5
Ago
2009

I dati della “straordinaria” svolta di Ferrovie dello Stato

Lo scorso 4 Agosto la Corte dei Conti ha “approvato” l’amministrazione di Mauro Moretti a capo di Ferrovie dello Stato tanto che il comunicato stampa 36 del 2009 della stessa afferma: “Il biennio 2007/2008 ha rappresentato un periodo di svolta nella gestione del Gruppo Ferrovie dello Stato. La situazione di grave deficit strutturale  del Gruppo, registrata alla fine dell’esercizio 2006, chiuso con una perdita complessiva di 2115 milioni di euro e addebitale per oltre il 90% a Trenitalia, è stata pressoché totalmente risanata sotto il profilo gestionale nell’arco dei due anni.” Quale gestione potrebbe modificare in maniera così radicale una società nell’arco di così poco tempo? Forse un’azienda totalmente Statale che dipende in gran parte dai sussidi che riceve ogni anno proprio dallo Stato. È la ragione per la quale è necessario studiare la “svolta” e vedere quale tipologia di “svolta” vi è stata. La “svolta” si spiega infatti con un aumento dei contributi pubblici, minori accantonamenti ed esodi anticipati rispetto agli anni di svolta stessi. Una svolta “straordinaria” e “Statale” dunque, ma per le casse pubbliche e per i contribuenti che hanno dovuto finanziare questo cambio epocale. Vediamo come.

Il bilancio 2008 di Ferrovie dello Stato non è ancora disponibile sul sito, ma è possibile fare una comparazione tra la gestione 2006 e la “migliore” gestione del 2007 dell’azienda e per il 2008 evidenziare i “passi in avanti” fatti da Trenitalia. Di seguito si riportano i dati della svolta, mettendo a confronto i dati di bilancio 2006 e 2007:

  • Maggiori contributi dovuti al contratto di servizio pubblico con lo Stato per 201 milioni di euro nel 2007 rispetto al 2006.
  • Incremento dei contributi per il contratto di servizio pubblico con gli Enti Territoriali per 288 milioni di euro.
  • Aumento dei contributi per il Contratto di Programma al netto della riduzione di altri contributi dello Stato per 226 milioni di euro.
  • I contributi sostitutivi per i regimi tariffari speciali hanno portato circa 23 milioni di euro in più nel 2007 rispetto al 2006.

Fin qui l’aumento dei ricavi della produzione (Statale). Il primo parziale porta ad una svolta di circa 740 milioni di euro. Bisogna fare attenzione: questi sono gli incrementi dei contributi e sussidi che ha ricevuto Ferrovie dello Stato e non il totale complessivo che supera ampiamente i 4 miliardi di euro.

La “svolta Statale” di Ferrovie dello Stato non ha fine. In effetti il margine operativo lordo è migliorato di oltre 1,6 miliardi di euro.

Come è stato possibile completare la svolta nella gestione? Per vederla è necessario “scendere” nel bilancio e studiare gli oneri e i proventi straordinari. In questa voce si registra la discontinuità maggiore della gestione di Ferrovie dello Stato. Il miglioramento tra il 2006 e il 2007 è enorme ed ammonta a 1129 milioni di euro.

Come è possibile effettuare una tale discontinuità? Di seguito i dati della svolta:

  • 160 milioni di maggiori sopravvenienze attive nel 2007 a seguito del rilascio parziale dell’accantonamento del contenzioso verso un gruppo privato e per il rilascio del fondo istituito nel 2006 a copertura dei costi di accatastamento dei complessi immobiliari di stazione.
  • Maggiori proventi straordinari per 314 milioni di euro dovuti al contributo una tantum ricevuti da Trenitalia dallo Stato come remunerazione degli obblighi di servizio pubblico fino al 2003.
  • Minori oneri straordinari per 386 milioni di euro dovuti agli esodi anticipati effettuati nel 2006. In questo caso la svolta è dovuta alla riduzione del personale l’anno precedente alla “svolta” stessa.
  • Circa 300 milioni di euro in meno nel 2007 rispetto all’anno precedente di altri oneri straordinari non spiegati nel bilancio.

 La “svolta straordinaria Statale” di gestione è spiegata dunque con un aumento dei contributi pubblici, minori accantonamenti, esodi anticipati non effettuati negli anni di svolta. Come si vede dai numeri, una svolta “straordinaria” e “Statale” dunque, ma per le casse pubbliche e per i contribuenti che hanno dovuto finanziare questo cambio epocale. La Corte dei Conti in definitiva ha ragione: la “svolta” è stata enorme purtroppo nel 2007. Ogni contribuente italiano ha dovuto pagare oltre un miliardo di euro in più in tasse rispetto al 2006 per mantenere in vita Ferrovie dello Stato. Quel che è peggio è che la tendenza non sembra essersi fermata nel 2008, se come evidenzia il bilancio di Trenitalia, l’operatore monopolista ha ricevuto 100 milioni di euro in più di sussidi dallo Stato e dagli Enti Pubblici Territoriali.

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3 Responses

  1. lolli

    E nel frattempo come è caduto ” straordinariamente ” in basso il servizio offerto. Dalla pulizia dei vagoni, all’aria condizionata che non funziona mai e recentemente un capotreno spiegava che per le ferrovie dello stato è un servizio optional (dovrebbero allora dirci perchè comperano vetture che hanno in dotazione aria condizionata) ai continui ritardi (per motrici che si rompono o passaggi a livelli automatizzati che un giorno sì e l’altro pure si bloccano etc etc…).

  2. tarcisio

    vorrei sapere se gli incentivi all’esodo erogati dalle ferrovie, godono del regime di tassazione (50%), loro stessi li chiamano elementi aggiuntivi al t.f.r.(validità della tassazione fino al decreto Bersani.

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