Comprami fermo posta. Di Gabriele Masini e Antonio Sileo

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Riceviamo da Gabriele Masini e Antonio Sileo e volentieri pubblichiamo.

Se fosse capitato solo tra un mese si sarebbe potuto anche pensare a Scrivimi fermo posta (The Shop Around the Corner) di Ernst Lubitsch, con James Stewart e Margaret Sullivan, del ’40, capolavoro assoluto della commedia sofisticata americana: peccato che la sobrietà e il sense of humor che caratterizzano il film – ambientato a Budapest in prossimità del Natale – manchino del tutto.

Ma veniamo ai fatti: sul Corriere Economia, il dorso del Corriere della Sera, lunedì scorso è comparso, a pagina 16, un annuncio pubblicitario (mezza pagina, taglio basso): “SARDEGNA FOTOVOLTAICO. Cedesi società autorizzata alla realizzazione di impianto da 3 MW”, sotto un girasole con dentro dei pannelli fotovoltaici, niente altro. Per avere ulteriori informazioni l’indicazione è di scrivere a una casella postale Mail Boxes Etc., a Milano.

Si chiama compravendita di autorizzazioni ed è una delle “spine” che affliggono l’irruente adolescenza del settore delle rinnovabili, oggetto già da qualche tempo di attenzione da parte delle riviste di settore (ricordiamo, tra le altre, un’inchiesta condotta dalla Staffetta Quotidiana già nel 2007) oltre che da diversi esperti del settore.

E per le rinnovabili e tutto quello che ruota loro intorno non è certo un bel momento: dal progetto eolico di Is Arenas, proposto da una società di Lussemburgo con 10.000 euro di capitale, di cui si è parlato pure su Chicago-blog, all’arresto del “re” dell’eolico Oreste Vigorito o, ancora, per rimanere sempre al Sud, si potrebbe fare qualche esempio relativo alla Lucania, una volta terra di boschi e lupi, dove per lupi passano anche i proponenti di una centrale a biomasse da 14 MW (in fondo una grande stufa), che nulla comunicano alla sparuta popolazione presentandosi, anche qui, con una srl (del branco) da 10.000 euro.

Davvero spontanee e inevitabili nascono, quindi, le domande: è una strategia di comunicazione convincente, specie in relazione al fenomeno Nimby e alle compensazioni territoriali, quella che si basa sull’anonimato? E i margini delle rinnovabili sono abbastanza ampi da consentire la presenza di tanti intermediari che, nel caso del fotovoltaico citato sopra, acquistano anche spazi pubblicitari sul Corsera?

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