Allo scandalo che travolge Barclays, molti reagiscono “ci risiamo, le solite banche anglosassoni”. In realtà le 22 banche consultate quotidianamente, per indicare i tassi medi di mercato per 15 scadenze in 10 diverse valute, sono le maggiori del mondo avanzato. Che il Libor si valuti a Londra, dipende dal fatto che la British Banking Association fu storicamente la prima a porsi il problema di un lead ai tassi di mercato globale. E in materia le autorità di mercato britanniche e americane sono leader, perché è lì che si svolge il più delle transazioni mondiali. La manipolazione del Libor va al cuore del problema della finanza: se il regolatore pubblico debba prevalere e in che limiti, o se più efficiente sia l’autoregolazione. Materia delicatissima. Per chi la pensa come noi, è motivo per non unirsi al coro imperante sui media. Il che non significa plaudire ai manipolatori del mercato. Ma, al contempo, guardarsi da un manipolatore peggiore. Anche se, lo do per certo, ora fioccheranno per quel che dico critiche e attacchi.
Per i tassi, ha senso eccome siano le banche stesse a dichiarare a quali si finanziano, per poi desumere il Libor come media. Barclays – non credo lei sola, a naso – ha manipolato per anni i tassi che dichiarava, per mostrarsi più forte e per arbitraggiare meglio i propri attivi, prodotti e servizi. Anche per non buttare ulteriormente giù il mercato, oltre che per guadagnarci. L’indagine delle autorità finanziarie, penali e parlamentari nel caso britannico si annuncia come molto più interessante della vana inchiesta del Congresso Usa sul crac Lehman. Bisogna sperare in sanzioni forti, questo sì. E a come scoraggiare nuovi azzardi morali. Ma non v’illudete: sui prezzi del mercato – cioè il suo strumento principe – l’autoregolazione è meglio dell’ufficiale pubblico. Densa di rischi, perché uomini e banche sono imperfetti e desiderosi di trarre vantaggi. Ma uan cosa è ancor più sicura: tassi fissati dalla politica non sarebbero meno manipolatori di quelli del più avido banchiere.



L’autoregolamentazione è una buona idea, ma funziona fra gentiluomini e sembra che fra i banchieri non ce ne siano più. Secondo Geminello Alvi (Il capitalismo – verso l’ideale cinese) non ce ne sono mai stati.
Allora o il tasso d’interesse lo stabilisce lo stato (come in cina) e gli altri zitti e mosca, oppure se si basa su una dichiarazione dei banchieri, ci vorrà un controllo efficace. Ma in UK non c’è una Vigilanza da parte della Banca d’Inghilterra?
Ho dedicato un po’ di tempo, poco per la verità, ai commenti. Ma non ho trovato quello che cercavo, che del resto non c’è neppure nel breve post.
Ma non è che il problema del settore finanziario è, puramente e semplicemente, che in realtà non c’è mercato?
Gli operatori sono pochi, di dimensioni esagerate, chiaramente in accordo fra di loro e fortemente collusi, per non dire peggio, con gli enti pubblici che, a termini di legge, dovrebbero vigilare su di essi.
Non è che basterebbe un sano e drastico intervento anti-trust, a tutela della concorrenza, che riduca le dimensioni ed aumenti il numero degli operatori, per ridurre tanti problemi, a partire dal tbtf per finire con le manipolazioni del mercato di cui quello della Barclyas è solo l’ultimo in ordine di tempo?
@erasmo67
Sia quel che sia, non credo proprio valga la pena discutere di un mondo teorico che nessuno nemmeno propone di mettere in pratica.
Tutti sono un po’ manipolatori: i giornalisti, i politici e coloro che vogliono trarne profitto. Per questo sono stati inventati i controllori, che devono essere indipendenti dagli interessi e non debbono essere nè condizionati (dalle opinioni di presunti saggi o semplicemente unti dai portatori di interessi) nè corrotti dai portatori di interessi.
La distruzione professionale dei manipolatori ed una penalizzazione traumatica (per gli azionisti) delle istituzioni finanziarie coinvolte è l’unica regola.
Si sa da oltre un secolo ma si applica sempre meno anche in contrade più serie della nostra dove il senso della regola “sfugge”.
IL 4 GIUGNO 1963, DATA IN CUI KENNEDY FIRMO’ L’ ORDINE ESECUTIVO 11110, SIA DICHIARATO ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE DAL PARASSITISMO FINANZIARIO PER LA RICONQUISTA DELLA SOVRANITA’ MONETARIA DEI POPOLI.
25 maggio 2012
EGREGIO PRESIDENTE BARAK OBAMA,
LE DONAZIONI DI MILIONI DI INTERNETTIANI AMERICANI, DI TUTTI I CETI SOCIALI, CHE CON EMPATIA FINANZIANO LA SUA CAMPAGNA ELETTORALE, L’ HANNO LIBERATA DALLA SUDDITANZA ALLE LOBBIES, ALLA FINANZA E ALLE BANCHE.
LEI HA LA TITOLARITA’ DI IMPUGNARE LA COSTITUZIONE AMERICANA E LIBERARE IL SUO POPOLO DALL’ INSOPPORTABILE CARICO DEL PARASSITISMO FINANZIARIO CHE AFFLIGGE LA VITA E LA PACIFICA CONVIVENZA DELLE SOCIETA’
IN OCCASIONE DELL’ ANNIVERSARIO DEL 4 GIUGNO 1963, ATTIVI L’ ORDINE ESECUTIVO 11110 FIRMATO DA KENNEDY E RESTITUISCA AGLI AMERICANI IL DONO PIU’ BELLO CHE POSSA AVERE UN POPOLO LIBERO PER PROGETTARE IL PROPRIO FUTURO: LA SOVRANITA’ MONETARIA.
La stessa empatia che oggi milioni di uomini di buona volontà collegati in rete provano per Lei, Lincoln la provò per il Popolo Americano a cui ridonò in nome della costituzione la sovranità monetaria dicendo: “Abbiamo dato al popolo di questa repubblica la più grande benedizione che abbia mai ricevuto, una moneta propria per pagare i suoi debiti….”
APPELLO AL POPOLO AMERICANO DI JOHN FITZGERALD KENNEDY
La parola segretezza è ripugnante in una società aperta e libera e noi come popolo ci siamo opposti intrinsecamente e storicamente alle società segrete, ai giuramenti segreti e alle riunioni segrete. Siamo di fronte ad una cospirazione monolitica e spietata di livello mondiale basata soprattutto su mezzi segreti per espandere la sua sfera d’ influenza.. Sull’ infiltrazione anziché sull’ invasione, sulla sovversione anziché sulla scelta. E’ un sistema che ha reclutato ingenti risorse umane e materiali nella costruzione di una macchina affiatata, che combina operazioni militari, diplomatiche, di intelligence, economiche, scientifiche e politiche. Le Sue operazioni non vengono pubblicizzate ma tenute segrete. I suoi errori non vengono evidenziati ma vengono secretati, i suoi dissidenti non vengono apprezzati ma ridotti al silenzio. Nessuna spesa viene contestata, nessun segreto viene rivelato. Ecco perché il legislatore ateniese Solone decretò che evitare la conoscenza delle controversie fosse un crimine per il cittadino.
Sto chiedendo il Vostro aiuto nel difficilissimo compito di informare e allertare il popolo americano. Convinto che con il Vostro aiuto l’ uomo diverrà ciò che è nato per essere: libero ed indipendente.
francesco miglino