12
Nov
2009

Tasse, l’acconto dilazionato non è un taglio

Niente tagli a Irap e Ires. Anzi, niente tagli e basta. Alcune ore dopo il Consiglio dei ministri di stamane è emersa la decisione di limitarsi a una dilazione dell’acconto Irpef, pare per 3,8 miliardi di euro, coperti in conto cassa dallo scudo fiscale. La misura dunque si applicherebbe solo a microimprese personali, professionisti, commercianti, artigiani e partite IVA, il popolo pro-pro di cui ha parlato il Corriere in queste settimane. Alle imprese non personali, niente. Non è un taglio alle tasse, né per dritto né per rovescio. È un mero spostamento in avanti della somma dovuta allo Stato.

Invece che pagare il 99% a dicembre, si pagherà una ventina di punti in meno oggi per conguagliare l’intero resto dovuto nel prossimo maggio. L’effetto di tale misura, dunque, è di pura liquidità temporanea. Tonnellate di studi e verifiche empiriche di ogni orientamento – keynesiano e antikeynesiano – comprovano che tali misure hanno un effetto trascurabile sui consumi e nullo sugli investimenti, poiché il contribuente sa benissimo che  dovrà comunque a breve allo Stato ciò che oggi gli resta in tasca ma non è già più suo. L’unico effetto è di pagare meno interessi passivi, se sta in rosso sul conto bancario. E di rinviare il redde rationem, se aveva praticamente già finito la liquidità al pagamento dell’imposta. Aggiungo che è più che ovvio che i sindacati protesteranno, visto che restano esclusi da tale sollievo puramente temporaneo i contribuenti a solo reddito dipendente, e dunque sotoposti a regime di sostituto d’imposta. Confindustria e sindacati restano dunque entrambi a bocca asciutta. Non si può dire che Tremonti non sia stato di parola. Si applica in materia fiscale lo stesso principio dell’estensione in deroga discrezionale degli ammortizzatori sociali. Non si modifica strutturalmente platea e importo degli aventi diritto per gli ammortizzatori, non si toccano le aliquote per il fisco: invece, al lavoratore e al contribuente si fa capire che dovrà fidarsi della discrezionale valutazione dello Stato, se e quando procedere alla protrazione di un beneficio che viene concesso in quanto straordinario e temporaneo. I saldi di finanza pubblica vengono certo mantenuti. Ma a che prezzo, mioddio, pur di non tagliare spesa e di abbattere stabilmente le imposte per un analogo corrispettivo. L’estensione della discrezionalità politica, in materia fiscale, è foriera sempre e solo di ulteriore indebolimento del contribuente di fronte allo Stato. Direi che non ci siamo proprio.

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17 Responses

  1. Riccardo

    Questo “taglio” fa contenti tutti: i berluscones che potranno inneggiare alle virtù taumaturgiche del governo che ha ridotto le tasse in tempo di crisi ed agli “statalisti” che sanno che non è verò.

  2. massichevabenecosi

    Come operatore del settore sono felicissimo. Un decreto legge e 6 circolari da studiare, i clienti da delucidare, il lavoro aggiuntivo di giugno per verificare di non aver fatto, alla luce delle circolari da 7 a 15 uscite nel frattempo, stupidaggini ecc. ecc.
    Speriamo almeno ne valga la pena.
    Per il momento concordo che non ci siamo proprio.

  3. LucaF.

    Praticamente una nuova social-card natalizia!. 🙂
    E’ la classica manovrina utile in chiave elettorale e nei sondaggi in vista di una consultazione elettorale nel 2010.
    Solo regionale o anche politica?. 😉
    Saluti da LucaF.

  4. Giuseppe Tornaghi

    Devo ammettere che sono sempre piu’ deluso, effettivamente non penso avra’ nessun effetto questo spostamento se non alleviare un po le condizioni della cassa in vista di 13esime e Natale.
    Resta assurdo dover pagare un acconto del 99% sulle tasse, i miei amici stranieri se la fanno raccontare come fosse una barzelletta…
    Comunque visto che “a pagare e a morire c’e’ sempre tempo” e’ sempre meglio di nulla 🙂

  5. nunzio

    visto che restano esclusi da tale sollievo puramente temporaneo i contribuenti a solo reddito dipendente, e dunque a ritenuta d’acconto

    questo passaggio non mi e’ chiaro. a ritenuta d’acconto non lavorano i professionisti (si’ di sicuro, io sono ingegnere ed i clenti me la versano)? Quindi io sono escluso o no? e i dipendenti?

  6. tte

    Lo scopo della manovra non è tagliare le tasse. Questo è ovvio.
    Pagare l’acconto del 99% è praticamente contro i diritti dell’uomo, è una prese in giro per dire che è un acconto.
    Si comincia adiminuire l’acconto quindi è una buona cosa.
    Quell’acconto deve arrivare allo 0%.
    Si poteva fare dipiù? Certo sempre si può fare di più, ma almeno quuesto è l’unico governo che vara leggi liberali

  7. Julio

    Nuova presa per i fondelli del governo Berlusconi: dovevano togliere l’IRAP (detto da loro stessi) e solito passo indietro… COntentissimi tutti, soprattutto i commercialisti: non solo non vedono abbassarsi le loro tasse ma devono in 15 giorni rifare i conti di tutti i loro clienti per levare la percentuale dall’acconto di novembre. Complimenti a Tremonti…

  8. Scarthorse

    Premesso che da lavoratore dipendente del settore privato mi piacerebbe una volta tanto avere qualche beneficio fiscale concreto, mi rendo conto che se si facesse la somma di tutti i soldi richiesti dalle varie lobby, confindustrie, sindacati ecc non basterebbero le tasse dei prossimi trent’anni.
    Detto questo penso che l’eliminazione degli sprechi più o meno voluti e dei regali alle varie clientele (per esempio pensioni false o tasse che si pagano per servizi che non vengono forniti o le varie socializzazioni delle perdite e privatizzazioni degli utili) concessi nei decenni scorsi basterebbero a portare l’IRPEF a livelli accettabili.

  9. Julio

    tte, dove sono le leggi liberali? Sganciare milioni di euro alle banche è liberale? Fare leggi per la politica invece che per i cittadini è liberale?
    L’unico che ha fatto qualcosa di liberale negli ultimi anni è stato Bersani (vedi togliere la tassa di ricarica dei cellulari, l’obbligo di andare dal notaio per vendere la macchina o il tentativo di fare più chiare le tariffe aeree), e sappiamo com’è andata a finire. In questo paese, appena si vogliono fare riforme ci si scontra contro un muro…

    Sono d’accordo però che l’acconto di novembre è un ladrocinio e andrebbe tolto.

  10. nesuuno

    E il prestito agevolato ai bebè?????
    Nasci e i genitori ti appioppano 5000 euro con interessi.
    I gatti grassi devono ascoltare il gruppo musicale Muse e i brani ‘upraising’ e ‘united states of eurasia’.

  11. bill

    Certo non è un tagliodlle imposte. Resta il fatto, che definirei un contentino, che io quest’anno ho guadagnato meno dello scorso anno, e che a fine novembre avrei dovuto pagare un acconto sproporzionato al mio reddito. Se non altro, lo stato mi rapinerà un pò meno.
    PS: secondo me Bersani non ha fatto nulla di liberale in vita sua, ma in compenso molti casini. Ad esempio, le modifiche che aveva introdotto in campo assicurativo erano delle scemenze. Se poi i probemi corporativi del paese li vogliamo cominciare ad affrontare dai parrucchieri e dai tassisti, avanti pure..

  12. Oscar Giannino

    scusate tutti e grazie a nunzio: nella fretta avevo scritto “a ritenuta d’acconto” invece che a “sostituto d’imposta”, ovviamente: sono i dipendenti, a essere esclusi. ho corretto.

  13. Riccardo

    @bill
    vorrei fare alcune precisazioni:
    1) Se hai un reddito inferiore a quello dello scorso anno puoi determinare l’acconto con il metodo del reddito presunto e non sei obbligato a basarti sul reddito dell’anno precedente;
    2) l’acconto ha infatti come obiettivo, secondo me giusto, di avvicinare il momento della tassazione del reddito con quello della maturazione, così come avviene per i lavoratori dipendenti. Quindi se una persona è sicuramente in perdita non deve pagare alcun acconto.

  14. andrea lucangeli

    Manovra puramente cosmetica ed elettoralistica (le regionali sono a marzo e….il conguaglio si pagherà….a maggio, dopo le elezioni appunto).- Tremonti (e lo dico da tremontian-leghista) questa volta mi ha proprio deluso: 1) o “mantieni il punto” e fai il duro e puro oppure 2) “apri” alle richieste, accontenti tutti e sbrachi i conti dello Stato….ma non puoi far credere di poter (o voler) fare tutte e due le cose assieme, non ci siamo proprio! A questo punto – “commissariato” Tremonti – sarebbe più dignitoso che facesse un passo indietro e lasciasse la patata bollente nelle mani di Baldassarri & Co. (e stiamo messi bene….una banda di “geni” prestati alla politica….)

  15. aldo

    domanda, ma abbassare le aliquote iva per un anno o due?, investendo i 3.4 miliardi oltre ad altri tagli, non sarebbe una spinta ai consumi ed agli investimenti più forte, per altro lo stato ne avrebbe un ritorno se i comnsumi e gli investimenti crescessero.
    Inoltre una tale forma di riduzione seppur temporanea, ma perchè poi non mantenerla, durerebbe nel tempo e non sarebbe come in questo caso, ma non lo è perchè poi lo paghiamo più avanti, one shot, per cui molti consumatori ed imprenditori tesaurizzeranno la somma, mentre la riduzione della tassazione dovrebbe evitare questo effetto, perchè tanto tra pochi mesi la dovranno pagare.

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