7
Set
2009

Il trucco degli statalisti

Volker Wieland insegna teoria e politica monetaria all’Università Goethe di Francoforte, ed è un tosto scettico dei luoghi comuni ossessivamente ripetuti da statalisti e keynesiani, in merito all’efficacia e alla necessità della spesa pubblica per rilanciare domanda e offerta. Ma poiché è un roccioso tecnico della moneta, preferisce evitare contese ideologiche, per smantellare i luoghi comuni sulla base di paper elaborati e solidamente intessuti di bibliografia. Già tante volte abbiamo scritto della disinvoltura con cui nel corso dell’attuale crisi i keynesiani hanno ripreso a “correggere” i propri modelli – che i più avevano abbandonato – per alzare vertiginosamente l’effetto del moltiplicatore. È il trucco degli statalisti. In questo paper una sua ottima confutazione.   Vi troverete spiegato come in istituzioni come la Commissione Europea, il Fondo Monetario e la BCE in questi anni parecchi neokeynesiani abbiano alacremente operato sui modelli previsivi reintroducendo molte delle teorizzazioni keynesiane originarie, a proposito per esempio di rigidità verso il basso dei salari o di indifferenza delle famiglie verso teorie come quella del ciclo del risparmio vitale,a  favore di una tradizionale funzione del consumo keynesista “appiattita” sul presente e sul breve. Siamo arrivati al punto che Christina Romer, che insieme al marito aveva stimato inferiore all’unità il moltiplicatore per gli interventi pubblici ai tempi della Grande Depressione, chiamata nell’Amministrazione Obama abbia del tutto modificato il proprio punto di vista. Nel paper The Job Impact of the American Recovery and Reinvestment Plan ha cifrato in 1,6 il moltiplicatore delle misure proposte da Obama, sostenendo che esse faranno crescere fino al 4% il GDP degli Usa. Chi avesse voglia di leggere questa ricerca appena rilasciata, troverà spiegato con abbondanza di particolari come, nel caso di quattro dei più affermati modelli previsi istituzionali  europei, gli effetti di stimolo della spesa pubblica sono spropositamente sopravvalutati dai keynesiani, assumendo un comportamento di imprese e famiglie diverso da quello comprovato invece dall’economia behaviourista. Gli effetti di spiazzamento di investimenti e consumi privati per via delle alte tasse ci sono tutti: il resto sono balle stataliste.

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3 Responses

  1. Piero

    sicuramente sarà vero che taroccano il moltiplicatore della spesa pubblica che se è eccessiva (quanto ? 33% vs 50% italiano) blocca l’economia…
    detto questo per par condicio mi aspetto un suo articolo sui trucchi dei liberisti che tanti danni han portato e che i contribuenti mondiali ora ripianano… cerco che la politica non li ha controllati come doveva… ma perchè ? erano forse in conflitto di interessi con il libero sistema finanziario che li pagava in vari modi x non vedere ?
    alzi la mano chi dei due partiti non ha colpe..
    così parlò il buon senso

    PS: secondo voi x il ceto medio è meglio vivere in una nazione con PIL 110 e distribuzione del reddito 80%/20% oppure in una nazione con PIL 100 e distribuzione 60%/40% ???

  2. marziano

    é meglio vivere in uno stato dove il reddito me lo tengo io in maggior parte e dove lo stato fa di tutto per spendere il meno possibile al fine di ridurmi ulteriormente le tasse.
    la nazione lasciamola dove è.

  3. Piero

    marziano :é meglio vivere in uno stato dove il reddito me lo tengo io in maggior parte e dove lo stato fa di tutto per spendere il meno possibile al fine di ridurmi ulteriormente le tasse.la nazione lasciamola dove è.

    sono d’accordo sul fatto che la maggior parte del reddito deve rimanere a chi l’ha prodotto e non rubato e sulla lotta agli sprechi..detto questo…
    se tu fossi un poveraccio (cerca di immedesimarti prima di rispo) sei proprio convinto che la penseresti ancora in modo così netto ?
    io credo proprio di no 🙂 🙂

    PS: sto giusto or ora vedendo gente che sosteneva la giustezza dell’abolizione dell’articolo 18 che stà perdendo il posto di lavoro e se ne và dagli ex odiati sindacati (che sicuramente han molti difetti ma anche qualche pregio.. come tutti) come niente fosse… mi piace osservare la nostra MULTIFORME umanità 🙂 🙂

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