11
Dic
2009

Limite di velocità? La Germania dice no

Risale a qualche giorno fa l’annuncio del Ministro Matteoli, secondo cui sulle autostrade italiane provviste di tutor si potrà presto viaggiare- legalmente- alla velocità di 150 km/h. Le reazioni provenienti dall’opposizione e dalle associazioni per le vittime della strada sono state di quasi unanime indignazione. Noi con un po’ di scetticismo pensiamo che il limite di velocità generalizzato (a 90 km/h così come a 150 km/h) non sia di per sé una buona idea, da appoggiare senza se e senza ma.

In Germania, come è noto, tale Tempolimit universale non esiste e la media degli incidenti mortali- in costante diminuzione- è più bassa di quella di molti paesi europei ed extraeuropei provvisti di limite ex lege (e mi riferisco a Belgio, Austria, USA, Giappone) ed è anche più bassa rispetto al numero di incidenti che si verifica nei centri urbani e sulle strade regionali. Al di là del fatto che spesso a costituire un pericolo per il prossimo sono proprio coloro che viaggiano ad 80 km/h e al di là del fatto che la velocità media registrata sulle autostrade tedesche è di 117 km/h e infine al di là del fatto che a creare problemi di viabilità e maggiori possibilità di incidenti sono i lavori in corso (talora, come quelli tra Francoforte e Kassel finanziati attraverso i pacchetti congiunturali e quindi del tutto inutili), il punto non è comunque la velocità in sé, ma chi sta al volante. La questione è di una banalità impressionante, ma pare non sia ancora riuscita a fare breccia.

Detto questo, la Germania, benché l’Unione Europea abbia più volte esercitato pressioni ingiustificate per il limite generalizzato, ha un sistema più flessibile di una misura puramente simbolica (peraltro introdotta nel 1939 durante il nazismo) qual è quella di una barriera uniforme a qualsiasi ora del giorno e della notte: un buon numero di autostrade tedesche (circa il 47%), a seconda del tipo di percorso e dell’orario, reca un limite che difficilmente è mai superiore ai 130 km/h. Per le altre vale la velocità consigliata sempre di 130 km/h.

Socialdemocratici e verdi tirano però in ballo la questione ambientale, che, come è noto, fa sempre gola di questi tempi. Ebbene, il calcolo del beneficio ambientale* in conseguenza dell’imposizione di un limite a 130 km/h sulle autostrade- oltre a dover prendere in considerazione un infinito numero di variabili- ci pare del tutto sproporzionato rispetto all’eventualità di non essere considerati preventivamente assassini, se si viaggia a 160-170 km/h e di poter raggiungere una località in tre ore anziché in quattro e mezza. Tanto più che le anime belle, nella loro requisitoria contro i lobbisti delle case automobilistiche, dimenticano di menzionare il fatto, che se in questi anni le auto sono diventate meno inquinanti lo si deve proprio al progresso tecnologico, ovvero al mercato. D’altra parte, i fautori del limite non nascondono affatto di voler arrivare ad introdurre una norma che fissi elettronicamente su ciascun veicolo l’impossibilità di superare i 170 km/h. Per l’auto identica per tutti ci stiamo attrezzando…

Nel 1994, nel corso della campagna elettorale contro Rudolf Scharping (SPD), il Cancelliere in carica Helmut Kohl (CDU) rispedì secco al mittente l’ipotesi di un Tempolimit, spiegando che l’idea di voler regolamentare tutto- persino l’imprevedibile- apparteneva ad un modo di pensare tutto teutonico. Quindici anni dopo la Germania non ha ancora regolamentato l’inessenziale. Bene così.

— Il calcolo l’ha fatto un’agenzia del Ministero dell’Ambiente più di dieci anni fa. Il calo delle emissioni inquinanti sarebbe nell’ordine dello 0,3% del totale.  Sul tema un bel video politicamente scorretto.

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25 Responses

  1. andrea lucangeli

    Quella del limite di velocità in autostrada è una vexata quaestio destinata a rimanere tale….- Troppi integralisti voglioni “mettere la loro bandierina” sulla questione limiti.- Un pò di ragionevolezza (merce rara di questi tempi) consiglierebbe un approccio pragmatico e non ideologico alla questione.- Lasciamo perdere le associazioni varie (delle mamme, delle nonne, delle casalinghe, dei parenti delle vittime della strada etc.etc.) che propongono soluzioni del tutto anacronistiche e dettate dall’isteria (del tipo: tutti a 50 Km/h, auto tutte uguali con limitatore di velocità incorporato e uomo con la campana che precede il veicolo per avvisare i pedoni del suo arrivo….) e andiamo alle proposte serie.- Ad esempio commisurare il limite di velocità autostradale alle reali condizioni della strada (numero di corsie, presenza di asfalto drenante, tutor, condizioni meteo etc. etc.) ovvero commisurare i limiti alle caratteristiche tecniche del veicolo (è più pericoloso viaggiare a 130 con una Smart piuttosto che a 150 con una Ferrari.- Anche le caratteristiche fisiche dei guidatori non sono irrilevanti (è notorio che a 70 anni i riflessi non sono quelli di un ventenne).- Tutte proposte ragionevoli già formulate da esperti nel campo della mobilità e dell’automotive e che – proprio per questo motivo – non troveranno alcun accoglimento…..tra la classe politica…..

  2. bill

    Per me la questione è sin troppo banale: i politici e i governi, non sapendo giustificare il perchè della loro inutile, quando non dannosa, esistenza, si ritengono in obbligo, illuminati come sono, di dire a noi poveri incliti cosa è bene e cosa è male (per noi ovviamente, perchè la gravità della loro missione implica che loro siano esentati dai vari divieti che quotidianamente inventano e propongono).
    E allora: limiti di velocità, e nelle strade normali spesso assurdi e dettati dalla voglia di comminarti una multa con apposito autovelox; divieto di fumare nei locali pubblici (e pure nei circoli privati..); divieto di somministrazione di bevande alcoliche in determinati orari; divieto di servire ai tavoli all’aperto bevande dopo una certa ora (a Bologna dopo mezzanotte: poi si lamentano dei turisti che in estate, con un caldo assassino, scappano da idiozie di questo genere); orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali; divieto di fare musica in certi orari anche nei locali approntati acusticamente..etc etc.
    La mia domanda è questa: ma perchè i politici nostrani hanno questa insana ambizione a ridurre la nostra vita a una infinita rottura di zebedei?
    E me ne sorge un’altra: perchè la gente è così disposta a subire una serie infinita di angherie, a cominciare dalle tasse, e ne è anzi contenta?
    Non è che l’idea di essere assistiti dalla culla alla bara (a parole, perchè poi ovviamente non può funzionare..) affascini più della libertà?
    Che tristezza, però..

  3. andrea lucangeli

    @ bill: e non dimenticarTi della nostra salute.- Già in Usa per gli obesi ci sono maggiorazioni di prezzo un pò ovunque.- Da noi qualche “illuminato” Ministro della Sanità potrebbe fissare per Legge un limite massimo per colesterolo, glicemia etc. etc con tanto di visita obbligatoria semestrale di controllo…..- Purtroppo Orwell ci aveva visto giusto…..- Sono contento di essere nato nei felici anni ’60, di avere vissuto la mia giovinezza negli spensierati anni ’80 e di morire prima di diventare un individuo con un codice a barre impiantato nel braccio, un telefonino impiantato nell’orecchio ed un navigatore GPS infilato nel cu….

  4. Faccio notare un comportamento tipico sulle autostrade tedesche: rispetto assoluto del limite quando viene imposto. Ciò é dovuto ai frequenti controlli quando si incontrano tratti con limiti e alle pesanti sanzioni. Inutile dirvi che per riavere i punti non si fanno i corsi come da noi. Al contrario in Italia si viaggia tranquillamente a 100 all’ora nei tratti di lavori in corso con limite 60; in Germania ben pochi osano tanto. Passi il “niente limiti”, ma solo se ognuno di noi é disposto ad avere un limite di buon senso.

  5. bill

    Già, gli Usa..ma non erano la mecca della libertà? A New York, se fumatore, non puoi comprare un appartamento in determinati condominii (ovviamente lussuosi, e tanto tanto politicamente corretti). E dato che noi, col dovuto ritardo, gli Usa nel peggio riusciamo comunque a seguirli..

  6. Ormai da tempo l’Italia trasforma in leggi più restringenti l’incapacità di applicare quelle più equilibrate, praticamente stiamo diventando un popolo di sfigati (quando ti beccano). Per esempio i limiti di velocità sono spesso assurdi ma avendo i poliziotti negli uffici e non in strada facciamo una quantità minima di controlli, se non sbaglio in francia i controlli che facciamo in un anno in italia loro li fanno in un mese (anche meno). In Spagna in strade dove da noi il limite di velocità è 50 Km/h loro hanno il cartello di velocità MINIMA di 50 Km/h e massima di 70 KM/h, vi ricordate più come sono fatti i cartelli di velocità minima? e non parlo delle corsia a destra di un’autostrada, in spagna esistono ancora perchè uno giustamente non può andare troppo piano.
    Per ultimo vorrei far presente, che comunque la libertà di un individuo finisce se si limita quella degli altri, quindi per la “libertà” del fumo terrei ben presente questo segno di civiltà, ognuno faccia quello che gli piaccia ma si ricordi che esistono anche gli altri individui.

  7. liberal

    @Alex
    Premetto che sono contrario ad ogni dogma e penso che non ci dovrebbero essere argomenti tabù, ma solo argomenti e problemi da affrontare e possibilmente risolvere. Questo deve valere per tutti però. Leggo qui nei post un amico che si crede “molto liberista” ma, non si rende conto, che il mondo non può ruotare intorno a lui. Questo è spesso il modo di intendere il liberismo, da parte di persone che si esprimono con la “panza” invece che con la testa. Parte del corpo molto in disuso negli ultimi tempi, direi.

    Tornando al tema, concordo con Alex. E’ da “provinciali” prendere a modello una Nazione, solamente nelle parti che fanno comodo.

    La Germania (ho letto ieri), senza limiti di velocità sulle autostrade, ha diminuito notevolmente le vittime in incidenti stradali. E’ un titolo fuorviante e di pessima onestà intellettuale. Alex porta ad esempio il comportamento degli automobilisti tedeschi e qui meglio mettere un velo pietoso sul nostro comportamento.

    Ripeto, fino alla noia, come un disco rotto la solita frase : ” La libertà tua finisce dove comincia la mia” e viceversa ovviamente.

  8. Sostenere che la velocità sia la prima causa d’incidente è come sostenere che la nascita è la prima causa di morte.

    Come mai nessun politico prende in considerazione l’ipotesi che forse -dicesi forse- il corso per il conseguimento della patente dovrebbe magari -dicesi magari- insegnare anche e soprattutto a _guidare_ anziché solo a rispettare la legge? Già, perché la legge non spiega come si frena sul bagnato, o sulla neve, o come si evita un ostacolo… nevvero?

    Anche se -e questa è un’altra cosa che nessun politico dice mai- la maggior parte degli incidenti avviene in città e a velocità ridicole (ma dalle conseguenze spesso letali).

  9. pietro

    Premesso che è una stupidaggine enorme l’idea di poter mettere limiti differenziati in base alle condizioni del mezzo o del guidatore per il semplice motivo che queste non sono determinabili una volta per tutte, andrebbero controllate ogni volta che ci si siede al volante, con un grande fratello che dice “oggi hai il mal di denti, le gomme della tua auto sono al 60% e i freni sono nuovi: puoi guidare a 137,5 km/h”.
    Ma la cosa più ridicola è l’affermazione di quel buffo personaggio che abbiamo al ministero dell’agricoltura per cui i limiti di alcool nel sangue alla guida sono un delitto contro l’economia italiana……

  10. …sì, può far ridere, ma fa (o dovrebbe fare) rabbrividire la continua persecuzione legale di chi beve prima di mettersi al volante. Sei sopra al limite? Sei un delinquente, punto, a prescindere dal tuo reale stato psico-fisico.
    Farti camminare sulla linea? No, è un criterio troppo soggettivo, meglio una bella “lenzuolata”, un valore misurabile e uguale per tutti.

    E stiamo parlando del 2,1% degli incidenti, una percentuale trascurabile rispetto al 93% di “cause imputabili al comportamento scorretto del conducente nella circolazione” (ISTAT 2008).

    Questa demonizzazione sta portando ad un drastico calo dei consumi di alcolici, come denunciato da Zaia. Ovvio che suona buffo, ma il problema è reale e secondo me riguarda più la libertà personale e la responsabilizzazione dell’individuo che il fatturato di bar e ristoranti.

    Poi c’è quell’altro buffo individuo che ha proposto il divieto di fumo alla guida, perché distrae. Verissimo, come l’autoradio. O come il poggiabraccio. O come il cruise control. O come i figli in auto. O come…

    Qual è il limite?

  11. Davide

    Fate bene a spendere due parole anche per la questione dei limiti di velocità autostradali.
    Trovo che, sebbene di importanza relativa rispetto ad altre questioni (anche se io, personalmente, ci tengo molto), sia altamente simbolica ed indicativa di come agisce la politica.
    Prima di tutto da un punto di vista che definirei “ideologico”:
    la velocità può essere considerata un fattore di rischio. Come tutto, nella vita. Già immettersi per strada con un’auto è “pericoloso”, così come qualsiasi cosa facciamo nella vita.
    Ovviamente, tutto ciò non è un motivo valido per vietare queste azioni: la cosa corretta da farsi è lasciare al singolo la libertà e la responsabilità relative alle conseguenze di tali azioni.
    Per la velocità in autostrada, al contrario, questo concetto non vale. Si vieta, a priori. Un po’ come vietare i coltelli da cucina perchè ogni tanto qualcuno li usa per compiere del male. E si vieta non un comportamento assurdo, fuori dal mondo, ma un comportamento che un’alta percentuale di saggi “padri di famiglia” ritiene comporti un rischio limitato, adeguato.
    Già questo dovrebbe essere un campanello d’allarme: perchè mai vietare qualcosa che è generalmente percepito come “normale”, quando chi guida è il primo ad essere esposto ad eventuali rischi?

    Per non parlare del fatto che le autorità (ed un colpevole giornalismo, quasi sempre complice) fanno di tutto per ribaltare la realtà, e “convincere” che in realtà è un male. La Germania (sicurezza autostradale migliore della nostra pur senza limiti; diminuzione del 10% dei morti rispetto all’anno scorso, mantenendo le autostrade senza limiti) li sbugiarda totalmente e senza possibilità di replica: mostra che il pericolo che paventano non esiste. E’ anche per questo che fanno di tutto, in Europa, per far sparire il fenomeno “autobahn”. Un po’ come il ministero della verità Orwelliano faceva sparire traccia di ogni fatto non gradito.
    Ma anche le nostre statistiche ACI (le stesse da cui qualcuno ha tratto il 2% relativo all’alcol) dicono che solo lo 0.6% degli incidenti sono causati da “velocità oltre i limiti” (abbiamo anche un 10-11% di velocità considerata eccessiva, ma evidentemente entro i limiti, altrimenti non avrebbe senso la distinzione).
    E loro continuano imperterriti ad inventarsi cifre ed a terrorizzare a sproposito.
    Penso che sarebbe una buona cosa battere un tantino questo tasto, perchè è una vicenda simbolica di alto valore: cittadino suddito, cui si può vietare tutto raccontando favole, vs cittadino libero, responsabile e che non si può prendere in giro.
    Per la cronaca, in corrispondenza dellle parole di Matteoli sui 150 (che sono solo un contentino per non addormentarsi alla guida, non certo per avere una realtà tedesca), i principali quotidiani hanno messo online un sondaggio.
    Risultato? Sul Giornale largamente favorevoli, sul Corriere lievemente favorevoli, su Repubblica piuttosto contrari.
    La testa della gente, putroppo, la si riconosce sempre (rimango convinto che l’elettorato di centrodestra sia fondamentalmente e moderatamente liberale, sebbene il governo non lo sia), e mostra come la questione sia molto più ideologica, simbolica, politica (libertà vs oppressione) che “tecnica”, come in molti vorrebbero far credere.

  12. Paveway3

    Avendo abitato per anni in Germania, mi permetto di far notare che il punto non è la velocità in sè, quanto il rispetto di banali norme di circolazione quali il mantenimento delle distanze di sicurezza, l’uso degli indicatori di direzione, l’utilizzo della corsia libera più a destra. Da questo punto di vista, mi sento più tranquillo a 200 km/h sull’autobahn che a 130 km/h sull’autolaghi. Finchè queste norme non verranno fatte rispettare anche in Italia, propongo l’abbassamento del limite a 110 km/h.

  13. andrea lucangeli

    @ pietro: sarà anche una “stupidaggine enorme” ma a molti convegni di esperti del settore mobilità-automotive si è parlato proprio di questo.- Un limite “a prescindere” (come direbbe Totò) uguale per tutti è oggi anacronistico e – con l’attuale tecnologia – sarebbe già possibile applicare limiti differenziati.- Piccolo esempio stupido: un nonnino di 80 anni viaggi tranquillo e pacifico in autostrada con la sua vecchia Uno a 130 Km/h ed è perfettamente “in regola” peccato però che la vecchia Uno non ha ABS ed ESP, da 130 Km/h per fermarsi abbia bisogno di 150 metri, il nonnino abbia la capacità di reazione di un bradipo.- Ma per la Stradale è tutto OK!!! Invece beccano e bastonano un pericoloso criminale di quarant’anni (in ottime condizioni psico-fisiche) che con la sua BMW dotata di ABS ed ESP, che si ferma da 130 Km/h a O in meno di 100 metri, andava alla folle velocità di 150 Km/h.- Domanda: chi è il più pericoloso dei due? A te la risposta….

  14. tonino segau

    @ andrea lucangeli
    considerazioni molto interessanti e condivisibili. Magari troppo complicate o antieconomiche da mettere in pratica per intero, ma quella è certamente la strada da seguire finché si può.

    @ bill
    non c’è niente di illiberale nel non volere scegliere gli acquirenti della propria proprietà. È sempre il tema della “discriminazione”: legittima, con il caveat per chi la pratica della possibilità di sostenerne i costi.

    @ pastore sardo (due giorni fa al supermarket ho trovato un formaggio che aveva lo stesso nome, ed è buonissimo!)
    siamo d’accordo sui limiti della libertà (questione vecchie, trita e ritrita a dire il vero), ma considera che hanno diritti di proprietà anche i PADRONI dei luoghi APERTI AL PUBBLICO, ingiustamente – socialisticamente, direi – equiparati a quelli “pubblici”, proprietà di tutti quindi, cioè, di nessuno, ahimè dello Stato, quindi… per i quali può anche avere senso discutere se debba essere questo a dettare le regole di utilizzo o meno.
    I diritti di proprietà del padrone di un pub e di una discoteca implica quello di decidere se qui si può fumare oppure no (anche in questo caso, tenendo conto dei costi che un’eventuale discriminazione comporterebbe). Il problema è “solamente” che si sono tolti talmente tanti stick dal boundle di diritti che è la proprietà, che non si capisce più davvero che cosa in sostanze ne rimanga, oltre la titolarità di pagarvi sopra le tasse!

  15. @tonino segau

    quando ho parlato di limiti sulle libertà altrui mi è sembrato evidente che non stavo facendo un discorso sul liberismo ma sull’educazione e rispetto degli altri, che non è una questione vecchia, trita e ritrita.
    Per quanto riguarda connubio tra fumo e auto mi capita spesso di vedere genitori che fumano in auto in presenza dei propri figli, sicuramente lo faranno anche in casa propria e non posso impedirglielo, ma proibire di fumare in auto in presenza di bambini non mi dispiacerebbe.

  16. marco

    Andrea Massucco :Sostenere che la velocità sia la prima causa d’incidente è come sostenere che la nascita è la prima causa di morte.
    Come mai nessun politico prende in considerazione l’ipotesi che forse -dicesi forse- il corso per il conseguimento della patente dovrebbe magari -dicesi magari- insegnare anche e soprattutto a _guidare_ anziché solo a rispettare la legge? Già, perché la legge non spiega come si frena sul bagnato, o sulla neve, o come si evita un ostacolo… nevvero?
    Anche se -e questa è un’altra cosa che nessun politico dice mai- la maggior parte degli incidenti avviene in città e a velocità ridicole (ma dalle conseguenze spesso letali).

    andrea lucangeli :@ pietro: sarà anche una “stupidaggine enorme” ma a molti convegni di esperti del settore mobilità-automotive si è parlato proprio di questo.- Un limite “a prescindere” (come direbbe Totò) uguale per tutti è oggi anacronistico e – con l’attuale tecnologia – sarebbe già possibile applicare limiti differenziati.- Piccolo esempio stupido: un nonnino di 80 anni viaggi tranquillo e pacifico in autostrada con la sua vecchia Uno a 130 Km/h ed è perfettamente “in regola” peccato però che la vecchia Uno non ha ABS ed ESP, da 130 Km/h per fermarsi abbia bisogno di 150 metri, il nonnino abbia la capacità di reazione di un bradipo.- Ma per la Stradale è tutto OK!!! Invece beccano e bastonano un pericoloso criminale di quarant’anni (in ottime condizioni psico-fisiche) che con la sua BMW dotata di ABS ed ESP, che si ferma da 130 Km/h a O in meno di 100 metri, andava alla folle velocità di 150 Km/h.- Domanda: chi è il più pericoloso dei due? A te la risposta….
    vero tutto, saper guidare bene richiede tempo e allenamento
    andrea per una volta mi tocca contarddirti, perchè il nonno non va certi in autostrada e i 130 neanche li pensa….
    anzi è un sacco di anni che non vedo una uno 1° serie su un’autostrada, cmq l’unico limite consigliabile è la prudenza di chi guida, credo

    Davide :Fate bene a spendere due parole anche per la questione dei limiti di velocità autostradali.Trovo che, sebbene di importanza relativa rispetto ad altre questioni (anche se io, personalmente, ci tengo molto), sia altamente simbolica ed indicativa di come agisce la politica.Prima di tutto da un punto di vista che definirei “ideologico”:la velocità può essere considerata un fattore di rischio. Come tutto, nella vita. Già immettersi per strada con un’auto è “pericoloso”, così come qualsiasi cosa facciamo nella vita.Ovviamente, tutto ciò non è un motivo valido per vietare queste azioni: la cosa corretta da farsi è lasciare al singolo la libertà e la responsabilità relative alle conseguenze di tali azioni.Per la velocità in autostrada, al contrario, questo concetto non vale. Si vieta, a priori. Un po’ come vietare i coltelli da cucina perchè ogni tanto qualcuno li usa per compiere del male. E si vieta non un comportamento assurdo, fuori dal mondo, ma un comportamento che un’alta percentuale di saggi “padri di famiglia” ritiene comporti un rischio limitato, adeguato.Già questo dovrebbe essere un campanello d’allarme: perchè mai vietare qualcosa che è generalmente percepito come “normale”, quando chi guida è il primo ad essere esposto ad eventuali rischi?-Per non parlare del fatto che le autorità (ed un colpevole giornalismo, quasi sempre complice) fanno di tutto per ribaltare la realtà, e “convincere” che in realtà è un male. La Germania (sicurezza autostradale migliore della nostra pur senza limiti; diminuzione del 10% dei morti rispetto all’anno scorso, mantenendo le autostrade senza limiti) li sbugiarda totalmente e senza possibilità di replica: mostra che il pericolo che paventano non esiste. E’ anche per questo che fanno di tutto, in Europa, per far sparire il fenomeno “autobahn”. Un po’ come il ministero della verità Orwelliano faceva sparire traccia di ogni fatto non gradito.Ma anche le nostre statistiche ACI (le stesse da cui qualcuno ha tratto il 2% relativo all’alcol) dicono che solo lo 0.6% degli incidenti sono causati da “velocità oltre i limiti” (abbiamo anche un 10-11% di velocità considerata eccessiva, ma evidentemente entro i limiti, altrimenti non avrebbe senso la distinzione).E loro continuano imperterriti ad inventarsi cifre ed a terrorizzare a sproposito.Penso che sarebbe una buona cosa battere un tantino questo tasto, perchè è una vicenda simbolica di alto valore: cittadino suddito, cui si può vietare tutto raccontando favole, vs cittadino libero, responsabile e che non si può prendere in giro.Per la cronaca, in corrispondenza dellle parole di Matteoli sui 150 (che sono solo un contentino per non addormentarsi alla guida, non certo per avere una realtà tedesca), i principali quotidiani hanno messo online un sondaggio.Risultato? Sul Giornale largamente favorevoli, sul Corriere lievemente favorevoli, su Repubblica piuttosto contrari.La testa della gente, putroppo, la si riconosce sempre (rimango convinto che l’elettorato di centrodestra sia fondamentalmente e moderatamente liberale, sebbene il governo non lo sia), e mostra come la questione sia molto più ideologica, simbolica, politica (libertà vs oppressione) che “tecnica”, come in molti vorrebbero far credere.

    ottime considerazioni che condivido in pieno

  17. tonino segau

    Sì, il problema sta esattamente nella vocazione dello stato sociale: far diventare obbligatorio per legge tutto ciò che è ritenuto buono, giusto e opportuno.

    Ok, sull’educazione, non avevo colto io evidentemente e me ne scuso. Quella dell’educazione però, che sia questione vecchia (io credo con Nock che tutte le generazioni abbiano sempre mantenuto una certa costante di “lassismo” – quindi in questo senso “vecchia”) o meno, rimane sicuramente un tema interessante, ma meno di ciò che riguarda vincoli reciproci obbligatori.

    Cerchiamo di non fare come i socialisti, che utilizzano i bambini per accrescere sempre più i limiti di intervento dello Stato, trasformando sempre più l’intera società in un enorme asilo nido…

    È sempre controproducente farsi influenzare da casi specifici per invocare l'”adozione” dei figli dei cittadini da parte dello Stato. Se tra qualche giorno uscissero dei dati evidenzianti per il 2009 oltre 100 casi di infanticidio da parte di giovani madri depresse, inizieremmo forse a supplicare lo Stato di sottrarre tutti i poppanti alle loro famiglie immediatamente dopo il parto?

    Qualche fumatore incallito, sentiamo, non riesce a trattenersi dal suo vizio mentre è in auto con i suoi figli? Tanto meglio, allora, perché sarà molto probabile (e con questo non voglio assolutamente proporre alcuno schema deterministico) che una volta divenuti adolescenti non sentiranno un grande stimo a ficcarsi in bocca i “bastoncini del diavolo” come ricordo di averli sentiti chiamare (sfortunatamente non dove, però).

    Chiuse queste parentesi, resta il fatto che nel complesso viviamo in un mondo di genitori ragionevoli, che amano i propri figli e che sanno come tutelarli in maniera opportuna, e sicuramente meglio dello Stato.
    In questo, magari – per stare al tuo caso specifico -, dubitando della propaganda statalista a proposito dei presunti effetti malefici del fumo passivo. Su cui ci sarebbe molto da dire.

  18. Davide

    Ne approfitto per dare una interessante nota storica sui limiti di velocità in autostrada nel mondo occidentale.
    Oggi ci fracassano i cosiddetti tutti i giorni con le succitate balle sulla sicurezza, ma i limiti di velocità nacquero negli anni ’70 in seguito alla “crisi energetica”.
    Per darvi un’idea quattroruote (oggi totalmente scaduto ed allineato al peggior politicamente corretto) nel 1972 faceva Reggio Calabria-Lubecca con un’Alfa Montreal a 130 km/h di media, soste incluse. Cioè sempre a 200 o giù di lì. Trovate parte della cronaca, certamente da leggere, in basso:
    http://www.cuorialfisti.com/speciali/montreal.htm
    Trovo che tutto ciò sia estremamente istruttivo.

    Sono passati 35 anni e le stupide decisioni dei politicanti ci hanno, di fatto, impedito di godere del progresso. Ci hanno fatto fare un passo indietro, con una motivazione totalmente assurda: oggi come allora, le domeniche a piedi ed i limiti di velocità non servono a niente, se non per fare demagogia pura e semplice, in merito al consumo di petrolio ed affini. Vi potete facilmente immaginare, in un periodo in cui il petrolio decolla perchè gli Usa abbandonano il gold exchange standard e l’inflazione -opera delle banche centrali, Fed in primis- la fa da padrona, quale utilità effettiva possa avere andare più piano in autostrada, o prendere il bus la domenica.
    Nessuna, infatti il prezzo del petrolio e la questione energetica se ne sono strafregati di queste pagliacciate. Così come succede oggi, anche per quanto riguarda le polveri sottili.

    Perchè è così interessante? perchè con l’andazzo global warming che vediamo oggi, tira un’aria molto molto simile. Un’aria che porta a prendere provvedimenti inutili se non dannosi, col principale effetto di legare le mani alla gente normale e di costringerla a non usufruire dei vantaggi del progresso e della tecnologia.
    Che oggi consentirebbero quasi a chiunque, e non solo a chi può permettersi una supercar (come era allora la Montreal), di spostarsi in autostrada in sicurezza, in velocità, e con la libertà che deriva dall’autonomia e dalla flessibilità che caratterizza il trasporto privato.
    Sudditi al giogo, costretti a vivere in condizioni ben peggiori di quanto potrebbe essere dalle decisioni immotivate, inutili (la storia lo dimostra) di parassiti demagoghi.
    Io credo che sarebbe anche ora di ribellarsi, quantomeno facendo un po’ di informazione corretta anche su questi temi, che non decideranno il destino dell’umanità, ma che sono temi concreti molto importanti e simbolici.
    Ci state?
    Evitare che la demagogia da global warming applicata dai politicanti ci riporti al medioevo passa, secondo me, anche da cose come queste.
    Come non vogliamo che, in nome delle loro assurdità, ci venga impedito di accendere il riscaldamento, le lampadine, o di andare in auto al lavoro, così dovremmo (ora come 35 anni fa) ribellarci al “piccolo medioevo” dei 110-120-130 in autostrada (il vecchio articolo linkato vi fa capire quanto sia anacronistico e fuori dal mondo) imposto al popolo (mentre loro passano a 220 con la scorta), sulla base di motivazioni del tutto inconsistenti.

  19. Scusate se sto uscendo dal seminato di questo articolo avendo legato un discorso di educazione civica all’automobile (anche se per me sono strettamente legati).
    Io in realtà non volevo fare un discorso iperprotettivo sui figli ma era un discorso generale tra il connubio dell’educazione delle persone, dell’abuso e non dell’uso della tecnologia (in questo caso l’automobile).
    Preciso che non sono contro la tecnologia, il mio lavoro quotidiano è in ambito tecnologico.
    Voler bene ai propri figli non significa educarli civilmente, cito come esempio proprio l’auto, io quando vado a prendere mio figlio a scuola vedo una percentuale elevatissima di genitori che abusano dell’auto e che parcheggiano senza nessun rispetto (nota bene, anche arrivando in anticipo e nonostante ci sia il parcheggio disponibile a 3 min. a piedi, non ci fosse parcheggio lo capirei).
    E’ molto probabile che da grandi i figli che subiscono il fumo in auto non fumeranno o saranno più rispettosi degli altri nel farlo, ma come parcheggeranno l’auto (come rispetteranno gli altri)?

  20. Davide :
    Io credo che sarebbe anche ora di ribellarsi, quantomeno facendo un po’ di informazione corretta anche su questi temi, che non decideranno il destino dell’umanità, ma che sono temi concreti molto importanti e simbolici.
    Ci state?

    Ci sto eccome, sono anni che “spingo” questi argomenti nelle conversazioni con le persone che incontro. E spesso incontro sguardi stralunati e/o di sufficienza, tipiche delle menti condizionate 🙁

  21. marco

    Andrea Massucco :

    Davide :Io credo che sarebbe anche ora di ribellarsi, quantomeno facendo un po’ di informazione corretta anche su questi temi, che non decideranno il destino dell’umanità, ma che sono temi concreti molto importanti e simbolici.Ci state?

    Ci sto eccome, sono anni che “spingo” questi argomenti nelle conversazioni con le persone che incontro. E spesso incontro sguardi stralunati e/o di sufficienza, tipiche delle menti condizionate

    sono d’accordo!

    Davide :Ne approfitto per dare una interessante nota storica sui limiti di velocità in autostrada nel mondo occidentale.Oggi ci fracassano i cosiddetti tutti i giorni con le succitate balle sulla sicurezza, ma i limiti di velocità nacquero negli anni ‘70 in seguito alla “crisi energetica”.Per darvi un’idea quattroruote (oggi totalmente scaduto ed allineato al peggior politicamente corretto) nel 1972 faceva Reggio Calabria-Lubecca con un’Alfa Montreal a 130 km/h di media, soste incluse. Cioè sempre a 200 o giù di lì. Trovate parte della cronaca, certamente da leggere, in basso:http://www.cuorialfisti.com/speciali/montreal.htmTrovo che tutto ciò sia estremamente istruttivo.-Sono passati 35 anni e le stupide decisioni dei politicanti ci hanno, di fatto, impedito di godere del progresso. Ci hanno fatto fare un passo indietro, con una motivazione totalmente assurda: oggi come allora, le domeniche a piedi ed i limiti di velocità non servono a niente, se non per fare demagogia pura e semplice, in merito al consumo di petrolio ed affini. Vi potete facilmente immaginare, in un periodo in cui il petrolio decolla perchè gli Usa abbandonano il gold exchange standard e l’inflazione -opera delle banche centrali, Fed in primis- la fa da padrona, quale utilità effettiva possa avere andare più piano in autostrada, o prendere il bus la domenica.Nessuna, infatti il prezzo del petrolio e la questione energetica se ne sono strafregati di queste pagliacciate. Così come succede oggi, anche per quanto riguarda le polveri sottili.-Perchè è così interessante? perchè con l’andazzo global warming che vediamo oggi, tira un’aria molto molto simile. Un’aria che porta a prendere provvedimenti inutili se non dannosi, col principale effetto di legare le mani alla gente normale e di costringerla a non usufruire dei vantaggi del progresso e della tecnologia.Che oggi consentirebbero quasi a chiunque, e non solo a chi può permettersi una supercar (come era allora la Montreal), di spostarsi in autostrada in sicurezza, in velocità, e con la libertà che deriva dall’autonomia e dalla flessibilità che caratterizza il trasporto privato.Sudditi al giogo, costretti a vivere in condizioni ben peggiori di quanto potrebbe essere dalle decisioni immotivate, inutili (la storia lo dimostra) di parassiti demagoghi.Io credo che sarebbe anche ora di ribellarsi, quantomeno facendo un po’ di informazione corretta anche su questi temi, che non decideranno il destino dell’umanità, ma che sono temi concreti molto importanti e simbolici.Ci state?Evitare che la demagogia da global warming applicata dai politicanti ci riporti al medioevo passa, secondo me, anche da cose come queste.Come non vogliamo che, in nome delle loro assurdità, ci venga impedito di accendere il riscaldamento, le lampadine, o di andare in auto al lavoro, così dovremmo (ora come 35 anni fa) ribellarci al “piccolo medioevo” dei 110-120-130 in autostrada (il vecchio articolo linkato vi fa capire quanto sia anacronistico e fuori dal mondo) imposto al popolo (mentre loro passano a 220 con la scorta), sulla base di motivazioni del tutto inconsistenti.

    idem come sopra

  22. luigi zoppoli

    Hai ben rilevato che IL problema non è tanto la velocità in sé ma è molto chi guida. Lo si vede con evidenza lungo le autostrade lungo le quali quante scuole guida conducono gli allievi?

  23. Gigi

    @Oscar
    “Noi con un po’ di scetticismo pensiamo che il limite di velocità generalizzato (a 90 km/h così come a 150 km/h) non sia di per sé una buona idea, da appoggiare senza se e senza ma.”
    E` stato provato che il fattore velocita` e` uno delle principale cause degli incidenti stradali.
    Se un limite generalizzato non va bene, altre proposte?
    “In Germania, come è noto, tale Tempolimit universale non esiste e la media degli incidenti mortali- in costante diminuzione- è più bassa di quella di molti paesi europei ed extraeuropei provvisti di limite ex lege ”
    E questa sarebbe una prova che la velocita` non e` un fattore o che i tedeschi sono piu` disciplinati degli italiani?
    “Al di là del fatto che spesso a costituire un pericolo per il prossimo sono proprio coloro che viaggiano ad 80 km/h”
    Evidenza?
    ” il punto non è comunque la velocità in sé, ma chi sta al volante.”
    Facciamo una legge per impedire che i guidatori meno adatti(R) non possano nemmeno guidare un triciclo. Da definirsi i criteri di legge per definire un guidatore piu` o meno adatto(R)
    “ci pare del tutto sproporzionato rispetto all’eventualità di non essere considerati preventivamente assassini, se si viaggia a 160-170 km/h e di poter raggiungere una località in tre ore anziché in quattro e mezza”
    Assassini magari no, ma persone che, almeno potenzialmente, mettono in pericolo la sicurezza propria e quella degli altri magari si.
    @Andrea
    “Lasciamo perdere le associazioni varie (delle mamme, delle nonne, delle casalinghe, dei parenti delle vittime della strada etc.etc.) ”
    Che bello! Lasciamo perdere i parenti delle vittime della strada.
    In fondo, chi sono per parlare?
    “..e andiamo alle proposte serie.- Ad esempio commisurare il limite di velocità autostradale alle reali condizioni della strada (numero di corsie, presenza di asfalto drenante, tutor, condizioni meteo etc. etc.) ovvero commisurare i limiti alle caratteristiche tecniche del veicolo”
    Evviva le proposte serie!!
    Perche` non fare una bella equazione con 212 variabili (da calcolarsi manualmente con calcolatrice durante il tragitto) per definire la velocita` massima per ogni tipo di veicolo, eta` del guidatore, stato della strada, numero di litigi con la moglie del guidatore negli ultimi 12 mesi, ..
    “Tutte proposte ragionevoli già formulate da esperti nel campo della mobilità e dell’automotive e che – proprio per questo motivo – non troveranno alcun accoglimento…..tra la classe politica…..”
    Gia`.
    La colpa e` dei maledetti politici..
    @Bill
    “E allora: limiti di velocità, e nelle strade normali spesso assurdi e dettati dalla voglia di comminarti una multa con apposito autovelox; divieto di fumare nei locali pubblici (e pure nei circoli privati..); divieto di somministrazione di bevande alcoliche in determinati orari; (..)”
    ..divieto di spacciare di fronte alle scuole, divieto di avere sesso con una undicenne..
    E` vero, che palle sti politici!!
    @Andrea Massucco
    “Sostenere che la velocità sia la prima causa d’incidente è come sostenere che la nascita è la prima causa di morte.”
    Paragone che calza alla perfezione!!
    Notoriamente, e` noto che e` impossibile ridurre la velocita` allo stesso modo che e` impossibile vivere senza prima essere nati
    @Pietro
    “Premesso che è una stupidaggine enorme l’idea di poter mettere limiti differenziati in base alle condizioni ..”
    Qualcuno di buon senso in questo blog non fa mai male..
    “Ma la cosa più ridicola è l’affermazione di quel buffo personaggio che abbiamo al ministero dell’agricoltura per cui i limiti di alcool nel sangue alla guida sono un delitto contro l’economia italiana……”
    Parlato troppo presto.
    @Andrea Massucco
    “E stiamo parlando del 2,1% degli incidenti,”
    Premesso che quel 2,1% non va rapportato al 100%, in quanto chi beve prima di guidare e` comunque una minoranza dei guidatori(per fotruna), vatti a fare un po` di calcoli su quanti morti costa quel 2,1%
    @Davide
    “quando chi guida è il primo ad essere esposto ad eventuali rischi?”
    Fosse solo lui, non ci sarebbe alcun problema.
    “mostra che il pericolo che paventano non esiste”
    Ah!
    Quindi guidare ai 200 all` ora non e` nemmeno un po` piu` pericoloso che guidare ai 100 all` ora?
    @Paveway3
    ” Finchè queste norme non verranno fatte rispettare anche in Italia, propongo l’abbassamento del limite a 110 km/h.”
    Ma se hai appena detto che le norme gli italiani non le rispettano.
    Che senso ha inasprirle?
    @Oscar (ancora)
    Meglio forse che torni a parlare di economia..

  24. @Gigi
    Gentile Gigibagigi, la sua attenzione nella lettura dell’articolo è circa pari alla serietà delle sue risposte. L’autore è il sottoscritto e non Oscar Giannino. Detto ciò, trovo davvero commovente che anche nella giornata di Natale Lei pensi ad un’equazione con 200 variabili per riuscire a fissare per legge un singolo limite di velocità adatto ad ogni veicolo e ad ogni persona. E’ proprio vero che lo scientismo statalista non trova sosta, neppure nei giorni di festa. Per il resto i dati sono quelli che Le ho indicato. Se l’alta velocità fosse di per sè (e sottolineo di per sè) una causa di una maggiore mortalità sulle strade, le autostrade tedesche sulle quali si può viaggiare liberamente dovrebbero in linea di massima avere un tasso più alto di incidenti (mortali e non). In realtà i dati più recenti dimostrano che la percentualità di mortalità è esattamente identica. Il fatto che i tedeschi siano più responsabili è una generalizzazione/luogo comune che non porta da nessuna parte.Lasciamo il pour parler a qualcun altro. Per il resto, posto che probabilmente anche guidare a 100 all’ora è più pericoloso di guidare a 40 km/h, credo che dipenda dalla singola persona, dalla sue momentanee capacità, dal veicolo e da una numerosa serie condizioni esterne la pericolosità della guida. Anche a 40 km/h si può essere molto pericolosi per il prossimo e per sè stessi. Cordialmente, GB

  25. Gigi

    @GB
    “@Gigi
    Gentile Gigibagigi, la sua attenzione nella lettura dell’articolo è circa pari alla serietà delle sue risposte.”
    Ahi Ahi, mi sa che lei non ama particolarmente le critiche.
    Inoltre, il mio indirizzo email non doveva non essere diffuso?
    Io mi sono firmato solo come Gigi.

    ” L’autore è il sottoscritto e non Oscar Giannino. ”
    Mi scuso con entrambi per l` errore.
    Magari lei si scusera` per aver pubblicato una parte del mio indirizzo mail in pubblico?

    “Detto ciò, trovo davvero commovente che anche nella giornata di Natale Lei pensi ad un’equazione con 200 variabili per riuscire a fissare per legge un singolo limite di
    velocità adatto al veicolo e alla persona. ”
    E quante variabili vogliamo usare?
    20, 5 o 2?
    Come vengono calcolate?
    Con una formula, per ogni diverso tratto di strada?
    Chi le fissa?
    E se io non sono d` accordo?
    Prego, mi faccia un esempio concreto di come vorrebbe procedere, visto che di proposte concrete in questo post+commenti io ne vedo pochine

    “E’ proprio vero che lo scientismo statalista non trova sosta, neppure nei giorni di festa. Per il resto i dati sono quelli che Le ho indicato. Se l’alta velocità fosse di per sè (e sottolineo di per sè) una causa di una maggiore mortalità sulle strade,”
    una delle cause, non la sola, giusto per precisare

    “le autostrade tedesche sulle quali si può viaggiare liberamente dovrebbero in linea di massima avere un tasso più alto di incidenti (mortali e non).”
    No, perche` come detto, l` alta velocita` e` solo uno dei parametri da considerare.
    Un discorso piu` pertinente potrebbe essere fatto studiando l` incidenza della velocita` a partita` di altri parametri, ad esempio studiando la velocita` a cui andavano le macchine che hanno fatto incidenti nello stesso tratto di strada e nella stessa ora, comparandole con le auto che non hanno fatto alcun incidente

    “Il fatto che i tedeschi siano più responsabili è una generalizzazione/luogo comune che non porta da nessuna parte. ”
    1) Che non porti da nessuna parte lo dice lei.
    2) il punto e` che il suo ragionamento:
    i tedeschi non hanno limiti di velocita` e meno incidenti (se e` vero) -> i limiti di velocita` sono piu` o meno inutili
    non regge

    “Per il resto, posto che probabilmente anche guidare a 100 all’ora è più pericoloso di guidare a 40 km/h, credo che dipenda dalla singola persona, dalla sue momentanee capacità, dal veicolo e da una numerosa serie condizioni esterne la pericolosità della guida. Anche a 40 km/h si può essere molto pericolosi per il prossimo e per sè stessi.”
    Giustissimo.
    Il punto e` che praticamente, non si puo` fare una legge diversa per ciascuna delle 2000 situazioni diverse in cui si puo` trovare il guidatore, ed e` quindi necessario focalizzarsi sui principali parametri che aumentano il rischio di incidenti, alcol e velocita` venendo considerato due di essi.

    Gigi

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