2
Set
2009

A proposito di Cina

Una nuova conferma: l’accesso al mercato cinese è attualmente modulato in maniera preferenziale verso i Paesi dell’area asiatica, del cui export Pechino assorbe quantità crescenti “sostituendo” la domanda USA che continua  a mancare, e diventando di conseguenza potenza pivot di riferimento nell’intero Pacifico. Il Rapporto della Camera di Commercio Euro-Cina mostra come le barriere, nei nostri confronti, si stanno alzando.

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3 Responses

  1. marco bianchetti

    A quando il Mercato Unico Asiatico con relativa moneta unica perfettamente convertibile?
    La proiezione di forza della Cina sull’area è immanente e i politici cinesi sono di sinistra col portafogli a destra.

  2. manT

    Perfino le persone come me sanno del fatto che Cina usa il WTO in “reverse mode”, hanno visto di persona l’espansione cinese in Africa e hanno visto l’incredibile I posto nell’ultima classifica giapponese degli scambi commerciali (!!!US è al II posto)…Sono stato in Cina, metto in dubbio la definizione destra-sinistra europei referita a tutto ciò che è cinese. Invece un bel nazionalismo dal pensiero unico…si. Un paio di funzionari cinesi mi hanno detto che entro 20-25 anni l’euro e la nuova valuta del sud-est asiatico faranno da padroni, ma certamente non prima. Chi vivrà -vedrà. Evito l’analisi, non ne sarei capace.

  3. Luigi

    dando una occhiata al sito della camera di commercio europea in Cina (www.euccc.com.cn) balza subito all’occhio la preponderanza numerica di tedeschi e francesi nei posti di responsabilita’ di questo ente, tutti dirigenti di primo piano delle maggiori multinazionali dei loro paesi. Visto e considerato che specialmente i tedeschi hanno rapporti commerciali e politici molto profondi con la Cina e non perdono occasione per vantarsene, spesso a sproposito, mi domando se questo rapporto non sia un primo piccolo test per capire se i governi europei abbiano intenzione di “sostenere” i campioni nazionali di fronte al protezionismo cinese, in quale maniera lo sapremo probabilmente in seguito…
    Quanto alla previsione del post precedente sulle valute dominanti della prossima generazione, passando la maggior parte del mio tempo in Cina per lavoro non mi sento di confermare la sparata dei due funzionari. Il modello cinese e’ gia’ adesso pericolosamente squilibrato con la sua insistenza ventennale sulla crescita delle esportazioni e il governo sta tentando in tutte le maniere di mantenere la cosidetta “societa’ armoniosa” pompando miliardi di yuan nelle zone depresse del paese per evitare proteste e discontento. Se tra qualche anno le due aree principali della produzione industriale cinese, ossia il Guangdong e Shanghai non saranno a regime con la produzione,il partito comunista potrebbe trovarsi a fronteggiare sfide aperte alla propria legittimita’ a governare.

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