Riceviamo e pubblichiamo di Gionata Picchio (Staffetta Quotidiana).
L’estenuante partita sugli incentivi al fotovoltaico è chiusa. È del 5 luglio l’emanazione V Conto Energia e da ieri sappiamo anche da quando si applicherà esattamente: il tetto di 6 (sei) miliardi di sussidi l’anno è stato raggiunto il 12 luglio e il nuovo schema sarà in vigore dal 27 agosto. Inevitabile la nuova (l’ultima?) salva di proteste delle associazioni di settore, nel consueto tono un po’ vittimista e apocalittico – del genere “moriremo tutti”. Anche se non mancano, tra i rappresentanti della green economy, voci fuori dal coro, capaci di guardare il nuovo scenario con occhi pragmatici, riconoscendo quanto sia ormai vicino un solare senza incentivi del tutto. E pronte, piuttosto, a sfidare governo e Autorità a fare la loro parte, dimostrando coi fatti che l’obiettivo dei tagli non era soffocare un settore scomodo.
Tuttavia sarebbe anche il caso di interrogarsi, una volta di più e per bene, sulle responsabilità politiche, che hanno portato il governo a mettere questa presunta “mordacchia alla rivoluzione verde”. Se n’è parlato ancora, brevemente, anche ieri in Senato, alla presentazione del Piano Triennale dell’authority per l’energia. “la situazione stava degenerando in termini di costoâ€, ha ribadito il ministro Passera, giustificando le riduzioni dei sussidi. Ma c’è stata occasione anche di rimarcare le responsabilità della politica, e la sua mancanza di preveggenza. “Parlare di tumultuoso sviluppo delle Fer”, come fa l’Aeeg, “equivale a dire che la politica ha preso decisioni senza avere contezza delle conseguenzeâ€, ha tagliato corto Alberto Clô. Altrettanto netto Luigi Prosperetti: “In pratica le istituzioni hanno dato licenza di stampare moneta†ai produttori di energia fv.
Sue queste parole, gli occhi (almeno quelli di chi scrive) sono caduti sulla senatrice Anna Rita Fioroni, coordinatrice con Simona Vicari del dibattito ma anche tra i firmatari, nel 2010 – insieme a diversi altri colleghi del Pd (primo firmatario Filippo Bubbico) e con l’avallo del governo di centrodestra – del famoso emendamento “Salva Alcoaâ€. La norma è stata tra i principali responsabili del troppo rapido boom del fotovoltaico, che ha semi-terremotato il sistema elettrico nazionale. In pieno crollo dei prezzi dei pannelli ha concesso un’insperata proroga ai vecchi (e altissimi) livelli di incentivazione mettendo sulle spalle dei consumatori oltre 3 mld di sussidi all’anno, su un totale – come si è detto – di 6. Un regalo di cui governo e Gse non ci danno neppure la consolazione (sarebbe meglio dire il diritto, trattandosi di soldi pubblici) di conoscere i beneficiari.
La senatrice però non ha fatto una piega, l’autocritica da noi non è di casa. D’altra parte lo ha detto bene (e in inglese) Carlo Stagnaro: “those who gave gave, those who got got, let’s forget about the past”. Fino alla prossima leggina.




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Allora nell’ordine sono fallite: Abound Solar, Centrotherm, Sovello, Solon, Q-Cells, First Solar, Konarka, GE ha tagliato drasticamente la produzione di celle.
Sono d’accordo che fare industria in Italia sia più o meno una cosa molto folle (o molto furba), ma in Germania e negli USA cosa sta succedendo?
@Ignorante: le aziende che hai citato non sono aziende italiane e sono fallite non solo per motivi legati al nostro paese. Anzi, l’unica parte buona di Solon era proprio la branch italiana.
- Il fotovoltaico è costato ai consumatori meno di quello che dite perchè, essendo una tecnologia che produce il massimo quando è massima anche la richiesta di energia, ha permesso di ridurre la media del prezzo del kWh!
- I prezzi si sono ridotti perchè le tariffe si sono abbassate: non è MAI stato il contrario. E’ sempre stato un mercato che si è sempre autoregolato sull’equilibrio domanda-offerta
- La filiera italiana non si è creata? Filiera non è solo la produzione di pannelli (che essendo un’attività a basso valore aggiunto non poteva svilupparsi in Italia) ma è anche la miriade di aziende grandi e piccole che lavorano in questo campo: si contano oltre 100 K persone che ci lavorano….non è filiera questa? Ed essendosi sviluppata principalmente al sud ha creato enormi possibilità di lavoro che, in assenza di questo settore, non ci sarebbero state.
- Infine: le associazioni di categoria lamentano si, la diminuzione degli incentivi, ma è uno degli ultimi problemi perchè, come detto sopra, il mercato si autoregola. Quello che lamentiano pesantantemente è il 5° decreto nell’arco di 5 anni!!!!!!!! Ed ogni decreto non ha cambiato solo le tariffe, ma ogni volta sono cambiate le regole!!!!! Sfido chiunque dei lettori a lavorare in un settore in cui si realizzino progetti che possono durare, tra sviluppo e costruzione 1-2 anni le cui regole vengono cambiate mediamente ogni anno!!! Vi rendete conto di cosa potrebbe significare nel lavoro che fate, qualunque esso sia??? Significa buttare via una marea di soldi, investire tempo e denaro in progetti che poi diventano carta straccia…..ma soprattutto, vuol dire non riuscire a pianificare l’attività aziendale per più di un semestre! Significa spesso assumere personale perchè c’è un’esigenza e dopo soli 5-6 mesi non averne più bisogno, ma non per colpa dell’azienda stessa, ma di chi ha cambiato per l’ennesima volta le regole e modificato il mercato.
Vorrei ricordare che oltre alle aziende tedesco/americane fallite occorre aggiungere anche Pramac di Casole d’Elsa, azienda multinazionale di primo livello, quotata in Borsa. La motivazione? Il fallimento della divisione “Solar” (meno 44,7% del giro d’affari) affidata alla controllata svizzera Pramac Swiss che produce pannelli fotovoltaici … I costi di produzione elevati non hanno permesso all’azienda di reggere la concorrenza asiatica (e cinese in particolare), la motivazione dell’insuccesso.
Inoltre, dovremme chiederci quanto segue : se è vero che nelle ore di punta il fotovoltaico ha ridotto il prezzo dell’energia, quanto c’è costata questa riduzione in termini di incentivi ?
Propongo queste cifre per il 2011 solo per il fotovoltaico : 400 milioni di euro di risparmi a fronte di riduzione dei prezzi e 4 miliardi di incentivi pagati dagli utenti.
Chiedo inoltre se qualcuno può indicarmi i costi di importazione degli impianti eolico/solare negli ultimi tre anni.