24
Mar
2010

Promesse elettorali regionali, dal punto di vista del mercato

Le elezioni regionali che decideranno chi sarà a governare 13 regioni italiane per i prossimi cinque anni sono ormai dietro l’angolo. Abbiamo sfogliato i programmi dei principali candidati di ogni regione per capire chi meglio potesse andare incontro alle ragioni del mercato e della libertà economica. A tal fine abbiamo focalizzato la nostra attenzione su quattro aree fondamentali: fiscalità ed economia; servizi pubblici locali, ove possibile con particolare riguardo a settori delicati quali il TPL e l’energia; la sanità; la scuola. Ed è solamente sulla base di quanto abbiamo potuto leggere che ci siamo permessi di indicare il candidato, senza quindi considerare le dichiarazioni rese al di fuori dei documenti programmatici, la serietà delle persone, il valore nazionale di cui si caricano queste elezioni e qualsiasi altra questione non attenesse a quanto dichiarato dagli aspiranti governatori.
Chi scrive, si permette di aggiungere che con questo lavoro – il cui solo e unico scopo è quello di rendere un’utilità ai lettori di questo blog – non intende per nulla rinnegare il giudizio negativo, la diffidenza e la scarso entusiasmo che nutre nei confronti della politica.
Ecco un prospetto, regione per regione da Nord a Sud, di quanto ci è sembrato opportuno annotare e dell’eventuale “consiglio di voto” che ne è derivato.

PIEMONTE

Per il centrosinistra è la governatrice in carica Mercedes Bresso a cercare la riconferma.

Fiscalità ed economia
La Bresso è una convinta fautrice di un federalismo fiscale con imposte proprie ed entrate dirette. La promessa esplicita agli elettori è quella di nessun nuovo tributo ma razionalizzazione del sistema: riduzione numero imposte e chiara ripartizione competenze fiscali tra Stato e regione, con la gestione dell’IVA demandata alle regioni.
Si promette di sostenere le proposte mirate alla riduzione dell’IRAP, e si richiede la compartecipazione al gettito IRE e IRES sostitutiva e non aggiuntiva al carico attuale. Anche in questo programma è prevista, come sarà in tanti altri (tutti, forse) l’applicazione del quoziente famigliare.
Molto apprezzabile l’impegno per l’abolizione progressiva dell’addizionale regionale IRPEF e quello a «ridurre e rendere certi i tempi di pagamento da parte della Pubblica amministrazione».

Servizi pubblici locali
Abbattimento monopolio sistema ferroviario, messa a gara del servizio, trasferimento alla regione della piena competenza sulla rete ferroviaria locale sono i capisaldi del programma, particolarmente attento al trasporto su ferro. Modernizzazione e potenziamento rete ferroviaria regionale e aumentarne la frequenza, il corollario.
Sostenere nuovi progetti sulla mobilità ciclistica non è certo una priorità per i mercatisti, «depotenziare e razionalizzare il traffico urbano automobilistico» è anzi qualcosa che piace solo se si tratta di una scelta non ideologica che passa per il road pricing, di cui però non si trova traccia nel programma.

Sanità
Fiore all’occhiello del programma «un importantissimo programma di edilizia sanitaria per circa 4 miliardi di euro» e la realizzazione Città della Salute a Torino e Novara. Non si coglie un particolare interesse per il settore privato.

Scuola
Non si parla di sistema di buoni

* * *

Il contendente è Roberto Cota candidatura fortemente voluta dalla Lega e sostenuta anche dal Pdl.

Fiscalità ed economia
Il programma è in linea con la provenienza politica del candidato. Assicurare la «politica di finanziamento di tutti gli ammortizzatori sociali, sostenendoli in particolare nei casi di continuità aziendale» non promette bene per le casse regionali. Da bancarotta o giù di lì, l’idea di «sostenere tutte le realtà economico-imprenditoriali».
Cota ritiene che un tavolo formale di contrattazione con la Fiat sia uno strumento utile. L’istituzione di «un assessorato (o almeno una delega specifica) dedicato alle politiche di internazionalizzazione, marketing e promozione del territorio» piacerà molto agli elettori leghisti, un po’ meno, probabilmente a tutti quelli che ne dovranno finanziare le attività.
Lo slancio di generosità dell’uomo, rischia seriamente di compromettere la credibilità del politico, quando parla di «sostenere le imprese in situazione temporanea di crisi di liquidità al fine di preservare il volume d’affari, ripristinare il livello occupazionale e capitalizzare l’impresa. A tal fine si prevede la concessione di finanziamenti agevolati».

Servizi pubblici locali
È apprezzabile che la realizzazione della contestata TAV Lione-Torino, sia accompagnata da compensazioni per la comunità locale. Altre due idee interessanti sono quella di sviluppare il polo alessandrino come area retro portuale ligure, e il rafforzamento e sviluppo del C.I.M. di Novara

Sanità
In caso di «dimostrata carenza di interventi preventivi» gli episodi di “malasanità” e “malaffare” costituiranno giusta causa per la sospensione o revoca dell’accreditamento istituzionale delle strutture gestite da enti privati». La realtà è che se così fosse si rischierebbe non solo di scoraggiare nuovi investimenti, ma indurre le aziende private presenti a trasferirsi altrove.

Scuola
Ottima l’idea della «reintroduzione della legge sul buono scuola». Ampliamento finanziamento per gli ingressi nelle scuole di specialità mediche.

Candidato suggerito: siamo sinceramente convinti che Roberto Cota sarà un ottimo presidente di regione, ma solamente il giorno in cui supererà la diffidenza nei confronti della sanità privata e realizzerà che anche le casse regionali hanno un fondo. Per questa tornata, il nostro consiglio è di dare fiducia a Mercedes Bresso la quale al momento offre chiare garanzie a livello di spesa e riduzione della tassazione.

VENETO

Sul sito del candidato leghista Luca Zaia, non c’è un link per scaricare il programma ma uno che recita «scrivi qui il tuo programma». Comunque, destreggiandosi su un bel blog miniato da immagini, video e banner fotografici, si riescono a cogliere quelli che sembrano i punti programmatici del popolare candidato veneto.

Fiscalità ed economia
Anche in questo, caso, evidentemente un programma molto “sociale”, in linea con il recente corso leghista. Si legge di «piani di sviluppo che prevedano la compartecipazione nel capitale d’impresa» e dell’istituzione di uno strumento regionale «finalizzato, nel periodo di crisi al credito e alla capitalizzazione delle imprese, con il coinvolgimento delle fondazioni bancarie del territorio e senza applicazione di interessi». C’è un’intenzione di «favorire e tutelare l’autoimprenditorialità» ma non si spiega bene in che modo.
Abbattimento dei costi e dei tempi burocratici, creazione di una rete di infrastrutture efficiente e moderna, se realmente realizzati non possono che essere salutati con favore.
Un po’ demagogica e da indagare la riproposizione che «la Regione incentiverà la ricapitalizzazione delle imprese e prevederà, per la realizzazione delle opere pubbliche, una quota non inferiore al 30% dei lavori riservata alle piccole e medie imprese unite anche in via temporanea».
Favorire la «partecipazione dei lavoratori alla proprietà e agli utili di impresa con adeguati strumenti e agevolazioni di sostegno finanziario» è probabilmente uno dei diciotto punti della “Carta di Verona”.
Anche l’incremento dei controlli della sicurezza sul lavoro è un’attività che rischia facilmente di distruggere più ricchezza che non salvare vite.

Servizi pubblici locali
Il futuro presidente (non stiamo a raccontarcela, su) si dice favorevole alle energie rinnovabili e insofferente al «monopolio quasi totale dell’Enel». Assieme agli interventi di potenziamento delle reti viarie – soprattutto ferroviarie – con il coinvolgimento anche delle piccole e medie imprese locali è prevista una «espansione attività portuali e logistiche su parte delle aree bonificate di Porto Marghera».

Sanità
Colpevolmente poco interessato alla sanità. «È un tema – afferma Zaia in un’intervista sempre leggibile sul sito – che non conosco a fondo, sono sincero». Complimenti alla sincerità e, nel frattempo, via una valanga di punti: vi sono colpe che non trovano scusanti.

Scuola
«Noi intravediamo la scuola non statale come pilastro della nostra politica educativa». Il federalismo fiscale porterebbe al compimento di una riforma basata sui buoni scuola.

* * *

Giuseppe Bortolussi è il candidato che il centrosinistra ha scelto per tentare di ottenere una dignitosa sconfitta.

Fiscalità ed economia
Si parla di un generico impegno a «ridurre le tasse e la burocrazia che gravano sulle imprese», «dare un definitivo impulso all’Osservatorio Regionale sugli studi di settore» e
«potenziare le risorse per stabilizzare i lavoratori atipici e mantenere gli ammortizzatori sociali estesi in deroga ai lavoratori dipendenti  delle piccole e micro imprese».

Servizi pubblici locali
«Accelerare la realizzazione della TAV», altre opere – le stesse, in parte citate da Zaia – da realizzare «concordandole, per quanto possibile, con le popolazioni interessate».
L’attenzione è all’efficienza energetica e incentivi alla produzione di «energia a basso impatto ambientale».

Sanità
Una serie di prescrizioni di miglioramento delle prestazioni, dimezzamento dei tempi d’attesa e il sostegno a disabili e non autosufficienti.

Scuola
«Incentivare l’incontro tra il sistema della formazione (scuola secondaria, università, specializzazioni) e mercato del lavoro, attraverso azioni di coordinamento che coinvolgano le strutture di collocamento sia private che pubbliche»

Candidato suggerito: sono entrambi ben distanti dal nostro gradimento. Certo, se quella di Giuseppe Bortolussi fosse una sconfitta anziché una disfatta, non ci sarebbe nulla di male.

LOMBARDIA

Partiamo dal programma del governatore attualmente in carica, Roberto Formigoni. Il documento è lungo e riccamente impreziosito dagli innumerevoli risultati raggiunti nei  lunghi anni trascorsi alla guida del Pirellone.

Fiscalità ed economia
Formigoni è l’unico candidato in Italia in cui la definizione di «modalità innovative per il reperimento di risorse pubbliche e private per finanziare le grandi opere infrastrutturali» possa essere letto con tono rassicurante.
Doverosa, nella regione più produttiva e dinamica d’Italia, la promozione dell’informatizzazione delle agenzie di dogana per l’ottimizzazione delle tempistiche e la formulazione dei controlli.

Servizi pubblici locali
Se negli anni scorsi tanto è stato fatto, molto ancora vuole essere fatto: completamento infrastrutture di accesso all’Expo; potenziamento accessibilità Malpensa (di cui, a dire il vero, noi siamo tutt’altro che sostenitori), prolungamento linee M1, M2, M3 e realizzazione nuove tratte M4, M5 (per chi non lo sapesse, si tratta del sistema di TPL più affidabile della Regione).
Previsti nuovi collegamenti stradali e ferroviari che vadano a meglio completare la più importante rete italiana.
In linea con quanto già fatto, «favorire nuove partnership pubblico privato sul territorio per migliorare efficienza e qualità dei servizi di trasporto pubblico locale». Degli interventi di realizzazione di grandi percorsi ciclabili non siamo particolarmente entusiasti, ma è sufficiente che lo siano i numerosissimi ciclisti lombardi.
Toccasana per le tante aziende, il completamento diffusione della banda larga e favori mento copertura banda larga ultra veloce sul 50% del territorio

Sanità

Anche in questo caso, al Governatore non rimane che puntare a terminare quanto già intrapreso. Sostegno alla programmazione dei percorsi di cura, rafforzamento strumenti di comunicazione e informazione, prosecuzione dell’esperimento della Dote Sanitaria.

Scuola
Nuove modalità di finanziamento degli istituti scolastici, che tengano conto del numero degli studenti.

* * *

Filippo Penati è l’alter ego di Bortolussi in Lombardia. Il suo non è un vero e proprio programma, quanto più una pur educata denuncia delle presunte manchevolezze del Governo nazionale e regionale attualemtne in carica.

Fiscalità ed economia
Riorganizzazione dell’Irpef in funzione del carico famigliare e rimborsabilità spese cura dei figli. Non si capisce perché l’Irap debba essere rimodulata soprattutto a vantaggio della piccola impresa. Lodevole, ma in sentore di demagogia, l’impegno a non aumentare gli “emolumenti” di consiglieri e assessori per tutto il mandato, a ridimensionare allo stretto necessario gli organi politici e ridurre del 30% le auto blu.

Servizi pubblici locali
Imposizione più severi limiti di velocità e controllo delle emissioni, non vanno molto d’accordo con la nostra visione della mobilità. Il road pricing sì, invece, e ne prendiamo atto con piacere. Penati parla anche dell’istituzione di un’agenzia regionale dei trasporti indipendente per regolare i servizi e gestire le procedure di gara.

Sanità
Si leggono quasi esclusivamente educate (e davvero ingenerose, se possiamo permetterci) invettive contro il presunto malgoverno precedente, il cui rimedio pare di capire sarà la lotta alla politicizzazione della sanità. Campa cavallo…

Scuola
Riprendere «con nuovo vigore le politiche di sostegno al diritto e allo studio» e apertura di scuole politecniche sono cardini del programma del candidato di sinistra.

Candidato suggerito: Roberto Formigoni, anche perché chiunque viva o abbia vissuto in Lombardia nell’ultimo decennio difficilmente può essere tentato da un’“alternativa” a quello che sinceramente ci è parso il migliore dei governi regionali possibili in Italia.

LIGURIA

Per il centrosinistra è ancora Claudio Burlando, presidente in carica, a cercare la riconferma. In questo caso, come spesso capiterà con i governatori uscenti, il documento che leggiamo è più la celebrazione di quanto fatto nel corso del precedente mandato che un programma preciso. È un po’ un mix di quello che si legge nei documenti degli altri aspiranti governatori di centrosinistra: sostegno al lavoro e alle imprese, tutela dell’ambiente, energie rinnovabili, acqua pubblica…

Fiscalità ed economia
Generica promessa che «sarà affrontato subito il progetto di operare con tutte le competenze possibili per ridurre la burocrazia, accorciare i tempi per ogni pratica».

Servizi pubblici locali
Grande enfasi sull’acqua pubblica e la raccolta differenziata. A noi, è noto, non piace né l’una né l’altra. L’attuale Governatore si vanta di come la Regione Liguria abbia «aumentato in questi anni il proprio sostegno al trasporto pubblico locale», investimenti, finanziamenti e nuovi acquisti. Eppure, si riconosce, «permangono inefficienze spesso clamorose del servizio ferroviario». Le responsabilità? «Vanno ascritte a Trenitalia e al governo».

Sanità
«La centralità del servizio pubblico dovrà garantire anche un rapporto virtuoso con i comparti della sanità privata che rispondono agli standard stabiliti».

Scuola
«La Regione sostiene gli insegnati precari che hanno perso il posto». Ma non parla di scuola privata.

* * *

Passiamo dunque al programma dell’antagonista Sandro Biasotti, espressione della coalizione di centrodestra.

Fiscalità ed economia
Si promettono misure di semplificazione amministrativa per le imprese, che gradiamo. Molto meno, invece, la previsione di un “assessorato del Mare”. Bene la riduzione costi di registrazione di un’impresa, del tempo necessario per fondarne una (da portare a meno di una settimana) e di quello necessario (da stabilire in due mesi) all’avvio della sua attività.
Si parla di credito agevolato per le imprese ma, in tutta franchezza, sentire parlare di «utilizzare le risorse a vantaggio di una seria politica industriale» non è, in realtà, molto incoraggiante. Così per il «mantenimento di un giusto rapporto tra piccola, media e grande distribuzione».

Servizi pubblici locali
Prevista la realizzazione importanti snodi stradali, potenziamenti ferroviari e dei tunnel che i liguri aspettano da tempo. Lodevolmente l’aspirante governatore si dichiara contrario alla «realizzazione di una società unica regionale per il trasporto». Per il porto di Genova, parla di «quanto sia essenziale essere competitivi ed entrare all’interno di un sistema concorrenziale». Buona l’idea – in mancanza di meglio – dell’istituzione di uno «sportello unico doganale» che consenta la facilitazione degli adempimenti fiscali.

Sanità
Il candidato promette che se eletto «la prima regola sarà: fuori la politica dalla sanità!». Evidentemente lo slogan piace. Si parla poi di domiciliazione sanitaria e «incremento della distribuzione diretta dei farmaci».Forse, la politica starà fuori dalla sanità, ma neppure il privato sembra avere molte possibilità di starci dentro, visto che il solo timido accenno ad esso lo si trova nel paragrafetto dedicata all’accorciamento dei tempi d’attesa e a riguardo delle aree di assistenza lacunose, «in cui si potranno prevedere forme di collaborazione».

Scuola
L’idea in materia è precisa e ben spiegata: «Intendiamo riproporre il “buono scuola” […], si tratta di una sorte di “dote scuola” che accompagna il percorso formativo ed educativo dei ragazzi dai 6 ai 18 anni. Questa iniziativa è indirizzata alle Scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado e a chi frequenta i corsi triennali di formazione professionale, garantisce la libertà di scelta delle famiglie e il diritto allo studio di ciascuno, premiando il merito e l’eccellenza».

Candidato suggerito: Sandro Biasotti, che esce molto bene sul tema della scuola, ma a dire il vero per il resto si avvantaggia molto dal beneficio del dubbio che è giusto concedere allo sfidante.

EMILIA ROMAGNA

In Emilia Romagna è Vasco Errani, presidente in carica, a essere in corsa per il terzo rinnovo.

Fiscalità ed economia
Il «sistema di welfare capillare e diffuso» sarà anche la norma nella Regione, ma fa talmente a pugni con il secondo punto della sezione economia – «un tessuto produttivo robusto e competitivo»  – da screditare in partenza renderebbe inutile il proseguimento della lettura. Dove si parla di sostegno all’occupazione, incentivi alle imprese e sviluppo di un sistema di reti: ma non di abbassamento delle imposte.
Sulla riduzione delle imposte (di cui si parla nel paragrafo sulla finanza e non su quello dedicato all’economia) sembra rimbalzarsi la responsabilità a quel federalismo fiscale che «deve essere la chiave di una complessiva riforma fiscale per rendere più equo il prelievo sul lavoro e le imprese (intervenendo su IRAP e IRPEF) e contrastando strutturalmente l’evasione fiscale».

Servizi pubblici locali
Si parla di crescita del passeggeri del TPL, di quello ferroviario e incremento di mobilità ciclabile. Peccato che l’«investire in modo congruo sul sistema ferroviario regionale», ad esempio, non sembri accompagnato da intenti di apertura al privato.

Uno degli obiettivi principali di Errani è la riduzione del traffico veicolare (da realizzarsi anche tramite un potenziamento dei parcheggi scambiatori e del trasporto pubblico).
Trova spazio quella «difesa e contenimento dell’uso del suolo» che – come già nel caso di molte altre regioni governate dal centrosinistra – ha significato le lacrime degli addetti al comparto edile e la gioia smisurata degli speculatori.
In definitiva il testo appare molto vago, con nessun impegno concreto. Trova però spazio per “stigmatizzare” la decisione del Governo riguardante la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, che comprende la privatizzazione dell’acqua, contro cui, in particolare, la Regione si attiverà perché «l’acqua si confermi a tutti gli effetti un bene pubblico».

Sanità
«La persona al centro dell’assistenza», si legge nella sezione dedicata alla sanità. «La scelta strategica è quella dell’integrazione dell’offerta dei servizi ai cittadini», dove a essere essenziale al governo della sanità è la partecipazione degli enti locali, cui si strizza l’occhio molto più che agli operatori sanitari, cui ci si limita senza grande enfasi a comunicare che il sistema è «aperto alla collaborazione» ma «è e resterà un sistema pubblico».

Scuola
Dopo essersi lamentato dei tagli del governo nazionale in carica, non sembra offrire proposte specifiche ma solo comuni principi di massima che informino l’eventuale futura legislazione regionale.

* * *

Molto ben scritto il programma dell’Avvocato Anna Maria Bernini, candidata del centrodestra, in cui un mix ottimale tra sintesi e approfondimento rende immediatamente chiari tutti i condivisibili punti di cui è composto.

Fiscalità ed economia
Consolidamento dei fondi stanziati per le imprese e previsione di incentivi per le imprese che assumono. Buona l’idea di esentare dall’IRAP per cinque anni per le imprese giovani, meglio ancora se resa poi definitiva. Molto bene l’impegno per un’intesa con l’Antitrust per monitorare gli ostacoli normativi all’operare delle imprese. Il credito agevolato e la capitalizzazione delle imprese, in particolare PMI, nell’Italia delle banche abbottonate non è mai una cattiva idea, persino se viene dalla regione.
Si segnala anche la previsione di realizzazione di un “taglia-leggi” regionale, l’impegno per la semplificazione normativa, la riduzione dei costi della politica e della burocrazia regionale.
Dimostrazione di coraggio e comprensione della realtà economia l’idea di «favorire strumenti di flessibilità nel rapporto di lavoro». Coraggioso e giusto anche prevedere «interventi di semplificazione ah hoc a favore dell’edilizia», opportuna la privatizzazione degli alloggi ACER.
A differenza dei candidati leghisti, facilmente inclini alla generosità pubblica, la Bernini vede – a ragione – la «garanzia dei diritti di proprietà degli agricoltori» come il primo e più importante aiuto al settore.

Servizi pubblici locali
Privatizzazione delle società di gestione degli aeroporti; attrazione di risorse private nel trasporto ferroviario mediante lo sviluppo della divisione Trasporto di FER; aggiudicazione dei servizi di trasporto ferroviario tramite gare europee; creazione di un «tavolo con imprenditori privati e società pubbliche per lo sviluppo delle “metro strade”». Quattro ottime idee.

Sanità
Separazione delle funzioni di controllo/acquisto ed erogazione del servizio; «impulso allo sviluppo del privato di qualità, per garantire la libertà di scelta delle persone e l’aumento di qualità delle prestazioni»; «sviluppo di un sistema di “voucher” per la non autosufficienza», supporto al mantenimento dell’anziano nel suo contesto sociale. Altre idee eccellenti.

Scuola
È prevista l’istituzione di una “dote scuola”.

Candidato suggerito: Anna Maria Bernini, cui va una nota di merito suppletiva per avere quello che ci è parso di gran lunga il programma di governo migliore di tutti. Non ce ne voglia Errani il quale comunque ha già avuto modo di governare per un decennio.

TOSCANA

Sul sito (molto ben curato, forse il più bello tra quelli visitati) di Enrico Rossi è possibile scaricare l’accordo di coalizione “Toscana Democratica” del febbraio 2010, di cui riportiamo i punti salienti.

Fiscalità ed economia
Leggiamo svogliatamente di «tutele e diritti indispensabili per arrestare il processo di precarizzazione che inizia dalla condizione lavorativa e si estende all’intera vita dei nostri giovani». Non sembra male, però, la promessa di «una drastica semplificazione amministrativa che consenta anche una riduzione della spesa corrente della pubblica amministrazione regionale di 1% all’anno».
Previsione di un «monitoraggio regionale delle imprese medio-grandi con cui condividere strategie di sviluppo e di prevenzione delle crisi industriali e occupazionali». C’è un qualcosa di sinistro in tutto ciò.

Servizi pubblici locali
Favorire «la progressiva aggregazione su scala regionale degli ambiti territoriali e dei soggetti di gestione dei servizi pubblici locali (rifiuti, acqua, gas, casa, trasporto pubblico locale) per consentire, da un lato, una programmazione e vigilanza regionale, dall’altra, maggiori economie di scala, competitività e qualità del servizio». Pessima e contraddittoria idea.
Molto meglio, parlare di estensione a tutto il territorio regionale la copertura della rete a banda larga. Di nuovo male con le «nuove linee di indirizzo per la pianificazione urbanistica e territoriale volte alla costruzione di nuovi spazi pubblici» cui si associa «sviluppare una pianificazione integrata energia-ambiente-sviluppo economico». La pianificazione è destinata a fallire, quando riuscirete a capirlo? Non parliamo poi dei «progetti sperimentali di social housing». Il solo pensiero di nuove sperimentazioni in questo fallimentare ambito mette i brividi.

Sanità
«Realizzare le priorità del Piano sanitario regionale in vigore» sono confermati i «piani di investimento per nuovi ospedali e di adeguamento delle strutture esistenti, con un rafforzamento delle iniziative di promozione della salute e delle politiche intersettoriali». Lodevole, ma chi paga?

Scuola
«Contrastare l’abbandono scolastico prematuro con politiche per l’aumento dei laureati» sarebbe un’ottima idea se solo il nostro sistema scolastico non fosse piagato dalla gratuità e dall’obbligatorietà che riempiono le aule di studenti indolenti e non motivati. Per quanto riguarda l’università, effettivamente giungono voci di una flessione della disoccupazione tra i laureati in lettere e filosofia…
Forse tra incubatori, spin-off, e finanziamenti regionali integrativi la Regione riuscirebbe anche a portare a compimento l’idea di diventare «un laboratorio di federalismo culturale». Rimane oscuro quale sarebbe, se mai fosse contemplato, il ruolo del privato.

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Ci sembra da subito molto valido anche il programma della seconda candidata donna per il centrodestra, Monica Faenzi.

Fiscalità ed economia
L’abolizione dell’addizionale regionale sul bollo auto sarà poca cosa ma non può che far piacere. Così come il già più coraggioso taglio di «numerose agenzie della regione» e l’«abolizione delle Comunità Montane e dei consorzi di Bonifica», veri e propri buchi neri nelle casse di ogni regione.
Suscita entusiasmo che in tema di tagli ai rami inutili, la candidata del centrodestra non veda limiti: «intendo abolire l’inutile, e assai dispendioso, Assessorato al Perdono, alla Riconciliazione e alla Cooperazione internazionale».
La promessa è che «semplificazione amministrativa, competitività, stabilizzazione della finanza pubblica e perequazione tributaria saranno i criteri che ispireranno l’azione della Regione». Più volte nel programma si insiste su una «strategia di contenimento della spesa pubblica».

Servizi pubblici locali
La Faenzi non condivide la riottosità manifestata nei loro programmi dalla stragrande maggioranza degli aspiranti Governatori. Al contrario «la nostra terra dovrà ospitare un impianto per la produzione di energia nucleare». Più avanti si legge un elogio della «concretezza dell’ecologia liberale». Costruzione una tangenziale per Firenze e potenziamento del suo aeroporto, ritenuto «complementare con quello pisano». Encomiabile – e ancor di più, certo, se con denaro privato  – se si considera, ad esempio, quali sono i piani delle candidate laziali in tema di aeroporti. Si segnala l’intenzione affidare a un’autorità indipendente il compito di indicare tariffe eque e imporre decenza e trasparenza» nei settori acqua, luce, gas e trasporti. Sarebbe ovviamente meglio il mercato, ma in mancanza, ci si consola con un second-best. Fa sempre piacere, infatti, leggere una denuncia della «strumentale falsa liberalizzazione del sistema».

Sanità
Il primo impegno sarà quello di «rendere pubblica e facilmente comprensibile l’informazione sui risultati delle valutazioni delle prestazioni sanitarie delle singole strutture e del sistema nel suo insieme». Pur non parlando apertamente di sanità privata, l’obiettivo è quello di «immettere un nuovo fattore di governo: la scelta del cittadino, che finalmente influenzi il successo o il fallimento dei servizi» e, una volta acquisita la conoscenza necessaria, «mettere mano al Piano Sanitario Regionale con l’intenzione di provvedere alle dovute modifiche, anche strutturali dell’attuale Sistema Sanitario Regionale».

Scuola
È previsto lo strumento del buono scuola.

Candidato suggerito: Monica Faenzi, della quale lodiamo in particolare il convinto sì all’energia nucleare e la fiducia nei confronti dell’ecologia di mercato.

UMBRIA

Voluminose e dal sapore un po’ veterocomunista le “linee programmatiche” di “un impegno e una sfida collettiva” della candidata di centrosinistra Catiuscia Marini. Non una «elencazione di temi e questioni, quanto piuttosto una visione dell’Umbria», nelle parole stesse dell’aspirante Presidente. Questo nonostante nel prosieguo ci si imbatta nella volontà di «globalizzare l’Umbria».

Fiscalità ed economia
«Il welfare è per noi investimento che genera benefici sociali ed economici a tutti i cittadini» mette subito in chiaro la candidata, la quale sembra riporre grandi aspettative nel federalismo fiscale e allo stesso tempo lamenta il rischio che territori a minore capacità fiscale rischino di perdere nel passaggio a un sistema non basato sulla capacita dei «singoli contribuenti». Nessuna traccia di impegni a favore del taglio delle imposte. L’unica garanzia, è quella di «presidiare attentamente» perché non venga meno l’attuale gettito garantito dallo Stato centrale.

Servizi pubblici locali
Si percepisce la vicinanza alle ragioni dell’ecologismo, ma non cosa possa significare l’espressione «modelli di produzione energetica democratici e partecipati». Diversi progetti per sopperire alla «storica carenza di infrastrutture», strade ma anche alta velocità ferroviaria e attenzione all’integrazione intermodale. Sostegno «alla costituzione della Holding regionale dei trasporti e quindi della azienda unica regionale». Il che non è certo un bene.

Sanità
Più che trovare il modo di aprire gli spazi al settore privato la preoccupazione sembra quella di arginare i lamentati tagli da parte del governo centrale.

Scuola
Si parla di informatizzazione delle aule, politiche educative, sinergie scuola-lavoro e lifelong learning ma non c’è traccia del buono scuola.

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Elegante nella forma ma deludente nel contenuto il sito di Fiammetta Modena, candidata del Pdl, dove non riusciamo a individuare alcun link per scaricare un programma. Peggio ancora sul sito del Pdl regionale. Qualche punto in meno per questo, e cerchiamo di farci un’idea basandoci sulla modesta brochure disponibile sul sito della candidata. Più che il “programma del fare”, questo sembra un programma da fare. Forse la candidata punta sulla suo popolarità, ma di questo noi non sappiamo. Di certo, non rendere fruibile un vero programma di governo è una di quelle cose che andrebbero segnalate nella sezione “segnala gli errori da non ripetere” del sito. Un errore, che commesso da qual candidato che si prefigge «l’informatizzazione delle pratiche» non lo aiuta certo a guadagnare in credibilità. Ad amor del vero, va detto che queste sono presentate come mere «priorità» cui si affiancheranno «linee di indirizzo che copriranno l’intero arco della legislatura».

Fiscalità ed economia
Apertamente dichiarata l’ostilità alla burocrazia, definita «un cappio al collo di cittadini, organizzazioni e imprese che limita e opprime». Accesso al credito facilitato, rimodulazione della fiscalità, finanziamento consorzi fidi. Buona l’idea di eliminare gli enti inutili: agenzie regionali, comunità montane e Ati. Mai troppo scontato lo slancio a favore della semplificazione amministrativa, con eliminazione tempi morti per cittadini e imprese e snellimento dei procedimenti.

Servizi pubblici locali
Non pervenuto.

Sanità
Lasciati lì da soli gli intenti di «eliminazione delle liste d’attesa» e «miglioramento della qualità del servizio» sono ascrivibili al dominio del mero wishful thinking.

Scuola
Non pervenuto.

Candidato suggerito: Fiammetta Modena, aggrappandoci soprattutto a quella «rimodulazione della fiscalità», ma senza troppo entusiasmo.

MARCHE

Sul sito di Gian Mario Spacca, presidente uscente della regione Marche, espressione delle forze di centrosinistra, troviamo qualche paragrafo di “priorità programmatiche condivise”.

Fiscalità ed economia
Ammortizzatori sociali per le piccole imprese, «sostegno al reddito per i lavoratori in mobilità e in CIGS e finanziamento della Cassa integrazione guadagni in deroga per le PMI»; «consolidare l’area di protezione sociale con lo strumento normativo del reddito sociale a sostegno di quote deboli della popolazione». Non è un po’ troppa spesa?
Il sostegno al credito delle PMI e, soprattutto, l’abolizione progressiva dell’addizionale regionale residua sull’IRAP non sembra invece una cattiva idea.
Sulle «nuove forme e strumenti di intervento pubblico regionale per rafforzare le attività di sostegno credito-finanziario e di animazione dello sviluppo del sistema economico» bisognere poter indagare meglio, a scanso di equivoci.
Previsione della «riduzione dei costi della burocrazia, con lotta agli sprechi, taglio di enti inutili, semplificazione legislativa, riduzione di consulenze, spese amministrative e dei “costi della politica”, per liberare risorse aggiuntive per gli impieghi a favore dei cittadini, famiglie e imprese. Si garantisce la «prosecuzione del contrasto all’evasione». Fosse quella la priorità delle Marche.
È previsto un «consolidamento del trend di riduzione della pressione fiscale e dell’indebitamento regionale, in un quadro di sostenibilità legato all’evoluzione dei meccanismi applicativi del federalismo fiscale». Tradotto: visto che con il federalismo fiscale corriamo il rischio di smetterla di beneficiare del denaro proveniente dalle tasche altrui, scordatevi pure una riduzione delle imposte. Molto male.

Servizi pubblici locali
Incentivi alla crescita delle fonti rinnovabili e obiettivo del «tendenziale equilibrio di autosufficienza energetica su scala provinciale». Previsti alcuni interventi di sviluppo delle infrastrutture.

Sanità
Tanti bei propositi – politiche di integrazione socio-sanitaria, dimezzamento delle liste d’attesa e processo di semplificazione del modello di governance – ma nessun riferimento alla sanità privata.

Scuola
«Pubblico e privato per finanziare l’industrializzazione del sapere». Molto sibillino l’impegno per la «riaffermazione del ruolo insostituibile e prioritario della scuola pubblica in un corretto e proficuo rapporto di collaborazione e sostegno con quella paritaria».

* * *

Il candidato del Pdl, Erminio Marinelli, un po’ come il più popolare omologo veneto invita gli elettori a suggerire idee per il programma. Nella sezione dedicata, non troviamo nulla più che qualche paragrafo striminzito, il rimando alle proposte ricevute dai cittadini e il link “d’ordinanza” «invia la tua proposta».

Fiscalità ed economia
«Alleggerire la pressione fiscale e la burocrazia», creare lavoro, sostenere le imprese. Ma va’?

Servizi pubblici locali
«Salvaguardia del patrimonio costiero» suona molto come l’imposizione ai proprietari di quei vincoli all’edificabilità che chiunque creda nel valore giuridico ed economico della proprietà privata dovrebbe respingere senza se e senza ma.

Sanità
Apprezzabile l’idea di «potenziare il ruolo delle farmacie», ma i restanti punti relativi alla sanità sono troppo sintetici per poter giudicare. Di certo non leggiamo la parola “privato”.

Scuola
Se «sostenere le scuole statali e quelle paritarie per far scegliere a tutti la migliore istruzione» può essere letto come “istituiamo il bonus scuola”, qualche punto in più al candidato. Da apprezzare l’ingenua onestà con cui si ripropone di «formare i giovani nelle professioni con meno appeal ma più richieste dal mercato».

Sul sito della federazione regionale del partito che sostiene Marinelli, troviamo una “sintesi del programma del Pdl per le elezioni regionali Marche 2010”, che dovrebbe ragionevolmente costituire il programma cui l’azione dell’eventuale Presidente si informerebbe. Riduzione dei consiglieri regionali, semplificazione regolamentale, promessa di trasparenza della macchina amministrativa e soppressione enti inutili. Buono il proposito di ridurre la spesa corrente a favore degli investimenti, ottimo quello della «riduzione della tassazione aggiuntiva in addizionale Irpef, Irap e gas alle famiglie e alle imprese».

Candidato suggerito: Erminio Marinelli?

LAZIO

Con qualche pregiudizio, lo confessiamo, passiamo in rassegna il programma di Renata Polverini.

Fiscalità ed economia
Moltissime le politiche “sociali”, fra le tante l’assegno familiare per il sostegno di figli a carico e disabili e Riconoscimento agli appartenenti del nucleo familiare di un credito (extra tributario) da utilizzare al momento della richiesta di erogazione di servizi e prestazioni forniti, anche indirettamente, dalla Regione.
Lunga è la lista di interventi assistenziali a favore della famiglia, dai mutui agevolati alle giovani coppie, ai bonus bebè e alla “carta senior”.
Potenziamento del fondo di rotazione per le PMI.

Servizi pubblici locali
Previste molte realizzazioni, quasi tutte anche nel programma della Bonino. Solo che qui la chiusura di Ciampino è chiamata «spostamento dell’aeroporto». A beneficiarne, ovviamente, Viterbo.

Sanità
Ampio lo spazio dedicato a questo tema, in apertura del programma. La «concertazione» sarà determinante per la soluzione delle controversie. Tra le varie previsioni: la domiciliazione del paziente anziano o disabile presso la propria organizzazione, mediante corresponsione di un assegno di cura; la riduzione numero della ASL inglobamento dei presidi ospedalieri in aziende ospedaliere “più moderne”; una «forte riorganizzazione del Distretto sanitario, al fine di garantire un unico livello di governo del sistema territoriale».
Spazio anche all’«infermiere di famiglia» da inserire nel contesto di «ottimizzazione delle scarse risorse disponibili e al contenimento della spesa sanitaria, soprattutto ospedaliera»; in aggiunta è ritenuto prioritario lo sviluppo dell’«assistenza domiciliare integrata». Si prevede di «potenziare al massimo tutte le forme di distribuzione del farmaco».
«Il privato in convenzione – quello di qualità per intenderci – è, a nostro modo di vedere, una risorsa preziosa del servizio sanitario regionale e non certo un onere», si legge nel paragrafo dedicato all’integrazione pubblico-privato, dove la promessa è quella che «saranno favoriti al massimo i progetti di project financing e le sperimentazioni gestionali miste pubblico-privato».

Scuola
Solite cose lette un po’ su tutti i programmi, con accenti sull’istruzione di qualità e la formazione.

* * *

Se il programma della Polverini ci è sembrato tutt’altro che entusiasmante, delusione viene anche dal programma di Emma Bonino, che ci saremmo aspettati ben più orientato alle ragioni del mercato.

Fiscalità ed economia
«Restituire alle fasce a minor reddito della popolazione l’equivalente di un decimale di punto dell’addizionale IRPEF (50 Ml/€)» e stabilire «forme di rimodulazione regionale delle accise sui combustibili per autotrazione e della fiscalità sui veicoli privati destinate a finanziare investimenti in trasporto pubblico», non sono proprio quei propositi che attirano il voto di un liberale. Come pure l’aumento del “reddito minimo garantito”.
Non si capisce perché ci debbano essere «premi fiscali per le imprese che stabilizzano trasformando i contratti a tempo determinato e di apprendistato in contratti a tempo indeterminato» e non per le altre. L’istituzione di un «Fondo di sostegno per agire in modo sistematico nei confronti del lavoro illegale», poi non sembra che un modo di sprecare soldi.

Servizi pubblici locali
Ci fa sobbalzare dalla sedia leggere della «reazione organismo unico responsabile dei trasporti nel territorio della regione, in concorso con il comune di Roma e delle Province, autorità che sarebbe l’unica responsabile regionale nell’offerta di trasporto, tariffazione, contratti di servizio, gare di affidamento dei servizi di trasporto, pianificazione della rete e interventi infrastrutturali».
Come nel caso dell’altra concorrente, ma con un filo di immediatezza in più, anche la Bonino ha intenzione di chiudere Ciampino a favore di Viterbo. Come dire, presto o tardi vedrete che ci riusciremo per davvero a cacciare Ryanair dall’Italia.
Riconversione totale della rete del Tpl con l’obiettivo della riduzione delle emissioni, in prospettiva a zero: un’altra di quelle cose che non avremmo mai voluto trovare scritte su questo programma.
Eliminazione tra le «sovrapposizioni tra treno e gomma», significa sostituirsi d’imperio alla concorrenza, con la pretesa di sapere meglio del mercato qual è la soluzione migliore per i consumatori.

Sanità
Si legge di «interventi che agiscano sulla spesa in maniera definitiva mediante azioni di carattere strutturale», della necessità e volontà di «riequilibrare la spesa sanitaria oggi accentrata sulle prestazioni ospedaliere». Occorrerebbe, inoltre, «porre un freno alle esternalizzazioni dei servizi sanitari e delle attività mediche».
Ancora meno rassicurante il fatto che «nel rapporto con la cosiddetta sanità privata, bisognerà rivedere le norme sulle tariffe […] individuando un sistema di sanzioni efficaci». Si spera che la necessità di «regole e standard organizzativi comuni tra il settore pubblico e quello privato» non significhi l’imposizione di requisiti insostenibili per il secondo.

Scuola
“Student card” per far beneficiare gli studenti di sconti e agevolazioni ma da non confondere con il bonus scuola.

Candidato suggerito: Renata Polverini. Proprio così.

CAMPANIA

Passiamo ora alla Campania, partendo dal programma di Vincenzo De Luca, espressione della coalizione di centrosinistra.

Fiscalità ed economia
Previsti ampi interventi per la riduzione della burocrazia che tengano conte che «i tempi dell’economia e dello sviluppo sono incompatibili con le lentezze della pubblica amministrazione». Encomiabile la promessa implicita di agire sui tempi di riscossione dei crediti nei confronti della P.A. Leggiamo anche della promessa di premiare finanziariamente i «comuni virtuosi».
Svolta nelle politiche di sostegno al reddito: «Basta con forme di sussidio a carattere esclusivamente assistenziale».

Servizi pubblici locali
Obiettivo di estendere a tutta la regione l’accesso a internet a 50 mega entro tre anni. Interventi a favore delle infrastrutture e del recupero della fascia costiera.
Impegno convinto a favore della sicurezza e piano specifico dedicato al recupero della città capoluogo. Aperta contrarietà – purtroppo – alla costruzione di centrali nucleari.

Sanità
Si promettono «radicali cambiamenti nel settore della Sanità campana». Con il suo linguaggio schietto e diretto, De Luca, assicura che chi fallirà nella linea di rigore («riequilibrare senza smantellare») «andrà a casa senza se e senza ma».
C’è la promessa della definizione di «regole certe e trasparenti che definiscano la cornice entro la quale si deve configurare l’azione della sanità convenzionata».

Scuola
Non se ne parla.

* * *

Ricca “sintesi” per il programma di Stefano Caldoro, candidato del centrodestra, in gran parte, a dire il vero, dedicata a descrivere la condizione di degrado e decadenza in cui versa la regione. Il programma vero e proprio sono cento pagine tonde.

Fiscalità ed economia
Intento di realizzare un’amministrazione al servizio del cittadino la quale non impone regole e procedure fini a se stesse per perpetuare il proprio potere, ma semplifica, agevola e rende le scelte trasparenti ed efficaci».
Apprezzabile la dichiarazione d’intenti relativa alla riscrittura del “patto intergenerazionale”, «così da non far pagare ai nostri figli il prezzo di scelte opportunistiche e conservatrici».

Servizi pubblici locali
Sembra un’ottima idea la redazione di un testo unico per l’edilizia «in grado di eliminare le irragionevoli norme restrittive e le complicazioni procedurali che oggi paralizzano lo sviluppo».

Sanità
Si parla di un «progetto di rilancio e razionalizzazione virtuosa» che metta la Campania in linea con gli standard nazionali sia per prestazioni che per efficienza.
Grande attenzione alla sanità privata e intenzione di «prevedere l’accreditamento definitivo delle strutture sanitarie convenzionate nell’ottica di una tendenziale equiparazione tra il settore pubblico e quello privato, promuovendo la realizzazione di un privato in grado di lavorare in condizioni di eccellenza».

Scuola
Si parla di «cabina di regia per la scuola» ma non di bonus scuola.

Candidato suggerito: Vincenzo De Luca, soprattutto per quel bel virgolettato che abbiamo riportato in apertura. Un uomo concreto.

PUGLIA

Molto chiaro e contraddistinto da un’esposizione per nulla compressa dal bilancio del mandato agli sgoccioli, il programma di Nichi Vendola, popolare candidato della sinistra.

Fiscalità ed economia
Come prevedibile, un programma molto “di sinistra”. Politiche a favore della stabilizzazione dei lavoratori e delle assunzioni a tempo indeterminato. Rifinanziamento delle quote regionali per gli ammortizzazioni sociali.

Servizi pubblici locali
Prevista una ricca serie di interventi a favore della mobilità e dell’intermodalità, diffusione dell’infomobilità e un’inaspettata attenzione «a favore dell’autotrasporto». Interventi finalizzati alla valorizzazione dei porti di Taranto e Brindisi. Rinnovo parco treni e autobus e «messa in sicurezza della rete stradale regionale». Secco no al nucleare e agli idrocarburi, sì al turismo (sul sito la sezione è la prima in ordine di apparenza).
Vendola conferma la sua visione secondo cui l’acqua «è un bene comune dell’umanità, come proprietà collettiva, non assoggettabile a leggi di mercato».

Sanità
Specializzazione degli ospedali, creazione di reti di assistenza, puntare sulla prevenzione. Intenzione di proseguire lungo la strada dell’associazionismo dei medici di medicina generale da rafforzare in futuro anche tramite l’informatizzazione della cartella clinica dei medici.
Completamento dei «processi di internalizzazione dei lavoratori della sanità che prima lavoravano per conto di aziende appaltatrici e cooperative»

Scuola
«Il diritto allo studio sarà massicciamente garantito, attraverso variegati servizi a studenti e famiglie». “Massicciamente” è una parola da regime. Nessuna traccia di bonus scuola.

* * *

Rocco Palese (Pdl)

Fiscalità ed economia
Si promuovono molte iniziative più o meno lodevoli (accesso al credito, sportelli unici per le imprese e le attività edilizie, riqualificazione aziendale), ma anche in questo caso la domanda da porsi è: come si finanziano? diminuiscono o no l’ingerenza dello Stato nella vita delle imprese e nella libertà di scelta dei cittadini?
Il candidato dichiara la sua volontà di valorizzare «l’operatività della Banca del Mezzogiorno nel favorire l’accesso al credito in stretta integrazione con il sistema dei consorzi fidi», che come abbiamo scritto in passato su questo blog non è necessariamente una cattiva idea.
Molte misure a favore dell’agricoltura (tra cui l’incentivo alla «formazione di consorzi mono prodotto per accorciare la filiera»), non sono la via giusta per rendere prospera una regione del Meridione.

Servizi pubblici locali
C’è l’impegno a ottenere finanziamenti statali per la realizzazione di una importante serie di interventi. Palese è l’unico candidato a citare apertamente il protocollo di Kyoto in termini entusiasti e il suo è l’unico programma a recare un inequivocabile e molto slang «NO NUKE».

Sanità
Punta soprattutto su trasparenza e lotta allo spreco il candidato del centrodestra. Si legge anche di triplicare gli anziani con accesso all’assistenza domiciliare e di «controllo della spesa farmaceutica». Le solite cose già lette un po’ dappertutto: lotta agli sprechi, potenziamento di servizi e strutture, riduzione liste di attesa (del 100% entro i primi 36 mesi), assistenza domiciliare integrata e via dicendo. La solita domanda: con quali denari? Ma davvero quello che serve a migliorare il sistema sanitario pugliese è l’istituzione di «efficaci sistemi di controllo di gestione»?

Scuola
Leggiamo di investimenti, borse di studio e necessità di «cambiare rapidamente registro». Ma non di buoni scuola, sebbene si affermi di sostenere l’ingresso nelle imprese «mediante l’utilizzo intelligente dei voucher e borse di studio/lavoro».

Candidato suggerito: una sana giornata di relax al mare. Le previsioni danno un sole meraviglioso.

BASILICATA

Vito De Filippo, candidato del centrosinistra.

Fiscalità ed economia
Non male, in ambito assistenziale l’idea di voucher da erogare in base a un “parametro d’accesso” ai servizi che sia spendibile dalle famiglie più deboli «esclusivamente per l’acquisto di un bene o servizio essenziale o per il pagamento di una spesa indifferibile, allo scopo di soddisfare bisogni reali e non voluttuari».

Servizi pubblici locali
«Riveste un’importanza fondamentale la revisione dell’organizzazione del trasporto pubblico su gomma senza tralasciare, in prospettiva, una serie di interventi sul sistema di trasporti su ferro per realizzare un riequilibrio e una integrazione modale della mobilità regionale». Realizzazione di 12 nodi intermodali. Organizzazione di un sistema di bigliettazione unica.

Sanità
Intenzione di proseguire nella realizzazione di un modello organizzativo a rete. Realizzazione del fascicolo sanitario elettronico del cittadino.

Scuola
Sostegno ai neolaureati ma nessun bonus scuola.

* * *

Nicola Pagliuca, candidato sostenuto dal centrodestra.

Fiscalità ed economia
L’«attuazione di un sistema di project financing per una gestione innovativa dei siti industriali, in particolare quelli che richiedono opere di ampliamento, ammodernamento e completamento» potrebbe rivelarsi una buona idea.
Si contempla un’interessante serie di potenziamenti, promozioni e sostegni, ma non tramite la riduzione della tassazione di competenza regionale. È comune contemplata la «sperimentazione di strumenti di finanza innovativa».
Potrebbe non essere insensata l’idea di costruire un aeroporto (si parla in realtà di un’«aviosuperficie») in prossimità alla costa metapontina.
Bene la proposta di abolire le comunità montane, male quella di rafforzare il ruolo delle provincie che noi, com’è noto, vorremo piuttosto vedere abolite ovunque.

Servizi pubblici locali
Questi sconosciuti… Si propongono comunque interventi sulle infrastrutture, mirati essenzialmente a favorire le attività del porto di Gioia Tauro.

Sanità
Nulla di innovativo, che non sia «favorire il merito e non l’impegno politico».

Scuola
La parola scuola ricorre una sola volta in tutto il documento: «si propone la creazione di una Scuola di Alta Formazione Politica». La più grande aspirazione di un presidente lucano, evidentemente.

Candidato suggerito: avrete fatto caso che nella premessa si parlava di un «eventuale» consiglio di voto. Ora sapete perché.

CALABRIA

Giunti ormai alla fine della nostra rassegna, segnaliamo la totale irreperibilità sul web di un programma del Governatore in carica Agazio Loiero. Ipotizziamo dunque, che il candidato sia particolarmente convinto del proprio operato e di essere talmente in sintonia con i suoi concittadini, da rendere superfluo comunicare quali siano i propri propositi agli elettori. Ne prendiamo atto.

* * *

Ben organizzato, esaustivo e sintetico quanto basta il programma di Giuseppe Scopelliti, lo sfidante proposto dal centrodestra.

Fiscalità ed economia
Il programma è esplicito: semplificazione della legislazione fiscale, utilizzo della manovra fiscale come  «strumento di sviluppo per imprese e lavoro», sostegno alle famiglie povere, «valorizzazione del ruolo di Garante», potenziamento dell’informazione sulle entrate regionali. Nessun proposito di riduzione, evidentemente.

Servizi pubblici locali
Puntare sull’intermodalità nei trasporti, rinnovare il materiale rotabile e il parco veicolare gommato, realizzare un sistema di integrazione tariffaria. E anche, si direbbe, dimenticarsi che di questo se ne potrebbe occupare anche il mercato. Così come dell’auspicato rilancio del porto di gioia Tauro.

Sanità
Definizione di un nuovo piano sanitario regionale «che tenga conto [tra le altre cose] dell’integrazione pubblico/privato» e «attivazione di meccanismi di regolazione del mercato e del rapporto pubblico-privato», si legge nella sezione dedicata alla sanità, che apre il programma del candidato, a sottolinearne la preoccupazione. C’è anche spazio per un sintetico paragrafo dedicato al “ruolo del privato”: «Ferma restando la necessità di rivedere le norme che regolano l’accreditamento per adeguarle alla domanda, al contesto e alla sostenibilità economica del sistema, occorre che, nel medio termine, il privato che opera nella sanità si renda complementare al servizio pubblico».

Scuola
Tutte cose già viste, incluso il mancato riferimento al bonus scuola.

Candidato suggerito: Giuseppe Scopelliti non supera l’esame, onestamente. Ma almeno si prende la briga di rendere noto ai calabresi cosa ha intenzione di fare se eletto.

In conclusione, la sconfortante sensazione che si ha dopo la lettura di tutti i programmi è quella che più si scende lo Stivale, più sembra che i programmi siano quasi un orpello di poco conto, una seccatura di cui sono soprattutto gli sfidanti a doversi preoccupare nel tentativo di buttare giù dalla poltrona i governatori in carica, i quali sembrerebbero puntare più sul consenso variamente conquistato negli anni precedenti che su idee alternative.
Per quasi tutti la preoccupazione più assillante è quella di non perdere i finanziamenti gentilmente offerti da qualche altro contribuente, sia esso europeo, lombardo o veneto. Tutti si aspettano qualcosa dal federalismo fiscale e, allo stesso tempo, sono terrorizzati all’idea che li costringa a fare affidamento sulle proprie forze.
Le elezioni regionali, anche per quanto riguarda le implicazioni indesiderabili, non sono meno importanti e delicate di quelle nazionali. Si pensi ai casi paradossali – giusto per citare uno dei temi più importanti – del cittadino che voti un candidato assolutamente incline a sostenere il ruolo pubblico nella sanità salvo poi andarsi a curare in Lombardia all’occorrenza.
Purtroppo, dal nostro punto di vista, i migliori programmi in assoluto sono anche quelli che (specie Toscana ed Emilia Romagna) hanno, realisticamente parlando, meno probabilità di essere messi alla prova.
Il pessimismo non è mai d’aiuto, è vero. Ma proprio non riusciamo a biasimare quello di Luca Ricolfi nell’ultimo capitolo de Il sacco del Nord.

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40 Responses

  1. oscar giannino

    Ci tengo a dire che sono personalmente molto soddisatto del tipo di lavoro al quale Marco Mura si è prestato per tutti noi: come ha notato z3ruel, non era cosa dappoco rompersi le scatole a cercare, scaricare e leggere tutti programmi dei maggiori antagonisti nelle 13 Regioni. Soprattutto, non è cosa dappoco esprimere anche un consiglio al voto, col rischio di apparire forse pretenziosi, sicuramente capaci di scontentare i più tra i lettori. Npon avete trovato niente d analogo, nella stampa italiana. Tra la quale attribuisaco senza dubbio la palma del miglior servizio reso agli elettori alla Stampa di Torinoi, che sabato scorso ha pubblicato quattro meritorie pagine elaborate da Luca Ricolfi sulla sanità e la finanza delle 13 Regioni. Ma il nostro spirito qui non è partisan. Per definizione, ci sforziamo di essere fedeli al nostro punto di vista. Non abbiamo pretese di convincere nessuno, ma siamo convinti che la nostra visione di mercato sia utile al paese chiunque vinca, alle regionali come a ogni contesa elettorale. E non ci smontiamo se la tendenza fosse diversa, perchè sappiamo che il nostro è un punto di vista minoritario, rispetto alla tendenza che accomuna i due campi contrapposti: vincere per vincere muro contro muro, per fare che si vedrà magari dopo. I programmi valgono veramente poco, nel tribalismo contrapposto in cui anno dopo anno e polemica contro polemica si è risolto sempre più il bipolarismo scazonte italiano. Ma se questo vale oggi, non è detto che debba valere domani. Quando noi, in ogni caso, continueremo a battere sullo stesso tasto. In ogni caso.

  2. Alessandro Rossi

    Grazie per la cura e l’umiltà nello sforzo. Conoscere non solo per deliberare ma anche per votare, direi.

  3. Larry

    Facevate prima a scrivere VOTATE CENTRODESTRA e basta.

    Insomma, quest’analisi e’ chiara: sempre mazzate ai candidati del centrosinistra, e sempre buoni programmi se non eccezionali per il centrodestra…

    Su Formigoni: “l documento è lungo e riccamente impreziosito dagli innumerevoli risultati raggiunti nei lunghi anni trascorsi alla guida del Pirellone”

    Riuscira’ anche a sconfiggere il cancro allora?

    Ma smettetela.
    Il vostro giudizio e’ di parte.
    Se anche pensaste veramente cio’ che avete scritto, ossia che i programmi dei candidati governatori del centrodestra siano migliori di quelli di centrosinistra, una cosa e’ certa: com’e’ avvenuto per il governo nazionale, anche le giunte regionali di centrodestra appena arriveranno al potere alzeranno le tasse.

  4. Geppetto

    Gentile Marco Mura, s’e’ dimenticato d’analizzare il documento d’un partito presente in tutte le regioni: il partito clericale della Conferenza Episcopale per il Cardinale Bagnasco Governatore.

    Questo partito sta avviando una campagna elettorale (in Italia da 2000 anni circa) molto aggressiva, su tutti i giornali, con comizi e propaganda.

  5. oscar giannino

    @LARRY: NO CARISISMO, NON LA SMETTEREMO PROPRIO. Se hai letto, trovi indicate la Bresso in Piemonte e De Luca in Campania, la speranza che Bortolussi vada bene in Veneto visto che il programma Zaia non ci convince, l’indicazione che in Puglia non voteremmo Palese e in Basilicata idem, oltre alla bocciatura di Scopelliti candidato del centrodestra in Calabria. Se poi ti va bene tutto di una parte e niente dell’altra, noi non la pensiamo così ed è questa la differenza. “Di parte” non siamo noi, ma tu

  6. Pietro M.

    Manca una sola cosa: l’indicazione di astensione in alcune regioni. Come rappresentante del partito in questione, mi sento violato nella par condicio. Anch’io (dal Lazio) voglio andare al mare come i pugliesi! 😀

    Ottimo lavoro. Deve essere stata una noia mortale leggere le scemenze della politica italiana.

  7. Pier

    Complimenti a Mura ed a Giannino, come elettore, critico , del centro destra mi sembra una impostazione corretta.

    Divergenze ci sono sempre ed a “Geppetto” vorrei dire che il partito di Bagnasco è un problema individuale dei cittadini Italiani.
    Certo 2000 anni di storia e 1000 di dominazioni straniere ,cercate ed imposte dal papato regnante, sono dure da superare ma possiamo riuscirci solo con un grande senso di “responsabilità individuale” .

    Sono curioso di vedere se riusciremo a superare il vezzo, meglio dire il pessimo vizio, di non andare a votare; sbandierare successi con il 51% di votanti come in Francia è solo una serie di errori.

    Poi caro “Larry” le mazzate o i consensi li daranno i votanti e per quanto mi riguarda, credendo nei miei principi, se anche vincessero tutti i 13 del Centro-sx , non sarei per nulla preoccupato, magari in qualche caso deluso, ma sicuramente dovrebbe servire a SB, Bossi e Fini per lavorare meglio presto e bene.

    Martedì vedremo di capirci qualcosa.

    Pier

  8. microalfa

    Apprezzo la provocazione tinta di imparzialità di Marco Mura, adorando il politically incorrect. Tuttavia, caro Giannino, spiegatemi gentilmente cosa possa significare per un liberale una analisi programmatica del voto regionale quando sappiamo bene tutti quanti che la scelta è sempre per una o l’altra delle – due – bande armate che si fronteggiano a livello nazionale, e sapendo altrettanto bene che di liberalismo non vi è traccia in entrambe. Certezza, questa, per il centrosinistra e appena velata speranza futura, benché minima, per il centrodestra. Se mi rispondete di aver fiducia nella progressiva autonomia delle regioni rispetto al centro, temo che sia una fiducia mal riposta e, per il futuro, carica di dubbi e di pessimi presagi, trovandoci in Italia e ricordandone gli atavici difetti.

    microalfa

  9. Pietro M.

    “Sono curioso di vedere se riusciremo a superare il vezzo, meglio dire il pessimo vizio, di non andare a votare”

    Che c’è di male? Votare è tanto utile quanto il malocchio. Destra e sinistra fanno entrambe pena e non vedo motivo di prendere posizione in una disputa che riguarda solo chi si prenderà i miei soldi e chi deciderà il mio futuro. La posta in gioco è alta, ma l’effetto marginale delle mie azioni è nulla, quindi tanto vale andare a casa: per la precisione, io voglio votare per essere lasciato in pace, siccome non posso votare questa opzione, non mi interessa votare chi mi darà fastidio, per quello uno vale l’altro.

  10. Segnalo anche le iniziative del Movimento Libertario e di ConfContribuenti che potrebbero servirvi per scegliere meglio a chi destinare il vostro voto (sempre che non optiate per un week-end di free climbing come il sottoscritto). Il ML ha proposto a tutti i candidati alle imminenti regionali di sottoscrivere un contratto per palesare il proprio sostegno alla battaglia di Giorgio Fidenato contro il sostituto d’imposta (sul sito http://www.movimentolibertario.it trovate l’elenco di chi ha aderito, la maggior parte sono candidati radicali), mentre la ConfContribuenti (http://www.neolib.eu/index.php?option=com_content&view=section&layout=blog&id=7&Itemid=7) ha proposto ai candidati un altro contratto che obbliga i firmatari ad impegnarsi nel non votare mai durante l’intero mandato provvedimenti che prevedano l’aumento delle imposte regionali (ConfContribuenti sta costruendo una rete che permetta di monitorare che le promesse dei candidati che accettano verranno effettivamente mantenute).

  11. mario fuoricasa

    Nelle città deve essere desolante e scomodo, ma nei paeselli di provincia è un appuntamento irrinunciabile anche perchè è l’occasione per incontrare persone che non vedi da molto tempo.
    Quindi, contumelie verso i politici a parte, vado sempre a votare.
    mario fuoricasa

  12. Mino

    @ Marco Mura
    @ Oscar Giannino

    Il commento di Larry e’ sicuramente esagerato, pero’ anch’io in questo articolo ho trovato una sorta di “disparita’ di trattamento” a favore del centrodestra e a svantaggio del centrosinistra.
    Non sui contenuti, ovviamente, che rappresentano opinioni rispettabili; ma bensi’ sulla forma, abbastanza chiaramente destrimana.

    Un esempio?
    Per il Veneto Marco Mura scrive, come introduzione al paragrafo su Giuseppe Bertolussi:

    > Giuseppe Bortolussi è il candidato che il centrosinistra ha scelto per tentare
    > di ottenere una dignitosa sconfitta

    Va bene. E’ improbabile che Giuseppe Bortolussi vinca in Veneto, roccaforte del centrodestra.
    Ma questa introduzione non sembra proprio da analista.
    Sembra piu’ da tifoso.

    Pero’ per quanto concerne l’Emlia Romagna, per in centrodestra, scrive, come prime righe:

    > Molto ben scritto il programma dell’Avvocato Anna Maria Bernini,
    > candidata del centrodestra, in cui un mix ottimale tra sintesi
    > e approfondimento rende immediatamente chiari tutti i condivisibili
    > punti di cui è composto.

    Liberissimo di pensarlo, anche se pure queste righe suonano un po’ da tifoso (Avvocato Maiuscolo? Mah).
    Ma la domanda e’ un’altra.

    Ora, va da se’ che in Emilia Romagna il centrodestra non vincera’ mai, e le probabilita’ che vinca in quella regione sono persino minori di quelle di vedere Bertolussi al comando della regione Veneto.
    Domandina: perche’ nella prima riga di presentazione s’indirizza Bertolussi verso una sconfitta certa, mentre non lo si fa per l’Avvocato Anna Maria Bernini?
    Perche’ non si scrive: “Anna Maria Bernini e’ il candidato che il centrosinistra ha scelto per tentare di ottenere una dignitosa sconfitta”?

    Ripeto, il commento di Larry era fuori luogo, pero’ anch’io leggendo ho avuto la sensazione che l’autore faccia il tifo per il centrodestra.

    Grazie comunque per aver spulciato i programmi

  13. oscar giannino

    @Mino: ben detto, ben detto, la tua anche secondo me è un’osservazione corretta, diciamo che marco in quei due casi deve essersi fatto umanamente deviare da qualche sua insondabile simpatia umana, e io non sono stato a correggere la forma con cui aveva scritto per evitare di suscitare la sua infita permalosità sarda. ma, in effetti, visto che si andava a giudizi sui programmie i dnicazioni di voti anche le clausole verbali introduttive e gli apprezzamnenti genrali andavano misurati. giusto: ma era la prima volta che cui cimentavamo, la prossima più attenti ancora

  14. bigben

    @ Oscar Giannino
    Anche qui complimenti vivissimi, come quelli che merita per “Nove in punto” su Radio 24. Grazie.

  15. Mino

    @oscar giannino
    Eh, si figuri, come prima volta avete fatto fin troppo.
    Pero’ secondo me non sono stati solo due casi, ma si tratta d’un sentimento di fondo dell’articolo.

    Ad esempio anche la parte su Roberto Formigoni e’ veramente troppo celebrativa, l’avesse scritta lui in persona sarebbe stato piu’ umile… 🙂
    Inoltre sul paragrafo dedicato alla scuola Marco Mura “dimentica” che i voucher e buoni scuola in Lombardia vengono dati solo rigorosamente alle scuole legate a Comunione E Liberazione e/o al Vaticano.
    Conoscere per deliberare:
    http://www.anticlericale.net/?q=node/150

    Un buon articolo, tutto sommato, quindi grazie per la fatica.
    Ora sarebbe duopo un altro lavoro: un analisi di quanto fatto dai governatori in carica negli ultimi 5 anni.

    Au revoir!

  16. Dovrò tenere a mente, semmai, di non mangiare mentre controllo la posta. A momenti rimanevo soffocato: IO TIFOSO DI ZAIA?
    In questa vita, per di più?

    Strano, piuttosto, che non si citino queste frasi:

    «Chi scrive, si permette di aggiungere che con questo lavoro – il cui solo e unico scopo è quello di rendere un’utilità ai lettori di questo blog – non intende per nulla rinnegare il giudizio negativo, la diffidenza e la scarso entusiasmo che nutre nei confronti della politica».

    «Con qualche pregiudizio, lo confessiamo, passiamo in rassegna il programma di Renata Polverini».

    «Purtroppo, dal nostro punto di vista, i migliori programmi in assoluto sono anche quelli che (specie Toscana ed Emilia Romagna) hanno, realisticamente parlando, meno probabilità di essere messi alla prova».

    “Avvocato”, “Professore”, “Presidente” Tizio De Caio, ci mancherebbe. Mica parliamo di “bracciante stagionale” Tonino Segau…

    Vorrei anche chiarire l’equivoco sulla mia presunta destrorsità: per la stesura dell’articolo ha usato entrambe le mani in rigore di assoluta par condicio (eccetto per il mouse, ma penso di poter essere scusato).

    Detto questo, farò tesoro delle critiche sulla forma, Mino ha ragione. Ma a essere sinceri quelli che citava erano poco più dei florileggi – ora mi rendo conto, non necessari.
    Per il resto, perché dovrei – eventualmente – vietarmi di provare simpatia per i candidati che più sono vicini alle idee in cui credo quando già lo faccio – come tutti gli esseri umani – per le persone in sé (Cota, Penati e la Bonino, per dirla chiaramente, mi hanno sempre suscitato una grande simpatia) e non per i politici che sono?

  17. Pietro M.

    Se la fonte dell’articolo sulla scuola “privata” in Lombardia dice cose corrette, abbiamo un bell’esempio (tutt’altro che unico) di lobby privata che vive a spese pubbliche, crea posti di lavoro e opportunità di carriera per i propri membri gravando sui conti pubblici o ottenendo privilegi legali, e cerca di mettere mano sugli strumenti di condizionamento ideologico, scuole o media che siano, controllati direttamente (se pubblici) o indirettamente (se regolamentati o finanzati) dal settore pubblico.

    In poche parole, CL funge esattamente come i grandi sindacati, le grandi aziende, o la Chiesa, cercando di sfruttare indirettamente la coercizione statale per ottenere privilegi. I cercatori di privilegi a spese altrui caratterizzano del resto lo Stato interventista in tutte le sue forme e manifestazioni.

    E’ proprio per questo che non voto: il diritto di scegliere da chi essere derubati non vale il resto di nulla.

  18. mario fuoricasa

    Per Pietro M.
    Ultimo tentativo.
    Non crederai che tutta la gente vada a votate per fare contenti i politici?
    Per i programmi forse? haa..haa! (con rispetto alla faticaccia di Mura)
    La gente pur non conoscendo concetti di economia è consapevole dell’utilità marginale del proprio voto.
    La gente va a votare per rispetto verso gli elettori non per gli eletti.
    mario fuoricasa

  19. Ed io che credevo che si andasse a votare per imporre la nostra soluzione “one size” per una serie infinita di problemi che la stessa politica ha creato! Ora ho capito tutto 😉

    A parte gli scherzi, io prima per rispetto verso me stesso, poi per rispetto verso gli altri individui (elettori o meno non importa), preferisco astenermi. Giustificare con la mia azione questa macchina sgangherata chiamata democrazia non mi pare una cosa saggia. Poi, dal punto di vista dell’utilità del voto, la mia crocetta diverrebbe determinante solo nel caso in cui, allo spoglio delle schede, si dovesse raggiungere un risultato di parità: la mia preferenza sposterebbe il risultato da una parte o dall’altra. Non ne vale la pena 😉

  20. lavoro encomiabile. un solo appunto: le considerazioni sulla preferibilità di un candidato rispetto all’antagonista trascurano il dato – affatto marginale, a mio avviso – della ripartizione delle deleghe tra le forze politiche a sostegno del vincitore. le diverse, talora clamorosamente incongruenti, sensibiltà economiche dei soggetti in gioco possono svuotare di senso il programma presidenziale, con buona pace del wishful thinking pseudo-liberale che lo ha ispirato. uno storace nella giunta polverini, ad esempio, come pensate possa tradurre i concetti di “trasparenza” e “tagli agli sprechi” nella sanità laziale? al contrario, il non detto (o il detto male) nel programma della bonino appare chiaramente una concessione al pd. ma nell’esercizio reale, forse, la presidenta radicale potrebbe non essere più così favorevole ad accogliere le istanze socialdemocratiche dell’alleato.
    per quanto concerne le regioni del sud, infine, appare drammaticamente realistica la considerazione che nel “programma” non credono affatto neppure i rispettivi estensori. tranne, forse, proprio il niki chavez vendola di cui si è così ben tratteggiato il profilo politico. ma qui il discorso si fa tristemente più complicato.

  21. mario fuoricasa

    @z3ruel
    Una non scelta è sempre una scelta.
    Misteri dell’imponderabile. 😉

  22. Pier

    @z3ruel
    @Pietro M.
    Se guardiamo indietro a tutti i sacrifici ed i lutti che è costato l’aver finalmente raggiunto il suffragio universale è sconcertante la chiara sufficenza con la quale ora consideriamo questo diritto, da così poco conquistato.
    Erano 100.000 gli aventi diritto in Italia nel 1900, circa 40 milioni negli anni 2000. Certo la strada è lunga e difficile e lo sarà ancora.
    La democrazia, questa democrazia, sarà anche una macchina sgangherata ( z3ruel ) ma sappiamo bene anche che, come giustamente dice Mario Fuoricasa, ” una non scelta è sempre una
    scelta ” e quel che è peggio è una scelta che ti lasci imporre.

    Mi ricordo a questo proposito il grande cibernetico Italiano, Silvio Ceccato, ebbi il previlegio di seguire un suo corso all’IPSOA qui a Milano nel 1969.
    “Ricordatevi sempre che la vita è fatta ogni giorno, giorno dopo giorno, di scelte, grandi, piccole ed anche infinitesimali che poi spesso chiamiamo destino, fortuna o altro. Siate Voi a compierle, non lasciatevele imporre da nessuno , la peggior scelta è il non sciegliere ed il rimandare sempre”.
    Nel tempo fu emarginato e poi quasi dimenticato, perchè troppo irriverente verso il potere, sia quello politico che quello delle Accademie e conventicole universitarie .

    Per le Regionali ed appunto le scelte , vedremo Lunedì sera.
    Pier

  23. Luka

    I programmi secondo me lasciano il tempo che trovano..
    Comunque mi stupisce il giudizio su Cota: il suo progetto sanitario prevede il Progetto della Salute consistente in una struttura creata con l’aiuto di Don Verzé ma comunque privata e ispirata al San Raffaele

  24. Pietro M.

    Mettiamola così: per uno sconto sulle tasse, io il diritto di voto lo venderei volentieri. Risparmierei un sacco di soldi e perderei una cosa priva di valore.

    Nel XX secolo lo stato non ha fatto che crescere, diventare più illiberale (con ovvie eccezioni, come i diritti civili dei neri negli USA o l’uguaglianza legale delle donne), diventare più inefficiente, creare o comunque ingigantire problemi sociali (disoccupazione, inflazione, instabilità economica, debito pubblico, lobby parassitarie, sistemi previdenziali insostenibili, dipendenza di una larga fetta della popolazione dalle regalie della classe dirigente, controllo politico dei media, controllo politico della scuola…)…

    Questi sviluppi sarebbero stati possibili senza democrazia? Credo di no. Ne deduco che l’idea di democrazia sia se non la principale perlomeno una delle principali responsabili dell’estensione scriteriata e incontrollabile del potere politico.

    La democrazia è un’ideologia che ha eliminato tutti i vincoli e i limiti al potere politico e li ha sostituiti con le elezioni, che come strumento per controllare i politici sono in larga parte inefficaci. La democrazia ha consentito la politicizzazione del diritto, la politicizzazione dell’economia, la politicizzazione dei gruppi sociali, la politicizzazione delle costituzioni… in sostanza è uno strumento che ha fornito ad una ristretta elite gli strumenti istituzionali e ideologici per vivere alle spalle della maggioranza della popolazione, creando in genere solo problemi.

    No, la retorica del suffragio universale su di me non attacca. Non me ne frega nulla di votare: io voglio che la politica non decida della mia vita, non voglio imporre coercitivamente la mia decisione sugli altri.

    La democrazia è compatibile con la libertà solo se limitata, ed è limitata solo se un’infinità di checks and balances costringono i politici a non fare certe cose. I checks and balances sono stati la vittima della democrazia, in nome di finzioni ideologiche quali la sovranità popolare.

    Io voglio che la gente perda fiducia nella democrazia e cominci a reclamare a gran voce la libertà di scegliere per sé stessa in quanti più campi possibile. Finché si crederà che “lo stato siamo noi”, le elite al potere saranno le uniche vincitrici del gioco politico.

    Finché sulla scheda elettorale non si troverà la casella “voglio essere lasciato in pace”, la libertà sarà messa in pericolo dalla democrazia.

  25. mario fuoricasa

    E’ difficile liberarsi dalle pseudo libertà che ci hanno scavato l’anima alle quali non si rinuncia perché paiono lapalissianamente consolatorie circa la nostra capacità di raziocinio.
    “cogito ergo sum” Sto par de palle.
    Pensare che l’attuale democrazia metta a rischio la libertà è dare alla democrazia un potere che non ha.
    Come del resto pensare la stessa cosa delle dittature.
    Tutto dipende dalla posizione dalla quale si specula.
    La democrazia è un’idea e non è ancora un fatto. Le sue odierne istituzioni sono solo una caricatura delle vere Istituzioni che nessuno discute es: il linguaggio, la moneta come mezzo di scambio.
    Non ci si può procurare gli ingredienti e, chiudendosi in un laboratorio, pretendere di uscirne con una soluzione. Le idee fabbricate in laboratorio hanno già fatto soffrire troppa gente.
    La democrazia, allo stato attuale è la più accettabile sublimazione della legge della giungla.
    C’è qualcuno che ha un coniglio da estrarre dal cilindro?
    Noi veniamo da lì. Dalla giungla.
    Un pò poco per le migliaia di anni di esperienza del genere umano? Non mi sembra. Mi risulta che ci sia ancora in giro qualche regno, dittatura anche del proletariato. Penso che come l’acqua prima di cambiare stato da liquido a gassoso debba tutta aver raggiunto il punto di ebollizione, così il processo di sviluppo delle idee per passare dalle attuali democrazie drogate dalla politica a chissà cos’altro potrebbe avvenire solo quando l’umanità tutta fosse pronta.
    Il tutto se non si spegne il fuoco.
    Di fronte a questa speranza non vale l’Io, non valgono i meriti personali, non valgono i giudizi personali che è comunque bello poterci scambiare, i primi e gli ultimi della classe si danno la mano perché sono solo gli elementi di una tendenza.

  26. microalfa

    Caro Monsurrò, mi trovi pienamente in sintonia con il tuo tratteggio della democrazia illiberale che di fatto ha avviluppato tutto l’Occidente. Ritengo peraltro che con il non voto – a meno che diventi talmente esteso, fattore praticamente impossibile, da suonare come un licenziamento definitivo di ogni faccia attualmente al potere – non si ottenga niente di niente. Anzi, di peggiorare la situazione lasciando il campo a massimalismi che certo non mancano all’orizzonte.

    La diffusa frustrazione sull’inutilità o scarsissima utilità del voto e i potenziali strumenti per correggere una situazione ormai incancrenita mi parrebbe un/il tema principe per un think tank come il Chicago blog.
    Cercansi idee.

    microalfa

  27. Pietro M.

    Mario: credo scriverò un post per spiegarmi meglio, ma non ho capito granché delle sue obiezioni. Io dico che la democrazia è stata usata per allargare il potere arbitrario delle elite di potere e che non funziona come strumento di controllo, propongo quindi – attravrso un percorso che non so immaginare – di riportare il potere a più miti consigli, visto che lo stato totale è un’invenzione del XX secolo e prima non c’era.

  28. All’ottimo e puntuale articolo di Marco Mura devo fare una piccola nota per quanto riguarda il caso Veneto.
    Non esistono solo due candidati ma vi è anche come candidato terzista Gianluca Panto del PNV Partito Nasional Veneto un libertarian-indipendentista che stando al programma del suo sito.
    http://www.pnveneto.org/panto-presidente/
    dichiara sul suo sito testualmente come:

    “il punto principale del programma del PNV preveda la riduzione di tutte le tasse e imposte ad una sola, con aliquota del 20% sia per le aziende sia per i privati. L’aliquota potrà essere prevedibilmente abbassata entro pochi anni al 15%. Ciò significa che i veneti, pagando solo un terzo delle tasse pagate oggi, avranno il doppio delle risorse economiche per investire in un nuovo Paese moderno al passo con i tempi.

    Altri punti del programma di governo del PNV riguardano: eliminazione di Irpef, Irap, Ires, eliminazione del sostituto d’imposta, eliminazione degli studi di settore, eliminazione canoni TV e Radio, eliminazione di tutte le marche da bollo, possibilità di scaricare l’iva da parte dei privati, iter processuali fino ad un massimo di 2 anni, defiscalizzazione totale delle spese aziendali, eliminazione ex Bucalossi e tassa inizio lavori, eliminazione del notaio con svolgimento pratiche presso gli uffici comunali.”

    Viste le enormi e gravi lacune dei due candidati del cartello e visto che lo stesso Panto ha sottoscritto il contratto Confcontribuenti, mi sembrava una situazione da menzionare doverosamente ai lettori e frequentatori del sito.
    Ciao da LucaF.

  29. Concordo con quanto scritto da Pietro M (ne avevo tral’altro già parlato anch’io sul mio blog in una serie di articoli sull’argomento voto e Democrazia).
    Limitiamo la Democrazia statale per liberare la Libertà dell’individuo di mercato!.
    Un Saluto.

  30. Pier

    Molti commenti mostrano la classica situazione nella quale si trovano coloro che sono abituati a ragionare in termini teorici.
    In politica e democrazia, come nell’industria e nelle scienze, occorre fare e provare per riuscire.

    Sembra poi che ognuno pretenda che tutto possa essere risolto nei pochi anni della propria esistenza.

    Ancora.
    La ns. Costituzione ad esempio è discreta ma ha oltre 60 anni ed è figlia del tempo e delle dottrine allora imperanti.
    Andrebbe rivista alla luce delle tante disfunzioni che ha palesato.
    Purtroppo le ideologie e la mentalità dogmatica prevalgono sulle analisi e proposte realmente funzionali ma questo non deve essere una giustificazione per rinunciare a poterla migliorare.

    Se guardiamo a re e imperatori, più o meno inviati dal cielo, dittatori e pazzi ideologhi, sacri romani imperi, stati e staterelli, comuni e libere città comprate e vendute come fossero appartamenti, (nel 1408 Bergamo fu acquistata per 30.000 ducati d’oro, circa 2 milioni di euro da Pandolfo III° Malatesta Duca di Fano, Rimini ed Urbino, che avendo ereditato Brescia decise di allargarsi un poco ….. poi le perse entrambe intorno al 1420 ) inquisizioni, ghigliottine, gulag e tante altre amenità non vedo proprio come si possa affermare che non abbiamo migliorato in generale la situazione di noi cittadini.
    Ripeto volere è potere ma a condizione di fare e non stare solo a guardare e criticare.

    Pier

  31. Pietro M.

    Pier: non scherziamo. Se vogliamo confrontare il peggio del XX secolo con il peggio del passato, prendiamo le guerre di religione e i nazicomunisti; se vogliamo confrontare il meglio del XX secolo con il meglio del passato, prendiamo la socialdemocrazia e la società iperpoliticizzata moderna e i paesi liberali anglosassoni di un secolo e rotti fa, dove i politici c’erano, rubavano e facevano casino, ma avendo a disposizione il 5% del PIL, rubavano di meno e facevano meno casini. Nessuno ha fatto un confronto con gli assiro-babilonesi, quindi di cosa stamo parlando?

  32. mario fuoricasa

    Non penso che si possa essere in disaccordo con Pietro M. quando dice di osservare un disequilibrio pernicioso creato dall’incontrastato sfruttamento di privilegi da parte degli uomini che si sono appropriati delle istituzioni materiali dello stato di diritto.
    Quello che non dobbiamo essere tentati di fare è ricorrere a scorciatoie positivistiche o di ingegneria sociale. Sulla democrazia non si opera chirurgicamente come se fosse un problema di un corpo sociale insanamente materializzato. La democrazia è un problema simpatico nel senso etimologico del termine. Si procede solo per condivisione e diffusione di conoscenza. Questo procedere costa tempi e sforzi incalcolabili che vanno aldilà di ogni singolo apporto personale. Solo se ci si considera parte ed elemento del processo, si parte col piede giusto. La soluzione si può trovare più vicina a noi di quanto possiamo pensare, magari dentro noi stessi. Si sa che investigare dentro se è di molto più difficile, scomodo ed illuministicamente anacronistico che osservare l’intorno.

    Attendo un eventuale articolo per approfondire.
    Grazie.
    Mario fuoricasa

  33. Antonella

    Concordo con quanto detto , ci è voluta una volontà ferrea , coraggio e fegato per leggersi quelle parvenze di programmi, ma ora che hanno votato e che hanno vinto i soliti noti , e purtroppo l’astensionismo è stato troppo poco , mi viene più facile la domanda : ed ora ? cosa devono fare le persone che non hanno votato perchè sono indignate? perchè la politica è quello che è un assalto alla res publica che consentirà ai vassalli valvassori e valvassini di questa italia neofeudale d spartirsi il bottino dei piccoli terirritori dove si è vinto e lascerà noi a subire un quotiadino senza speranze senza strategia senza sogni senza scenari in cui non si fanno programmi. Auspico risposta ma dubito che ce ne siano …la risposta dovrebbe darmela la classe politica ma è troppo chiusa nel suo castello per capire …e non capisce neanche i numeri….
    Povera Italia ma esiste un paese italia o siamo una realtà feudale altro che federalismo !

  34. Pier

    Non è vero che certe risposte non siano evidenti.
    Sentire ancora certe parole altezzose ed elitarie, vedi ad esempio la Bresso, sul consenso alla lega , ma anche alla lista dei grillini , è un segno evidente nel non voler sentire e neppure capire.
    Le cose sono quello che sono e non quello che ognuno di noi vorrebbe che fossero ; questo credo sia il problema maggiore.
    L’astensionismo è l’altra risposta sprezzante ed elitaria nel non volersi “confondere” e “stare al di sopra” ed aiuta soltanto a capirci ancora meno.
    Pier

  35. bill

    Penso che la maggioranza delle persone che frequentano questo sito gradirebbero uno stato il più leggero possibile, ed un mercatolibero.
    Siamo anche tutti consci che difficilmente si possa trovare un politico che rinunci al potere che il suo status gli offre.
    Ciò non toglie che quando sento che uno degli inviti a non votare venga, tanto per non far nomi, dal dott. Montezemolo, ecco che mi è sorta indomabile una gran voglia di correre alle urne.
    Perchè la dittatura della maggioranza la conosciamo, ma anche quella delle elites. Che è pure peggio.

  36. Alessandro

    Non so … forse sarà tardi per postare su questo post ma mi è balzato agli occhi questa frase del Giannino …
    “Grande enfasi sull’acqua pubblica e la raccolta differenziata. A noi, è noto, non piace né l’una né l’altra”

    sul punto acqua non approfondisco piu di tanto, posso provare ad immaginare il “vostro” punto di vista … ma sulla questione differenziata non comprendo l’ostilità. Fermo restando che io personalmente sono contrario anche alla mercificazione privata dell’acqua.

  37. Alessandro

    Chiedo scusa , per aver attribuito questo articolo a Giannino ed aver qundi chiesto informazioni a lui .. rivolgo quindi la medesima richiesto all’autore dell’articolo Marco Mura. Grazie e chiedo ancora scusa per l’errore

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