22
Gen
2010

Lo scansa-nucleare ai bordi della legittimità

Le Regioni si affrettano a dire no al nucleare a casa propria. Chi con legge; chi con un ordine del giorno; chi con i famigerati piani energetico-ambientali regionali.
Mercoledì è stata la volta della Sicilia con un ordine del giorno approvato all’unanimità. Dopotutto la punta dello stivale mostra coerenza e fa perno sullo stesso punto da tempo. Poco importa se uno dei motivi per cui gli Italiani pagano bollette più care del resto d’Europa è rappresentato anche dagli alti prezzi dell’energia in Sicilia ed agli ostacoli posti in passato dalla regione e dagli enti locali allo sviluppo delle infrastrutture energetiche.Gli atti di indirizzo possono essere anche ignorati. Utili espedienti oggi in campagna elettorale, potranno essere dimenticati tra qualche mese. Più problematico un atto con forza di legge che si ponga di fatto in contrasto con la normativa nazionale. La stessa regione siciliana si appresta a votare un disegno di legge dove si stabilisce che “il territorio della Regione Sicilia è precluso all’installazione di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di fabbricazione del combustibile nucleare, di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché di depositi di materiali e rifiuti radioattiva”.
Se gli appelli alla responsabilità, alla trasparenza ed un atteggiamento meno demagogico e irrazionale come quello rivolto nei giorni scorsi da Benedetto Della Vedova nei giorni scorsi non basteranno, saranno probabilmente le sentenze della Corte costituzionale a dirimere la vicenda.
Il testo dell’articolo 117 della Costituzione non è un esempio di limpida saggezza, annoverando l’energia tra le materie immerse nel confuso limbo della competenza concorrente. La scelta infelice ha dato luogo a un fiume di giudizi in via principale che oppongono Governo e regioni (si ricordino a tal proposito, le 11 regioni che hanno impugnato la delega sul nucleare dello scorso luglio).
Ma se in base al dettato costituzionale è la legge statale a dover fissare i principi quadro della disciplina sull’energia, difficilmente l’ammissibilità dell’opzione nucleare può dirsi una norma di dettaglio che può essere contraddetta dalle regioni e che ricade nella loro piena e libera disponibilità. La libertà di stabilimento su tutto il territorio nazionale di un’attività economica ammessa dallo stato è poi un principio che vede un valido appiglio normativo in altri punti della costituzione.
Da un esame dello schema di decreto presentato dal Governo, si evince come le regioni potranno partecipare in modo continuo alla politica nucleare e all’iter di autorizzazione degli impianti e del deposito nazionale. Il problema è semmai quello di concentrare in pochi momenti salienti un processo concertativo protratto in modo indefinito, ripetitivo e sfiancante.
Sarebbe auspicabile che le regioni, quando il 28 gennaio si riuniranno in conferenza unificata con gli enti locali  si occupassero più di migliorare il testo presentato da Governo, anziché attardarsi in preconcetti destinati ad esser spazzati via da una sentenza del giudice delle leggi.
Mettendo da parte derive Nimby e impeti propagandistici, si renderà un miglior servizio ai propri cittadini cercando di salvaguardare l’indipendenza dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, che oggi sembra destinata, unitamente agli operatori, a seguire in via subordinata le linee tracciate dalla strategia nucleare dettata dal Governo. Il momento tecnico della definizione dei criteri di individuazione delle aree idonee ad ospitare siti nucleari è, al pari delle scelte economiche di investimento degli operatori privati, un ambito che va preservato nella sua autonomia.

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7 Responses

  1. Gianni De Bernardo

    Incredibile come i liberali liberisti dell’istituo bruno leoni (un istituto dedito a patrocinare la lobby nuclearista, come evidente da ogni articolo reperibile in rete, e di cui il firmatario dell’articolo e’ un giovane emissario), rinneghino con tanta veemenza la liberalissima scelta delle popolazioni di autodeterminarsi.

    Pensiero liberale solo a parole, liberista quando si tratta di far fare affari a confindustria ed altri evasori di alto rango, mai quando si tratta di dar voce in capitolo alle popolazioni che dovrebbero convivere con l’incubo delle scorie radioattive.

  2. Davide

    Caro Gianni De Bernardo: se i siciliani desiderano fare di testa loro, benissimo.
    Purchè camminino con le proprie gambe, e non dei trasferimenti statali provenienti dai contribuenti di altre regioni.
    Non mi dica che questa è “autodeterminazione”.
    Troppo comodo fare gli “indipendenti” solo quando fa comodo, ed i “dipendentissimi” dal resto d’Italia quando ci sono da spillare soldi.
    Per quanto mi riguarda, possono scegliere proprio tutto quello che vogliono in totale autonomia. Totale però, senza menate sulla “sussidiarietà” e simili.

  3. Gianni ti prego non essere demagogico e verde..Qui si parla della legittima esigenza dei cittadini di spendere meno ed avere un servizio al passo con i tempi. Finiamola con agitare mostri come negli anni 80 . Abbiamo le centrali nucleari alle porte, averle in casa non cambia la sostanza ma certamente il portafoglio di ognuno di noi

  4. Laura Marini

    egregio davide, le ricordo che la sicilia, come le altre regioni meridionali, non è una colonia del nord che gli spilla i soldi ed in cambio dovrebbe ospitare le centrali che servono alle sue industrie o ospitare le sue scorie. Questa visione, stereotipata e ingiallita, ristagna solo nella mente bacata dei leghisti e dei “liberisti” che si alleano con i crociati de no’antri.
    Idee balorde come quelle espresse dall’articolista (che si dice liberale ma propugna l’occupazione manu militari del territorio come segno di “responsabilità”, contro la “demagogia populista” del nimby), trovano il loro pieno compimento nella cialtroneria di risposte offensive come la sua.
    Non passa giorno che non si sappia di evasori totali nell’italia “che lavora e che produce”, mentre il sud paga tutto e pure piuttosto caro.

  5. Pietro

    Dal punto di vista del diritto di autodeterminazione basterebbe porre come condizione per la costruzione di centrali nucleari una tariffa agevolata per l’energia in cui lo sconto è inversamente proporzionale alla distanza dalla cantrale.
    Anche se poi mi sembra ridicolo il terore delle centrali nucleari che hanno fatto finora un numero di morti e feriti infinitamente minore delle centrali idroelettriche.
    Mi sembra il solito assurdo concetto della sicurezza percepita per cui si teme qualcosa che finora anche nel peggiore dei casi ( Chernobyl ) si è dimostrato decisamente poco pericoloso , mentre 8000 persone all’anno muoiono in Italia di cancro al polmone in seguito alle esalazioni di Radon dal sottosuolo, senza che nessuno se ne preoccupi minimamente ( forse perchè un assassino silenzioso che richiede grosse spese da parte dei privati cittadini per essere messo in condizione di non nuocere non fa guadagnare voti ).

  6. andrea lucangeli

    Un conto è l’autodeterminazione, altro conto è l’anarchia….- In Italia tutti reclamano diritti ma i doveri dove li mettiamo? La Sicilia non vuole il nucleare? Benissimo, si produca da sola l’energia di cui abbisogna e la ARC (Assemblea Regionale Siciliana)smetta di mungere tutti gli italiani (del nord) con le sue spese folli.- Da Veneto sarei ben felice di ospitare una centrale nucleare (la zona migliore è il Polesine, vicino all’acqua, non sismico e poco antropizzato) a patto di ottenere sostanziosi sgravi sulla bolletta energetica.- Le industrie vicentine collaborano già da molti anni all’estero per la realizzazione di impianti nucleari di terza generazione e mezzo.- Un sito nucleare in Veneto sarebbe “manna dal cielo” per le nostre industrie, per l’indotto e per le infrastrutture: trovo demenziale che ci sia la corsa al rifiuto di centrali, dovrebbe esserci invece la corsa per garantirsi gli impianti…..- Ricordo (per quanto attiene al discorso “incidenti” e “paura”) che l’Italia è letteralmente circondata da paesi con centrali nucleari e che – notoriamente – le radiazioni non si fermano ai “confini di Stato”…- Questa isteria tutta italiota contro il nucleare (fomentata da “quattro gatti” chiamati I Verdi) è veramente demenziale….

  7. Davide

    Cara Laura, il concetto è molto semplice: è “giusto” che chi non vuole le centrali nucleari abbia il diritto di farne a meno, ma se e solo se ne sopporta anche ogni conseguenza in termini di costi.
    Ora, fare discorsi del genere con regioni che già oggi ricevono trasferimenti enormi da altre regioni, mi pare francamente ridicolo.
    Anche permettere tariffe differenziate (ognuno si paga l’energia quel che costa in base ai metodi di produzione scelti) è una cosa logica, ma ha senso se e solo se coi trasferimenti da altre regioni non si “incentivano” (cioè, si pagano) forme di produzione insensate come il fotovoltaico.
    E’ ora di finirla di permettere a soggetti vari di porre divieti senza far loro sopportare le conseguenze di tali scelte.
    Volete produrre energia coi pannelli solari? Benissimo, ma ne sopportate tutti i costi e rinunciate all’assistenzialismo di stato, perchè è troppo comodo pagare l’energia il quadruplo del necessario con uno stipendio da dipendente pubblico corrispondente ad un lavoro inesistente.
    Discorso che vale per la Sicilia come per la Val d’Aosta e la provincia di Bolzano, ovviamente.

    Per la cronaca, l’evasione è molto ma molto più alta al sud che al nord in proporzione al giro d’affari. Lo dice l’agenzia delle entrate, che stima un’evasione dell’imponibile Irap del 10-15% in Lombardia e del 90% in Calabria, non io. Ma non è questo il punto, nè faccio di questo una colpa per il sud, che per come la vedo io non ha molta scelta.

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