30
Nov
2009

Ferrovie: la nazionalizzazione inglese e l’illusione política dell’efficienza

Tra circa due settimane, il 13 dicembre, una parte delle ferrovie britanniche passerà in mano allo Stato. Questa rinazionalizzazione è un grosso passo indietro ed è dettata dalle difficolta economiche dell’operatore East Coast Railways. Il sistema di trasporto ferroviario britannico è stato privatizzato a metà degli anni ’90 e dopo un periodo di difficoltà si è rivelato essere il più efficiente in Europa, tanto da diventare un punto di riferimento anche nell’Unione Europea.

In un primo momento la privatizzazione della rete aveva provocato un sottoinvestimento dei privati e, in seguito a dei gravi incidenti ferroviari, la rete era tornata ad essere gestita dallo Stato. Le compagnie ferroviarie continuano ad essere invece in concorrenza e il livello di competizione è estremamente elevato. Questo sistema è attualmente il più sicuro, secondo i dati Eurostat è quello più efficiente da un punto di vista dei costi operativi.

La Francia, che pur ha investito 3 volte tanto nel trasporto ferroviario, ha avuto uno sviluppo inferiore a quello inglese.

Spesso si confondono i prezzi dei biglietti con i costi ed infatti una delle maggiori critiche al sistema britannico è che i biglietti sono cari. Tuttavia in Gran Bretagna i ricavi dai biglietti coprono l’85 per cento dei costi, mentre solo il 15 per cento del servizio è sussidiato dallo Stato. In Italia i biglietti costano meno, ma il 70 per cento del servizio ferroviario è pagato dalla tassazione generale.

La nazionalizzazione è stata seguita dal plauso dei sindacati britannici, che vedono questa manovra del Governo inglese con favore.

Il Ministro dei Trasporti inglese ha affermato che la nazionalizzazione porterà solo benefici ai consumatori con il miglioramento dei servizi. Questo potrebbe anche essere vero, ma quel che è certo che i costi di tale operazione saranno molto elevati per i contribuenti britannici. E’ interessante vedere come la politica parla di benefici, ma non parli mai dei costi necessari per avere dei benefici.

Il Governo inglese vuole gestire per due anni direttamente le linee ferroviarie per poi rivenderle ai privati. Questo intervento statale diretto è l’ennesimo passo indietro che si compie con la “scusa” della crisi.

Quel che è certo è che lo Stato imprenditore in Gran Bretagna, nel settore ferroviario, non solo aveva provocato una caduta del numero di passeggeri chilometri, ma si era rivelato estremamente inefficiente.

Il Governo laburista ha inoltre approvato l’alta velocità verso la Scozia, con un notevole costo per i contribuenti britannici. Questa scelta politica va contro ogni legge economica.

In Gran Bretagna lo sviluppo del trasporto aereo ha reso inutile lo sviluppo dell’alta velocità, che molto probabilmente sarà un ottimo metodo di redistribuzione per dare ai “ricchi”, che si potranno permettere l’alta velocità, togliendo ai “poveri”(contribuenti) che utilizzano le compagnie low cost. Infatti il progetto AV inglese non è finanziato da investitori privati, ma dalle casse statali.

Questa scelta mostra quanto la politica, per raggiungere obiettivi propri (evitare licenziamenti dovuti alla ristrutturazione della compagnia ferroviaria in difficoltà), prenda decisioni inefficienti. La gestione pubblica della compagnia ferroviaria costerà ai contribuenti britannici centinaia di milioni di sterline.

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1 Response

  1. maurizio

    Cari liberisti “duri e puri” studiate le storie delle varie ferrovie e vedrete che in Europa ed Asia nessuna società privata è mai sopravvissuta a lungo. Ferrovie ed autostrade richiedono investimenti a lungo termine. Oggi a causa delle speculazioni e ruberie, senza intervento pubblico non sarebbero sopravvissute neanche le banche, sede del capitalismo,ma voi fate finta di non vedere e non capire. Quando vi si riapriranno gli occhi sarà troppo tardi per comprendere l’enorme contributo che avete dato alla creazione di miseria nel mondo. Le tasse ,se ben utilizzate, sono sempre state utili a raccogliere capitali per opere di interesse collettivo e non devono essere additate come semplici espropri nei confronti dei cittadini. Se vogliamo dare un contributo facciamo in modo che le paghino tutti, così si potranno diminuire e soprattutto che i politici ed il malaffare non mettano le mani sui beni collettivi, depredandoci con la scusa di raddrizzare un Paese che loro hanno portato al fallimento.

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