4
Mag
2009

Exit strategy: Antitrust batte Consob ma…

A proposito di quanto scritto in precedenza da Giannino, sulla temporaneità necessaria degli interventi straordinari giustificati dalla crisi economica, l’Antitrust ha appena battuto un buon colpo. Si tratta delle misure a potenziamento del controllo delle società quotate introdotte dal decreto legge numero 5 del 2009, in esame di conversione. Con un’apposita decisione comunicata al Parlamento, l’Antitrust ha preso in esame l’innalzamento dal 3 al 5% dell’ulteriore tetto azionario acquisibile senza obbligo di Opa da chi già detiene quote superiori al 30%, nonché l’aumento dal 10 al 20% del tetto di buyback. Per l’Antitrust, si tratta di misure restrittive del market for corporate control tali da ingenerare il rischio di un vero e proprio congelamento degli assetti attuali, dunque il legislatore deve disporre, all’atto della loro assunzione, espliciti limiti temporali di vigenza, al fine di restituire al mercato la sua fluidità ordinaria non appena cessata la dichiarata emergenza. Si tratta di una lezioncina che l’Autorità guidata da Catricalà alla Consob prima ancora che alla politica, poiché in realtà le misure restrittive erano state indicate da Cardia prima ancora che governo e maggioranza le facessero proprie. In materia di buyback fa del resto testo quanto dichiarato da Warren Buffet due giorni fa. “Credo che una sola volta nell’arco di tanti anni”, ha detto, “seri numeri alla mano il titolo Berkshire meritasse davvero di essere considerato a un fair value superiore a quello giudicato dal mercato. Mentre vale sempre, che i buyback non sono praticamente mai nell’interesse degli azionisti non di controllo”. Ottima decisione, dunque. Peccato che analogamente l’Antitrust avrebbe dovuto comportarsi, in materia di restrizioni alla concorrenza per esempio in materia di traffico aereo quando venne varato il decreto Alitalia, in base al quale avvenne poi la cessione a Cai… Ma meglio tardi che mai, come si suol dire.

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