4
Set
2009

Paolo e Giulio 2

All’ultimo post di Carlo Stagnaro sull’ENI splitting hypothesis, aggiungo solo alcune considerazioni. No, Giulio Tremonti non è insolitamente silenzioso, di fronte alla tesi avanzata giorni fa dalla Lex Column. A onor del vero, bisogna rendere giustizia in questo al ministro dell’Economia: non parla praticamente mai di società quotate, è una regola tassativa che cerca di seguire praticamente sempre, tanto è vero che rifugge anche dalle audizioni parlamentari  in cui si affrontano temi collegati ad aziende, e solo quando i giornalisti lo hanno incalzato energicamente si è di quando in quando fatto sfuggire qualcosa di per altro totalmente generico, ad esempio a proposito della vicenda Fiat.  Tacque praticamente quasi sempre persino sulla privatizzazione di Alitalia, tranne che per difenderla a cose fatte, ma sempre ben lontano dal rivendicarla come decisione sua: cosa che, in effetti, non era, visto che la decisione e il dossier furono sempre nelle mani di Berlusconi e di palazzo Chigi, ed è a Gianni Letta che si deve l’intera supervisione diretta del processo. Non lo dico per difendere il ministro. Dico un’altra cosa: che, in realtà, come la pensi davvero Tremonti sui grandi gruppi italiani – e la pensa, eccome se la pensa, a quanto mi risulta, dalla Fiat a scendere per li rami – non lo sa quasi nessuno. E  quando dico “quasi” intendo i pochissimi ammessi alle sue confidenze quotidiane e ai suoi ragionamenti sullo stato delle cose. Tanto più quando si tratta di grandi gruppi pubblici, come Eni ed Enel. Su questi, in generale Tremonti è convinto che per fortuna c’è rimasto qualche campione nazionale pubblico, e che di sicuro non sarà lui a smontarli o a cederne il controllo.  Al Tesoro, non c’è nessun dossier aperto su temi di finanza straordinaria come quelli evocati da FT: su questo, mi sento purtroppo di garantire ai nostri lettori.

Al Meeting di Rimini, attaccando per ben due volte la concorrenza e chi troppe virtù ritiene di abbinare a tale paroletta magica, Tremonti ha detto che “la concorrenza non lenisce la sofferenza, e io preferisco un sistema in cui vi siano attori che abbiano le risorse per lenire la sofferenza”. Lasciate perdere che in nessun libro troverete mai un solo quote di qualche teorico della concorrenza che finalizza i suoi benefici effetti a lenire la sofferenza sociale. Quel che Tremonti vi ha detto è che i pingui dividendi vanno bene allo Stato in caccia di risorse, che abbassarli è un male, e che solo se questa corda si tenderà oltre il ragionevole, allora verrebbe il tempo di una decisione diversa. Splittare ENI? No, cambiarne il capo.

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3 Responses

  1. Tiziano

    perchè cambiare Scaroni? Anche all’enel aveva fatto bene, e non mi levo dalla testa che Conti, attuale AD Enel, abbia un filo diretto con la persona di cui era il braccio destro in tema di M&A

  2. Carlo Stagnaro

    Sulla partita delle nomine, vedremo. Credo comunque che un terzo mandato a Scaroni sia improbabile. Come è improbabile la privatizzazione, su questo concordo: però in qualche maniera Tremonti dovrà risolvere la grana dell’antitrust europeo. Se dovesse effettivamente farsi strada la cessione dei tubi (internazionali, e magari di un 20 per cento di Snam) alla Cdp, non è detto che qualcosina non possa scivolare verso il mercato, tanto per tirar su soldi. Vedremo…

  3. Piero

    1 Putin amico di…=Russia=Gas&Oil
    2 Gheddafi amico di …=Libia=Gas&Oil
    3 Nuovo gasdotto dalla Turchia x aggirare l’Ucraina costruito credo da Eni
    4 Acquisizione da parte di Snam da Eni anche delle società di stoccaggio del gas (Stogit e non ricordo chi) con conseguente ammazzamento della posssibilità di concorrenza
    5 Gas Release = gas sottoprezzo a clienti vip amici con alcuni favori incorciati anche con salvatori di Alitalia
    6 Antitrust mezza minacciata che si lamenta di misure sempre + restrittive della concorrenza……….
    TROPPE COINCIDENZE x ESSERE UN CASO.. SENTO CHE C’E’ UN DISEGNO ORGANICO A TAPPE CHE NON RIESCO A CAPIRE…
    forse tu Carlo che mi sembri molto informato mi potresti aiutare ?
    Grazie…Piero

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