20
Ott
2009

Io, rigassificatore

Un gioiello di acciaio e cemento incastonato nell’Adriatico. A quindici chilometri dalla costa di Porto Viro, sorge il nuovo rigassificatore della Adriatic Lng, un consorzio tra Edison, ExxonMobil e Qatar Petroleum. Inaugurato ieri alla presenza di Silvio Berlusconi e dell’emiro del Qatar, lo sceicco Hamad bin Khalifa al-Thani, il terminale è in realtà in funzione dai primi giorni di settembre. Da allora ha ricevuto cinque carichi di metano, mi dicono senza particolari inconvenienti, ma una volta a regime attraccheranno mediamente due metaniere a settimana. In tutto, faranno fino a otto miliardi di metri cubi di gas all’anno, grosso modo il 10 per cento del consumo nazionale. I quattro quinti arriveranno dal Qatar, partner dell’iniziativa, che si è legato alle controparti attraverso un contratto di lungo termine. Il restante 20 per cento di capacità è assoggettato al principio del “third party access”.

Per parafrasare il mitico paper di Leonard Read, “I, Pencil”, il rigassificatore è ben più di una struttura complessa destinata a contribuire alla nostra domanda. È anche un prodotto felice della globalizzazione. La seconda impresa elettrica italiana, la più grande multinazionale petrolifera americana e una dinamica compagnia di Stato mediorientale si sono messe assieme e hanno realizzato, con acciaio acquistato dal Belgio e le maestranze di un cantiere spagnolo, il maggior rigassificatore offshore al mondo, che riceverà gas da una pluralità di fornitori.

Ma a Rovigo non c’è solo la globalizzazione in atto. C’è anche la liberalizzazione italiana ed europea, di cui questo impianto è figlio e che il rigassificatore, con la sua esistenza, alimenta. Il nostro paese soffre di molti limiti normativi e regolatori. Ma oltre a questi pesa il fatto che, di riffa o di riffa, tutto il metano in ingresso passi per le mani dell’ex monopolista. Dal 2010, entreranno in Italia i primi otto miliardi di metri cubi di metano non Eni, e questa è una grande notizia per tutti.

Una sola nota di pessimismo, ma costruttivo. Rispondendo a una domanda dei giornalisti, il vicepremier e responsabile dell’energia qatarino, Abdullah bin Hamad al-Attiyah, ha detto:

È molto difficile procedere spediti, in Italia, a differenza di altri paesi. L’Italia è il paese più difficile.

Nulla di nuovo, per carità. Ma sentirselo ricordare anche in un’occasione di festa ci fa un po’ vergognare. Spero che il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, che sedeva di fianco a Attiyah, abbia preso nota e si attivi per risolvere questo problema. La storia del terminale di Rovigo è lunga e tormentata: inizia a metà anni Novanta e si conclude solo oggi. Avercela fatta dopo più di 12 anni è un successo per la tenacia delle imprese promotrici, una sconfitta per il nostro contesto istituzionale.

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9 Responses

  1. Paolo B.

    Salve Stagnaro, sono uno studente laureando in ingegneria del politecnico di Milano.
    Sto realizzando una tesi di laurea sui rigassificatori di gnl.
    In particolare sono interessato a valutare come possibili eventi accidentali possano aver influenzato l’evoluzione tecnologica sul piano della sicurezza , ma anche l’organizzazione delle risorse umane.
    Gli incidenti avvenuti nella storia sono (per fortuna ) pochi e di modestissima entità, rendendo molto difficoltoso il mio lavoro.
    Sarebbe per caso in grado di aiutarmi nel reperimento di qualche report descrittivo su malfunzinamenti o danni verificatisi negli impianti presenti sul pianeta o sulle navi metaniere??
    La ringrazio per l’attenzione

  2. Piero

    finalmente una bella notizia… mi pare d’aver letto che in 10 anni ne dovrebbero costruire altri 5.. quindi 50% del consumo nazionale.. quindi il South Stream è ancor più insensato di prima.. speriamo che non li rallentino ad arte x chiudere ai concorrenti!!

    PS: ma il costo “pieno” del gas da rigassificatori è più o meno alto di quello dai gasdotti… qualcuno lo sà ?

  3. liberal

    Si è stato inaugurato 2 volte dal Presidente Berlusconi.

    Ed è un’opera nata con il Ministro Bersani?

    Ma qualcosa di concreto, nei 15 anni dalla discesa in campo, c’è?

    Chiedo scusa per l’ironia, ma da oggi, Tremonti (e Berlusconi lo appoggia) mette improvvisamente in soffitta la…..mitica legge Biagi. O sbaglio?

  4. Massimo

    Piero :finalmente una bella notizia… mi pare d’aver letto che in 10 anni ne dovrebbero costruire altri 5.. quindi 50% del consumo nazionale.. quindi il South Stream è ancor più insensato di prima.. speriamo che non li rallentino ad arte x chiudere ai concorrenti!!
    PS: ma il costo “pieno” del gas da rigassificatori è più o meno alto di quello dai gasdotti… qualcuno lo sà ?

    In linea di massima la situazione è: per distanze corte/medie costa meno il gasdotto, per distanze lunghe costa meno il rigassificatore.

    C’è uno studio (del 2004) in merito ma non è scaricabile liberamente: http://www.omenergie.com/etudes-hydrocarbure_pdf.htm Forse bisognerebbe richiederlo.

  5. Carlo Stagnaro

    Luca – Di fatto è la seconda cerimonia. La prima si svolse un anno fa, quando il terminale arrivò a destinazione dopo essere stato trainato dal cantiere di Algeciras, dove è stato realizzato. La cerimonia di lunedì segnava invece l’effettiva entrata in funzione del terminale.

    Paolo B. – Proprio per la scarsa probabilità, e scarsa entità, degli incidenti non conosco letteratura particolare. Le segnalo questo bel rapporto di Michel Michot Foss (2003): http://www.beg.utexas.edu/energyecon/lng/documents/CEE_LNG_Safety_and_Security.pdf. Forse c’è qualcosa anche nel rapporto sulla Security of Gas Supply dell’Agenzia internazionale dell’energia di qualche anno fa, che dovrebbe essere liberamente scaricabile dal sito della Iea, ma non ci giurerei e non ricordo nulla di significativo, anche perché l’enfasi è sulla security e sugli aspetti di mercato, più che sulla safety e sugli aspetti tecnici.

    Piero – cinque nuovi rigassificatori in dieci anni mi pare utopico… Vero è che ci sono una dozzina di progetti in corso di approvazione. Ieri, in conferenza stampa, il ministro Scajola ne ha dati per certi almeno due, Priolo e Trieste (neppure mezza citazione per Brindisi, Porto Empedocle e Livorno). Se davvero almeno questi due vedessero la luce prima del 2020, sarei soddisfatto…

    Liberal – Non darei meriti particolari ai singoli governi. L’iter è stato tale che ciascun governo ha ora collaborato, ora messo i bastoni tra le ruote. L’unica cosa che mi sentirei di dire è che la gestione Pecoraro Scanio dell’Ambiente ha avuto un impatto assai negativo, anche per Rovigo. Ma dicendo questo non dico nulla di nuovo.

    Piero e Massimo – Sulla competitività del Gnl, in termini di meri costi di trasporto (non stiamo parlando di prezzi del gas, naturalmente), dipende appunto dalla distanza percorsa. Oggi, grazie alla crescita dimensionale degli impianti di liquefazione/rigassificazione e della portata delle metaniere, la differenza si è ridotta anche su medie distanze. E’ però difficile fare una valutazione generale: i costi dell’infrastruttura dipendono da come e dove e quando è stata realizzata (Rovigo è un caso abbastanza sfortunato, in questo: se mettete assieme i ritardi burocratici, le materie prime alle stelle durante l’intera fase di costruzione, eccetera). Detto questo, il lato dei costi è un problema delle compagnie interessate e dei loro azionisti. Fa parte del loro rischio di mercato. Guardando all’effetto sul mercato, invece, non si può che essere contenti.

  6. Piero

    @Carlo Stagnaro

    @ Massimo… grazie x la info: Gnl meglio sulle lunghe distanze.. a cui da profano aggiungerei la flessibilità di variare ed ampliare i fornitori diminuendo così il loro potere di mercato e di ricatto..

    @ Carlo Stagnaro… quindi 10% Livorno in mano a Snrg + 10% Porto Viro di Edison = 20% ? + altri 20% in 10 anni e si và al 40% ? … e poi cosa ce ne facciamo del SouthStream se basta rimanere/migliorare i collegamenti con l’Europa ?
    Inoltre: oggi ho letto che Scaroni dice che causa prezzo basso gas x prox anni stanno valutando di sospendere costruzione di impianto di liquefazione in Egitto.. sarà solo una questione economica od anche politica (vedi i timori del Qatar sull’Italia) ? Per gli impianti di Liquefazione alla partenza potremmo cmq servici di impianti di terzi pagando il servizio o sono di fatto gestiti captive dal loro padrone ?

  7. Massimo

    @ Piero… Per quanto ne so a livello mondiale la capacità di liquefazione è circa la metà di quella di rigassificazione. Quindi il mercato è ancora sostanzialmente in mano ai venditori.

    Recentemente peró gli USA, grazie a tecnologie più moderne hanno aumentato sostanzialmente la loro produzione interna di gas naturale e conseguentemente ridotte le importazioni. In questo momento quindi c’è eccesso di GNL sul mercato ed i prezzi sono scesi.

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