29
Dic
2009

Dietro la burocrazia: il caso Ryanair ed Enac

La burocrazia italiana ancora una volta è protagonista. Il bell’articolo di Ugo Arrigo dimostra come un semplice DPR possa di fatto bloccare la concorrenza di Ryanair nel mercato aereo italiano. Per questa motivazione è necessario un cambiamento, come auspicato stamattina nel programma di Oscar Giannino “Nove in punto, la versione di Oscar” della legge. Il parlamentare PDL, Benedetto Della Vedova, ha immediatamente fatto un’interrogazione parlamentare, cosi come Piercamillo Falasca, insieme ad Alessandro Caforio e altri hanno creato un gruppo Facebook per fare pressione  sulla questione Ryanair – Enac. L’identificazione del passeggero è solo l’ultima delle battaglie che la compagnia irlandese sta combattendo nel nostro paese. La guerra è in corso da diversi anni ed era nata addirittura quando c’era ancora il governo Prodi e come Ministro dei Trasporti, il comunista Alessandro Bianchi. L’ex Ministro della Repubblica, tra il 2006 e il 2007, aveva scritto un piano degli aeroporti che aveva l’intenzione di scegliere senza alcun criterio economico quali aeroporti potessero svilupparsi o meno. Questo piano serviva a salvare un’Alitalia morente e ancora nelle mani della politica e dei sindacati. Proprio la debolezza di Alitalia era stata la fortuna di Ryanair e delle altre compagnie low cost, che avevano trovato in Italia un ottimo mercato da sviluppare.
La liberalizzazione del trasporto aereo europeo aveva permesso l’entrata dei vettori low cost e aveva “massificato” l’utilizzo dell’aereo. L’efficienza di questi vettori ha aiutato a sviluppare il mercato europeo ed italiano. Non è un caso che il mercato più monopolistico, quello francese, sia stato quello dove vi sia stato lo sviluppo più basso e al contempo la penetrazione più bassa delle compagnie a basso costo.
La guerra vede un’altra tappa fondamentale: il salvataggio di Alitalia e la “salvaguardia” dell’italianità. La classe politica ha confuso troppo spesso l’interesse nazionale con l’interesse di tutti i cittadini italiani. Ai viaggiatori poco importa di quale nazione sia un vettore. La cosa importante è l’efficienza di un vettore. Dal momento in cui la politica ha deciso di salvare Alitalia, si è messa da parte la concorrenza. L’approvazione della legge 166 del 2008 ha segnato un punto di svolta. Con questa norma, detta “SalvaAlitalia”, si è permesso il monopolio della nuova compagnia su molte tratte nazionali, con l’impossibilità di intervento da parte dell’Antitrust. Il “Piano Fenice” prevedeva una forte concentrazione di Alitalia sul mercato domestico e la legge 166 non è certo una casualità.
L’ultimo intervento della politica in ordine di tempo, ma non meno importante, riguarda l’aeroporto di Roma Ciampino. Ryanair è il principale operatore su questo scalo che la politica ha deciso di chiudere. L’ex presidente della Regione Lazio aveva addirittura dichiarato nel gennaio del 2009 “chiudiamo Ciampino per aiutare Alitalia”. In effetti il secondo scalo romano creava una concorrenza molto forte al vettore nazionale e la politica si era preoccupata di creare un nuovo aeroporto per Roma: a Viterbo (due ore di distanza dalla Capitale), tutto a spese del contribuente italiano (decine di milioni di euro).
La battaglia tra Ryanair ed Enac può essere risolta con una semplice modifica normativa. La guerra difficilmente si risolverà in tempi brevi e il rischio più grande è che la concorrenza nel trasporto aereo italiano torni ai livelli pre-liberalizzazione.

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17 Responses

  1. Un po’ spiace leggere un articolo simile, in un posto che fino ad oggi si è distinto per maggiore obiettività e correttezza. E mi spiace aver sentito Oscar Giannino così “tifoso” durante la trasmissione, perdendo un po’ il nodo della questione.

    Vorrei provare ad analizzare il problema in modo più tranquillo e obiettivo. E parlo da viaggiatore low cost, cliente Ryan (ma anche Easy Jet e Air Berlin) che ha visto letteralmente nascere il fenomeno.

    Prima di tutto va detto con chiarezza che nessuno ha imposto a Ryanair di fermare i voli nazionali. La scelta di interrompere i voli interni e mettere i viaggiatori in difficoltà è stata presa in modo totalmente unilaterale da FR, solo per ripicca e per mettere sotto scacco l’ENAC.

    Secondo: malgrado quello che l’autore e Giannino scrivono e dicono, l’Italia è il paradiso delle linee aree low cost (e per fortuna, aggiungo io). Il nostro paese è servito da tutti i vettori low cost europei. Orio al Serio è il secondo aeroporto in Europa dopo Stansted per traffico low cost. Altri aeroporti minori come Bologna, Pisa e Verona stanno crescendo moltissimo proprio grazie al traffico dei vettori low cost. Per cui dire che in Italia i vettori “low cost / low fare”, sono ostacolati semplicemente non è vero. I fatti dicono esattamente il contrario. E non a caso l’Italia è il secondo mercato europeo per Ryanair.

    A questo si dovrebbe aggiungere che l’Italia ha una situazione aeroporti molto confusa e frammentata, in cui certamente prosperano le lowcost e i loro clienti, ma che crea diseconomie al sistema e costa parecchio alle casse pubbliche. Per non parlare dei finanziamenti pubblici per i piccoli aeroporti che poi pagano le low cost per operare nei loro scali.

    Terzo: nell’articolo e nella trasmissione su Radio24 si fa spesso confusione tra il mercato interno, cioé i voli esclusivamente tra destinazioni italiane (una piccola parte del business di FR), e i voli internazionali, cioé il voli Ryanair che partono da aeroporti italiani per destinazioni estere. Per il momento il problema riguarda solo i voli interni. Quelli internazionali non sono in discussione.

    Dunque, cosa sta succedendo? Quello a cui purtroppo assistiamo è un braccio di ferro, dove si è persa la ragionevolezza da entrambe le parti. Ryanair compresa, che si è mostrata arrogante e spregiudicata, forse anche solo per calcolo mediatico. Non cadiamo nel facile populismo dello straniero (magari che ci sta simpatico) che si scontra con la burocrazia nostrana. Questo caso è un po’ diverso.

    Ricordo che tutto è iniziato da una deputata lasciata a terra perché mostrava il tesserino del Parlamento invece della Carta di Identità. Possiamo avere in antipatia i nostri politici, le nostre leggi e le nostre istituzioni, ma non stiamo parlando di una licenza di pesca o di caccia, ma di un abuso. Le tessere ministeriali di tipo AT/BT sono accettate come documento di identificazione internazionale e valido per l’espatrio in quasi tutti i paesi europei, tra cui: Germania, Francia, Spagna e Svizzera e molti altri. Insomma, bastava un grammo di ragionevolezza e flessibilità per evitare ogni problema.

    Aggiungo un dettaglio che forse pochi conoscono: fino a poco tempo fa era possibile imbarcarsi su FR facendo check-in in aeroporto anche solo con la Patente, pagando… una sovratassa (!). Ora con il check-in online questa opzione è sparita.
    Quindi qui non c’entra la sicurezza, ma solo la volontà di imporre in modo discrezionale e vessatorio sovratasse (spesso nascoste, oscure e insidiose e su questo FR sono maestri) ai clienti abusando del potere di negare l’imbarco.

    La cosa paradossale è che in queste pagine si combatte una battaglia per Ryanair, vittima perseguitata dall’ENAC, ma nessuno dice niente del fatto che FR in modo spregiudicato stia cancellando voli, lasciando in questi giorni migliaia di persone nell’incertezza e nella confusione.

    La modifica normativa è semplice, arriverà, e sarà più che benvenuta.
    Ma io non sto né con Ryanair, né con l’ENAC. Io preferisco stare con i viaggiatori.

  2. giovanni

    a pensar male si fa peccato, ma molte volte s’indovina. ALITALIA vs RAINAIR , tutto bene madama la marchesa ?

  3. Giovanni S.

    Io penso che questa guerra fra compagnia aeree non ci sarebbe se la RYANAIR non fosse low cost, io che con 33 euro sono andato e tornato da pisa, se la compagnia mi chiedesse solo il passaporto io sarei daccordo.

  4. eliana baia

    Per quanto riguarda la correttezza in genere di Ryanair, anche verso i suoi lavoratori, vi giro questo comunicato stampa della Filt-Cgil:
    Comunicato stampa
    15:50 – martedì
    Filt Cgil. Mauro Rossi su Ryanair: rispetti
    regole del nostro Paese anche sul lavoro
    Roma, Italia – Il segretario nazionale del
    sindacato non è stupito del comportamento del
    vettore
    (WAPA) – “’La modalità con cui Ryanair sta
    cercando di imporre le proprie condizioni
    persino all’Ente regolatore italiano non mi
    stupisce’. Lo sostiene il segretario nazionale
    della Filt Cgil, Mauro Rossi, in merito alla
    disputa tra la compagnia irlandese e l’Enac
    (Ente nazionale aviazione civile) sui documenti
    accettati in Italia per l’imbarco, sottolineando
    che ‘La presa di posizione della compagnia
    risponde ai canoni con i quali si è abituata ad
    avere tutto ciò che vuole nel nostro Paese’.

    Secondo il dirigente sindacale della Filt ‘La
    compagnia riceve dagli aeroporti italiani enormi
    risorse e finanziamenti che, se fossero
    garantiti ad altri vettori magari italiani,
    consentirebbero ai prezzi dei biglietti aerei di
    essere meno costosi con il conseguente
    giovamento per il passeggero’. ‘Ryanair –
    denuncia Rossi – anche in questo vicenda dei
    documenti di riconoscimento pretende di operare
    fuori dalle regole del Paese e lo fa, ed è più
    grave, anche per altre leggi italiane a partire
    da quelle del lavoro’.

    ‘Ci aspettiamo – prosegue il sindacalista – che
    Enac assuma lo stesso profilo di giustizia
    richiedendo la generale applicazione delle leggi
    italiane agli operatori aerei come Ryanair per
    porre fine allo sfruttamento dei lavoratori e
    all’evasione contributiva in atto da molto tempo
    e che convochi una riunione con la
    partecipazione degli operatori del settore,
    delle organizzazioni sindacali e delle
    associazioni dei consumatori’. Per Rossi infine
    ‘E’ tempo anche per i passeggeri italiani di
    venire a conoscenza che le persone a cui
    affidano la propria sicurezza ed il
    trasferimento sono sfruttate dal vettore che
    evade la normativa italiana’”.

    Sull’argomento vedi anche la notizia pubblicata
    da AVIONEWS. (Avionews)

  5. Isabella Toccaceli

    Mai più voleremo Ryan Air.
    La mia famiglia è stata letteralmente lasciata a terra il 27 dicembre per due sacchetti shopping, uno mio e uno di mia figlia. Lasciati li davanti al cancello d’imbarco del voloFR4952 Londra Perugia e inviati a pagare la multa di 70 sterline ma nel frattempo la hostess si è affrettata a salire tutti e in due minuti che noi abbiamo impiegato a pagare 70 sterline ha chiuso. Un incubo perchè i figli (minorenni) si sono spaventati, loro non ti assistono in niente, spesa totale 1000 sterline alla fine dei giochi. Prenotare un altro volo per Pisa (Perugia dopo tre giorni e tutto pieno) ed arrivare in piena notte ecc…. Maledetti. Forza Alitalia facci volare seriamente. Comunque ho capito che i terroristi vanno dove vogliono considerando ciò che è successo nei giorni scorsi, le famiglie serie no.

  6. “Ma io non sto né con Ryanair, né con l’ENAC. Io preferisco stare con i viaggiatori”

    Bene, io invece sto con i futuri ex-viaggiatori falcidiati da Alitalia/Enac

  7. Andrea Giuricin

    Caro Gianluca,

    nel nostro paese le low cost si sono sviluppate bene. Nessuno lo hai mai negato. Questo però non deve far chiudere gli occhi dai problemi che sono sorti negli ultimi mesi.
    Nessuno fa confusione su quali voli siano chiusi di Ryanair.
    Per avere un’idea più completa, Le consiglio di leggere i precedenti post su Chicago-blog del sottoscritto, del Prof. Ugo Arrigo e di Carlo Lottieri.
    Per un’analisi più approfondita, Le consiglio inoltre il focus IBL numero 153.

    Spero che, avendo maggiori informazioni sulla posizione portata avanti, possa trovare delle risposte esaustive.

    Andrea Giuricin.

  8. Francesco

    Dunque vediamo se ho ben compreso: Alitalia si allea con ENAC per far fuori il concorrente Ryanair con armi di “identificazione di massa”. Ryanair di fronte ad armi come le brutali tessere di caccia e pesca o le devastanti tessere sanitarie alza la bandiera della resa incondizionata ed abbandona il campo di battaglia. Ma dai….!!!!

  9. aldo

    Ryan-air è una signora compagnia che farà utili anche nel 2009 anno in cui le compagnie aeree hanno perso 10 miliardi di€, su alitalia, stenderei un velo pietoso, visto il caos che hanno creato a roma e milano intorno a capodanno.
    Così come lo sono Easy-jet Vuelling etc, le low cost non danno garanzie, hanno condizioni restritive, se sei fuori dagli standard paghi un sacco, è risaputo e scritto chiramente nel sito e nel contratto che si sottoscrive.
    Poi con quello che è costata negli ultimi 10 anni 4 miliardi prima del salvataggio e 4 dopo, potremmo avere una compagnia almeno degno di questo nome e non una low cost, per servizio, pulizia, età degli aerei, professionalità del personale, e prezzi da major.
    Ryanair, fa la voce grossa, perchè non vuole essere sbattuta via da ciampino, per andare a fco, dove pagherebbe di più, viterbo o frosinone o latina, quando ci saranno e se ci saranno, oggi non ci sono.
    Poi domanda ma ADR che non ha soldi per svilluppare FCO, con che soldi costruisce il terzo, che poi sarebbe il quarto, visto che c’è anche l’urbe, aeroporto romano? a proposito changi tituba, perchè ci sono dei debiti da onorare a Marzo, debiti fatti per far mcguire.

  10. Andrea Giuricin

    Caro Francesco,

    leggendo bene il focus disponibile sul sito dell’Istituto Bruno Leoni oltre agli articoli precedenti su chicago-blog, si può intuire che non esiste nessuna tesi per la quale Alitalia si allea con Enac.
    Enac può avere avuto un ruolo poco indipendente, ma la “colpa” (vd. la legge 166 del 2008) è stata della politica. Si è confusa la nazionalità di una compagnia aerea con l’interesse dei cittadini italiani.
    Ora è bene che il Parlamento o il Governo agisca in fretta per modificare il DPR 445 del 2000, piuttosto che pensare al “Piano” degli aeroporti o altre cose anti-concorrenziali.

    La ringrazio per l’attenzione,

    Andrea Giuricin.

  11. Giulio

    …..e intanto Alitalia si porta avanti. Ha introdotto una bella novità: +5 euro per diritti amministrativi con acquisto con carta di credito! Semplicemente un furto!

  12. Stefano

    Che la questione del documento di riconoscimento sia un casus belli quasi esclusivamente mediatico e che i veri attriti fra Ryanair ed Enac stiano altrove mi pare pacifico. Così come è pacifico che Michael O’Leary e sodali non siano delle dame di carità (per farsi un’idea basta leggere il reportage sulle condizioni di lavoro delle hostess pubblicato da Diario un paio di mesi fa). Ma a me sembrano importanti due punti:

    1. @Gianluca Non mi sembra che Giannino e Giuricin stiano facendo i tifosi tout court o che stiano teorizzando il complotto globale dello Stato Italiano contro RyanAir. Ma credo sia innegabile che alcune delle decisioni dell’Enac si collochino nella direzione di favorire una compagnia che di aiuti, aiutini, spintarelle e regalie di ogni genere ha sempre goduto. Non si starà cercando di far scomparire RyanAir dallo stivale, ma che in alcuni specifici contesti la si stia mettendo in coda ad altri interessi mi sembra lampante.

    2. Sono il solo a trovare agghiacciante l’ammissione che “tutto è iniziato da una deputata lasciata a terra perché mostrava il tesserino del Parlamento invece della Carta di Identità”? Cioè, davvero qualcuno muove mari e monti rischiando di incasinare gli assetti del traffico aereo di un’intera nazione (con le facilmente prevedibili ricadute in termini di costi e disservizi per tutto il Sistema Paese) solo come forma di ripicca per un battibecco personale? Ho capito male?

  13. fastfinger

    Isabella Toccaceli :Mai più voleremo Ryan Air.La mia famiglia è stata letteralmente lasciata a terra il 27 dicembre per due sacchetti shopping, uno mio e uno di mia figlia. Lasciati li davanti al cancello d’imbarco del voloFR4952 Londra Perugia e inviati a pagare la multa di 70 sterline ma nel frattempo la hostess si è affrettata a salire tutti e in due minuti che noi abbiamo impiegato a pagare 70 sterline ha chiuso. Un incubo perchè i figli (minorenni) si sono spaventati, loro non ti assistono in niente, spesa totale 1000 sterline alla fine dei giochi. Prenotare un altro volo per Pisa (Perugia dopo tre giorni e tutto pieno) ed arrivare in piena notte ecc…. Maledetti. Forza Alitalia facci volare seriamente. Comunque ho capito che i terroristi vanno dove vogliono considerando ciò che è successo nei giorni scorsi, le famiglie serie no.

    Cara signora,
    Probabilmente le norme sui sacchetti shopping ed altri oggetti erano stampate sul foglio A4 che era il check-in online che dovevate stringere in pugno là davanti al gate. E, sempre probabilmente, quelle condizioni comprendenti proprio a titolo esemplificativo i sacchetti shopping dovevano esservi arrivate più d’una volta per email: nella conferma dell’acquisto e nei reminders di viaggio.
    Lei ha certamente il diritto di scelta, ci mancherebbe. I vettori aerei sono decine e lei può scegliere il più consono a soddisfare le esigenze della sua famiglia.
    Ma avrebbe avuto il dovere di leggere, leggere anche quel pezzetto di carta che si stampa e si tiene in mano. Aspettare, anche solo due minuti come ci riferisce, è comunque un’ingiustizia per tutti gli altri passeggeri osservanti delle regole e dei contratti e che hanno pieno diritto di partire ed arrivare in orario.
    Chi è causa del suo mal…

  14. luigi zoppoli

    Credo che il senso della disputa sia andato perso, come il senso del post. Nonvedo né tifoserie né nulla di men che appropriato nel post. L’uniformità alle normative internazionali che regolamentano la validità dei documenti di riconoscimento, sono quelle che vanno utilizzate anche dalle compagnie aeree. Il clamore e le polemiche mi paiono francamente pretestuose. D’altronde non si capisce perchè un cittadino italiano che vada all’estero non pretende di portarsi dietro il tesserino di caccia o pesca.
    Per modificare il decreto 445 ci sarà lotta: avrebbe influenza nei rapporti con le caste che emettono tesserini e documenti.

  15. Roberto

    Che dire; sono sbalordito, come me lo sono in questo preciso istante tutte quelle persone che si sono viste annullare il volo, ormai da tempo prenotato.
    Io sono più che convinto che RYANAR abbia la piena ragione e solidarietà di tutti i viaggiatori, me compreso dato il fatto che si attiene alle regole internazionali di sicurezza aerea, garantendo un ottimo servizio a costi bassissimi, così dando la possibilità a tutti i cittadini, sopratutto quelli meno abbienti di volare e raggiungere in 50 minuti i parenti dall’ altra parte del “Bel Paese” contro le 20 ore impiegate col treno.
    Spero solo che tutto si risolva al meglo per il vettore Irlandese e che torni a darci quel servizio di rapporto qualità-prezzo che solo RYANAIR attualmente sa offrire. Concludo dicendo…….Ma siiii voliamo con i patentini di caccia, ma poi non ci lamentiamo se un ragazzo nigeriano attenti alla sicurezza di centinaia di persone.

  16. VITO

    IO CHE DA BEN 10 ANNI SONO A LIVORNO, E CHE HO SEMPRE VIAGGIATO IN AUTO X BEN 8 ORE…E KE SPENDEVO 200 EURO ANDATA E RITORNO…TRA DIESEL E CASELLI AUTOSTRADALI, E CHE DA 2 ANNI VIAGGIO CON RYANAIR COMPRANDO BIGLIETTI AND+RIT A 10 EURO O ANKE A 80 EURO…E ORA MI RITROVO DI NUOVO A DOVER VIAGGIARE IN AUTO…PERKè L ALITALIA O L AIRONE FA SKIFO!E X CHE COSA? XKè LA GENTE VUOLE SALIRE IN AEREO CON IL TESSERINO DA PESCA O CACCIATORE???MA STATE FUORI DAVVERO TUTTI?!!?COME PUò UNA COMPAGNIA STRANIERA FARVI SALIRE CON QUEI TESSERINI? E ALLORA DOBBIAMO INTRODURRE UN ALTRO ARGOMENTO…LA SICUREZZA…A ME STA BENE E HO SEMPRE VIAGGIATO CON CARTA D IDENTITà AL SEGUITO O PASSAPORTO ORA NON VEDO PERKè X QUESTI 4 PAZZI DEVONO ELIMINARE TUTTI I VOLI X LA PUGLIA!?!?!! MA NON STATE BENE CON IL CERVELLOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!

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