24
Ott
2009

Reti private in libero mercato. Se na parla lunedì a Torino

E’ almeno dalla campagna elettorale che si parla di liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Parole parole parole. Qui trovate, invece, una proposta concreta per procedere sul giusto sentiero. Angelo Miglietta e Federico Testa hanno infatti suggerito di separare le unità commerciali delle municipalizzate dai gestori/proprietari delle reti. Le prime possono essere privatizzate senza esitazione. Le altre – che noi dell’IBL metteremmo pure sul mercato, con l’unico caveat dell’incompatibilità col possesso di partecipazioni rilevanti ad aziende attive sul segmente libero di mercato – sono invece al centro di una lunga e in parte pretestuosa polemica. In funzione del loro “monopolio tecnico”, molti ritengono dovrebbero restare in mani pubbliche. Ma questo rischia di determinarne da un lato una gestione inefficiente (to say the least), dall’altro di produrre un’allocazione inefficiente delle risorse (che interesse hanno gli enti locali a immobilizzare tanti soldi?). Una possibile via d’uscita può appunto passare per il ruolo strategico delle fondazioni bancarie, soggetti in grado di garantire un azionariato stabile e che si collocano al crocevia tra investitori privati e interesse pubblico. A noi pare un compromesso più che ragionevole per sbloccare la situazione. Per questo abbiamo voluto organizzare un convegno su questi temi a Torino, lunedì 26 ottobre prossimo, a partire dalle 17,45 presso la Fondazione CRT (Via XX Settembre 31). Oltre a Miglietta e Testa, parteciperanno il sindaco del capoluogo piemontese, Sergio Chiamparino, il segretario nazionale della Lega Nord Piemont e capogruppo della Lega alla Camera, Roberto Cota, l’editorialista Franco Debenedetti, e due rappresentanti di prima fila dell’Autorità Antitrust (Salvatore Rebecchini, componente) e dell’Autorità per l’Energia (Carlo Crea, segretario generale). E’ un’occasione importante per affrontare con serietà e pragmatismo un tema fondamentale per il futuro del paese.

You may also like

Una scuola libera è di libero mercato
A chi i cestini? A noi!, signori della Rap
Car sharing “bene comune”: non c’è limite ai luoghi comuni!—di Gemma Mantovani
La sete di democrazia e il costo dell’“acqua pubblica”—di Max Del Papa

1 Response

  1. Piero

    concordo pienamente sulla necessità di separare reti (date a Cdp e mercato ma con stretti vincoli di partecipazione max e di patti parasociali) e fornitori di contenuti..
    ma quanto è difficile farlo.. le forze in campo sono molto più potenti del debole interesse comune che la gente non percepisce e non sostiene..
    già che ci siamo amplio l’elenco delle RETI :
    * Snam/Stogit da Eni (ma sorry c’è SouthStream con la Russia da gestire)
    * Terna (che non so “di fatto” a chi appartiene.. ad Enel o allo Stato ?)
    * Rete fissa Telecom da trasformare in 3° generazione/fibra ottica (inoltre i debiti che i vecchi azionisti hanno scaricato sulla società trasferendosi le plusvalenze all’estero ne impediscono l’evoluzione)
    * Multiplex Digitale Terrestre da Rai/Mediaset (ma non credo che SB vorrà x MS.. e tutto il Parlamento non vorrà x Rai)
    * Rfi oggi credo delle Ferrovie
    * gli Slot chi li gestisce.. mica ancora di fatto Alitalia ?

    ciao… Piero

Leave a Reply