Ok, stamane travolto nel mio filogermanesimo da migliaia di mail prorotte da petti gonfi di orgoglio nazionale, ho dovuto cominciare a radio24 con l’inno di Mameli. Di calcio m’intendo e m’appassiono poco, ergo auguri all’Italia in finale con la Spagna e buona sbornia a tutti i tifosi. Quanto alla vittoria all’eurovertice di Mario Monti, tre considerazioni secche in attesa di conoscere il testo concreto, peché il diavolo sta nei dettagli. Un bravo, un ma, e un dunque. Il bravo a Monti è sulla tecnica negoziale. Nessun premier italiano avrebbe potuto porre il veto all’approvazione dei passi avanti sull’unione economica e la disciplina di bilancio, se non avesse avuto rilevante credito personale e politico riconosciuto in Europa. E’ stato molto rischioso, persino gli spagnoli hanno aspettato al tavolo tecnico notturno prima di allinearsi al veto italiano. mentre Hollande aveva diplomaticamente finto nel bilaterale con la Merkel di aver mollato l’Italia, ma al tavolo tecnico Parigi ha tenuto ferma la posizione con Roma e Madrid.
Nel merito, però, attenti. Gli spagnoli hanno ottenuto su tutta la linea quanto volevano, gli aiuti alle banche diretti da EFSF-ESM senza far debito pubblico asggiuntivo, anche se per questo occorrerà il giudizio della vigilanza europea comune che non nascerà prima di ottobre.
Quanto allo scudo antispread chiesto dall’Italia per quei Paesi vicini all’avanzo primario – praticamente noi soli - il no tedesco è stato scalfito e intaccato, ma Monti in queste ore sta barando col suo ottimismo a piene mani. In realtà non c’è licenza bancaria per l’ESM -che avrebbe risolto ogni problema, abbeverandosi alla fonte BCe anche illimitatamente se necessario – ma solo un placet di massima alla procedura di acquisito maggiorati EFSF-ESM per Paesi a rischio, con la BCE che esegue materialmente gli acquisiti rivalendosi sulla loro dotazione finanziaria (500bn). Le modalità operative saranno da fissare all’eurogruppo del 9 luglio, la Merkel contrariata già stamane ha iniziato a dire che comnunque si passa per la trojka e per il Fmi, inutile che l’Italia s’illuda. Ma in ogni caso al Consiglio europea la carta giocata da Monti è stata una inversione di tendenza, con l’Italia protagonista. Gli eurottimisti possono brindare. Il merito negoziale va riconosciute, perché Monti rischiava di doversi dimettere, tornato a Roma a mani vuote. Ma quanto al merito vero, cioè la sostanza del’accordo, è assai meno risolutivo per l’Italia di quel che venga detto stamane.
Il “ma” deriva dal fatto che i mercati verranno comunque a testare la tenuta sul meccanismo votato a vantaggio dell’Italia, al di là dell’entusiasmo in Borsa nelle prime ore. L’economia italiana sta andando negli abissi, per via delle tasse e delle spese pubbliche, e abbiamo 400 miliardi di carta pubblica da piazzare nein prosismi 12 mesi. Balleremo, e sarà il caso di non prendersela con gli altri se l’ESM avrà dei limiti naturali a sostenerci a galla.
Il “dunque” sta nel fatto che la clausola di salvataggio – funzioni o meno – non cambia la sostanza del guaio italiano. Dismisisoni pubbliche massicce per ababttere il debito, tagliare spesa corrente e tasse per molti punti di Pil in tre anni, ventre a terra. Esultare per la nazionale e per il successo all’eurotrattativa diomenticando che non abbiamo affatto svolto questo impegnativo compito a casa – che dobbiamno a noi stessi e non agli altri – significa commettere il solito errore italiano di miopia.
L’autore delle due reti azzurre è già stato soprannominato Bail-out-elli, il signor Salvataggio. Ma nuotare per forza propria è altra cosa che dipendere dai salvagenti pietosi riservati a chi non sa farlo.



Ragazzi io vi dico che così com’ è l’ accordo non risolverà definitivamente nessuno dei problemi che riguardano l’ area euro;
-non risolverà il problema dei tassi di interesse sui debiti dei paesi deboli;
-non risolverà i problemi di crescita, in prima battuta dei paesi fragili ed in seconda battuta dei paesi che finora sono cresciuti con ritmi confortanti;
-non risolverà quindi i problemi di finanza pubblica dei paesi eurodeboli legati alla crescitadi cui sopra, anche se venissero fatte politiche di tagli e dismissioni.
Mi sono convinto di ciò per tre principali motivi:
1)I tempi per condurre in porto i risanamenti dei paesi eurodeboli, sono di almeno 2 decenni e questi tempi non sono compatibili con i tempi concessi dagli investitori, che sono dell’ ordine dei mesi;
2)gli importi disponibili per la verità ancora in discussione, per la crescita e per l’ acquisto dei titoli di stato, ammontanti a circa 620 MLD (500+120) di euro sono almeno 4 volte inferiori a quelli necessari; per due volte ho pubblicato i dati del debito generale dei PIIGSF pari a circa 5000 MLD di euro, e a mio avviso occorre metter in campo almeno un 40% di quell’ importo, pari a 2000 MLD e almeno un 5% dei PIL pari a circa 300 MLD, appunto in totale circa 4 volte l’ importo già indicato;
3)manca qualsiasi prospettiva politica e di progressivo e certo percorso di convergenza verso l’ unione effettiva e contro lo scetticismo delle singole fazioni.
Per quanto ci riguarda, tutto quanto sopra, né risolve i problemi di fondo di competitività delle nostre imprese che stanno via via morendo, né impedirà la progressiva grecizzazione del nostro stato.
@Alberto
Infatti se non ha licenza bancaria il fondo ESM non serve assolutamente a nulla.
Servirà a talmente poco che nessuno farà nemmeno domanda: tanto senza una banca centrale che garantisce, anche solo indirettamente (come sarebbe un ESM con licenza bancaria), non c’è alternativa al default, sia esso parziale o totale.
Anche la (s)vendita di asset pubblici quanti soldi può portare in cassa, alla fine? e chi sarebbe interessato a comprare? con quali soldi?
Anche se si vendono 400 miliardi di asset (non bruscolini) la finanza continuerebbe a giocare al ribasso sui nostri tassi perché dal 120% al 90% del PIL non cambia nulla in un’ottica di raggungere il 60% come avremmo firmato col fiscal compact.
Ovviamente il mio intervento era a completamento del tuo. Il buon senso, continua a fare difetto, fin da quando si iniziò malissimo con la Grecia ed intanto si va avanti camminando sull’orlo del burrone. @Marco Tizzi
@Marco Tizzi
Palle !
partendo con un Debito/Pil al 90% ed un avanzo primario del 2% in 10 anni si scende al 60% .
Anche perchè con un Debito /Pil al 90% si risparmiano subito il 1.5% di PIL di interessi.
Ci sarebbe anche lo spazio per ridurre le tasse e stimolare una crescita interna.
La soluzione è una Vendita Forzosa fatta in Italia insistendo su quel 5% della popolazione che detiene oltre il 50% della ricchezza, Vendita Forzosa ma a condizioni “invoglianti” in modo che i gioielli di famiglia restino in mani Italiane.
Ma scusa noi nn siamo mica al 120% Debito/pil… Non partiamo da 90%… Cmq sia sembra un ottima soluzione quella della vendita forsoza concentrandosi su quel 5% che detiene oltre il 50%, ma penso che in questo caspita di paese sia più facile che vadano a colpire il restante 95% con la scusa dell’equità… Ahah… E allora la fase di grecizzazione di cui si parlava prima si accelererà, tutti un poco più poveri… E pochi ancor più ricchi.. Eh, scusate se poi linko video di cui si parla per ora di sola aria fritta, sapete sono un pò complottista… Ahah… Un po per gioco un po no
è che penso sempre ad un eventuale secondo fine quando si parla di istituzioni… Avendo vissuto solo l’era berlusconi, mi viene automatico… Ahah… Migliorerò seguendo le vostre discussioni splendide…
@erasmo67
Mi spiega cosa intende per “vendita forzosa”? E’ la proposta di Milano Finanza?
Comunque credo che 10 anni di avanzo primario al 2% significhi morte certa, esistono casi storici di un tale rientro?
Grazie
@MatteoS
Non era un’accusa, ci mancherebbe! Il video è molto interessante, solo che mi sembra un po’ prematuro dare addosso all’ESM che, ripeto, se non avrà licenza bancaria non servirà assolutamente a nulla.
A prescindere dal fatto che è il 10% della popolazione italiana che possiede(?)il 45% della ricchezza. Andiamo a vedere ora in cosa consiste questa ricchezza. Secondo questo studio di Bankitalia abbiamo un patrimonio netto di 8600 MLD di cui il 62,3% pari a irca 5360 MLD e di questi 4800 sono in immobili, quindi altre attività reali sono pari a 560 MLD. Il resto e cioè 3240 MLD sono le attività finanziarie totali. Se il 45% di 8600 MLD sono 3870 MLD, e come si sa il 70% delle abitazioni è prima casa, avremo circa 3400 MLD di prime case di cui 2900 MLD in mano al 90% delle famiglie non ricche e circa 900 MLD di altri immobili, il grosso quindi in mano alle famiglie ricche sono attività finanziarie, diciamo circa 2270 MLD grosso modo derivanti da é [3870-600(da altri immob.)-300 (altre att. reali)- 700(prime case 10%)]. Le attività finanziarie in mano alle famiglie non ricche ammontano quindi a 3240-2270= 970 MLD circa.
Io credo che circa il 40 % di quei 2270 MLD sono già investiti in titoli di stato e quindi restano disponibili circa 1200 MLD in altre attività finanziarie. Ora io mi chiedo, quanto di questa quantità sono investiti in Italia?, diciamo il 50%, pari a circa 600 MLD ed ammesso che siano così appetibili i beni del demanio da alienare, siamo proprio sicuri di ritrovare quei 600 miliardi disponibili per l’ esproprio forzoso, quando sarà pronto il piano? Siamo sicuri che quegli immobili e quelle attività reali rendano a chi forzosamente li acquista, un interessante livello di remunerazione? E poi cosa farà lo stato, applicherà l’ IMU a questi immobili? E poi siamo sicuri che una volta incamerata una quantità di risorse tale da abbattere il debito a 2000-600=1400 MLD (circa 82% sul PIL), ovviamente facendo crollare altre attività finanziate prima da quei soldi, l’ economia non subirà un contraccolpo ancor peggiore di prima?
A questo punto, ricorrerei ad una patrimoniale, che è un fatto legale e non contrario alla carta costituzionale come l’ esproprio ed inoltre sarebbe molto meno rischiosa per la fuga dei capitali.
Chiedo scusa fin d’ ora di eventuali imprecisioni ed errori nelle quantità calcolate ed indicate.
@Marco Tizzi
Vuole dire prendere 400 miliardi di patrimonio pubblico, valorizzato in modo conservativo in modo da rendere l’offerta interessante e non un esproprio, creare una società veicolo, dividerla in quote azionarie e “persuadere” banche, assicurazioni, ed altri investitori istituzionali Italiani a prendersene almento il 70% vendendo sul mercato , anche straniero il restante 30%
Deve chiudere. Nella Medicina moderna non c’è posto per queste realtà. @giuseppe 1
La mia era chiaramente una provocazione. Se tutto deve avere una valore, qual’è il valore della tua vita? Ed è uguale al valore di quella del tuo prossimo? E sei disposto a sobbarcarti i costi per mantenere la vita tua/dell’altro? Caro collega di blog, ti posso assicurare che per me le vite sono tutte uguali, tutte parimenti degne e che anche quando ne ho avuto la possibilità non ho lucrato sulle sfortune altrui, tanto è vero che non esercito la libera professione. Tutto questo può essere visto da un altra ottica. Consideri tu il valore della tua vita così basso da destinargli una quantità di denaro inferiore a quella della tua vacanza? Pensi tu che meriti di essere remunerato maggiormente il meccanico che ti fa il tagliando dell’auto di un cardiologo che ti fa la diagnosi di una aritmia fatale? Prova a risponderti……..@erasmo67
Cerchi di essere un minimo concreto! Ha letto il lavoro di Edoardo Reviglio che le ho postato? O lei è abituato solo a fare raffiche di sequenze alfanumeriche? @erasmo67
@Giordano
Allora siamo d’accordo. Molto spesso con i dettagli ci si comprende, mentre con le affermazioni di carattere generale si creano barriere ideologiche.
D’accordo anche sullo stipendio dei Primari, perché, chiusi i piccoli Ospedali, restano effettivamente i Primari che sono veramente Primari. E sono la metà o addirittura un quarto di quelli attuali. Stesso discorso si potrebbe fare coi Generali. Secondo una teoria militare classica dovevano esse uno per diecimila uomini. Secondo i comodi di lorsignori oggi sono uno per ottocento-mille uomini ( a diecimila Euro al mese) Ma lì è difficile, se non impossibile, intervenire, perchè sanno difendersi bene. La politica è succube. E i falsi Liberali sono succubi due volte. Sempre riguardo alla Sanità mi chiedo spesso perché debbano esistere due parallele strutture di ambulatori – quella degli Ospedali e quella della Asl – a duecento metri una dall’altra. (ho l’esempio concreto del mio paese – 20.000 abitanti e un bacino d’utenza si e no di quarantamila) che ha l’Ospedale e la Asl. Oltre al Tribunale, naturalmente.
@Giovanna Jacob
….. oppure una guerra ………