14
Ago
2009

Chi la pensa come noi: la bolla Fed si sgonfierà

Segnalo due report di straordinario interesse sulle condizioni del mercato americano. Il primo è di Bob Chapman per Global Research , e la sua conclusione è che “the depression is only pausing to catch its breath”. Il secondo è di Naufal Sanaullah, Qasim Khan e Tyler DeBoer, per www.shadowcapitalism.com. e conclude drasticamente: “a market crash is imminent and necessary”. Vediamoli nel merito.

Personalmente condivido le considerazioni di Chapman sul persistente alto livello di leverage di molte quotate Usa, sulle tendenze di medio periodo della disoccupazione in Usa, sul livello totalmente irrealistico del più dei prezzi odierni sul listino americano. Non condivido affatto invece il cuore del suo ragionamento che riguarda le conseguenze della globalizzazione sulle valute.  Se il carry trade è l’altra faccia della medaglia del dollaro debole per effetto dei tassi FED, il problema è la FED, non la globalizzazione che secondo l’autore sta sistematicamente “scavando la tomba” al primo mondo, a vantaggio del secondo e del terzo. Un dollaro sarebbe forte con politiche monetarie volte “anche” a questo fine: è debole perché l’idea di fondo del regolatore monetario americano è che la svalutazione è uno strumento necessario del riallineamento del deficit della bilancia dei pagamenti, visto che la teoria greenspaniana della solidità dell’economia Usa e della sua moneta basata sulla forte produttività è caduta vittima dell’eccesso di debito privato e di leverage.

Quanto al secondo studio, è molto più analitico e consente anche ai non strettissimamente dediti a operazioni sui mercati di comprendere come attualmente funzionino potentemente strumenti come le dark pools di liquidità per sostenere l’high frequency trading che recentemente è assurto agli onori delle cronache, come la modalità principe di esercizio di milioni di operazioni attraverso le quali salgono i corsi di Borsa. In particolare raccomando lepagine 9-13 del rapporto, in cui si spiega con dovizia di particolari come, attraverso le dark pools, gli acquisti e le vendite realizzati tramite high frequency trading, pur non essendo più del 3% numericamente del totale delle operazioni di mercato, possano giungere al 75% della liquidità – reale e virtuale – che “muove” il mercato, aggirando gli obblighi di compliance ai quali sono sottoposte le operazioni ordinarie.  Sono poi totalmente d’accordo con quanto sostenuto da pagina 15 in avanti:  che l’80% dello S&P500 sia oggi a livelli di P/E pari o superiori a 145 – 145 dollari di prezzo per ogni dollaro di utile atteso – è semplicemente paz-ze-sco. la media storica a 130 anni del P/E sullo S&P500 è di 15,6, e persino al livello più basso del mercato, nello scorso marzo, il rapporto era ancora troppo alto, poiché superava 20. Di qui le conclusioni dei tre autori: la FED con l’avviso sul “change of pace” dei suoi acquisti da ottobre in avanti sta preparando il terreno a un nuovo crash del mercato, inevitabile e giusto anche per sostenere uno switch off del mercato a favore dei bonds rispetto all’equity.  Questo secondo rapporto è pessimista ma nei limiti del giusto, a mio giudizio, anche se con qualche tono eccessivo. Il primo, al contrario, è ispirato a uno spirito di “America first” che finisce per considerare il mondo un nemico, e mi sembra un errore che non aiuta certo a tenere la mente fredda di fronte alla crisi e a come uscirne.

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2 Responses

  1. Piero

    esiste un interressante grafico (spesso è aggiornato sul blog MercatoLibero) che compara l’andamento delle borse del 29 e di oggi… allora dopo una crisi ci fu un rimbalzo e poi una fortissima ricaduta.. ma oggi il mondo è più globalizzato e le iniezioni di droga liquida son stante molto veloci ed estese.. questi stimoloni allungheranno il brodo ma poi il crollo ricomincerà.. anche xerchè nel 2011/2012 gli Usa avranno il debito come l’Italia e quindi saranno disarmati come oggi lo siam stati noi..
    ad ulteriore conferma gli studiosi delle onde di Eliot parlano di un superbottom che ci sarà nel 2013/2014 con listini più dimezzati rispetto ad oggi..
    in teoria tutto quadra.. e temo anche in pratica.. Piero
    PS: prima o poi la borsa si riallinea ai P/E con le buone o con le cattive.. ma ricordiamoci : da sempre le quotazioni mondiali son MANIPOLATE prima x attirare i piccoli investitori (oggi i trader tecnici fai da te sono diventati una mania come il lotto) poi x spaventarli con gli short e costringerli a rivendere in perdita (cioè in guadagno x gli insiders)… Piero

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