Grazie, buon anno, con una promessa

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Tra qualche ora termina l’anno che ha segnato la peggior crisi nel secondo dopoguerra. Un grande grazie a voi tutti che contribuite su base volontaria – come noi tutti qui – a questo blog. Ottocentoquaranta articoli in 8 mesi mostrano che su molti settori abbiamo capacità di analisi mediamente superiori a quelli della stampa non solo generalista, ma specializzata. Possiamo fare molto meglio e lo faremo, nell’anno nuovo. Vi prometto una cosa sola. C’è una certa differenza tra chi può andare a tappeto e chi tappeto si fa. Noi siamo della prima specie, a me è capitato tante volte e l’essenziale è ritirarsi in piedi a riprendere ad allenarsi per il prossimo incontro. Ma la media dell’informazione economica italiana è del secondo tipo, assai più pericoloso per l’effetto distorsivo che crea. Per chi avesse bisogno di conferme, ecco il numero odierno del primo quotidiano economico italiano: apertura su Tremonti uomo dell’anno, doppia fotona del premiato a pagina uno e tre, e su quest’ultima premiati alcuni poco noti e potenti protagonisti dell’economia italiana, Marcegaglia, Marchionne, De Benedetti, Scaroni etc. Titolo del fondo di apertura – ripeto: a chiusura dell’anno che vede la produzione industriale italiana arretrata di ben 100 trimestri – : “i migliori anni della nostra vita”. Prosit. Tra chi soffre e chi s’offre, in fondo, la differenza sta solo in un apice. Decisivo però: è questo il mio buon anno, grato a tutti voi.

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