l’otium, come la scholé per i Greci, aveva il significato di tempo dedicato allo studio, alla cultura dell’animo, all’arte, alla filosofia. Ad esso si contrapponeva il negotium ( da nec-otium, ossia la negazione dell’otium), che consisteva nelle attività pratiche connesse al commercio, agli affari, alla prassi politica.

Ebbene. Io ritengo che il ricatto sia la categoria fondamentale dell’agire umano nel campo dei negotia. E’ quindi infondata una connotazione negativa di tale parola, se la riferiamo ad un campo semantico così ampio, tanto più che, come abbiamo visto, il ricatto è insito nella natura umana.

 Libertà e necessità sono  due poli antitetici entro cui si esplica la vita umana, sia individuale sia sociale.

La libertà è una istanza insita nell’animo umano, per la quale sono state combattute molte lotte politiche e sociali. Tuttavia l’uomo è determinato nelle sue azioni dai propri limiti fisici ed esistenziali, dalla scarsezza delle risorse, da bisogni insoddisfatti.

La vera libertà, in quanto non ricattabilità,  è soltanto quella relativa all’otium e alle attività ad esso connesse. L’uomo è veramente libero soltanto nell’amicizia disinteressata, nell’arte e nel gioco fini a sé stessi, nell’esercizio della filosofia e nello studio non finalizzati a fini pratici.

La prassi connessa alla soddisfazione di bisogni essenziali e alla commercializzazione di arte, scienza, gioco, filosofia fa invece parte dei negotia e, di conseguenza, non appartiene alla sfera dell’otium e della libertà, ma a quella del ricatto.

Come si è visto nel primo studio, il prezzo di qualunque bene o servizio è determinato dalla cogenza del ricatto.

Pertanto tutte le attività facenti capo ai negotia hanno evidentemente un prezzo; non è pensabile una vita associata in cui le attività pratiche non lo avessero.

Secondo i teorici di economia, il prezzo è determinato dal mercato, ma il mercato si adatta alla capacità degli agenti di ricattare e di by-passare i ricatti.

A mio avviso, dovrebbe essere studiato e fissato un coefficiente “ R “  (possibilità di ricatto) e le sue variabili, per studiare e determinare le variazioni dei prezzi.

L’attività umana connessa ai negotia è essenzialmente un insieme di scambi, di rapporti commerciali e soprattutto di mediazioni.

L’uomo difficilmente ha la possibilità di soddisfare direttamente i propri bisogni ( reali o indotti dalla pubblicità e dal potere). Ha la necessità di baratto, di scambio di beni e servizi e , di conseguenza, del commercio.

Con il commercio nasce la mediazione , strettamente connessa al ricatto, in quanto agisce su e con quelli che abbiamo definito “colli di bottiglia” e tende sempre a perpetuarli.

Se riflettiamo bene, ci accorgiamo che i prezzi più alti corrispondono sempre a rapporti ricattatori, che si fondano su monopoli, mediazioni vincolanti, contratti esclusivi, ecc

Gli uomini più intelligenti ed intraprendenti hanno sempre cercato e cercano di agire nel campo della prassi connessa alla mediazione, perché sono i più remunerativi, soprattutto se agiscono tramite efficaci “colli di bottiglia”, che offrano buone possibilità di ricatto.

D’altra parte , gli uomini più intelligenti ed intraprendenti cercano contemporaneamente di by-passare i “colli di bottiglia” ed i ricatti degli altri.

RICATTO  E  ATTIVITA’  ILLECITE

Per dimostrare l’estrema importanza del ricatto nel rialzo dei prezzi, citerò alcuni esempi di attività molto redditizie,  più  o meno illecite. E’ forse questo il motivo che ha fatto assumere una connotazione negativa a tale parola.

Gli alti prezzi della droga e della prostituzione sono dovuti soprattutto al fatto che il loro uso è vietato dalle leggi o molto riprovato socialmente. Chi ne fa uso ne diventa quasi sempre dipendente, sempre soggetto a forti ricatti e quindi disposto a pagare prezzi  sempre più alti per dosi minime.

Il commercio di organi è fiorente e molto redditizio perché il loro espianto e trapianto è evidentemente regolato da una legislazione molto severa. Pertanto chi ha necessità di farsi trapiantare organi vitali è quanto mai ricattabile e disposto a pagare prezzi altissimi a chi gli fornisce clandestinamente gli organi espiantati.

Il commercio di armi è quanto mai redditizio proprio perché chi ne ha bisogno e non può averle legalmente, e i casi sono frequentissimi ( singole persone, gruppi terroristici, eserciti più o meno clandestini, ecc.), è soggetto a ricatto e disposto a pagare prezzi molto alti ( pagando spesso con droga e organi espiantati).

L’usura, con l’applicazione di interessi astronomici, fonda i propri guadagni proprio sulla ricattabilità di chi ha urgente bisogno di denaro e non ha l’affidabilità e la solvibilità per ottenere prestiti legali.

Data l’importanza e la cogenza del ricatto nei rapporti di mediazione, si comprende facilmente perché molte attività illegali ( e molto redditizie) siano proprio connesse ad essi. Si pensi all’importanza delle tangenti ( che in realtà sono commissioni di mediazione!) per accaparrarsi appalti di lavori, forniture e servizi. Si pensi all’abilità delle cosche mafiose e camorristiche nell’inserirsi in tutti i rapporti di mediazione e nel creare sempre nuovi e lucrosi “colli di bottiglia”.

Chi lucra con le suddette attività ha bisogno di riciclare il molto denaro di cui è in possesso e che è considerato “ sporco”, in quanto la legge vieta il versamento regolare di quantità troppo ingenti di denaro liquido. È quindi a sua volta molto ricattabile in questo campo. Si comprendono gli enormi guadagni di chi offre la propria disponibilità per il riciclaggio di danaro “sporco”.

RICATTO  E BY-PASS

Come tutti sappiamo, il by-pass è comunemente inteso come una tecnica chirurgica usata  per evitare i danni causati dall’ostruzione di un’arteria, con l’inserimento di un nuovo passaggio per l’afflusso sanguigno.

Ritengo opportuno usare tale metafora per individuare i  mezzi adatti per superare i “colli di bottiglia” ed evitare gli effetti dei ricatti.

Le relazioni umane, siano esse affettive, economiche, politiche, religiose, sono incentrate sempre sulla dialettica tra ricatti e tentativi di by-passarli, tra poteri univoci e libertà policentriche.

Tutto ciò che è “mono” ( monopolio, monarchia, monogamia, monoteismo, ecc.) è per definizione ricattatorio, in quanto fondante di un potere che non lascia a chi vi è soggetto alcuna alternativa per liberarsene.

Da sempre gli uomini si sono dibattuti tra la logica di chi cerca di imporre poteri e ricatti univoci e quella di chi cerca di sfuggire ad essi, affermando la propria libertà. L’economia e la politica cercano di trovare un possibile equilibrio tra queste due istanze contrapposte, bascullando tra poli opposti:  tirannide e anarchia,  stato assoluto e assenza di uno stato, monopolio ( o oligopolio) e libertà assoluta dal mercato.

INSEGNAMENTO  E RICATTO

L’insegnamento ha come scopo la trasmissione alle nuove generazioni e agli altri del sapere, del  saper fare e del  saper essere.

L’insegnamento riguardante competenze specifiche relative al saper fare è quasi sempre              fondato sul ricatto.

Chi possiede competenze specifiche e tecniche (con cui è in grado di ricattare altri e di trarne profitti ) le trasmette ad altri soltanto a piccole dosi, mai totalmente, in modo da trarre vantaggi e profitti  dall’attività di insegnamento.

Invece l’insegnamento relativo al sapere in generale e al saper essere (ad  es. filosofia, arte, ecc.), se ha  come scopo la condivisione delle conoscenze e la loro trasmissione senza limiti, non crea colli di bottiglia e dipendenze nei discenti.

Abbiamo visto che il prezzo ed il potere sono direttamente proporzionali alla possibilità di creare colli di bottiglia e di trarre vantaggio dalla ricattabilità degli altri.

E’ lampante il motivo per cui l’insegnamento non tecnico e non relativo a competenze specifiche sia da sempre (e sarà sempre) pagato pochissimo.

D’altronde la stessa parola “scuola” deriva dal  greco scholé, che abbiamo visto avere il significato di otium latino.

Abbiamo detto che l’otium è la categoria del non ricatto. Dato che il prezzo  è determinato dal ricatto, è lampante che l’insegnamento relativo all’otium non possa per definizione avere alcun prezzo ( oppure avere prezzi simbolici, irrilevanti dal punto di vista economico).

LOBBIES E  POTERE POLITICO

Il rapporto tra lobbies e il potere politico è sempre ricattatorio. Il potere politico essenzialmente consiste nell’effettuare scelte nella gestione del territorio e delle risorse, nel determinare la consistenza di tasse e tributi in entrata e di sovvenzioni e contribuzioni in uscita da parte degli enti pubblici. Tale potere agisce soprattutto nel campo dei negotia, ossia in una categoria come abbiamo visto dominata dai ricatti.

Le lobbies più potenti (economiche, militari, clericali, sindacali, ecc.) cercano di far eleggere o ascendere al potere politico loro mandatari che eseguano pedissequamente quanto deciso da loro. Quasi sempre cooptano nella loro cerchia uomini o donne particolarmente ambiziosi, duttili e “sensibili” al denaro, li testano in cariche di scarso rilievo, li compromettono e, a seconda della loro corruttibilità e ricattabilità, li collocano a vari livelli di potere politico.

L’importanza dei livelli e delle cariche che i politici possono assumere è in genere proporzionale alla loro ricattabilità.

Le suddette cooptazioni avvengono attraverso circoli, club, associazioni più o meno segrete e a numero chiuso. I criteri di ammissione a tali club sono le capacità individuali e d’importanza delle funzioni assunte a livello economico e sociale. Tuttavia un criterio importantissimo è anche la ricattabilità. Se una persona ammessa non fosse ricattabile, innanzi tutto sarebbe inutile per l’associazione; inoltre potrebbe sciogliere la membership e rivelare i veri scopi dell’associazione stessa.

In tali circoli ristretti si radunano infatti le persone più potenti e pertanto abilissime nel ricattare e in ottima posizione per farlo che, rappresentando le lobbies più influenti, costituiscono quella che chiamerei “camera di decompressione dei ricatti” e hanno pertanto una funzione politica ed economica molto positiva.

Gli associati si conoscono e frequentano, stringono patti di non aggressione tra loro, insomma si rispettano. La loro potenzialità ricattatoria in tali sedi si decomprime, si adatta e coalizza alle altre per influenzare il potere politico. Sono inoltre cooptati funzionari che ricoprono cariche pubbliche importanti e si cerca di accrescere la loro ricattabilità. Se questi oppongono resistenza, li si fa rimuovere dalle loro cariche o trasferire, secondo il famoso principio: promoveatur ut amoveatur.

In rari casi, politici particolarmente abili e scaltri riescono ad affrancarsi dalle lobbies coalizzate e a fondare il loro potere su divisioni e interessi contrastanti tra i vari gruppi di potere. Riescono tuttavia nel loro intento solo se hanno dalla loro parte i poteri militari (con cui minacciare fisicamente gli avversari), il potere dei “media” (con cui diffamarli) e l’alto clero.

ALTRE FUNZIONI DEI  COLLI DI BOTTIGLIA

Una funzione fondamentale dei colli di bottiglia e dei ricatti è quella usata dagli enti pubblici per la riscossione dei tributi. Infatti un sistema fiscale funziona bene solo se agisce attraverso opportuni colli di bottiglia e strettoie a cui i cittadini non possano sfuggire. E’ basilare che le entrate dei contribuenti confluiscano in imbuti e passaggi obbligati dove esse possono essere evidenziate nella loro totalità, dove i tributi possano essere applicati, riscossi e assorbiti dal fisco con certezza e senza opposizione.

Ottimo sistema per la riscossione dei tributi è la ritenuta alla fonte per i pubblici dipendenti, l’imposizione di imposte sui consumi, l’obbligo di effettuare tutti i pagamenti non in denaro liquido, ma con carte di credito e assegni. Come si vede in tutti questi casi le entrate dei cittadini sono fatte passare in colli di bottiglia attraverso i quali vengono attinti i tributi.

Meno efficace è il metodo di affidarsi a controlli o di appaltare la riscossione delle imposte. Chi effettua tali controlli, soprattutto su entrate di ingente valore, si trova in ottima posizione per ricattare i contribuenti ed estorcere da loro somme comunque inferiori a quelle che dovrebbero altrimenti pagare come imposte. Il contribuente trova quindi vantaggioso ed economicamente conveniente pagare invece delle imposte pubbliche le somme estorte col ricatto dai controllori.

Anche gli appaltatori della riscossione dei tributi hanno un’ottima posizione per poter ricattare i contribuenti e sottrarre somme di denaro allo stato o agli altri enti pubblici: è infatti un’attività molto ambita e lucrosa.

NORME GIURIDICHE, SANZIONE E RICATTO

 Ogni norma giuridica non funziona se non è connessa ad una sanzione, o pecuniaria o di limitazione della libertà. In questo caso abbiamo un’altra applicazione del ricatto. Tale forma di ricatto “compensativo” funziona però soltanto se vi è la certezza e la rapidità della sua applicazione.

In molti sistemi politici invece, con un complicato apparato giudiziario e sanzionatorio, che preveda molti ricorsi e dilazioni delle pene, si accresce soltanto il potere ricattatorio di chi si interpone a pagamento come mediatore tra il cittadino e la legge e ha quindi interesse che le liti e le vertenze giudiziarie si aggroviglino e complichino sempre più, con continue eccezioni, rinvii e lungaggini.

8 Responses

  1. oscar giannino

    Non sono d’accordo praticamente con nulla di quanto Francesco Dario Rossi ha scritto, ma lo spirito del nostro blog è quello di ospitare anche cotnributi esterni e suscitare dibattito. Le nozioni di scambio, mercato, utilità individuale attesa, utilità marginale, etc, insomma i pilastri della nostra visione, sono l’esatto contrario di una situazione di forza esercitata dal ricato, al quale si contrapporrebbe solo la gratuità. tanto er fare un solo esempio, non è affatto vero che per sottrarsi a “ricatti” sui rischi primari – vita, libertà, proprietà – si è disposti a pagare qualunque cifra. L’idea essenziale del nostro ospite – il prezzo come espressione in valore del ricatto – può stare in piede se e solo se si creda che il mercato, il libero meccanismo die prezzi etc sia una totale finzione. tanto è vero che la libertà viene espressa dal nostro amico come “tempo libero risetto a quello alienato”: nozione che viene da una teoia del valore e plusvalore “ricardiana di sinistra” e poi pienamente marxista, cioè appunto di scuole ant-mecato in quanto il merato sarebbe solo prevaricazione dli have su have not…. la versione aggiornata italiana porebbe essere quella di una piattafrma ideale per l’Italia dei valori o Grillo…

  2. Io Penso che la società italiana sia in buona parte gestita con la mentalità che viene illustrata in questo documento, mi viene sicuramente in mente la politica ed i recenti scandali, anche se devo dire che forse questa assolutizzazione mi sembra francamente troppo ampia, per esempio nell’ambito universitario dove mi trovo mi pare si abbiano mentalità differenti. Trovo in generale questo articolo interessante perchè penso possa essere un importante spunto per capire come certe personalità anche di alto livello (di cui preferirei non fare i nomi) vedano la competizione ed il libero mercato.

  3. Gi.Bog.

    @oscar giannino
    O.T.: attenzione che Tonino ti direbbe che il suo partito fa parte dell’ELDR e dell’Internazionale liberale… Sono loro i (futuri?) libbberali italiani.

  4. Beppe

    Ho letto fin qui: “Per capire la RICATTABILITA’ negli esempi che abbiamo riportato, è opportuno riflettere su quali sono le motivazioni essenziali nella vita di noi uomini.
    I due ISTINTI fondamentali che governano la vita dell’uomo, come quella degli altri animali, sono l’ AUTOCONSERVAZIONE e la CONSERVAZIONE DELLA SPECIE […]”
    Se dopo 35 anni dalla pubblicazione de Il Gene Egoista di Richard Dawkins si fa ancora riferimento a un inesistente “istinto di conservazione della specie”, mi passa completamente la voglia di scoprire se nel seguito c’è qualcosa di interessante. Le premesse di questo articolo sono talmente fuori dalla realtà da rendere inattendibile qualsiasi conclusione.

  5. In fondo anche Rothbard non trovava nulla di male nel “ricatto”.

    E Blok faceva del “ricattatore” un eroe… almeno se confrontato con il pettegolo: solo il primo ti dà la possibilità di scegliere il male minore.

  6. michele penzani

    …Anche a mio modesto parere, il ragionamento non lo ritengo esatto…Ma semplicemente perchè parte da assunti soggettivi di taluni termini, che portano poi a tutta la congettura…Mi limito solo ad evidenziare il concetto di “gratuità” dell’autore, per cui egli si limita ad avere un concetto di “categoria” per il quale ci inserisce aspetti di interazione sociale che -notoriamente- possono essere essi stessi inseriti in contesti di “ricatto” per come inteso nell’articolo, ad es. l’amicizia (che può avere aspetti di gelosia).
    …Forse all’autore sfugge proprio il concetto stesso di gratitudine, il quale è un semplice stato d’animo di riconoscenta rispetto un beneficio ricevuto…Di qualsivoglia natura…Anche involontario…Quindi sarebbe esso stesso succube del concetto stesso di ricatto.
    Credo che, indipendentemente dalla natura delle interazioni, l’autore dovrebbe soffermarsi sul concetto profondo di comunicazione, fondamento delle interazioni stesse in funzione delle esigenze di sopravvivenza di ogni individuo…Nonchè del concetto di “perfettibilità”, che è l’unico termine di paragone per il quale, ogni soggetto, è in grado di elaborare interazioni con altri individui. Aspetti più complicati sono solo la risultante di percezioni soggettive rispetto al contesto in cui si trova.

    …Non so perchè ma, leggendo, mi è venuta in mente la liberalizzazione dei prezzi dei beni di prima necessità -soprattutto del pane-, che avvenne in Germania subito dopo la II^guerra mondiale, come terapìa contro l’inflazione: una misura che fu introdotta non senza grandi paure…E che si rivelò un successo clamoroso…Un “flash”, il mio, che -tra i molti altri tangibili eventi- mi riporta al concetto di MOTIVAZIONE dell’individuo (per me, la “mano invisibile” di Adam Smith)…Che può essere solo motore positivo (e propositivo) dell’uomo e della sua società, quando l’organizzazione di quest’ultima non pone eccessi di vincoli tra le parti, che provocano solo rallentamenti(negatività), e che fanno decadere la motivazione in scontro…

  7. Francesco Dario Rossi

    Accetto le critiche e le obiezioni. La mia definizione di ricatto come determinante del prezzo è difatti eccessiva.
    Tuttavia insisto sul fatto che si dà alla parola “ricatto” una connotazione negativa, che essa non dovrebbe avere, in quanto definisce categoria essenziale dell’agire umano.
    Come mai in nessuna lingua originaria ( latino, greco, dialetti italiani ad es. ) non esiste una parola per definirlo?
    Significa che esso è talmente insito nell’uomo da non essere neppure nominato, se non con metafore relativamente recenti ( blackmail in inglese, chantage in francese, chantaje in spagnolo, Erpressung in tedesco, ecc).
    E il linguaggio è la “casa dell’essere” (Heidegger)

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