C’era una vorta un Re cche ddar palazzo
mannò ffora a li popoli st’editto:
«Io sò io, e vvoi nun zete un cazzo,
sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.
Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
pòzzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo:
Io, si vve fo impiccà nun ve strapazzo,
ché la vita e la robba Io ve l’affitto…»

Giuseppe Gioacchino Belli

 

Cara amica, caro amico,

in un’Italia in cui anche il dibattito pubblico è costantemente condizionato da interessi di breve periodo, sono poche le voci che sanno riportare la discussione sui principi – e trasmettere non solo slogan ma proposte.
Questo è quello che abbiamo sempre cercato di fare con l’Istituto Bruno Leoni. Credo, con un certo successo. Grazie a un team di ricerca competente e capace, l’IBL è diventato un punto di riferimento: per tutti quelli che non si rassegnano al declino italiano.
Ma è venuto il momento di fare un passo in più. In libreria, e nelle librerie che vendono eBook su Internet, trovate un libretto con un titolo inequivocabile: “Sudditi. Un programma per i prossimi 50 anni”. Sono i cinquant’anni che ci legano al bicentenario del nostro Paese.
Un lasso di tempo sufficientemente ampio, crediamo, per darci un orizzonte ambizioso: rivedere ciò che non ha funzionato in questi primi centocinquanta.
“Sudditi” è un libro-manifesto. Ha messo insieme intelligenze, analisi e idee per risolvere quello che a nostro avviso è stato il vero problema di questi 150 anni: cioè la perdurante asimmetria di trattamento fra individuo e Stato, fra privato e pubblico. Che vuol dire, in concreto, che anziché cittadini lo Stato italiano ci fa sentire sudditi. Siamo come quei popolani cui Alberto Sordi – nel Marchese del Grillo – si rivolge proprio con le parole del Belli.
“Sudditi” è un libro d’analisi e proposta, anche su un tema che ci tocca tutti: quello fiscale. Il Fisco è il luogo dove si misura concretamente il rapporto fra lo Stato e il Cittadino. Il contrasto dell’evasione ne fa parte integrante. Ma la lotta all’evasione può essere condotta in modi diversi. La strada scelta da circa un quindicennio poggia in larga misura su una normativa sotto molti punti di vista “emergenziale” che non sarebbe, nemmeno per sbaglio, concepibile nei rapporti fra privati. Una normativa intrisa di sospetto e di pregiudizio nei confronti del contribuente.
Questo sospetto e questo pregiudizio sono frutto di una storia che viene da lontano.
Francesco Ferrara divideva il mondo fra coloro che comprendono che i «governanti son uomini in carne ed ossa che assunsero, sia di propria volontà, sia per espressa richiesta, l’incarico di produrre pace e giustizia, come il cacciatore produce la selvaggina ed il sarto i vestiti» e la «Scuola autoritaria». «Nel suo sociale sistema è supposto che, al di sopra degli individui consociati, esista un ente, un quid ignorabile, non visto, non sentito, impalpabile, creato apposta, non si sa quando né come, per sollevare e dominare su tutto
l’ordine sociale».
È quest’ultimo il pensiero che in Italia ha dominato negli ultimi 150 anni, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: una spesa pubblica insostenibile, un debito che ci schiaccia, una preoccupante assenza di garanzie a tutela del singolo, procedure fatte apposta per consolidare il potere arbitrario di chi fa e di chi applica le norme.
Che questo nodo esista, nel nostro Paese è da vent’anni una consapevolezza sempre più diffusa. Ma si pensa di spezzarlo con l’intervento di un demiurgo – quale che sia il suo nome – o con terapie somministrate sempre dall’alto verso il basso. Sono ricette che non hanno funzionato perché non potevano funzionare.
La questione è innanzi tutto culturale. Ludwig von Mises diceva che i governi rispettano la libertà solo quando è la società a costringerli a farlo. È vero.
Con “Sudditi. Un programma per i prossimi 50 anni” abbiamo voluto costruire uno strumento sintetico ed efficace, perché più persone possano comprendere quant’è urgente “costringere” i governi nella direzione opportuna.
È per questo che ti chiedo e che ti chiediamo un aiuto. Adotta “Sudditi”. Dacci una mano a diffonderlo. Regalalo agli amici. Organizza una piccola presentazione: l’Istituto Bruno Leoni sarà lieto di rispondere a tutti gli inviti. Usalo per quello che è e vuole essere: un “breviario” liberale sulle vere cause della crisi italiana, che è più antica di quella dell’Europa.
Nei prossimi mesi si gioca una partita cruciale. Nessuno sa cosa succederà, nessuno dove andremo a finire. Ma è impossibile che l’esito di quest’ennesima transizione sia positivo, se non proviamo a cambiare la cultura politica di questo Paese. Se credi nella libertà individuale, è venuto il momento di dimostrarlo.

 

Nicola Rossi
Presidente
Istituto Bruno Leoni

 

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66 Responses to “Siamo ancora Sudditi. Nicola Rossi racconta la nuova iniziativa editoriale di IBL Libri”

  1. Marco ertman,

    Sto leggendo il libro in oggetto, di cui condivido integralmente lo spirito. Solo che leggendo il quarto capitolo, in tema di abuso del diritto, trasalisco per la superficialità e le inesattezze quasi puerili. Volete un esempio. Nel capitolo si dice che già dal 1973 sono inopponibili all’amministrazione finanziaria gli atti….. e ciò in virtù dell’art 37-bis del dpr 600/73. Peccato che l’articolo 37-bis sia entrato in vigore nel 1998 e che prima analogo tenore aveva l’art 10 della 408/90. Insomma spiace vedere un tema così delicato trattato con pressappochismo dilettantesco. Se dobbiamo creare una coscienza nei cittadini, dobbiamo farlo con esattezza. Diversamente si apre il fianco a facili critiche. Correggete !!!!!

    Saluti

    Marco Ertman

  2. MICHELE NAPOLI,

    STO CON TE, NICOLA ROSSI, PRESIDENTE ISTITUTO BRUNO LEONE, CHE I PROSSIMI MESI, POSSIAMO DIRE GIORNI, SONO CRUCIALI X LE SORTI DELLA NOSTRA NAZIONE E DI TUTTA L’UNIONE EUROPEA.
    BUON LAVORO.

    TUTTI GLI UOMINI E DONNE CHE AMANO LA VITA E LA LIBERTA’, SI DESTINO, SI MUOVINO X SALVARE IL NOSTRO PAESE DAL CATACLISMA.

    X UN’ITALIA LIBERA E GIUSTA!

    MICHELE NAPOLI

  3. Pippo Rao,

    Concordo con l’analisi, ed apprezzo la volontà di condurre una battaglia liberale autentica. La diffusione del libro e la sua presentazione in incontri pubblici con l’autore mi sembrano scelte ineludibili per aggregare i ” Sudditi ” per un’Italia e più liberale e, quindi, più libera. Sono, pertanto, disponibile per un’impegno serio che possa coinvolgermi nella mia Messina.
    Pippo Rao

  4. mirko rosati,

    se non ora quando….
    mi pare che mai come oggi ci siano le condizioni per dare concretezza politica ai temi liberali che voi con competenza ed entusiasmo sostenete.
    C’e’ un movimento, quello di grillo, che in chiave antisistemica sta raccogliendo oltre il 20% dei consensi! e questo senza un vero programma, ma solo intercettando il sentimento “rivoluzionario” che aleggia nella societa’.
    Ora vi dico, in particolare mi rivolgo a Lei Dott. Giannino, che ORA avete non la possibilita’ di agire, ma il DOVERE di farlo

  5. uqbal,

    Il libro mi interessa molto…Nicola Rossi mi colpì molto con la lettera con cui abbandonò il PD. 20 euro sono un po’ una mazzata nei denti ma mi sa che lo prenderò.
    Sarei curioso di sapere se si parla di scuola: la prima autorità con cui instaurare rapporto truffaldino fatto di dipendenza e paura è l’insegnante.

  6. Sara Monteverde,

    “Sudditi un programma per i prossimi 50 anni” lo presentiamo a Genova, mercoledì 31 ottobre, alle 17.30, presso il Palazzo Grimaldi della Meridiana con la preziosa partecipazione di Oscar Giannino! Grazie!
    Per maggiori informazioni http://lamaona.jimdo.com/2012/10/31/sudditi-un-programma-per-i-prossimi-50-anni/

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