28
Lug
2009

Parafarmacie, RIP?

Come riportato da Sara Todaro sul Sole 24 Ore, oggi all’esame del preconsiglio dei ministri vi e’ un decreto che porterebbe all’abolizione della denominazione “parafarmacie”, per evitare “confusione” con le farmacie non-para. La croce verde parimenti dovra’ essere d’ora in poi un attributo esclusivo dei farmacisti proprietari.
Cosa pensiamo, sul tema, l’abbiamo gia’ detto tante volte. Ma cerchiamo un secondo di fissare di nuovo l’attenzione sulla questione, prendendo sul serio il punto di vista degli aspiranti assassini delle parafarmacie (qui invece trovate una petizione a loro difesa).
Perche’ il governo ce l’ha con le parafarmacie? Perche’ difende i farmacisti proprietari?Le risposte sono “politiche”: i farmacisti proprietari sono tradizionalmente elettori del centro-destra, le parafarmacie sono uno dei pochi lasciti “di successo” del secondo governo Prodi. Di qui l’importanza elettorale e simbolica, per l’esecutivo, di dare un segnale.
Ma invitiamo rispettosamente ministro e sottosegretario competenti a ripensarci, prima di restare vittima di qualche parlamentare “captive” della lobby farmacista. Uno dei giusti argomenti utilizzati da esponenti di questo governo contro le liberalizzazioni di Bersani all’epoca era la necessita’, per qualsiasi tipo di riforma, di avere una sua gradualita’, in modo da non scombinare i piani d’investimento e di vita delle persone che, per quanto potessero beneficiare di regole del gioco assurde, avevano cominciato a giocare facendo assegnamento su di esse. E’ una giusta preoccupazione. Allora perche’ non considerare anche il punto di vista dei gestori di parafarmacie? Punto primo.
Punto secondo. Il governo sostiene di stare andando ancora piu’ in la’, sul fronte liberalizzazioni, consentendo ai farmaci da banco di finire dappertutto. Non e’ una cattiva idea: sarebbe molto comodo trovare un’aspirina dove e quando serve, senza costringere chi la vende a sostenere l’onere di un impiegato-farmacista. Ma se questo e’ il caso, come tutelare chi ha investito, magari solo un paio di anni fa, in una nuova parafarmacia? Le sue aspettative non sono altrettanto meritevoli di considerazione, di quelle dei farmacisti proprietari?
Il decreto, spiega la Todaro, prevedra’ anche la possibilita’ per le farmacie di essere piu’ attivi “presidi del servizio sanitario”, con la possibilita’ di prenotare visite e analisi ed eseguire alcuni esami. Personalmente, ho qualche dubbio sul come e perche’ obbligare il farmacista a fare un lavoro che non sia il suo, ma allora non sarebbe possibile immaginare un sistema “tripartito”?
Farmaci da banco: libera circolazione negli esercizi commerciali (dal supermarket all’autogrill), a fronte di alcune garanzie per la conservazione;
Parafarmacie (inclusi corner del farmaco col farmacista): esercizi in cui sia possibile acquistare, assistiti da un farmacista, qualsiasi medicinale non rimborsato dall’SSN, inclusi quindi i farmaci di fascia C, oltre ad altri prodotti (parafarmaco etc) a discrezione del titolare;
Farmacie: tutto quanto sopra, medicinali rimborsati dall’SSN, altre funzioni di “presidio del servizio sanitari”.

You may also like

La salute non è (solo) un diritto
A chi i cestini? A noi!, signori della Rap
Due cose che il governo potrebbe fare sulla liberalizzazione elettrica
Un mercato del lavoro flessibile è nell’interesse di tutti—di Alessio Mitra

13 Responses

  1. Magari il sistema tripartito fosse possibile! Non sarebbe il massimo , personalmente penso che dove si dispensi un medicinale sia utile sempre avere un farmacista e che questo è stato vero il motivo del successo delle parafarmacie, ma sarebbe comunque un sistema più liberale di quello che qualcuno della maggioranza stà disegnando a danno di chi ha investito soldi e professionalità nelle liberalizzazioni.
    Però in questo paese corporativo comandano le lobbies più della capacità di governare realmente il paese come dovrebbe fare un qualsiasi governo e ancor di più uno che si richiama a concetti di liberalismo come quello di PDL-Lega.
    Un difetto di fondo del centro-destra, ma anche dall’ IDV di Di Pietro, che prima è favore delle liberalizzazioni ( ddl Lannutti ddl n° 950 ora ritirato: fascia C alle parafarmacie) ora si è convertito al corporativismo più sfrenato (perchè?) dato che senatori dell IDV come Astore ed altri. hanno presentato un ddl (n. 1627) di riforma del setttore che praticamente “strozza” le parafarmacie ed è identico al famoso DDL Tomassini/Gasparri del PDL.

    Tali ddl ,falsamente liberisti ma corporartivi nei fatti , prevedono sostanzialmente che sia consentita la vendita solo di una piccola listina di OTC senza farmacista. In sostanza si crea un meccanismo quello delle “confezioni con dose massima giornaliera” un fumoso ma efficace artificio per per dire che si mantiene una parvenza di liberalizzazioni ma che nei fatti riotterranno il monopolio totale di tutti i faramci senza ricetta, vediamo in pratica cosa accdrebbe domani se il ddl fosse approvato, faccio degli esempi pratici:
    a) Esempio ibuprofene (antidolorifico) dose max giornaliera 1800 mg, numero max di cpr da 200 mg per confezione permessa 9 cpr confezioni attuali normalmente in commercio12 cpr = prodotto non vendibile o vendibile solo in farmacia, per medicinali da banco che contengono 400 mg di ibuprofene il numero max di cpr da 400 mg permesse sarebbe 4,5 cpr e qundi anche la confezione più piccola ora in commercio ( 6 cpr) non sarebbe vendibile nelle parafarmacie.
    b) Esempio naprossene (dolori articolari) dose max giornaliera 1000 mg ; numero max di cpr da 200 mg per confezione permessa con il meccanismo previsto: 5 cpr confezioni normalmente in commercio 12 cpr = non vendibile in parafarmaciac)
    c) Esempio paracetamolo(antifebbre) dose max giornaliera 2600 mg ; numero max di cpr da 500 mg per confezione permessa: 5 cpr attuali confezioni più diffuse in commercio da 10 cpr = non vendibile fuori dalle farmacie.
    E questo anche se nelle parafarmacie è ora giustamente presente al banco, per obbligo di legge, un farmacista.
    Che il meccanismo sia al solo servizio di alcune lobbies e fuori dalla realtà della filiera distributiva/produttiva del farmaco, è confermato anche a livello industriale. Infatti produrre le “confezioni ad hoc” da 9 o da 5 unità posologiche è antieconomico per le aziende, saranno necessarie linee produttive dedicate che prevedono investimenti per mercati limitati quindi sanno pochissime le aziende che produrranno confezioni OTC starter. Chi ci proverà sarà costretto a scaricare i costi sostenuti sui cittadini che pagheranno , a parità di unità posologiche, un costo maggiore per medicinali che fino ad oggi, grazie alla aumentata concorrenza acquistano a 15-20 % in meno rispetto al periodo pre-Bersani. L’operazione strozzamento delle parafarmacie e dei risparmi dei cittadini sarebbe quindi realizzata.
    Qundi……ecco quello che i pro-farmacie hanno in mente…..l’eliminazione della concorrenza anche debole e flebile delle parafarmacie ( hanno solo il 8% del mercato OTC-SOP che è a sua valta il 10 % di tutti i medicinali) .
    Il discorso di oggi sull’insegna “parafarmacia” e croce è solo il colpo finale di una guerra che alcuni nel mercato garantito dalle ricette( le farmacie) fanno contro chi ci si affaccia ora ( le parafarmacie) econ la benedizione del centrodestra a parole “pro-liberalizzazioni”.
    Infine se diamo la croce verse in esclusiva alle farmacie la togliamo a tutte le “misericordie” d’Italia? E qui siamo nel ridicolo a cui sono costretti i monopolisti del farmaco in Italia……..e mi fermo qui …..
    cordiali saluti

    p.s. propongo di organizzare un liberalizzazione day e di invitare anche Bersani comunista ma forse unico a favore delle liberalizzazioni in Italia……( scherzo ovviamente!)

    dott. Leonardo Marchitto
    Direttivo FEF-parafarmacie

  2. Come al solito in italia si predilige stare al fianco delle loggie,io vorrei saper che confusione ci possa essere tra para e farmacia,io sono titolare di una parafarmacia in provincia di cosenza in calabria e fin ad adesso non mi è capitato nessun cliente che fosse entrato nella mia attività con ricetta rossa o bianca.E poi dicono che la legge non ammette ignoranza …alla faccia della cultura. Giaà noi parafarmacisti dobbiamo affrontare ogni giorno la sporca guerra fatta dai signori se così si possono definire di federfarma….che minacciano i distributori ed i rappresantanti farmaceutici ed obbligano i dipendenti di framacia assunti con contratti partime a non poter lavorare in parafarmacia…e poi i nostri cari farmacisti che sotto i banconi nascondono i ricettari dei medici,o conservano i talloncini dei farmaci ceduti anche quelli con obbligo di ricetta….e propio loro i farmacisti vengono a parlare di confusione quando qui in calabria sono tutto tranne che confusi essendo la prima regione con la maggior spesa sanitaria….oppure vengono toccati interessi privati tra farmacisti asp regioni….nella speranza che qualche inchiesta della guardia di finanza sveli questi sporchi giochi di cui noi onesti cittadini lavoratori siamo veramente stanchi di cercare soluzioni per tirare avanti…e lavorare in santa pace

  3. Alberto Mingardi

    Grazie per i vostri commenti. Credo sarebbe utile ed importante che, al di la’ delle varie vostre associazioni, riusciste a fare uscire questo messaggio sulla stampa. Magari cominciando a sensibilizzare i clienti, diffondendo materiale, coinvolgendo altri nella lotta. L’idea di un Liberalization Day, per inciso, non e’ male: ma bisogna stare attenti a non farne un evento strumentale alla ascesa di Bersani nel PD.

  4. NOCCHIERO

    In tutto il mondo,e sottolineo in tutto il mondo,non esiste “monstrum” simile alla parafarmacia.O si vendono farmaci,in determinate liste, senza farmacista e quindi più convenienti al cittadino per distribuzione e prezzo e senza moria di acquirenti o esiste solo la farmacia il cui numero rispetto agli abitanti può variare.Dopo qualche anno il decreto Bersani si è rivelato per quello che è, o meglio per chi lo vuol vedere e sa leggere i numeri per quel che sono.Infatti i numeri dicono che i prezzi sono “leggermente dimunuiti” 2 o 3 euro a cittadino di risparmio, i farmacisti rimangono i professionisti piu’ impiegati 3 anni dopo la laurea, come prima quindi. Inoltre la Coop aveva promesso centinaia di aperture di corner in piu’ rispetto agli attuali, aveva promesso decine di farmaci a marchio e sono solo due sono ora in commercio.Non dimentichiamoci di chi oggi sta fatturando media nazionale 500 o 600 euro al mese di OTC piu’ SOP, quindi per i piu’ un disastro.Ma quale unico successo del governo Prodi, ma sapete leggere i numeri?Leggetevi Falce e Carello e poi ne riparliamo!)(indirizzo E-Mail non diffuso)

  5. Antonello Meloni

    Il problema è ormai più che noto a tutti. Se faccio mente locale riesco a ricordare svariate occasioni nelle quali, anche attraverso le tv, il nostro problema è salito agli albori della cronaca. Tuttavia, nonostante la notorietà che la faccenda ha acquistato, la nostra logica facilmente condivisibile continua a sbattere contro lo zoccolo duro dell’immobilismo italiano, concepito in maniera tale che nella paura che il “nuovo che avanza” possa dare problemi, ci si tiene il “vecchio” che anche se va male..almeno lo si conosce…siamo in Italia daltronde. Mi preoccupa però che il modus agendi muti da corporativista immobilista a sterminatore spietato del più debole. Il potente lungimirante è colui che sa recidere le piante che germogliano piuttosto che aspettare di trovarsi di fronte ad una foresta. Ormai non si usa più la scure, si usa il dietrologico sistema fintoperbenista di chi professa uno spirito liberale perfino quando controriforma e la sbandierata campagna di preservazione della figura del farmaco come bene gestibile solo da pochi eletti così che la canalizzazione dello stesso sia più sicura. Quella degli otc e sop in versione starter ha lo stesso significato che nel poker avrebbe rinunciare ad una coppia di assi per cercare di pescare la scala reale. Per mettere da parte le similitudini cedere una parte non trascurabile del proprio fatturato rinunciando a sop e otc con obbligo del farmacista pur di delegittiamre la concorrenza di noi colleghi poveri, attaccati ad un filo, quello che prima nel 2006, all’atto della lenzuolata, era una cima alla quale federfarma si era aggrappata con tutte le sue forze. Quando si dice coerenza….scusate lo sfogo, Dott. Antonello Meloni

  6. è ovvio…..che la cosa non deve essere a servizio di una lotta politica che riguarda il PD come qualsiasi altro partito….

    Però in questo senso bisogna essere americani nel senso positivo e cioè ” se c’è una buona idea da qualsiasi parte venga è ben accetta viene da Bersani, per me va bene ,viene da Scajola o Della Vedova tanto meglio…….qui va elevato il tasso di libera impresa nel nostro paese che è a livelli di paese non socialista ma medioevale le caste , le lobbies vengono coccolate dai politici che pensano a galleggiare e non a governare.
    E’ questo il senso di quello che ho proposto un “Liberalization day” in autunno mettiamo in concorrenza i politici su questo tema che viene quotidianamente sepolto dal lavoro fumoso dei decretoni e delle commissioni tra cavilli e lacciuoli…infatti un pò ci si vergogna di questi soprusi………
    Due ultime cose: per il liberalizzation day

    1)la proposta di una legge annuale sulle libertà economiche ( tipo legge europea) è la prima cosa da proporre per il liberalizzation day come pure
    2)una moratoria dei provvedimenti che tendono a restringere la portata delle “lenzuolate”
    3) le liberalizzazioni non sono le deregulation sfrenate ma sono regole che garantiscono le libertà economiche al di la dei soprusi di chi èp già sul mercato ed impedisce agli altri di entare con i lamosi lacci e lacciuoli che non hanno senso..

    p.s. se si pensa di organizzare il liberalizzation day io sono disponibile a qualsiasi comitato promotore fatemi sapere parafarmacianews@alice.it

    dott. Leonardo Marchitto
    direttivo FEF-parafarmacie

    @Alberto Mingardi

  7. mi scusi ma io ho scritto delle argomentazioni con dei dati per dimostrare di fatto che l’idea malsana della listina è una presa per il c… finto-liberale per far pagare di fatto di più i medicinali alla gente infatti il con la listina delle confezioni starter ( antieconomiche anche per chi produce e quindi non fattibili) il costo per unità posologica sale dato che la gente spende molto per il packaging ma ha poco medicinale.
    Lei dovrebbe sapere che per i faramci OTC il costo maggiore è quello del packaging e della manodopera ( e confezioni minuscole non fanno altro che aumentare questo) il principio attivo , dato che sono faramci collaudati costa relativamente poco…..quindi di che si parla?
    La listina è un grosso inganno e forse non sa che gli stessi produttori di farmaci da banco non la vogliono anzi al contrario per loro la garanzia del farmacista sul punto vendita è sicurezza ( vedi note ANIFA) che il loro brand sarà difeso da un uso scorretto del farmaco che per un’industria farmacutica che investe sui marchi è la peggior cosa che possa accadere
    @NOCCHIERO

  8. NOCCHIERO

    Che la confezione starter sia antiecomonmica lo si deve lasciar dire ai diretti interessati cioè i produttori.Dico questo,perchè loro hanno già risposto alle fantasie di qualcuno producendo moment da 6 cpr. o mementac sempre da 6 cpr.Dove la singola cpr costa di più della corrispondente della conf. da 12 o 24, ma al cittadino consumatore che ha un mal di testa occasionale e che quindi farebbe scadre la conf.,conviene asssolutamente la prima soluzione.Considerando anche la maggior facilità d’accesso al farmaco e quindi risparmio in benzina e tempo!

  9. @NOCCHIERO

    Ma sono proprio i produttori a dire che la confezione starter è antieconomica e che pochissimi la produrranno!
    Guardi il sito dell’ANIFA , potrà trovare documenti ufficiali che indicano inoltre che l’ANIFA ( cioè i produttori di medicinali da banco) vogliono al banco il farmacista!
    Sono terrorizzati dall’assenza del farmacista al banco dato che un non corretto uso del farmaco stesso si riverserebbe negativamente sui loro marchi (che costano molto in pubblicità).

    Un centro-destra moderno ed europeo come pure un opposizione moderna( parlo dell’IDV dato che il PD è assente) quando pretende di fare regole che governano un settore delicato come quello della salute dovrebbero pensare alla corretta dispensazione ( cioè la presenza del farmacista che fa automedicazione) ma anche al risvolto economico /industriale….deve calarsi anche nei panni dei produttori, dei professionisti e dei clienti ( che pagheranno di + quello che oggi hanno al 15-20% in meno e con molta meno scelta) e non essere etero-diretto da una lobbies/casta quella dei proprietari di farmacia che vuole difendere i propri privilegi.
    Non vuole portare le proprie ragioni anche giuste in alcuni casi ed insieme ad altri governare in modo moderno il sistema della dispensazione del farmaco in Italia.No si pretende di distruggere semplicemente la concorrenza….per legge…..se non è comunismo questo…….
    dott. Leonardo Marchitto
    FEF-parafarmacie

  10. Antonello Meloni

    Francamente penso che una legge fintoliberista come la Tomassini-Gasparri, mal condivisa perfino da chi a detta loro dovrebbe beneficiarne, meriti una sentenza inappellabile. Ammettano tali signori che la loro manovra è tesa al protezionismo delle lobbies. L’ Italia è una nazione immobilista, dove lo stato coccola le corporazioni e le corporazioni coccolano lo stato. Il problema è che in questo turbinio di effusioni a subire le conseguenze maggiori siamo noi. Pensare che in questo gioco a cui il binomio federfarma-PDL sta giocando la figura dei conservatori la stiamo facendo noi farmacisti di parafarmacia, rei di rivendicare la dispensazione dei farmaci da banco unicamente sotto la nostra supervisione. Ormai a detta loro il sistema va liberalizzato. In effetti è solo una questione di terminologia; bisogna vedere quale collaterale significato ascrivono costoro alla parola liberalizzazione. Per quanto mi riguarda liberalizzare significa creare pari opportunità nell’usufrutto delle possibilità umane e sociali dei cittadini. In parole povere si devono dare pari garanzie, possibilità e diritti a tutti i membri di una categoria, e non riservare trattamenti di favore a alcuni piuttosto che ad altri….allo stato attuale pare di vivere in una famiglia dove si fanno figli e figliastri.

  11. marco

    Volevo semplicemente complimentarmi per il suo articolo, purtroppo la sua proposta è troppo intelligente e giusta perchè venga accolta in un paese in mano alle lobbi e dove non esiste il merito.

  12. NOCCHIERO

    La vera liberalizzazione sarebbe stata aprire 3000 farmacie,e così tutti erano uguali e i cittadini non devono sapere la differenzatra sop e otc ( unici al mondo ),ma questo non serviva alla coop che ha raccolto le firme. La Legge Tommasini-Gasparri non è fintoliberista ma è quello che succede nel MONDO! Semmai è la Bersani che ha creato due caregorie di farmacisti,una legge ad personam!E comunque studiatevi Cavour il quale diceva : ” BISOGNA SOLO ASPETTARE CHE I RIVOLUZIONARI DIVENTINO REAZIONARI ” La differenza tra la “vera” liberalizzazione e quella “fintoliberista” è tutta qui.

Leave a Reply