CATEGORIE
liberismo
Print Friendly

Il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, ha proposto una “agenda di governo” in otto punti per superare l’apparente stallo parlamentare e promuovere “lo sviluppo, la crescita e il cambiamento”. Questi punti sono largamente indipendenti da quanto si poteva leggere nel programma sulla base del quale il Pd ha chiesto i voti agli elettori (qui valutato dallo staff IBL), ma si giustificano in base alla necessità di fornire una base politica alle alchimie dalle quali sortirà (?) il nuovo esecutivo. Tuttavia, questi punti sono quello che serve al paese, o almeno vanno nella direzione giusta?

Da un punto di vista generale dagli otto punti mancano i grandi temi dai quali derivano le criticità che il paese sta attraversando: non c’è una visione chiara di come ridurre il debito pubblico, tagliare la spesa, alleggerire la pressione fiscale, introdurre efficienza e meritocrazia nella Pubblica Amministrazione, rompere i monopoli aprendo il mercato alla concorrenza, ecc. In breve, gli otto punti di Bersani sono ortogonali rispetto alla roadmap tracciata da Mario Draghi e Jean-Claude Trichet e sviluppata da IBL nel Manuale delle riforme. Tuttavia, questa reticenza è comprensibile: la politica è fatta di trade-off e, a quanto sembra, è impossibile coagulare una maggioranza, anche temporanea, sui “target primari”. Logica vorrebbe che ci si concentrasse su poche, grandi questioni di particolare urgenza. Purtroppo, anche in quest’ottica gli otto punti sono deludenti. Vediamoli nel dettaglio.

1. Fuori dalla gabbia dell’austerità. Il punto è scritto in politichese stretto e non è facile da decifrare. La teoria sottostante è che l’austerità sia la causa della crisi e che quindi, sebbene debito e addirittura deficit siano problemi da affrontare prima o poi (“obiettivi di medio termine”) nell’immediato servano “investimenti pubblici produttivi” e “elasticità negli obiettivi”. Cioè, in sostanza, riprendere la strada della spesa incontrollata e dei deficit galoppanti. Ci sono due questioni qui. La prima sta nei nessi logici che sono impliciti nel ragionamento: è come pretendere di curare un ubriaco col tavernello. La seconda sta nel fatto che l’Italia ha sottoscritto obblighi europei che non possono essere rivisti unilateralmente: in quale modo il Pd pensa di smacchiare il giaguaro teutonico?

2. Misure urgenti sul fronte sociale e del lavoro. Questo è, a mio avviso, il punto più comico, specie se letto in combinato disposto col primo. Vengono infatti individuati una serie di obiettivi e strumenti per fare respiro a imprese e lavoratori:

  • Pagare le imprese con titoli del debito pubblico. Cioè offrire loro, in cambio di una promessa di pagamento, una promessa di pagamento scritta su una carta differente. E peraltro, visto che “uscire dalla gabbia dell’austerità” appare una scorciatoia verso il default, tale promessa sembra scritta con inchiostro simpatico.
  • Allentamento del patto di stabilità interno. Sempre alla voce “default”.
  • Programma per la banda larga e lo sviluppo dell’Ict. Con quali soldi?
  • “Riduzione del costo del lavoro stabile per eliminare i vantaggi di costo del lavoro precario e superamento degli automatismi della legge Fornero”. Traduco: aumentare la pressione contributiva sui “precari” e creare nuova disoccupazione.
  • Salario minimo per i disoccupati. Con quali soldi?
  • Reddito minimo d’inserimento. Con quali soldi?
  • “Avvio della spending review con il sistema delle autonomie e definizione di piani di riorganizzazione di ogni Pubblica Amministrazione”. Ma non dovevamo uscire dalla gabbia dell’austerità? Oppure anche questa è una spending review da scrivere con inchiostro simpatico?
  • Riduzione e redistribuzione dell’Imu. Con quali soldi?
  • Tracciabilità fiscale, stop condoni e “rivisitazione delle procedure di Equitalia”. E vabbeh.

3. Riforma della politica e della vita pubblica. Questo punto, se non è comico, è quanto meno autoironico. Il Pd propone una serie di misure alle quali si è esplicitamente e ferocemente opposto nel passato, dall’abolizione delle province al “disboscamento” delle società pubbliche e addirittura pubblico-private fino al dimezzamento del numero dei parlamentari, la riduzione dei loro emolumenti e la revisione (seppure per la parola “abolizione” non vi sia spazio) del finanziamento pubblico ai partiti. Autoironia a parte, sono quasi tutti provvedimenti condivisibili.

4. Voltare pagina sulla giustizia e l’equità. Bersani suggerisce misure condivisibili, almeno in astratto. Curiosamente, però, nell’ambito di un punto dedicato alla giustizia non si parla di temi, senza dubbio marginali e irrilevanti, quali la durata delle cause civili e l’incertezza del diritto…

5. Legge sui conflitti d’interesse, sull’incandidabilità, l’ineleggibilità e sui doppi incarichi. Sono indeciso se commentare “alla buon’ora” oppure “fuori tempo massimo”…

6. Economia verde e sviluppo sostenibile. In quattro dei cinque punti (sgravi fiscali per efficienza energetica, programma pubblico-privato per riqualificazione dello stock edilizio esistente, piano bonifiche e smart grid) si propongono maggiori spese nell’ordine di svariati miliardi di euro all’anno. Non discuto se siano utili o desiderabili oppure no. Chiedo solo – a costo di apparire monotono – con quali soldi? Il quinto punto (“conferenza nazionale” sui rifiuti in autunno) è fantastico: un programma di emergenza nazionale che propone una conferenza!

7. Diritti. Il Pd propone di riconoscere la cittadinanza italiana sulla base dello ius soli, di regolamentare la convivenza tra persone dello stesso genere e di introdurre il reato di femminicidio.

8. Istruzione e ricerca. I primi due punti implicano maggiori spese (“potenziamento del diritto allo studio” e adeguamento degli edifici scolastici). Il terzo maggiori spese inutili (stabilizzazione dei precari). Che dire? L’assassino torna sempre sul luogo del delitto. A proposito: con quali soldi?

In sintesi, l’espressione giusta per definire questo elenco di otto “priorità” è “fumo negli occhi”. Alcuni provvedimenti sono astrattamente buoni ma difficilmente rubricabili alla voce “cose urgenti da fare” in una situazione come quella attuale di contesto del tutto emergenziale. Altri possono essere apprezzabili oppure no ma implicano maggiori spese e non vi è, al momento, alcuna indicazione né sullo sforzo di quantificare tali spese, né sulla ricerca di coperture. Quello che preoccupa è però la fuga dalla responsabilità e dal rigore che sono condizioni necessarie, ancorché non sufficienti, per evitare la bancarotta del paese.

Insomma: il ruggito del giaguaro.

IBL Libri su Amazon

38 Responses to “Gli otto punti del Pd e il ruggito del giaguaro”

  1. Liberale Masi,

    tra i punti c’è la “salvaguardia degli esodati”. Ma ci può essere un punto di un’agenda politica più fumoso? chiacchere, solo chiacchere.
    che vuol dire? che lo stato garantisce anche a loro un salario minimo visto che la pensione se la devono sognare per qualche anno? e se si di quanto? 500 euro, 1000 euro?
    i movimenti, uno in particolare parla chiaro: 5000 euro lordi ai parlamentari, il pd che risponde? emolumenti allineati alle retribuzioni dei sindaci, come se tutti i sindaci prendessero lo stesso emolumento. anche qui come tutto il resto, solo fumo.
    per ora fumo, fra qualche giorno schiaffi da tutti gli altri.

  2. Francesco,

    “Riduzione del costo del lavoro stabile per eliminare i vantaggi di costo del lavoro precario e superamento degli automatismi della legge Fornero”. Traduco: aumentare la pressione contributiva sui “precari” e creare nuova disoccupazione.

    Una traduzione un po’ faziosa. Si chiede di ridurre il carico fiscale del lavoro stabile, non aumentare il carico del lavoro precario. Il signor Stagnaro dovrebbe sapere che ciò avviene in tutto il mondo.

  3. Enrico Rampazzo,

    Per come la vedo io, bisogna tenere conto che c’è un paese che non vuole più sentire parlare di austerità e di tasse. E nemmeno di tagli, perché tutti sono d’accordo sui tagli finché si taglia qualcun’altro. Avete presente Berlusconi, quello che dice che lo spread non è un problema? Beh, è stato votato da quasi un italiano su tre: vogliamo veramente parlare di riduzione del debito?

  4. ITALIA 3COLORE,

    OTTIMO ARTICOLO!!!!
    IL PD NON è LO STESSO DI LIVIA TURCO ASSUNTA A 58 ANNI PERCHE’ “TROMBATA” (ELETTORALMENTE PARLANDO)???

    IL PD..SE LO CONOSCI,LO EVITI!

  5. Edgardo,

    Francamente: immaginare che dal PD possa uscire un’idea sensata o, quanto meno, concreta, significa credere nelle favole dei giaguari a tinta unita, negli asini che volano, nelle narrazioni di Vendola, e via friggendo aria…

  6. claudio petrachi,

    bisogna ammettere che Grillo ha ragione quando usa espressioni come “morto che parla”..
    gli 8 punti sono presi più o meno da M5S, ma il primo punto per Grillo non è il reddito di cittadinanza o gli investimenti sulle energie alternative. Il primo punto è “tutti a casa” e su quello sembra che non ci sia grande intesa…
    grillo prevede un monti-bis senza monti che tirerà a campare un po’ di mesi esponendo i “vecchi” politici ha nuovi attacchi, tanto che alle successive elezioni l’M5S possa prendersi la maggioranza.
    Certo, i libertari non auspicano una maggioranza giacobina e anti-capitalista, ma comunque vada ci sarà da divertirsi… hahahaha!!!

  7. Jack Monnezza,

    E’ un po’ come sparare sulla Croce Rossa, ma bravo lo stesso a Stagnaro !
    Gli otto punti del PD sono assai più comici delle uscite di Grillo che, come comico, secondo me valeva poco.

    Aggiungo solo che anche lo ius soli per la cittadinanza, invece o in aggunta allo ius sanguinis, mi sembra una pessima idea e foriera di grossi problemi di immigrazione clandestina e non.

  8. B&B,

    Direi …il ruggito dello struzzo, con la testa sotto la sabbia. Per essere credibili alla parte di paese che tenta di produrre ancora qualcosa e che si va assotigliando ogni giorno di più, il “nostro” (ed altri eventuali”) dovrebbe mettere in testa un punto a priorità massima : riduzione della Spesa Pubblica e riorganizzazione della Pubblica Amministrazione, Sistema di valutazione reale affidato ad esterni del rapporto Costo/benefici di tutta la Pubblica Amministrazione ad iniziare dalle caste intoccabili e dalla politica (che non è che una di esse, non l’unica). Poi, vengono gli altri punti: meno tasse, investimenti utili, moralità, falsi in bilancio, ecc., ecc. Sono accecati se non vedono il grado di sofferenza e di insofferenza che c’è in giro.
    A proposito di efficenze: è dai tempi di Mani Pulite che notizie riservate di indagini e indagati escono inopinatamente e vengono pubblicate su media di ogni genere. Finalmente oggi lo hanno preso il colpevole, SB! Ora la giustizia è molto più credibile.

  9. LucaS,

    Manca il punto 9: moltiplicazione dei pani e dei pesci… Il PD è veramente patetico! non so se sia più ridicolo questo programma o quello elettorale…

  10. Marco Tizzi,

    Davvero non capisco quale sia lo scopo di questa buffonata:
    – il M5S lo fai allontanare perché non c’è nemmeno l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti che è il minimo sindacale per sedersi ad un tavolo;
    – gli elettori di sinistra comunque non li tieni con te perché è un programma diverso da quello che hai presentato in campagna elettorale, quindi perdi di credibilità;
    – al paese non serve perché comunque sono tutte puttanate.

    Cui prodest, compagno culatello? Vuoi proprio finire peggio del vecchio Achille dalla giacca marrone?

  11. Marco Tizzi,

    @LucaS
    La moltiplicazione dei pani e dei pesci è il punto 1 ;)

  12. Francesco_P,

    Ma il PD potrai mai scrivere una legge sul conflitto di interessi? Rinuncerà mai alle presenze “politiche” nei CdA delle imprese a controllo pubblico. Uscirà mai di spontanea volontà dal controllo della fondazione MPS? Rinuncerà mai alla presenza dei suoi esimi “trombati” nelle authorities? ecc. L’unico conflitto d’interessi che riconosce è quello dell’editore primo ministro perché il Carletto editore del PD se ne sta felicemente in Svizzera!

    Oggi il PD o si rimangia il ruolo di smacchiatore di giaguari e s’allea con il PDL (non c’è più Monti, ma sappiamo come va a finire), oppure sceglie di circuire gli eletti di M5S. Intanto Casaleggio e Grillo alzano la posta in vita della trattativa. E non è una bella fine per il PD che farà molta fatica a risolvere i suoi “conflitti d’interesse”.

    Tutto questo sarebbe divertente se non fossimo ancora in Italia? Non credo perché c’è ancora troppo debito pubblico italiano in mano ad operatori stranieri ed alla BCE.

  13. Fort,

    Cerchiamo di non offendere i giaguari.
    Diciamo un raglio??

  14. Signor Rossi,

    Te lo dico io cui prodest, caro Marco.
    Come al solito, a loro e solo a loro.
    Visto che il giaguaro va bruciato e serve un falò, quelle puttanate serviranno benissimo allo scopo.
    Dopo di che il PD, sempre come al solito, ne uscirà riverginato e pronto a farsi impalmare da Renzi.
    Sono prevedibili ormai. Me li sento già che dicono ” Contrordine compagni, visto che il Berluska è brutto e Grillo è cattivo, siamo purtroppo costretti, per il bene del Paese e bla bla bla, a rinunciare al nostro grande giaguaro, ma vedrete che la prossima volta, quando ci darete più voti, sarà diverso!”

    Ed ora un pò di aneddottica per tirarci su il morale:
    negli anni 80 un certo parlamentare della repubblica fu eletto e poi si fece un solo giorno di legislatura.
    Da allora egli percepisce 2.000,00 euro al mese di soldi nostri. 2.000,00 euro al mese finché la sua buonanima non troverà pace.
    Questi sono fatti realmente accaduti in questo Paese, amici cari.
    E intanto lorsignori continuano a discettare di ius soli, conflitto d’interessi e matrimoni gay.

    Ora ditemi, amici cari, voi pensate veramente che possa esservi anche solo una vaga speranza che questo Paese possa evitare il tracollo?

  15. Francesco_P,

    @Fort

    Perché prendersela con gli asini che sono animali forti, pazienti e saggi? Degli asini se ne parla male solo perché si rifiutano di obbedire quando il padrone li vuole metterli nel pericolo, altrimenti sono docili. Come spesso accade è il saggio a subire il mobbing. Il giaguaro, invece, è un’animale scattante che corre velocissimo. Non si fa smacchiare neppure da Bersani, che proprio scattante non è.

  16. Marco Tizzi,

    @Signor Rossi
    La mia risposta alla domanda finale è “spero di no”, per questo e moltissimi altri motivi.

    Ma a parte questo temo che se le tua teoria sul PD è giusta non abbiano capito una beata fava di questo voto. La gente ha dato il primo sottile messaggino dicendo “ci avete UN POCHINO rotto i coglioni”. Non tantissimo, un pochino.
    Se questi pensano che questo voto sia l’apice della protesta non hanno capito assolutamente nulla. L’apice si avrà quando la gente coi forconi arriverà sotto le loro case e gli agenti di scorta li faranno entrare dicendo “vi aspettavamo ragazzi, fate pure”.
    Quindi tendenzialmente il PD dovrebbe evitare l’apice. Mentre invece così ne accelera l’arrivo.

    Se i signori cattivi con i cappotti neri e gli occhiali da sole che arriveranno con gli elicotteri non riusciranno a far loro cambiare rotta, l’apice arriverà.

    “Non si può contare troppo sulle maggioranze silenziose. Il silenzio è fragile… un rumore forte, e non c’è più.”
    “Ma la gente è così scoraggiata e demoralizzata. Qualcuno forse protesterà, ma sono solo voci nel deserto.”
    “Il rumore dipende dal silenzio che lo precede. Più totale è il silenzio, più sconvolgente è il tuono.
    I nostri padroni non sentono la voce del popolo da generazioni.
    Ed essa è molto, molto più forte di quanti essi ricordino.”
    (A. Moore, “V per Vendetta”)

  17. Jack Monnezza,

    @MarcoTizzi

    …a proposito di tracollo….
    sono usciti gli ultimi dati ECB. Sembra che anche a febbraio i prestiti LTRO delle banche italiani siano aumentati, il target2 di Bankitalia abbia raggiunto -257B e gli outflow di euro dall’Italia a febbraio -34B. Dice Draghi che invece in altri Paesi i dati sono migliorati…..

  18. Marco Tizzi,

    @Jack Monnezza
    Draghi mente a metà.
    Ha mandato l’avviso di bomba atomica.
    Ha detto “in Italia le riforme vanno avanti col pilota automatico”.
    “Le riforme” sono le tasse.
    Impariamo bene a chiamarle col nome giusto.
    In Europa la parola “riforme” significa “tasse” e il loro scopo è la “povertà”.

  19. Jack Monnezza,

    @MarcoTizzi
    Si l’ho sentito. Il pilota automatico credo l’abbia detto per cercare di tranquillizzare. Ma poi quando i giornalisti – quelli inglesi – hanno chiesto più’ dettagli su i prerequisiti OMT e quali prerequisiti sono già soddisfatti da Italia e’ rimasto sul vago. Ha ribadito che un prerequisito e’ il surplus primario di bilancio ma non ha aggiunto molto altro. Questo Mario e’ assai furbo, sa che il deficit di bilancio annuale e’ il numero piu’ aggiustabile…….intanto possiamo aumentare l’economia sommersa dal17 % al 25%….e rinviare tante spese da dicembre a gennaio…
    Secondo me Draghi vuole durare, assieme alla BCE, e farà di tutto per cercare di continuare OMT nonostante i tedeschi.

  20. uno che è passato di qua,

    @Marco Tizzi
    ciò accade perché nel 1989 non è crollato il socialismo. È crollato solo il regime.
    Ed è crollato perché quella ideologia era già stata fatta propria dai c.d. regimi imperialisti occidentali. Semplicemente non vi era più ragione per una contrapposizione di blocchi.
    Il blocco ormai era unico e quello più ricco conglobò il più povero.
    Facciamocene una ragione, lo stato liberista è passato a miglior vita nel 1971 con gli accordi di Bretton Woods. Da allora viviamo in nazioni ad economia pianificata nè più nè meno come la vecchia URSS.
    Il regime sovietico impiegò circa 70 anni a bruciare tutto il proprio patrimonio economico/sociale. Dopo di che, inevitabilmente, dovette dichiarare default.

    Gli odierni regimi social/mercatisti hanno ricevuto in eredità un patrimonio indubbiamente più cospicuo rispetto a quello della vecchia URSS. Non so quanto tempo impiegheranno a bruciarlo completamente. So però che prima o poi la benzina finirà. Forse proprio quando le persone troveranno più conveniente giovarsi del redditto di cittadinanza che lavorare. Probabilmente quella sarà la fine.

    Temo che il problema non sia affatto economico. Il problema è ideologico.
    Finché continueranno a girare paroloni come “redistribuzione”, “tutela”, “sostegno” “welfare” non ne usciremo vivi, statene certi. Il risultato saranno sempre e solo elicotteri neri, che prima o poi arriveranno (vero Marco?)
    L’unica via di uscita è capire che solo l’uomo libero è la misura di tutto.
    Solo l’uomo libero produce ricchezza.
    Perciò dovremo accettare che l’uomo viene PRIMA dello Stato. L’uomo viene prima di tutto.
    Non è lo stato che deve controllare l’uomo. È quest’ultimo che deve controllare lo stato.

    Lo stato al servizio dell’uomo.
    Questa sarà la prossima rivoluzione. Dove i rappresentanti dei cittadini governeranno da un palazzo di vetro, svolgendo un servizio di pubblica utilità non remunerato. E in cui lo stato dovrà solo occuparsi della pubblica sicurezza dei cittadini.

    Ci vorrà tempo ma ci arriveremo. Dovremo arrivarci.

  21. LucaS,

    1) “Con quali soldi?” Bella domanda, sempre li casca l’asino!

    Gentilmente qualcuno potrebbe spiegare a Fassina e company (e pure a Grillo!) che i soldi non crescono sugli alberi?! Che lo stato non può costringere nessuno a lavorare e produrre ma soprattutto non può bloccare l’emigrazione di forza lavoro italiana all’estero, cosi come dei capitali fuori dall’Italia…. Come si fa a spiegare queste 3 semplici cose alla casalinga di Voghera che ha votato PD, PD meno L, Grillo o peggio ancora Monti? Possibile che quasi tutti gli italiani pensano che basti tagliare i cosiddetti “costi della politica” per risolvere tutto?

    2) Io mi domando come cavolo farà Mario Draghi a trovare il consenso politico per aiutare l’Italia in queste condizioni quando già adesso gli danno del “falsario di moneta”… Prima bisognava firmare un memorandum con ulteriori forti condizionalità, ora invece non siamo nemmeno disposti a rispettare gli impegni che ci siamo già assunti… I tedeschi credo stiano esaurendo definitivamente la pazienza e hanno pienamente ragione! Fossi in loro comprerei tempo per isolarsi il più possibile dai vari piigs e poi uscirei dall’euro! Esportare per esportare tanto vale farlo in paesi che possono pagarti (Cina, Russia, India ecc…) e che non devi mantenere a vita senza poter decidere niente come i piigs… Forza Germania!

  22. Francesco_P,

    LucaS :

    Gentilmente qualcuno potrebbe spiegare a Fassina e company (e pure a Grillo!) che i soldi non crescono sugli alberi?!

    Non serve spiegare al Gatto e alla Volpe che i soldi non crescono nel Campo dei miracoli. Bisogna gridarlo a quattro venti ai milioni di Pinocchio che cascano nel tranello, pur sapendo che pochi lo capiranno. Così milioni di ingenui si troveranno cornuti e mazziati ovvero “montepaschizzati” come direbbe un vecchio e cattivissimo eretico. L’Italia non è molto cambiata in 130 anni!

    Condivido il fatto che Draghi avrà delle difficoltà. Quello che temo e che i creditori esteri di fronte al crescente “rischio Italia” prendano decisioni ben più drastiche di quelle di imporre Monti. Nessuno fuori d’Italia ha voglia di vedere l’Italia fallire perché il collasso italiano scatenerebbe una reazione a catena mondiale a livello finanziario. Non idea di cosa possa succedere, ma ho delle brutte sensazioni.

  23. LucaS,

    X Francesco-P

    E’ vero che nessuno ha un interesse a vedere l’Italia fallita, almeno nell’immediato! Però bisogna anche essere onesti: queste sono perdite latenti che prima o poi emergeranno sia che ci sia un default formale sia che lo chiamino haircut…. Insomma secondo me i tedeschi devono scegliere se perdere un sacco di soldi subito o perderne molti di più nel lungo periodo ma un po per volta… ma in ogni caso la perdita non glie la toglie nessuno! Con la Grecia sono stati sufficientemente furbi da guadagnare tempo e scaricare il più possibile, facile che lo facciano anche con gli atri piigs… e non parlo solo di flussi finanziari ma anche di economia reale “legandosi” a paesi per vari motivi più solidi come BRICS, Russia, Polonia ecc.. Da noi nessuno 1 anno fa avrebbe previsto Grillo primo partito al 25%, la stessa cosa può succedere in Germania dove il sentimento anti-euro e anti-ue sta giustamente aumentando ogni giorno che passa.. magari non subito e magari non in queste proporzioni ma comunque tale da costringere i 2 principali partiti (europeisti coi soldi degli altri) a rivedere le loro posizioni…

    X Marco Trizzi:

    Ho una curiosità: visto che te ne intendi di Germania potresti spiegarmi come fanno i liberali tedeschi ad essere pro UE e pro euro? Se c’è qualcosa di totalmente opposto alle idee liberali sono proprio l’euro e la UE…. Mi sfugge qualcosa?

  24. Fort,

    Si, chiaramente, senza offesa per gli asini ai quali chiedo scusa, e senza alcuna ironia questo.

  25. Marco Tizzi,

    @LucaS
    Ciao Luca,

    se per liberali intendi la FdP ti dico solo che il loro motto attualmente è “è più importante pagare il debito che diminuire le tasse”.
    Tutto il mondo è paese, i liberali son sempre all’amatriciana.

    Ti ripeto che l’unico politico al mondo che io conosca che valeva la pena di esistere ha appena dato le dimissioni e si chiama Ron Paul.

    Tutto il resto è uno schifo indegno, a qualsiasi latitudine e longitudine.
    E’ la sceneggiatura che fa schifo: cambiare gli attori non cambia nulla.

  26. Marco Tizzi,

    @LucaS
    P.S.
    Non solo quello è il loro motto, che per un liberale è assurdo dato che le tasse sono sempre un furto, ma nemmeno lo rispettano dato che la Germania si sta indebitando complessivamente sempre di più.

  27. Jack Monnezza,

    @MarcoTizzi

    A proposito di Ron Paul, sentito il discorso di Rand Paul al Senato di 13 ore?
    Ne ho visti dei pezzettini, veramente belli…..un pezzo d’America ne è entusiasta….
    Forse e’ una lucina in fondo al tunnel, a me sembra veramente in gamba, come il padre ma senza le spigolature e forse con molto più’ appeal politico verso altri gruppi non proprio libertari….potrebbe formare una grande coalizione..
    Dai che forse nel 2016 potrebbe vincere alla grande e la FED ridimensionata ed una grossa inversione di rotta anche nel Vecchio Mondo…..sto sognando? Ascoltalo..

  28. Jack Monnezza,

    @LucaS, @Francesco_P, @MarcoTizzi

    Riletto con interesse vs. commenti e condivido in pieno pessimismo di fondo e difficolta’ p.v..

    Tuttavia mi sembra che, negli ultimi giorni, Draghi ed altri abbiano avuto ben poche difficolta’ a convincere i mercati.
    I 3-anni e i 10-anni sono piu’ o meno dove erano prima del voto e lontanissimi da luglio. Cosa sta succedendo? Chi sta comprando i BTP?

    A me vengono in mente tre possibilita’:

    1) Media/investitori esteri non capiscono veramente un chiodo di cosa stia politicamente avvenendo in Italia. Ci scambiano per la Grecia.

    2) Banche nostrane patriotticamente continuano a sostenere il mercato.

    3)Tutti credono che alla fine Draghi fara’, alla grande, come Bernake. I tedeschi saranno messi in minoranza e OMT sara’ implementato alla grande in qualsiasiasi circostanza politica, anche con una promessa tipo gli 8-punti di Bersani…..

  29. LucaS,

    X Jack Monnezza

    1) Per me capiscono perfettamente! Credo diano per scontato un governo PDL, PD meno L e Monti…. Bersani fa solo scena e detto tra noi penso sia più destabilizzante di Grillo per i mercati!

    2) Con quali soldi? Senza i soldi della BCE non avrebbero nemmeno potuto sostenerlo fino ad ora il mercato del debito pubblico…. Le nostre banche non credo possano fare molto di più! PS Leggendo queste righe sembra quasi che quello che stanno facendo le banche cioè sostenere il debito pubblico e negando credito agli imprenditori, sia cosa buona e giusta… a che livello siamo finiti!

    3) Probabilmente ci arriveremo, ma ci vorrà tempo e altre devastazioni socio-economiche (Grecia docet: non sono ancora usciti nonostante siano in uno stato pietoso… E poi credo che i tedeschi in questo caso giustamente pretendano di avere delle contropartite (magari l’uscita) e quindi vogliono farcela “pagare”, in termini economici chiaramente, il più possibile questa monetizzazione! Cmq non credo possa avvenire in tempi brevi: deve esserci l’ok tedesco quindi se ne parla almeno dopo le loro elezioni = non prima di fine 2013/inizio 2014! Su questo non ho alcun dubbio..

    Aggiungerei che anche in caso di monetizzazione del debito la Germania ha comunque un forte interessa ad uscire, anzi forse ancora di più! Se oggi la Germania teme di perdere troppo con l’uscita questa mossa monetaria non fa altro che ridurre il costo immediato dell’uscita, mentre non fa nulla per ridurre i costi (leggi “trasferimenti” e maggiore inflazione… che solo per il “genio” di Seminerio non sono un costo a carico dei tedeschi!) a medio-lungo termine che la Germania dovrebbe sostenere se non uscisse… Credo che su questo potremmo essere tutti d’accordo no?

  30. Marco Tizzi,

    @Jack Monnezza
    Ora lo cerco, grazie della dritta. Ho qualche problema tecnico con il pc, spero regga fino a lunedì…

  31. Marco Tizzi,

    @Jack Monnezza
    C’è anche un’altra possibilità: che si siano accorti che finché non si fa un altro governo in carica c’è Monti…

  32. Roberto,

    inizio anni 80. Iran. Il partito Tudeh (partito di sinistra) per osteggiare altre forze politiche presenti nel paese “apre” a Khomeini.
    La storia si ripete… peccato in Italia!

  33. mario,

    PD = CONGRESSO & APPARATO… APPARATO & CONGRESSO… ALL’INFINITO!!!!

  34. miciobaffo,

    Come al solito le solite grandi proposte difficili da realizzare in tempi brevi e sopratutto non si parla di riduzioni di spesa dello stato, provincie, riduzione parlamentari etc etc cose semplici come è stato fatto in Francia

  35. miciobaffo,

    Come al solito le solite grandi proposte difficili da realizzare in tempi brevi e sopratutto non si parla di riduzioni di spesa dello stato, provincie, riduzione parlamentari etc etc cose semplici come è stato fatto in Francia

  36. MARCO LEOFRIGIO,

    La fumosità in parte del progetto 8 punti PD è ancora figlia di una vecchia mentalità troppo legata alla filosofia e poco alla pragmatica, eppure il PD mutua in teoria in nome dagli americani democratici PATRIA DELLA PRAGMATICITA’ (anche troppo estrema a volte) . La cosa ottimale è il programma di FID + MS5 unito a questo PD: il giusto MIX tra questi programmi ci deve dare l’agenda per SALVARE IL PAESE DAL DECLINO. Famiglie si rompono per problemi economici, la PA non paga le imprese (una roba pazzesca), le tasse troppo alte come tutti sappiamo e via così. CI MANCA OSCAR che detta la linea ragazzi. è così. saluti a tutti

  37. Aldo Gatti,

    Pensare che le ha sbagliate tutte e ha preso 9 milioni e rotti di voti, se le indovinava tutte avrebbe preso 380 mila voti ? Si può criticare o è meglio FARE ?

Leave a Reply

Login with Facebook: