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Il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, ha proposto una “agenda di governo” in otto punti per superare l’apparente stallo parlamentare e promuovere “lo sviluppo, la crescita e il cambiamento”. Questi punti sono largamente indipendenti da quanto si poteva leggere nel programma sulla base del quale il Pd ha chiesto i voti agli elettori (qui valutato dallo staff IBL), ma si giustificano in base alla necessità di fornire una base politica alle alchimie dalle quali sortirà (?) il nuovo esecutivo. Tuttavia, questi punti sono quello che serve al paese, o almeno vanno nella direzione giusta?

Da un punto di vista generale dagli otto punti mancano i grandi temi dai quali derivano le criticità che il paese sta attraversando: non c’è una visione chiara di come ridurre il debito pubblico, tagliare la spesa, alleggerire la pressione fiscale, introdurre efficienza e meritocrazia nella Pubblica Amministrazione, rompere i monopoli aprendo il mercato alla concorrenza, ecc. In breve, gli otto punti di Bersani sono ortogonali rispetto alla roadmap tracciata da Mario Draghi e Jean-Claude Trichet e sviluppata da IBL nel Manuale delle riforme. Tuttavia, questa reticenza è comprensibile: la politica è fatta di trade-off e, a quanto sembra, è impossibile coagulare una maggioranza, anche temporanea, sui “target primari”. Logica vorrebbe che ci si concentrasse su poche, grandi questioni di particolare urgenza. Purtroppo, anche in quest’ottica gli otto punti sono deludenti. Vediamoli nel dettaglio.

1. Fuori dalla gabbia dell’austerità. Il punto è scritto in politichese stretto e non è facile da decifrare. La teoria sottostante è che l’austerità sia la causa della crisi e che quindi, sebbene debito e addirittura deficit siano problemi da affrontare prima o poi (“obiettivi di medio termine”) nell’immediato servano “investimenti pubblici produttivi” e “elasticità negli obiettivi”. Cioè, in sostanza, riprendere la strada della spesa incontrollata e dei deficit galoppanti. Ci sono due questioni qui. La prima sta nei nessi logici che sono impliciti nel ragionamento: è come pretendere di curare un ubriaco col tavernello. La seconda sta nel fatto che l’Italia ha sottoscritto obblighi europei che non possono essere rivisti unilateralmente: in quale modo il Pd pensa di smacchiare il giaguaro teutonico?

2. Misure urgenti sul fronte sociale e del lavoro. Questo è, a mio avviso, il punto più comico, specie se letto in combinato disposto col primo. Vengono infatti individuati una serie di obiettivi e strumenti per fare respiro a imprese e lavoratori:

  • Pagare le imprese con titoli del debito pubblico. Cioè offrire loro, in cambio di una promessa di pagamento, una promessa di pagamento scritta su una carta differente. E peraltro, visto che “uscire dalla gabbia dell’austerità” appare una scorciatoia verso il default, tale promessa sembra scritta con inchiostro simpatico.
  • Allentamento del patto di stabilità interno. Sempre alla voce “default”.
  • Programma per la banda larga e lo sviluppo dell’Ict. Con quali soldi?
  • “Riduzione del costo del lavoro stabile per eliminare i vantaggi di costo del lavoro precario e superamento degli automatismi della legge Fornero”. Traduco: aumentare la pressione contributiva sui “precari” e creare nuova disoccupazione.
  • Salario minimo per i disoccupati. Con quali soldi?
  • Reddito minimo d’inserimento. Con quali soldi?
  • “Avvio della spending review con il sistema delle autonomie e definizione di piani di riorganizzazione di ogni Pubblica Amministrazione”. Ma non dovevamo uscire dalla gabbia dell’austerità? Oppure anche questa è una spending review da scrivere con inchiostro simpatico?
  • Riduzione e redistribuzione dell’Imu. Con quali soldi?
  • Tracciabilità fiscale, stop condoni e “rivisitazione delle procedure di Equitalia”. E vabbeh.

3. Riforma della politica e della vita pubblica. Questo punto, se non è comico, è quanto meno autoironico. Il Pd propone una serie di misure alle quali si è esplicitamente e ferocemente opposto nel passato, dall’abolizione delle province al “disboscamento” delle società pubbliche e addirittura pubblico-private fino al dimezzamento del numero dei parlamentari, la riduzione dei loro emolumenti e la revisione (seppure per la parola “abolizione” non vi sia spazio) del finanziamento pubblico ai partiti. Autoironia a parte, sono quasi tutti provvedimenti condivisibili.

4. Voltare pagina sulla giustizia e l’equità. Bersani suggerisce misure condivisibili, almeno in astratto. Curiosamente, però, nell’ambito di un punto dedicato alla giustizia non si parla di temi, senza dubbio marginali e irrilevanti, quali la durata delle cause civili e l’incertezza del diritto…

5. Legge sui conflitti d’interesse, sull’incandidabilità, l’ineleggibilità e sui doppi incarichi. Sono indeciso se commentare “alla buon’ora” oppure “fuori tempo massimo”…

6. Economia verde e sviluppo sostenibile. In quattro dei cinque punti (sgravi fiscali per efficienza energetica, programma pubblico-privato per riqualificazione dello stock edilizio esistente, piano bonifiche e smart grid) si propongono maggiori spese nell’ordine di svariati miliardi di euro all’anno. Non discuto se siano utili o desiderabili oppure no. Chiedo solo – a costo di apparire monotono – con quali soldi? Il quinto punto (“conferenza nazionale” sui rifiuti in autunno) è fantastico: un programma di emergenza nazionale che propone una conferenza!

7. Diritti. Il Pd propone di riconoscere la cittadinanza italiana sulla base dello ius soli, di regolamentare la convivenza tra persone dello stesso genere e di introdurre il reato di femminicidio.

8. Istruzione e ricerca. I primi due punti implicano maggiori spese (“potenziamento del diritto allo studio” e adeguamento degli edifici scolastici). Il terzo maggiori spese inutili (stabilizzazione dei precari). Che dire? L’assassino torna sempre sul luogo del delitto. A proposito: con quali soldi?

In sintesi, l’espressione giusta per definire questo elenco di otto “priorità” è “fumo negli occhi”. Alcuni provvedimenti sono astrattamente buoni ma difficilmente rubricabili alla voce “cose urgenti da fare” in una situazione come quella attuale di contesto del tutto emergenziale. Altri possono essere apprezzabili oppure no ma implicano maggiori spese e non vi è, al momento, alcuna indicazione né sullo sforzo di quantificare tali spese, né sulla ricerca di coperture. Quello che preoccupa è però la fuga dalla responsabilità e dal rigore che sono condizioni necessarie, ancorché non sufficienti, per evitare la bancarotta del paese.

Insomma: il ruggito del giaguaro.

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38 Responses to “Gli otto punti del Pd e il ruggito del giaguaro”

  1. LucaS,

    1) “Con quali soldi?” Bella domanda, sempre li casca l’asino!

    Gentilmente qualcuno potrebbe spiegare a Fassina e company (e pure a Grillo!) che i soldi non crescono sugli alberi?! Che lo stato non può costringere nessuno a lavorare e produrre ma soprattutto non può bloccare l’emigrazione di forza lavoro italiana all’estero, cosi come dei capitali fuori dall’Italia…. Come si fa a spiegare queste 3 semplici cose alla casalinga di Voghera che ha votato PD, PD meno L, Grillo o peggio ancora Monti? Possibile che quasi tutti gli italiani pensano che basti tagliare i cosiddetti “costi della politica” per risolvere tutto?

    2) Io mi domando come cavolo farà Mario Draghi a trovare il consenso politico per aiutare l’Italia in queste condizioni quando già adesso gli danno del “falsario di moneta”… Prima bisognava firmare un memorandum con ulteriori forti condizionalità, ora invece non siamo nemmeno disposti a rispettare gli impegni che ci siamo già assunti… I tedeschi credo stiano esaurendo definitivamente la pazienza e hanno pienamente ragione! Fossi in loro comprerei tempo per isolarsi il più possibile dai vari piigs e poi uscirei dall’euro! Esportare per esportare tanto vale farlo in paesi che possono pagarti (Cina, Russia, India ecc…) e che non devi mantenere a vita senza poter decidere niente come i piigs… Forza Germania!

  2. Francesco_P,

    LucaS :

    Gentilmente qualcuno potrebbe spiegare a Fassina e company (e pure a Grillo!) che i soldi non crescono sugli alberi?!

    Non serve spiegare al Gatto e alla Volpe che i soldi non crescono nel Campo dei miracoli. Bisogna gridarlo a quattro venti ai milioni di Pinocchio che cascano nel tranello, pur sapendo che pochi lo capiranno. Così milioni di ingenui si troveranno cornuti e mazziati ovvero “montepaschizzati” come direbbe un vecchio e cattivissimo eretico. L’Italia non è molto cambiata in 130 anni!

    Condivido il fatto che Draghi avrà delle difficoltà. Quello che temo e che i creditori esteri di fronte al crescente “rischio Italia” prendano decisioni ben più drastiche di quelle di imporre Monti. Nessuno fuori d’Italia ha voglia di vedere l’Italia fallire perché il collasso italiano scatenerebbe una reazione a catena mondiale a livello finanziario. Non idea di cosa possa succedere, ma ho delle brutte sensazioni.

  3. LucaS,

    X Francesco-P

    E’ vero che nessuno ha un interesse a vedere l’Italia fallita, almeno nell’immediato! Però bisogna anche essere onesti: queste sono perdite latenti che prima o poi emergeranno sia che ci sia un default formale sia che lo chiamino haircut…. Insomma secondo me i tedeschi devono scegliere se perdere un sacco di soldi subito o perderne molti di più nel lungo periodo ma un po per volta… ma in ogni caso la perdita non glie la toglie nessuno! Con la Grecia sono stati sufficientemente furbi da guadagnare tempo e scaricare il più possibile, facile che lo facciano anche con gli atri piigs… e non parlo solo di flussi finanziari ma anche di economia reale “legandosi” a paesi per vari motivi più solidi come BRICS, Russia, Polonia ecc.. Da noi nessuno 1 anno fa avrebbe previsto Grillo primo partito al 25%, la stessa cosa può succedere in Germania dove il sentimento anti-euro e anti-ue sta giustamente aumentando ogni giorno che passa.. magari non subito e magari non in queste proporzioni ma comunque tale da costringere i 2 principali partiti (europeisti coi soldi degli altri) a rivedere le loro posizioni…

    X Marco Trizzi:

    Ho una curiosità: visto che te ne intendi di Germania potresti spiegarmi come fanno i liberali tedeschi ad essere pro UE e pro euro? Se c’è qualcosa di totalmente opposto alle idee liberali sono proprio l’euro e la UE…. Mi sfugge qualcosa?

  4. Fort,

    Si, chiaramente, senza offesa per gli asini ai quali chiedo scusa, e senza alcuna ironia questo.

  5. Marco Tizzi,

    @LucaS
    Ciao Luca,

    se per liberali intendi la FdP ti dico solo che il loro motto attualmente è “è più importante pagare il debito che diminuire le tasse”.
    Tutto il mondo è paese, i liberali son sempre all’amatriciana.

    Ti ripeto che l’unico politico al mondo che io conosca che valeva la pena di esistere ha appena dato le dimissioni e si chiama Ron Paul.

    Tutto il resto è uno schifo indegno, a qualsiasi latitudine e longitudine.
    E’ la sceneggiatura che fa schifo: cambiare gli attori non cambia nulla.

  6. Marco Tizzi,

    @LucaS
    P.S.
    Non solo quello è il loro motto, che per un liberale è assurdo dato che le tasse sono sempre un furto, ma nemmeno lo rispettano dato che la Germania si sta indebitando complessivamente sempre di più.

  7. Jack Monnezza,

    @MarcoTizzi

    A proposito di Ron Paul, sentito il discorso di Rand Paul al Senato di 13 ore?
    Ne ho visti dei pezzettini, veramente belli…..un pezzo d’America ne è entusiasta….
    Forse e’ una lucina in fondo al tunnel, a me sembra veramente in gamba, come il padre ma senza le spigolature e forse con molto più’ appeal politico verso altri gruppi non proprio libertari….potrebbe formare una grande coalizione..
    Dai che forse nel 2016 potrebbe vincere alla grande e la FED ridimensionata ed una grossa inversione di rotta anche nel Vecchio Mondo…..sto sognando? Ascoltalo..

  8. Jack Monnezza,

    @LucaS, @Francesco_P, @MarcoTizzi

    Riletto con interesse vs. commenti e condivido in pieno pessimismo di fondo e difficolta’ p.v..

    Tuttavia mi sembra che, negli ultimi giorni, Draghi ed altri abbiano avuto ben poche difficolta’ a convincere i mercati.
    I 3-anni e i 10-anni sono piu’ o meno dove erano prima del voto e lontanissimi da luglio. Cosa sta succedendo? Chi sta comprando i BTP?

    A me vengono in mente tre possibilita’:

    1) Media/investitori esteri non capiscono veramente un chiodo di cosa stia politicamente avvenendo in Italia. Ci scambiano per la Grecia.

    2) Banche nostrane patriotticamente continuano a sostenere il mercato.

    3)Tutti credono che alla fine Draghi fara’, alla grande, come Bernake. I tedeschi saranno messi in minoranza e OMT sara’ implementato alla grande in qualsiasiasi circostanza politica, anche con una promessa tipo gli 8-punti di Bersani…..

  9. LucaS,

    X Jack Monnezza

    1) Per me capiscono perfettamente! Credo diano per scontato un governo PDL, PD meno L e Monti…. Bersani fa solo scena e detto tra noi penso sia più destabilizzante di Grillo per i mercati!

    2) Con quali soldi? Senza i soldi della BCE non avrebbero nemmeno potuto sostenerlo fino ad ora il mercato del debito pubblico…. Le nostre banche non credo possano fare molto di più! PS Leggendo queste righe sembra quasi che quello che stanno facendo le banche cioè sostenere il debito pubblico e negando credito agli imprenditori, sia cosa buona e giusta… a che livello siamo finiti!

    3) Probabilmente ci arriveremo, ma ci vorrà tempo e altre devastazioni socio-economiche (Grecia docet: non sono ancora usciti nonostante siano in uno stato pietoso… E poi credo che i tedeschi in questo caso giustamente pretendano di avere delle contropartite (magari l’uscita) e quindi vogliono farcela “pagare”, in termini economici chiaramente, il più possibile questa monetizzazione! Cmq non credo possa avvenire in tempi brevi: deve esserci l’ok tedesco quindi se ne parla almeno dopo le loro elezioni = non prima di fine 2013/inizio 2014! Su questo non ho alcun dubbio..

    Aggiungerei che anche in caso di monetizzazione del debito la Germania ha comunque un forte interessa ad uscire, anzi forse ancora di più! Se oggi la Germania teme di perdere troppo con l’uscita questa mossa monetaria non fa altro che ridurre il costo immediato dell’uscita, mentre non fa nulla per ridurre i costi (leggi “trasferimenti” e maggiore inflazione… che solo per il “genio” di Seminerio non sono un costo a carico dei tedeschi!) a medio-lungo termine che la Germania dovrebbe sostenere se non uscisse… Credo che su questo potremmo essere tutti d’accordo no?

  10. Marco Tizzi,

    @Jack Monnezza
    Ora lo cerco, grazie della dritta. Ho qualche problema tecnico con il pc, spero regga fino a lunedì…

  11. Marco Tizzi,

    @Jack Monnezza
    C’è anche un’altra possibilità: che si siano accorti che finché non si fa un altro governo in carica c’è Monti…

  12. Roberto,

    inizio anni 80. Iran. Il partito Tudeh (partito di sinistra) per osteggiare altre forze politiche presenti nel paese “apre” a Khomeini.
    La storia si ripete… peccato in Italia!

  13. mario,

    PD = CONGRESSO & APPARATO… APPARATO & CONGRESSO… ALL’INFINITO!!!!

  14. miciobaffo,

    Come al solito le solite grandi proposte difficili da realizzare in tempi brevi e sopratutto non si parla di riduzioni di spesa dello stato, provincie, riduzione parlamentari etc etc cose semplici come è stato fatto in Francia

  15. miciobaffo,

    Come al solito le solite grandi proposte difficili da realizzare in tempi brevi e sopratutto non si parla di riduzioni di spesa dello stato, provincie, riduzione parlamentari etc etc cose semplici come è stato fatto in Francia

  16. MARCO LEOFRIGIO,

    La fumosità in parte del progetto 8 punti PD è ancora figlia di una vecchia mentalità troppo legata alla filosofia e poco alla pragmatica, eppure il PD mutua in teoria in nome dagli americani democratici PATRIA DELLA PRAGMATICITA’ (anche troppo estrema a volte) . La cosa ottimale è il programma di FID + MS5 unito a questo PD: il giusto MIX tra questi programmi ci deve dare l’agenda per SALVARE IL PAESE DAL DECLINO. Famiglie si rompono per problemi economici, la PA non paga le imprese (una roba pazzesca), le tasse troppo alte come tutti sappiamo e via così. CI MANCA OSCAR che detta la linea ragazzi. è così. saluti a tutti

  17. Aldo Gatti,

    Pensare che le ha sbagliate tutte e ha preso 9 milioni e rotti di voti, se le indovinava tutte avrebbe preso 380 mila voti ? Si può criticare o è meglio FARE ?

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