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Che pensate dell’aumento al 26% della tassazione sul risparmio? La sinistra considera questa misura il bollo di qualità della manovra-Renzi, come un primo passo per riequilibrare il gap di tassazione a sfavore del lavoro e a favore del capitale. ma il riequilibrio andrebbe fatto verso il basso tagliando l’IRAP, non alzando verso l’alto le tasse sul risparmio. In ogni caso vi dico come la penso io: se ci sono liberali in parlamento, ma vorrei dire basta che siano persone di buon senso comunque la pensino, allora dicano un NO chiaro e forte all’ aliquota 26% ammazza-risparmio.

NO al 26% ammazza-risparmio perché è una nuova patrimoniale che si somma a patrimoniale salita a 0,2% quest’anno su conto-titoli.

NO al 26% ammazza-risparmio perché azzanna solo piccoli risparmiatori mentre salva i “lordisti”, cioè banche e intermediari finanziari, e soci qualificati delle imprese (chi detiene almeno 5% del capitale di una quotata, e 20% di ogni società): entrambi (i secondi per il 49%) portano le rendite da capitale in dichiarazione sui redditi, cioè a tassazione progressiva se persone fisiche o ad aliquota flat IRES su reddito d’impresa.

No al 26% ammazza-risparmio perché come tutte le patrimoniali è regressiva, mentre in Germania chi ha meno reddito – entro l’aliquota 25% di tassazioen su reddito personale – porta le rendite da capitale  in Irpef, con franchigia esentasse di 8100 euro  e pagando sul resto bassa aliquota progressiva.

NO al 26% ammazza-risparmio perché è bastata la TobinTax all’italiana ad abbattere del -20% i volumi di trading in Italia,  mentre grandi paesi Ue NON l’hanno adottata.

NO al 26% ammazza-risparmio perché i 2,5 bn di gettito atteso innanzitutto sono sovrastimati, e comunque molti di + si devono ricavare da tagli alla spesa.

No al 26% ammazza-risparmio infine perché è intollerabile che lo Stato tassi al 12,5% il risparmio diretto ai suoi titoli e a poste pubblica, mentre ammazza tutto il resto: è pura espressione della sete di Stato a suo vantaggio, e questa è pura e brutale REPRESSIONE FISCALE .

Mi riconosco, tanto per chiarire, parola per parola in questa citazione da Free to Choose, di Milton e Rose Friedman:

“When the law interferes with people’s pursuit of their own values, they will try to find a way around. They will evade the law, they will break the law, or they will leave the country. Few of us believe in a moral code that justifies forcing people to give up much of what they produce to finance payments to persons they do not know for purposes they may not approve of. When the law contradicts what most people regard as moral and proper, they will break the law–whether the law is enacted in the name of a noble ideal such as equality or in the naked interest of one group at the expense of another. Only fear of punishment, not a sense of justice and morality, will lead people to obey the law. “

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10 Responses to “Tutte le ragioni del NO, no e poi no al 26% sul risparmio”

  1. Mike_M,

    Non se ne può più di questi tassassini. Quanto è troppo è troppo. Meglio il default.

  2. Gianfranco,

    le rendite finanziarie (tutte) come le rendite patrimoniali dovrebbero a mio parere entrare semplicemente nel reddito totale ed essere tassate SOLO con IRPEF.

  3. adriano,

    Le tasse sono l’unica risorsa certa e ripetibile.I famosi e fumosi tagli no,fino a prova contraria.Inutile lamentarsi,meglio cominciare ad immaginare cosa accadrà quando il nostro eroe dopo aver elargito ai sudditi plaudenti la regalia da dieci miliardi per non essere un buffone, fingerà di meravigliarsi non trovando le coperture.Indovina chi verrà a cena.Per pagare ,naturalmente.

  4. over-the-counter,

    Posto che tutti vorremmo meno tasse e che tutte le tasse sono odiose, ci sono tasse peggiori di altre, in generale o in particolari fasi economiche.
    Una tassa sul rendimento del risparmio investito non è una patrimoniale perchè non tassa il valore investito ma il suo “reddito” (se c’è): è una imposta sostitutiva dell’IRPEF. Perchè dovrebbe avere aliquota più bassa (l’attuale 20%) dello scaglione IRPEF minimo (ora al 23%)? Gli ultimi due scaglioni IRPEF sono a 23 e 27%, quindi l’aumento ipotizzato (da 20 a 26%) comporta per la maggior parte dei risparmiatori una tassazione simile a quella che subirebbero se le rendite finanziarie fossero direttamente assogettate all’irpef.
    Inoltre l’imposizione sulle rendite finanziarie viene alzata per trovare risorse per la riduzione dell’IRAP, imposta molto più distorsiva e dannosa per l’economia (che andrebbe del tutto eliminata).

    La questione dell’ammazza-risparmio: in questa fase si capisce che il governo cerchi di favorire i consumi sui risparmi, data la debolezza della domanda e il pesante output gap. E’ anche comprensibile che non tocchi la tassazione sui titoli di stato: sarebbe una partita di giro per le nuove emissioni, e una violazione delle condizioni a cui il debito è stato emesso per le vecchie emissioni. In un contesto di imposte sostitutive, i titoli di stato potrebbero benissimo essere del tutto tax free. Del resto, proprio la concorrenza dei titoli di stato fa supporre che gli istituti finanziari saranno economicamente incisi dall’aumento più dei risparmiatori, dato che per piazzare i loro strumenti in concorrenza col debito pubblico dovranno renderli più appetibili ai clienti.

  5. Sc,

    Il problema e la patrimoniale che per tassi bassi diventa enorme ed e decisamente regressiva.

  6. Mile,

    basterebbe tassare solo le rendite finanziarie sopra i 200 milaeuro. E come mai il buon Renzi non tassa i Bot che sono in mano quasi tutti alle banche?

  7. Sc,

    Non serve tassare i bot perché è una partita di giro ed è anche pericolosa.

  8. gabriella,

    non capisco come mai tanto scalpore per la tassazione sul reddito sui titoli al 26% mentre non c’è nessuno scandalo sulle rendite immobiliari che raggiungono il 65%.

  9. giuseppe,

    @ gabriella

    Infatti. E per colmo della misura Monti ha ridotto dal 15% al 5% la detrazione per la manutenzione degli immobili.
    Come se la manutenzione fosse un’invenzione del Locatore, e non qualcosa di reale, che costa anche molto di più.
    Non capisco poi a che tipo di Liberali interess così tantoi la tassazione dei titoli.
    Non certo agli imprenditori, che i soldi in banca generalmete li chiedono.
    E’ l’ultimo dei problemi. Se non ti va bene prendi i soldi e li sposti. A meno che non sia una misura retroattiva.

  10. Oscar Giannino,

    e chi l’ha detto, scusa gabriella? Qui sul blog trovi decine di post su TUTTI gli aumenti d’imposta di questi anni: siamo l’unico paese ad aver aumentato INSIEME imposte dirette con addizionali locali, indirette con IVA e accise, e patrimoniali con casa e titoli e conti bancari….Stato prende dovunque e mette tutti contro tutti, è questo l’errore che commettiamo come contribuenti, dovremmo semplicemente rifiutare di farci dividere tra dipendenti e autonomi, chi ha mattone e chi titoli…è lo Stato che ha torto, non noi che lo sfamiamo ad averne di più o di meno

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