24
Set
2009

Sono un comunista

Oggi un amico mi ha dato di comunista perché ho detto che il Cavaliere a volte le spara grosse. Ecco cosa ha dichiarato all’Assemblea generale delle Nazioni Unite:

La speculazione sui prodotti alimentari (grano, riso, soia) ha determinato gravi crisi, specialmente nel continente africano le drammatiche fluttuazioni del prezzo del petrolio hanno contribuito a loro volta all’instabilità finanziaria ed economica. Il prezzo del greggio è aumentato da 70 a 150 dollari al barile, per scendere poi a 32 dollari e tornare ora a 70 dollari, nonostante una diminuzione del consumo mondiale di quasi il 2 per cento nell’ultimo anno. Sappiamo bene che queste oscillazioni di prezzo sono determinate dalle speculazioni per cui un barile viene venduto da 4 a 6 volte prima di raggiungere il consumatore finale e che è quindi interesse degli speculatori spingere il più possibile in alto il prezzo del barile… E’ assolutamente prioritario regolamentare in modo stringente il mercato dei futures. Ci è parso che dovremmo considerare anche un sistema globale di riserve strategiche di materie prime per neutralizzare sul nascere tensioni speculative. Occorrerebbe affidare anche un severo ruolo di controllo agenzie specializzate neutrali tra le quali quelle dell’Onu.

In un altro passaggio del suo discorso, Berlusconi ha attaccato duramente i paradisi fiscali, di cui ha addirittura invocato la “chiusura”.

Con tutto il rispetto, il Premier ha detto un mare di corbellerie. Io non sono tra quelli che negano l’esistenza di una componente speculativa incorporata nel prezzo del barile, anche se è molto difficile quantificarla. Penso però che la speculazione, da sola, non sia in grado di spingere in alto (o in basso) il prezzo del greggio, a meno che i fondamentali sottostanti non si trovino in una condizione tale da consentirlo. Il problema del mercato petrolifero negli ultimi anni va cercato appunto nei fondamentali, ossia nell’esistenza di una troppo ridotta spare capacity che ha amplificato il rischio di disruption in presenza di shock esterni (che fossero di natura terroristica, fisica, incidenti, o che altro è del tutto secondario). La paura che ciò potesse accadere ha da un lato determinato un comportamento prudenziale degli operatori, che nei loro investimenti scontavano appunto tale rischio; dall’altro ha offerto il destro agli speculatori puri. Non si può pensare di risolvere questo tipo di problema alterando il mercato dei futures, più di quanto truccare la scala del termometro possa far passare la febbre.

Oltre a questo, trovo semplicemente ridicolo pensare che il male possa essere curato iniettando nel mercato globalizzato un virus ancora peggiore, cioè quelle che Berlusconi chiama “riserve strategiche”. Non solo le riserve strategiche sono, economicamente parlando, un pessimo affare. La soluzione che propone è quanto più speculativo possa esistere al mondo: egli sta infatti parlando della costituzione di un soggetto che, per funzionare, deve comprare enormi quantità di petrolio quando i prezzi sono bassi (facendoli salire) per poi rivenderle quando sono alti (facendoli scendere), che è esattamente il comportamento di uno speculatore razionale. Con la differenza che questo marchingegno, a differenza di un qualunque altro normale speculatore, sarebbe in grado di alterare, da solo e massicciamente, i prezzi del petrolio, distorcendo in misura inaccettabile i segnali del mercato. Di una simile prospettiva bisogna pensare tutto il male possibile, senza contare che diventerebbe una sorta di arma-fine-di-mondo nel momento in cui, come già oggi in parte accade con le scorte statunitensi, gli operatori si riferissero al comportamento dei suoi gestori per orientare le loro azioni.

Per quel che riguarda i paradisi fiscali, non credo che andrebbero “chiusi”: andrebbero, al contrario, tutelati, come forma di difesa dei contribuenti contro la voracia fiscale degli Stati poco paradisiaci come il nostro. Ad aggravare la mia posizione in questo senso, segnalo che un mio articolo sul tema è di prossima pubblicazione sulla rivista Limes, che come è noto è pubblicata dall’impero editoriale avverso al Presidente del Consiglio.

Per tutte queste ragioni, mi hanno dato del comunista. Resto naturalmente disponibile a tornare nel campo anticomunista quando il Cavaliere tornerà alla ragione.

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9 Responses

  1. Piero

    2 premesse :
    1) questo articolo è gustoso da leggere anche sotto il profilo satirico
    2) sono a-politico da fini a casini a dipietro a bertinotti a maroni alla bindi a bersani a chi volete voi.. con una sola eccezione.. Berlusconi… che basandomi sui fatti (che x brevità non elenco) di cose nell’interesse del paese ne avrà fatte 2 o 3 in 20 anni (al di là della propaganda molto ben riuscita)…

    detto questo passo alla sostanza :

    * sulla riserva strategica son d’accordo con Carlo

    * sui Future qualche regolata serve.. suvvia.. il picco a 140 fu fatto apposta dalla GS e questo lo sanno anche i bambini in fasce.. e tra l’altro queste speculazioni non spennano solo il parco buoi dei trader polli che si credono furbi (ben gli stà)… ma pure la mia mamma quando paga la bolletta anche se non sa guidare la macchina..
    perchè i Future al 90% non sono chiusi alla scadenza con scambio fisico (copertura rischio prezzo) ma anticipatamente con una operazione opposta xrchè si trattava di pura speculazione.. tu mi dirai.. sono comunque utili xrchè servono a fluidificare la formulazione del prezzo ideale di mercato aumentando il numero di soggetti (non più solo industriali) che fanno previsioni.. bella bella questa sarebbe la teoria.. ma veniamo alla pratica.. che credo debba avere il primato :

    xrchè uno speculatore specula ? ovvio: x guadagnarci…
    quale è la condizione x massimizzare i guadagni ?
    risposta un pò meno ovvia: non è necessario che il prezzo salga (long) come dici tu bensì è NECESSARIO che ci siano forti e continue OSCILLAZIONI anche short…
    quindi il vero obj dello speculatore non è PREVEDERE il prezzo migliore (+ efficente fondamentalmente) ma FAR OSCILLARE ARTIFICIALMENTE i corsi INDIPENDENTEMENTE dai FONDAMENTALI (salvo nel lunghissimo periodo dove la Media Mobile a 200 gg spiana poi il tutto)… quindi mettere qualche restrizione non sarebbe poi così male dal punto di vista dell’economia reale… parola di COT 🙂

    ciao…Piero

    PS: ora vado a confessarmi xrchè su questo punto mi son sentito costretto intelletualmente a dar un pò di ragione a Silvio che così sale a 4 cose buone nella sua vita politica 🙁

  2. giorgio arfaras

    E’ provato che i sapienti sanno regolare il prezzo del petrolio meglio del mercato. Loro saprebbero come regolare la quantità di petrolio da stoccare per evitare le fluttuazioni del prezzo. Il prezzo sarebbe così ben calcolato e poco volatile che avremmo un prezzo abbastanza basso per non essere penalizzati nella crescita, “ma anche” abbastanza alto per incentivare le alternative energetiche. Lo stesso dicasi per le altre materie prime. Rilassati, a quel punto potremo sottoscrivere le grandi quantità di debito pubblico che saranno offerte nei prossimi anni nel mondo allo scopo di compensare la caduta dei consumi delle famiglie statunitensi, che debbono ridurre il proprio debito. Perciò noi villani guidati da una mano sapiente – quindi non “invisibile” – potremo uscire dai guai in cui siamo malvolentieri capitati. Un doppio affondo “statalista” è il piatto che è servito. Come si dice “la forza delle cose”.

  3. stefano

    Silvio non sostiene posizioni indifendibili, fa pura demagogia.
    Ha letto qualche sondaggio e fa il bauscia, come un sacco di altra gente, del resto.
    Il costo dell’energia è piuttosto alto, lo ammetto. Ma vorremo mica dire che è colpa dei governi, vero?
    ESEMPIO:
    la benzina è cara perché la rete distributiva è pessima. Il 70% (circa, se non erro) di tasse che lo Stato ha appiccicato al carburante c’entra mica nulla.
    Non ho ancora sentito nessun giornalista che lo rinfacci al politico di turno.
    Le cose sono due, alla fine, o abbattiamo le tasse o le tasse finiranno per abbattere noi. Se non ho i soldi per comprarmi la macchina nuova, non la compro (saggezza contadina); se non ho i soldi per permettermi questo Stato però, li devo trovare a tutti i costi: evviva i paradisi fiscali, altrimenti non ci resterà nulla (nota per essere chiari: non ho soldi all’estero. Anzi, ultimamente non ho proprio soldi…)
    Ora vo a casa e, in perfetta solitudine, mi faccio un tea. In attesa del party. Buona sera a tutti.

  4. luigi zoppoli

    Prima di ritornare nel campo anticomunista, credo che le cresceranno i capelli fino a terra. E forse il tempo trascorso non basterà a che al presidente che la provvidenza ha donato al paese torni la ragione.
    luigi zoppoli

  5. ettoregonzaga

    Io mi preoccupo più delle corbellerie che SB dice in Italia. E ne dice.
    Le corbellerie dette all’assemblea dell’ONU non mi preoccupano. Visto e sentito gli altri oratori, probabilmente avrei detto le stesse fregnacce demagogiche.
    No, ma dico, avete sentito IRAN,LIBIA ed anche il messia OBAMA ?!?!?

    In questo caso il problema è l’ONU.

  6. Condivisibile e cristallino articolo di Stagnaro che pone in termini chiari e inequivocabili, con stile ironico e pungenti, il problema cruciale di sottofondo alla questione: Berlusconi non può più esser considerato un politico credibile nè in questioni economiche, nè in prassi liberista e liberale.
    Ergo ora fa il populista, tropical-siberiano senza più alcun pudore per le vere e proprie scemenze proferite da troppo tempo a livello mediatico nazionale e ora sfacciatamente a livello mondiale.
    Certo stando in scia al Messia o al Beduino, non si può che fare tale genere di figuracce a sragion veduta.
    Berlusconi con il suo fido Tremonti, stanno tecnicamente rovesciando non solo punto dopo punto qualsiasi concezione libero scambista puntando di fatto al colbertismo protezionista (mascherato da pseudorichiamo al Doha Round, al volemose scambià o altre fregnacce simili), ma proponendo addirittura il controllo centralizzato (in chiave superleviatanica Onu) delle risorse e delle materie prime, manco fosse Stalin in persona; penso che qualche dubbio e timore possa e debba venire anche in molti intelligenti e rigorosi liberali interni al PDL anche sulle questioni economiche (non soltanto in quelle bioetiche)!.
    Per di più, limitando la libera circolazione di risorse strategiche (oro e diamanti,…) per colpire ancor di più le forme di investimento sicure di privati, alternative ai ridicoli e carnevaleschi Bot e Cct.
    Altro che Gold Standard!, qui arriva il Soviet Standard, con tanto di poliziesco scudo di regime fiscalista e paternalismo buonista rieducativo, contro evasori e contribuenti oppressi in ogni media di regime.
    In più con la questione paradisi fiscali non si sà cosa temere, il Principato di Monaco e la Svizzera stando ad ultime notizie non vengono più a considerata paradiso fiscale dopo la regolarizzazione in sede OSCE (per il momento il “piano Gheddafi” è rimandato nei confronti della Confederazione elvetica).
    Resta aperta la questione S. Marino, fossi in quelli sopra al Titano, comincerei a preoccuparmi di tal genere di “vicini”. :I
    Nel frattempo assistiamo a siparietti “pigliainculo gli italiani” televisivi su tutte le reti tra PD e PDL; con stè beghe tra postcomunisti cattivi e neocomunisti “buoni”, ci mancano solo i vetero di Vendola per avere il trittico della Quinta internazionale!. 🙂
    Dicono le stesse identiche cose con un margine di differenza dello 0,05% (derivato forse dall’inflessione dialettale), ma mica siamo tutti fessi noi!.
    Mi domando quando gli italiani e gli elettori di centrodestra inizieranno a capire che qui oramai nel nostro Paese manca una opposizione di centrodestra (non è un lapsus o un errore di battitura!). 😉
    Altro che cloni obamiani d’esportazione!. Tea party!.
    Negli Usa per lo meno scendono in piazza, qui invece lo faranno per il contratto pubblico televisivo di Travaglio…
    Conquiste della libertà di espressione o per il suo lavoro?. 🙂
    Poi si sà che “tanto i comunisti in Italia sono quelli che contestano sempre il governo e le sue politiche lungimiranti….”. 😉
    Saluti da LucaF.

  7. Gersca

    Speculazione è il pane della borsa….avete visto gli immobili crollare del 80% in europa parametrati ai crolli dei titoli immobiliari?..quelle come le chiamate se non speculazioni ribassiste….Purtroppo c’è chi ancora pensa che le economie siano collegate con gli andamenti dei titoli in borsa…naaaaaaaaaa….le grandi case “d’affari loro” sui max della speculazione portavano target di 200$ al barile….nel periodo nero parlo del trimestre fine 2008 la pasta e le farine e il pane sono aumentati del 50%…la ricetta è facile …se si consuma di meno si alzano i prezzi..vale anche per il brent…Fermarli? impossibile tempo perso .

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