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Dic
2009

Domenica? Chiuso per legge

Certo che la Germania è un paese ben curioso. Oggi ci tocca infatti scoprire che l’apertura dei negozi di domenica non soltanto mina il sentimento di appartenenza alla comunità, ma è perfino incostituzionale! E a sostenerlo non è stato un assatanato epigono di Oskar Lafontaine, bensì la Corte Costituzionale di Karlsruhe. Anzi, per dirla tutta, Die Linke ed SPD sono stati proprio i partiti firmatari di quella legge, che nel 2006  (dopo la riforma federale che attribuì alle regioni tale competenza) consentì ai negozi del Land di Berlino di tenere aperti i battenti in dieci domeniche o giorni festivi all’anno; ciò per adeguarsi alle esigenze dei consumatori, un po’ stufi dell’alzata delle serrande con il contagocce. La parziale liberalizzazione ha avuto però una vita relativamente breve. E questo per la gioia di tanti sindacalisti, affrettatisi sin dopo l’approvazione della legge a denunciare le precarie condizioni di lavoro a cui sarebbero stati sottoposti i dipendenti delle attività commerciali. A dir la verità, ad aver adito il Bundesverfassungsgericht non sono comunque stati i sindacati, bensì la Chiesa Cattolica e l’Unione delle Chiese Evangeliche, le quali hanno denunciato una violazione della libertà religiosa, cagionata dal mancato rispetto della domenica (e dell’Avvento) come giornate di preghiera e di riposo (Ruhetag). Come se il generale calo dei fedeli, fosse da addebitarsi alla mera possibilità di andare a comprarsi un gelato in città.

Solo in casi straordinari, ha ricordato la Corte, sarà concesso stabilire eccezioni: per più di dieci domeniche all’anno sarà insomma vietato tenere i negozi aperti (e al massimo per due domeniche di fila e non, come prevedeva la legge, per tutte e quattro le domeniche di Avvento), né sarà legale fissare l’orario continuato (al massimo dalle 13.00 alle 20.00, hanno chiarito da Karlsruhe). Il sindaco di Berlino Klaus Wowereit, dicendosi dispiaciuto per il tenore della sentenza, ha subito colto la palla al balzo, da buon socialdemocratico qual è, per lamentare velatamente il fatto che lo shopping natalizio fosse un’ottima misura congiunturale per le sorti dell’economia tedesca.

A ben vedere il nodo centrale non è affatto questo. Il punto è, ancora una volta, la proprietà. Impedire ad un negoziante, ovvero ad un lavoratore, di utilizzare le proprie energie quando gli è più congeniale, significa porre un limite pesante come un macigno alla sua libertà d’intrapresa. Il problema deriva naturalmente dal generale disprezzo in cui è tenuta in conto la proprietà e ciò che da essa in tal caso deriva- ovverosia il commercio. Tanto più che benzinai, infermiere, piloti, hostess, mezzibusti televisivi, medici, attori di domenica lavorano eccome. L’ipocrita etichetta legislativa per non curarsi di tali categorie recita: servizi essenziali. La sentenza è insomma un debole tentativo di rivalsa sullo “spirito malefico” di una fantomatica società contemporanea, rea di trasformare l’essere umano in un burattino economico… Ma se il sociologismo d’accatto avesse qualche minima base di verità, come si concilierebbe allora il divieto di apertura dei negozi con il lavoro di centinaia di migliaia di liberi professionisti, che anche il settimo giorno (purtroppo o per fortuna) devono trottare? Una lettura conseguente della sentenza renderebbe necessaria l’imposizione di un divieto a chiare lettere anche per costoro, se non erga omnes.

Ciò per dire che il sentimento di appartenenza alla comunità, l’afflato religioso o la cura della famiglia non ci vengono, né ci possono venire da un pezzo di carta, approvato da un ristretto numero di illuminati. Qui si è dell’avviso che i valori fondanti della società non si ritrovino in una norma positiva chiamata Costituzione o nella giurisprudenza di una Corte suprema, ma nella società stessa e nella sua millenaria tradizione. Tentare di alterare quest’ultima con la violenza della legge non crediamo possa migliorare le cose. Se, come molti si sforzano di argomentare, è davvero nelle corde dei tedeschi non comprare di domenica, permettiamo semplicemente che lo dimostrino. Lasciare che alla libertà del negoziante si associ la sua responsabilità, potrebbe sorprendentemente offrire buoni risultati. O, forse, è proprio della libertà che abbiamo paura?

—-

P.S.: in Italia abbiamo paradossalmente una regolamentazione un poco più liberale, giacché la legge nazionale del 1998 che fissa il quadro regolatorio, concede direttamente ai comuni al momento dell’attuazione di derogare alla generale imposizione di chiusura settimanale. In totale possono essere ben dodici le domeniche annuali, nelle quali poter tenere aperti i battenti.

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9 Responses

  1. “Il punto è ancora una volta la proprietà. Impedire ad un negoziante, ovvero ad un lavoratore, di utilizzare le proprie energie quando gli è più congeniale, significa porre un limite pesante come un macigno alla sua libertà d’intrapresa.”
    Io penso di essere liberista ma il problema è che ormai le famiglie non riescono a trovare tempo per curare i propri interessi e quelli dei propri figli.
    In molti centri commerciali i negozi non hanno all’interno i proprietari che vogliono lavorare ma dei commessi o impiegati che generalmente sono costretti a fare dei turni massacranti.
    In un centro commerciale del sud sardegna i negozi (pena multa) sono stati costretti ad aprire a ferragosto dalle 18 .
    Oramai per molti genitori portare il figlio a fare una manifestazione sportiva la domenica è diventato impossibile, per non parlare che le gite ormai si fanno nei centri commerciali.
    Il problema è che per mancata applicazione di regole e di adeguata turnazione l’apertura è spesso un obbligo e non una scelta.
    Si stanno creando dei grossi problemi sociali a cui non pensiamo o sforziamo di dare soluzione.
    P.S. Manco a farlo apposta ero a Baden-Baden due domeniche fa e con giornata piovosa ho chiesto se c’erano dei centri commerciali aperti nelle vicinanze. Dietro risposta negativa abbiamo deciso di fare un’altra escursione in auto nella foresta nera e penso che sia stata una ottima alternitiva.

  2. Guardi. L’idea che una famiglia spendacciona e consumista, solo perchè sussiste il divieto di apertura dei negozi la domenica, si dedichi di punto in bianco ad eventi di natura culturale e/o alla cura dei rapporti umani è una pia illusione. Dopodiché, ribadisco il concetto: non ci piace comprare la domenica? Benissimo, non facciamolo e diamo “il buon esempio”. Raddrizzare il legno storto dell’umanità con l’uso della legge non è soltanto inutile, ma è controproducente. Che il lavoro sia spesso massacrante, non lo metto in dubbio. Devo portare a termine uno scritto entro il 21 dicembre e le assicuro che sto passando le notti (e talora pure le domeniche).
    In ultimo, una piccola considerazione. Al di là dei discorsi sui massimi sistemi, qui si tratta di garantire più flessibilità ai consumatori, senza sociologismi di varia natura. A Mosca i negozi non chiudono mai. O perlomeno, ciascuno ha il proprio giorno di riposo settimanale, in cui occuparsi di ciò che gli è più caro. Potrà anche essere una prospettiva soffocante, ma le assicuro che poter comprare a qualsiasi ora del giorno o della notte, facilita- e di molto -il tran-tran giornaliero.

  3. Egr. Dott.Boggero, vorrei fare alcune precisazioni visto che non ho avuto la capacità di poter esprimere correttamente il mio pensiero:
    faccio il consulente informatico e ho lavorato tutto il giorno questa ultima domenica per dover consegnare un documento con scadenza lunedì 30 Novembre e mi sono comunque potuto organizzare per stare con mio figlio tutto il sabato (sono separato con un figlio);
    sono perfettamente d’accordo nel fatto che tante persone non hanno interessi e che tanti vanno al centro commerciale non perchè sono spendaccioni e consumisti;
    a me piace fare gli acquisti la domenica ma non mi piace che tante persone che io conosco e che hanno tanti interessi nello sport (di enorme importanza sociale) sia impediti a farlo e anche impediti a farlo fare ai propri figli;
    io guardo spesso cosa succede nelle altre nazioni e mi faccio spiegare spesso che problemi ci sono e il perchè, ciò nonostante devo ricordarmi in quale contesto si cercano di applicare determinate soluzioni ed eventualmente pensare a delle soluzioni alternative (anche estreme) se il contesto lo necessità.
    Di conseguenza io penso e vedo che:
    l’ Italia è un paese dove le regole, “quando giuste”, NON VENGONO APPLICATE, CONTROLLATE E SANZIONATE CON EFFICACIA IN CASO DI TRASGRESSIONE;
    l’Ialia ha enormi problemi sociali legati alla mancanza di figli e alla loro educazione e indirizzo;
    l’italia è una nazione che costantemente non fa una politica che aiuta i genitori e che i genitori stessi nelle loro azioni non si aiutano a vicenda;
    per almeno un paio di anni gli sms pubblicati in un quotidiano free press sardo hanno evidenziato una diatriba tra chi lavorava nei centri commerciali e chi non aveva un lavoro che li considerava dei privilegiati/fortunati;
    in tale contesto che bisognerebbe giustamente modificare io mi sono arreso all’unica soluzione concreta nel breve, ovvero CHIUDERE LA DOMENICA I SERVIZI NON ESSENZIALI e ridare un pò di spazio alla vita privata per chi ha degli interessi.
    Spero che non mi veda come un nemico dei suoi pensieri, anzi tutt’altro, ma come una persona concreta e abbastanza sconfortata che, oltre a pensare che debbano essere realizzate soluzioni strutturali, cerchi anche a risolvere l’emergenza nell’attuale contesto.

    P.S. Le mando questo link per esprimere con allegria un pò della mia filosofia http://www.tremari.it/Societa/humor/pecore.htm

  4. Guardi, io comprendo benissimo il suo stato d’animo e potrei anche dirmi d’accordo con la diagnosi della situazione da lei operata. Tuttavia, mi consenta di dissentire ancora una volta. Non sono affatto convinto che chiudere baracca e burattini la domenica serva a “ridare un po’ di spazio alla vita privata per chi non ha degli interessi”. Il nobile scopo educativo veicolato dalla legge è un’illusione che permette di mettersi il cuore in pace e sentirsi bene con sè stessi. Tocca a ciascuno di noi rispettare la domenica, per quello che è o crede che sia. Sono sicuro che suo figlio imparerà con profitto il significato di questo giorno e non si perderà in quisquilie consumistiche al supermercato. Io le confesso, che dopo la messa la mattina, farei volentieri un giro per negozi, non avendone la possibilità durante la settimana. Cordialmente, GB

  5. bill

    Io non capisco come l’apertura di esercizi commerciali alla domenica possa impedire a chicchessia di trascorrere quella giornata come più gradisce.
    Quale sarebbe il problema? E perchè i ragazzini non potrebbero fare sport, il credente andare a messa, la persona dedicarsi al suo tempo libero? Chi glielo impedisce, il salumiere lì vicino?
    La verità purtroppo è un’altra: tutte le normative danno addosso al commercio, anzi, al commerciante, sotto sotto visto come bieco speculatore. Orari, chiusure, norme stupide sul rumore, limiti alla somministrazione di bevande..solo misure per chi vede i propri sudditi, commercianti e consumatori, come dei poveri minus habens, bisognosi di qualcuno che dica loro come stare al mondo.
    La cosa triste, è che questa mentalità ha molti proseliti fra le vittime..

  6. FB

    Secondo me la gravità della sentenza della corte costituzionale tedesca non sta tanto nel fatto – già di per se pessimo – che viene limitata la libertà d’impresa, quanto nelle motivazioni addotte. Viene infatti limitata l’apertura degli esercizi commerciali per rispettare l’articolo 4 della costituzione tedesca che tutela la libertà di culto.

    La corte costituzionale tedesca non ha però sentenziato con un divieto generale di lavorare la domenica, ma vietandolo solo agli esercizi commerciali: che la libertà di religione sia in pericolo se i negozi rimangono aperti nelle quattro domeniche che precedono il Natale è semplicemente ridicolo!
    Addirittura la sentenza fa esplicito riferimento al significato della domenica nel Cristianesimo, alla faccia della libertà di culto!

    Il nodo essenziale non è tanto l’avversione (reale) che hanno i tedeschi verso il libero mercato, quanto il fatto che la corte costituzionale tedesca fa politica attiva: non dichiara solo una legge anticostituzionale con motivazioni illogiche, ma pone un limite massimo all’apertura degli esercizi commerciali a dieci domeniche all’anno (perché non cinque???) – vietandone comunque quattro di seguito nel periodo natalizio (proprio quando servirebbe per la ripresa). Anziché giudicare solo la costituzionalità di una legge si sostituisce al parlamento legiferando.

    Basta anche con il qualunquismo che in Italia le leggi “NON VENGONO APPLICATE, CONTROLLATE E SANZIONATE CON EFFICACIA IN CASO DI TRASGRESSIONE”. Da noi ci sono molte più leggi della media degli altri paesi e anche in quelli che ne hanno decisamente di meno (come la Germania) le regole non vengono applicate, controllate e sanzionate.

  7. Scusate, vorrei far presente che a me piacerebbe anche avere un servizio pubblico aperto la domenica, poste, banche, ecc. oltre che a trovare i negozi aperti.
    Io non penso che il commerciante in genere sia un bieco speculatore, anzi sono anche d’accordo che i negozi a conduzione familiare abbiamo la possibiltà di scegliere se aprire o tenere chiuso nel giorni festivi, gli permetterebbe di equilibrare parte dello svantaggio con le grosse catene commerciali.
    Vorrei però far notare un paio di cose:
    E’ evidente che tra le catogorie di dipendenti meno protette ci sono appunto i dipendenti nel settore commercio .
    Il fatto che in una nazione ci siano leggi che permettano di avere una corretta turnazione e relative giornate di riposo non significa che questo venga applicato nella realtà;
    la forbice tra il costo di produzione e vendita per esempio di un prodotto agricolo e la vendita al dettaglio sia sempre più sproporzionato, se si parla di filiera corta qualche motivo ci sarà;
    avere più leggi non significa fare più controlli o effettiva applicazione delle sanzioni, scusate ma avete mai provato a fare un recupero crediti, io si … basta anche una banale ricerca su google e trovi :
    http://www.ospol.it/wli/documenti/ospol/giornale_articoli/75.SPECCHIO%20ECONOMICO.doc

    buona lettura e cordialità

  8. liberal

    Una legge di sapore medievale. E meno male che ha vinto le elezioni la coalizione di centro-destra!

    Quando la smetteremo di associare il termine liberista = destra?

    Eppure noi Italiani abbiamo visto benissimo, negli ultimi anni chi ha osato fare il maggior numero di liberalizzazioni………………….

  9. Anna c.

    Vorrei rispondere ai signori che sostengono che i centri commerciali debbano tenere aperto alla domenica e specie a chi scrive queste castronerie: (“dicembre 2nd, 2009 at 11:32
    Io non capisco come l’apertura di esercizi commerciali alla domenica possa impedire a chicchessia di trascorrere quella giornata come più gradisce.
    Quale sarebbe il problema? E perchè i ragazzini non potrebbero fare sport, il credente andare a messa, la persona dedicarsi al suo tempo libero? Chi glielo impedisce, il salumiere lì vicino?”)
    sono Anna e vivo in Piemonte, lavoro in un ipermercato di una nota catena all’interno di un centro commerciale e vorrei chiedere ai cari signori qui su se oltre ad aver fatto compere hanno mai lavorato in un supermercato!!! Prima di affrontare certi argomenti mi informerei molto accuratamente… È dall’età di 18 anni che lavoro in quel campo di concentramento, per l’amor di Dio mi d’ha i soldi per vivere e non lo disdegno, ma ho perso tutti gli anni più belli… Quando tutti gli amici organizzano qualcosa da fare per il week end e tu sai che non potrai partecipare, quando non ti prendono neanche più in considerazione perché sanno che tanto non potrai esserci ed esci dal circolo delle amicizie perdendole tutte, perché la gente “normale” , almeno che non svolgano un lavoro d’importanza primaria, lavorano da lun. a ven. e sab. e dom., sono tutti a casa ed io in vece ho riposo in settimana dove tutti lavorano e sono sola senza la possibilità di fare qualsiasi cosa con gli amici e questo perché le turnazioni non sono tutelate ed è 11 anni che lavoro in questo posto e tranne quando sono in ferie non ho mai fatto un sabato ed una domenica a casa, MAI!!!!!!!!!!! Ora che sono sposata ed ho un figlio di 19 mesi capisco quando sono a casa in ferie quanto sia bello trascorre una domenica in compagnia del mio bimbo e di mio marito facendo gite e tutto quanto si può fare. Anche la vita coniugale è compromessa dal momento che mio marito è a casa di riposo solo durante il fine settimano, non abbiamo più un giorno in famiglia, ci vediamo entrare ed uscire di casa e nel letto prima di dormire stanchi morti, un incubo. Ogni tanto penso agli anni avvenire quando magari mio figlio mi chiederà perché non possiamo mai stare insieme quando lui sara a casa da scuola o se farà delle partite di calcio o qualsiasi altra cosa ed io non potrò andarlo mai verdere…la gente che normalmente è a casa, non sa nemmeno più apprezzare la domenica e passa la giornata nei centr c. In preda alle colvulse manie di comprere comprare… Non capisco, se fossi a casa io andrei in capo al mondo. Da noi si tiene aperto perché si dice sia zona turistica, ma secondo il parere invece di incentivare la visita dei luoghi tipici, il turismo lo si fa all’interno del negozio visto l’enorme affluenza e questo è assurdo. Tutti guardano al diritto di avere questo servizio aperto, ma noi quando avremo il diritto una Santa domenica di fare quello che vogliamo senza imposizioni?! Quando ero piccola i supermercati erano chiusi il mercoledì e la domenica e seguivano più o meno questi orari apertura 8.30 sino alle 12.30 poi 15.30 – 19.30 chiusura; i mie genitori mi hanno cresciuto senza farmi deperire tutti siamo sopravvisuti, si comprava il pane doppio e altre cose che avrebbero potuto servire e se proprio mancava la lametta o altre futilità, mio padre si faceva la barba di lunedì e si aspettava tranquillamente senza farsi prendere dal panico, assaporando il tempo da trascorrere insieme senza quell’idea fissa di dover andare ad acquistare la prima “cazzata” che ci passa per la testa per noia.(vi assicuro che gli acquisti degli italiani la domenica sono solo delle gran boiate spinti dal dovere di comprare). Si dovrebbe tornare ai sani principi di una volta e non a questa sete di soldi che attanaglia i giorni nostri… E poi non parliamo degli orari di questi esercizi dalle 8 alle 22 orario continuato, una pazzia, ma qui si aprirebbe in altro paragrafo, quindi concludo qui. Saluti ps.scusate gli errori di battitura ma sono di fretta perché devo andare a lavorare.

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