Politici, banche, regolatori: è ancora caos

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Dopo un semestre intero di migliaia di pagine – tra report, specializzati, papers per convegni, articoli di giornale – dedicati al tema, la riforma della regolazione e supervisione finanziaria piega il ginocchio ai tempi e alle esigenze della politica. In Europa, per restare ai Paesi leader, l’attuazione concreta delle “autarchiche” misure tedesche su band banks e consolidamento della parte privata del sistema è di fatto demandata al dopo elezioni. Idem dicasi del Regno Unito, dove la proposta dei Tories di “smontare” la FSA a favore di BoE aspetterà il responso degli elettori, e a giudicare dal dibattito sulle grandi testate moderate e conservatrici non è affatto detto che gli sopravviva, neanche in caso di vittoria alle urne. Negli Stati Uniti poi, ogni giorno avvengono sviluppi che i grandi media generalisti non colgono, ma fanno venire i brividi. Capisco che non bisogna disturbare lo champagne stappato da chi brinda alle performance delle Borse, ma c’è da restare senza parole, dopo gli oceani di chiacchiere sulla presunta era della finanza etica che doveva schiudersi innanzi a noi.

Dal WSJ abbiamo appreso che venerdì scorso il segretario al Tesoro ha letteralmente coperto di insulti e improperi Mary Schapiro, presidente della SEC, e Sheila Blair, presidente della Federal Deposit Insurance Corporation, per la loro insistenza a non piegarsi alla richiesta della Casa Bianca di cedere poteri alla FED.  Ieri, lo stupefacente comunicato nel quale la SEC ha comunicato al mercato contemporaneamente che Bank of America ha mentito ai mercati quando rilevò Merrill Lynch, in merito ai bonus che questa avrebbe pagato ai suoi manager, ma che al contempo la SEC stessa non procede nei confronti di BofA, accontentandosi di un’oblazione per miseri 33 milioni di dollari: Merrill Lynch ha pagato 3,6 miliardi di dollari in bonus nel 2008 ma ne ha persi 30 e per questo BofA l’ha rilevata, ma al momento di farlo disse che ai bonus sarebbero andati zero dollari. Con ogni probabilità, BofA la scampa con poco in cambio di un bel silenzio sulle terribili pressioni alle quali la stessa politica e i regolatori – l’allora segretario al Tesoro Paulson, e Ben Bernanke che assisteva muto – la sottoposero per forzarla ad acquisire l’ex grande banca d’investimenti. Infine, a proposito di manipolazione dei mercati, consiglio a chi tra voi ha dei fondamentali tecnici di mercato di leggere questo STU PE FA CEN TE studio realizzato Precision Capital Management sul roboante gioco rialzista svolto da marzo ad oggi dalla Fed di New York, che in 42 sessioni di di mercato da allora a fine luglio ha realizzato permanent open market operations fino a 7 bn$ a volta,  comprando da primary dealers che levereggiando anche fino a 500 volte realizzano salite boom degli indice Nyse quando la seduta volge al termine.  Alla faccia della finanza etica. Tra banche, regolatori e politici, negli Usa di Obama è business as usual…

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