17
Mag
2009

Unione Europea, gli slot e la scusa della crisi

Il trasporto aereo mondiale, molto legato all’andamento economico generale, sta conoscendo una crisi molto profonda. I dati sono chiari ed evidenziano tassi di decrescita nell’ordine  10 per cento annuo negli ultimi mesi per molte compagnie aeree e per gran parte degli aeroporti.

In questo clima di crisi generale, la Commissione Europea, ed in particolare la Direzione Generale Trasporti ed Energia, guidata dal Commissario Antonio Tajani, ha pensato bene di rispondere con quella che è definita impropriamente un’azione anticrisi.

Tale azione solamente a parole è una misura anticrisi ed in realtà si rivela essere come una azione che va contro l’interesse dei viaggiatori europei.

L’11 Marzo scorso la DGTREN ha proposto una modifica al regolamento 95/93, relativo agli slot e il 7 maggio scorso, il Parlamento Europeo ha approvato tale decisione con una maggioranza schiacciante, con soli 20 voti contrari e 8 astenuti.

L’assegnazione di tali diritti si basa sul principio del grandfather’s right; ogni compagnia aerea che utilizza nella stagione IATA precedente uno slot, ha il diritto di mantenerlo se questo viene utilizzato almeno per l’80 per cento del tempo. Nel caso non dovessero essere utilizzati, gli slot dovrebbero essere lasciati liberi e sarebbero riassegnati al 50 per cento alle compagnie già operanti in un aeroporto e al 50 per cento a nuovi operatori.

Gli slot dunque non hanno mercato e questo provoca delle enorme inefficienze; se ad esempio una compagnia aerea con i mezzi necessari volesse investire su un aeroporto congestionato non ha praticamente alcun modo per potere effettuare il servizio aereo.

Quale era l’unica modalità per entrare in un aeroporto congestionato?

L’unica possibilità per una compagnia era quella che qualche altro operatore in crisi non utilizzasse gli slot e subentrandogli, posizionasse i propri aerei sullo scalo. La compagnia più debole avrebbe dovuto lasciare il posto a quella con maggiori capacità, ma solo in questo modo si sarebbe potuto continuare a sfruttare la capacità di un aeroporto senza lasciare liberi slot preziosi.

Quale è stata la misura “anticrisi” dell’Unione Europea?

Il Parlamento, approvando la proposta della DGTREN, ha congelato gli slot, vale a dire che ha sospeso per la prossima stagione estiva il principio dell’80 per cento del grandfather’s right.

Le compagnie non sono più obbligate ad utilizzare gli slot, perché nella prossima stagione li manterranno comunque.

Il cosiddetto “congelamento degli slot” di fatto impedisce alle compagnie più efficienti di prendere il posto delle compagnie più inefficienti, lasciando di fatto svuotare gli aeroporti.

Come una tale misura può essere definita “anticrisi”? Una tale decisione, avversata infatti dagli operatori più dinamici, le compagnie low cost ed in particolare Easyjet e Ryanair, e dagli aeroporti di fatto blocca quel poco di simil-mercato che esisteva nel settore degli slot.

Tutti gli aeroporti soffriranno di un tale decisione ed in particolar modo quelli maggiormente congestionati; tra questi sicuramente vi è la presenza di Milano Linate.

La modifica al regolamento è ancora più grave perché è inserita la possibilità di congelare gli slot anche per la prossima stagione invernale; in questo modo non ci potrebbe essere sostituzione tra le compagnie fino al marzo 2011, provocando di fatto un blocco del mercato aereo per circa 2 anni.

La posizione in seno alla Commissione Europea è così granitica come quella riscontratasi nel Parlamento Europeo?

Il Commissario alla Concorrenza Neelie Kroes ha chiesto ad Assoclearence, l’associazione che in Italia gestisce gli slot di controllare se effettivamente gli slot vengono utilizzati dalle compagnie aeree. C’è il forte sospetto che alcuni operatori, in particolare quello dominante sul mercato domestico, senza dichiararlo, non stia utilizzando gli slot e di fatto li stia occupando senza alcun diritto.

Certo questa presa di posizione del Commissario solo nei confronti della nuova Alitalia sembra indicare che all’interno della Commissione non ci sia una convergenza totale sul tema; tuttavia sembra che il Commissario Kroes con la sua azione stia cercando di tappare la falla di una diga con un dito.

Chiedere chiarimenti circa il reale utilizzo degli slot in Italia era sicuramente un’azione da intraprendere, ma di fronte al fatto che questi slot, grazie al congelamento votato dal Parlamento Europeo, non potranno essere riassegnati rende bene l’idea di quanto sia una richiesta poco efficace.

La misura anticrisi, come spesso è capitato negli ultimi mesi, si rivela essere una misura anti-mercato. Dietro la scusa della crisi, c’è la paura dei vettori tradizionali della concorrenza degli operatori low cost, che sono gli unici che continuano a crescere in un mercato molto difficile come quello aereo.

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