29
Mag
2009

Abolizione delle Province. La conferenza di Torino

Non ce l’hanno fatta. E’ più forte di loro. I candidati alla Presidenza della Provincia di Torino Porchietto, Saitta e Vietti hanno giocato di sponda, tutti quanti. Nessuno è riuscito a spiegare per quale ragione un ente intermedio di questa natura debba essere mantenuto in vita. La risposta non è arrivata dal Presidente in carica, Antonio Saitta, che  dall’alto dei suoi ben quindici assessorati, si è limitato a pronunciare parole vuote sul compito di “razionalizzazione” delle competenze; senza rendersi conto che la confusione del quadro normativo è vieppiù accresciuta laddove si siano dotate le Province di nuove e mirabolanti funzioni. L’esempio della pianificazione urbanistica- si veda il mio precedente post sul tema– è palmare. Non vi è però riuscita nemmeno l’aspirante Presidente Porchietto, che ha vagheggiato di competizione tra enti locali ed eliminazione degli sprechi, quando ad aver deviato da uno scenario simile è stato proprio il suo partito con l’approvazione di una riforma del federalismo fiscale che non ha affatto aiutato a districare il guazzabuglio legislativo sul tema. Michele Vietti, invece, aveva sin dall’inizio la strada spianata. Se è vero che l’UdC è l’unico partito ancora fermamente convinto della necessità di tagliare questo ramo secco del sistema istituzionale, è d’altra parte altrettanto vero che le sue posizioni rimangono ad oggi puro wishful thinking. Candidarsi alla Presidenza di un ente del quale si vorrebbe essere “liquidatori” è poco credibile. Il professor Ricolfi, per bilanciare l’arringa iniziale di Silvio Boccalatte, fellow IBL e autore del libro in discussione, ha dovuto smorzare i toni, traducendo il suo intervento in uno sterile richiamo ad occuparsi non soltanto di un ridimensionamento del numero delle province, ma anche e soprattutto degli sprechi della P.A. Ora, va tutto bene. E di norma quando leggiamo gli editoriali del professor Ricolfi ci troviamo in perfetta sintonia. Ma il tema della serata era quello dell’abolizione delle province. Limitarsi a dire, come ha fatto il sociologo torinese spalleggiato dal Presidente Saitta, che bisognerebbe individuare criteri per eliminare le province più piccole o quelle di nuovo conio (Ogliastra sì e Rovigo no? Per quale ragione? Dubito che gli amministratori locali assisterebbero in disparte a questa geometrica quanto arbitraria rimodulazione) e che il panorama delle Province è comunque estremamente sfaccettato al suo interno (ve ne sono alcune molto efficienti ed altre molto meno); ebbene ragionare così, ci fa perdere di vista il punto nodale della questione, ovvero: è utile un ente creato non per delle esigenze manifestatesi a livello locale, ma per un’imposizione centralista? E’ cioè utile un ente una volta creato il quale è necessario scervellarsi su quali competenze affidargli? Io credo di no. Ecco perché il paragone di Ricolfi con i distretti di Corti di appello è poco azzeccato. Qui non è in discussione la maggiore o minore efficienza di quella o di quell’altra Provincia, ma dell’ente in quanto tale. In ultimo, una provocazione: Vietti sostiene che invitare all’astensione alle provinciali non faccia un buon servizio alla causa dell’abolizione delle Province. Percepisco una contraddizione logica: qual è allora la soluzione? Fare campagna elettorale per andare a guidare un ente che si dice di voler abolire? Forse l’onorevole Vietti- e si sarebbe di certo attirato molti più battimano- avrebbe dovuto dimostrare quella coerenza la cui mancanza ha rimproverato ai suoi avversari, un tempo grandi sponsor dell’eliminazione delle Province ed oggi soltanto timidi riformatori; ossia, quella di non candidarsi affatto.

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8 Responses

  1. Gentile signor Giovanni Boggero,
    mi permetto di segnalarle una correzione: l’Udc non e’ l’unico partito convinto dell’abolizione delle province. Questa proposta e’ appoggiata anche dai Radicali Italiani Lista Emma Bonino.

    Cordiali saluti,

    — Davide

  2. @Giovanni Boggero
    Grazie per la risposta.
    Sono pero’ d’accordo con lei solo a meta’: da una parte e’ vero che i Radicali ultimamente non hanno scelto come priorita’ la campagna per l’abolizione delle province, soprattutto per l’impegno richiesto ultimamente dalle elezioni europee e dalla campagna per l’Anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati, oltre alla storica decisione di Marco Pannella ed Emma Bonino di non presentare liste Radicali alle elezioni amministrative (verso le quali essi hanno sempre dedicato “scarsa” attenzione).

    D’altra pero’ (a costo di riproporre il solito cliche’ della Lista Emma Bonino espulsa da tutti i mezzi d’informazione di regime, ed il solito “vittimismo” radicale) credo che la scarsa conoscenza generale dell’impegno dei Radicali per l’abolizione delle province sia dovuto proprio dalla persecuzione decisa e protratta dai mass media “ufficiali” verso di essi e verso tutti i soggetti e le associazioni legate al Partito Radicale negli ultimi 30 anni.

    Per dimostrarglielo le segnalo questo interessante convegno sul tema dell’abolizione delle province organizzato dai Radicali Italiani qualche mese fa (ovviamente ignorato da tutti i mezzi d’informazione):

    http://www.radicali.it/appello_province/form.php

    Sentiti ringraziamenti,

    — Davide

  3. @dave
    Gentile Davide,
    è senz’altro lodevole da parte di un movimento come quello dei Radicali italiani promuovere incontri di questo tipo, ancorché ignorati dai media, per approfondire un tema sul quale ci si accapiglia tanto. In realtà mi consenta di essere molto scettico sulla reale intenzione del suo partito di promuovere effettivamente l’abolizione dell’ente provincia. La “storica decisione” cui Lei accenna si è miseramente infranta in questi giorni, con le dichiarazioni riportate da diversi organi di stampa, secondo le quali Igor Boni, candidato nelle liste del PD al consiglio provinciale, ambirebbe ad una poltrona nella giunta provinciale del presidente Saitta. Inoltre in via ufficiale i radicali hanno già confermato il loro appoggio per il presidente in carica. Come al solito, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare…

  4. @Giovanni Boggero
    Cordiale Giovanni Boggero,
    mi permetto d’invitarla ad approfondire meglio alcune tematiche prima di “mietere” giudizi affrettati: la candidatura d’Igor Boni alle provinciali di Torino e’ iniziativa dell’Associazione Radicale Aglietta di Torino, non del movimento Radicali Italiani.

    C’e’ una bella differenza tra accordi presi tra associazioni locali e decisioni del partito.
    Chi s’iscrive o aderisce al Partito Radicale non s’iscrive automaticamente all’Associazione Radicale Aglietta di Torino, e viceversa.

    La sua frase “Inoltre in via ufficiale i radicali hanno già confermato il loro appoggio per il presidente in carica” e’ assolutamente errata e fuorviante.
    Avrebbe dovuto scrivere:
    “L’Associazione Radicale Aglietta di Torino ha già confermato il suo appoggio per il presidente in carica”.

    In poche parole, se il signor Igor Boni, candidato nel PD alla provincia di Torino, e’ anche un iscritto al Partito Radicale, questo non significa assolutamente che le sue decisioni corrispondano a quelle del Partito Radicale.

    Spero d’aver chiarito, cordiali saluti

    — Davide

  5. Caro Davide,

    mi permetta. Lasciamo da parte i sofismi. L’Associazione Adelaide Aglietta non è qualcosa di altro dai Radicali italiani. Vogliamo dire che è una costola, che è una corrente, una porzione? Va bene, diciamolo pure. Una parte dei Radicali italiani ha fatto campagna elettorale per le elezioni provinciali, senza se e senza ma. Lo stesso Silvio Viale questa mattina, ai microfoni della Stampa, ha detto che i radicali vogliono un assessore, perchè i loro voti non sono scontati. Se questa è la svolta storica…

  6. @Giovanni Boggero
    E’ sicuramente vero che una parte d’iscritti ai Radicali Italiani ha sostenuto il candidato PD Igor Boni alle elezioni provinciali di Torino, ma da qui a parlare di “decisione miseramente infranta” ce ne vuole…

    Non mi risulta fosse presente il simbolo della Lista Emma Bonino alle scorse elezioni amministrative.

    Ad ogni modo, ognuno puo’ vederla come vuole. Solo una richiesta per il futuro: nel caso volesse in altre occasioni future commentare le decisioni e le campagne del Partito Radicale, e’ invitato a prendere come “ufficiali” solo le comunicazioni date dalla dirigenza del movimento, attraverso il sito web http://www.radicali.it o http://www.lucacoscioni.it o http://www.radicalparty.org , in modo da non creare confusione nei lettori.

    Grazie ancora e arrivederci

    — Davide

  7. @dave
    Ognuno la vede come vuole. Se lei crede che i radicali siano sommamente interessati all’abolizione delle province è libero di farlo. A me pare, come nel caso dell’Udc, niente di più che retorica da campagna elettorale. A presto, gb

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