12
Apr
2010

Centri commerciali, male assoluto

Per qualcuno – cito a memoria – il male assoluto sono state le leggi razziali fasciste, per qualcun altro (Mina Giannandrea, presidente della neonata Federstrade, intervistata dalla redazione romana del Corsera) sono i centri commerciali. Così van le cose.

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, sposa in pieno la tesi della Giannandrea: “Bloccheremo i centri commerciali. Sono nati oltre ogni limite. Nei cambi di destinazione d’uso, relativi al piano caso, azzereremo le cubature commerciali”. Dopo i tassisti e gli avvocati, ecco la nuova lobby de noantri: i negozianti di quartiere.

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8 Responses

  1. Alfredo

    s’ode anche la lobby degli ambulanti, lancia in resta contro il recepimento delle direttive europee in tema di liberalizzazioni.

    e come dimenticare quella dei balneari che difendono una norma italica dal nome “diritto d’insistenza”, che garantisce il rinnovo perenne e automatico delle concessioni per se, ma anche per gli eredi.

  2. Tovaric

    Meno mercato e più rendite! Ora ci manca il ritorno all’economia corporativa e all’autarchia.
    Poi uno si chiede come mai l’Italia è in pieno declino economico.

  3. baron litron

    “Ora ci manca il ritorno all’economia corporativa”

    perché, ne siamo mai usciti?

  4. Ho lavorato “lato backoffice” ad applicazioni informatiche per una società fornitrice di una nota catena di centri commerciali. Esempio? Latte comperato dagli agricoltori locali a circa 35 centesimi di euro… rivenduto, sulla catena al cliente finale a 1 euro e 45 centesimi. Idem per altri prodotti dell’agricoltura.

    Altro esempio. Nella città dove abito, esiste una intersezione di strade dove letteralmente si rischia di fare il tiro a segno tra automobili. Sei morti nell’arco di 11 anni, decine di incidenti. Occorrerebbe una rotonda… ma nessuno la costruisce, fino a quando… a circa 2 Km di distanza non sbancano una collina e ci fabbricano l’ennesimo ipersupermega centro commerciale… la rotonda la costruiscono… ma non nel punto dove serve, anzi… subito a ridosso di una curva cieca, senza nessuna segnalazione.

    Altri incidenti. Ma è tutto progresso, in nome dei soldi, dei pochi ricchissimi e delle banche dove i loro soldi stanno…

    Io preferisco il commerciante di quartiere! Sui tassisti, stendo un velo pietoso (come mai nel 2010 si riesce a geolocalizzare una supposta nel sedere di una marmotta in pieno deserto Iracheno e non si riesce a mettere sui taxi un rilevatore in tempo reale dei Km percorsi e della relativa “fatturazione” al cliente??).

  5. Pietro

    IO vado dal commerciante di quartiere se ha prodotti di qualità migliore, altrimenti non ha senso andarci per comperare le stesse cose che ha il centro commerciale a prezzi più alti, con orari di apertura impossibili per chi lavora.
    Invece di girare 10 negozi vado una volta alla settimana alle 8 di sera al centro commerciale, faccio scorta per tutta la settimana, con meno problemi di parcheggio, risparmiando molto più tempo e alla fine spendendo anche meno.
    Dato che preferisco fare beneficenza nei confronti di persona veramente bisognose, non ho particolari motivi per preferire il piccolo commerciante, oltre a questo incolpare di una rete stradale da terzo mondo i centri commerciali invece dei politici che ingrassano sulle loro belle poltrone da assessore mi sembra una forma di strabismo abbastanza surreale.

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