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Come purtroppo c’era da temere – per me era scontato, l’ho piùvolte scritto – l’intervista di stamane alla Stampa di Piero Giarda conferma che la spending review non darà un euro per meno tasse con meno spesa. A parte le gravi imprecisioni a fondamento del ragionamento di Giarda – la spesa pubblica non è affatto “sostanzialmente” stabilizzata da anni, come esordisce, mentre è vero che un giro di vite al suo tasso di accrescimento è stato dato da Tremonti assai più che dal salva-Italia del governo attuale – quel che conta è la sostanza. Il governo attuale non crede affatto alla necessità di un turaround serio del perimetro pubblico e della spesa corrente, e non crede affatto che l’abbassamento della pressione fiscale record sull’Italia che lavora e produce e paga sia la “vera” cura nel breve per ridare un’orizzonte di crescita all’Italia. Il governo prla di manutenzione della spesa pubblica, quando serve impugnare – con inteligenza e sapendo dove incidere – ascia e bisturi. Temo le illusioni cala-spread di Monti e dei suoi siano finite. Il mondo si è accorto che sono le banche italiane a ricomprare i titoli pubblici. E a questo ritmo di recessione e di ripresa del ballo europeo ci aspetta molto probabilmente un’altra manovra tassaiola entro fine anno.  E’ il caso di tornare ai fondamentali di che cosa sia e a che cosa debba servire un moderno ed equilibrato sistema fiscale. Per dire, ripetere urlare tre volte no, a questa errata mistificazione che spaccia per moderazione e prudenza “tecnica” la conferma di un errore ventennale ed esiziale della politica di bilancio italiana.

Con il disegno di legge di riforma del mercato del lavoro, il governo Monti ha proposto una nuova raffica di aggravi d’imposta e contributivi. L’aumento dell’1,4% dei contributi sul lavoro a tempo determinato, in crescita asintotica verso l’equiparazione della contribuzione a tempo indeterminato, secondo l’errato criterio che occorra rendere più caro il lavoro a tempo, invece che meno costoso quello indeterminato. Poi la nuova tassa sui 75 milioni di decolli annuali nel nostro Paese, una nuova sberla a turismo e vettori aerei. Ancora, l’aggravio d’imposta alle flotte aziendali, l’ideale per colpire insieme settore dell’auto in crisi nera e generalità delle imprese, in tensione crescente per credit crunch e calo di ordini da recessione. Poi, l’abbattimento di 10 punti di deduzione per i proprietari immobiliari che non adottassero il regime di cedolare secca sugli affitti. Infine,ed è sfuggita ai più, la triplicazione della tassa sui licenziamenti, che sale da un mese e mezzo di retribuzione lorda da pagare all’Inps da parte delle imprese, a quattro mesi e mezzo!

E’ singolare, la strada fiscale intrapresa in quattro mesi dal governo Monti. Persegue contestualmente l’aggravio delle imposte dirette, attraverso il via libera alle addizionali locali. Quello delle imposte indirette, già deliberato per il prossimo mese di ottobre. Quello delle imposte patrimoniali, appesantite con Imu e prelievi su conti titoli. Quello dei contributi. A fronte dell’impegno assunto ad azzerare il deficit pubblico nel 2013 mentre gli eurospread risalgono e Francia e Spagna potrebbero dare nuove spinte verso l’alto, e mentre l’effetto delle LTRO operate da Bce appare per quello che è, aver opportunamente comprato altro tempo con liquidità che non sana l’europroblema, e mentre dall’Economist al Wall Street Journal tutti i più seri ammoniscono l’euroarea a non illudersi, mentre avvine tutto questo il “prendere dove si può” fiscale del governo Monti può costituire apparentemente una manifestazione di rigore.

Non lo è, invece. E’ la classica manifestazione da sindrome di impotenza nel dover mutare rapidamente indirizzo alle politiche economiche. Il “non possumus” opposto a “meno spesa,m eno tasse” dai vertici delle tecnocrazie amministrative – ragioneria generale dello Stato, direttori generali e capi di gabinetto dei ministeri – è diventato il carattere dominante della politica di bilancio italiana, ovviamente ancor più forte nei confronti di chi non ha alle sue spalle un mandato elettorale. Ed è ovviamente conservativo dell’indirizzo ventennale sin qui seguito dai tecnici vent’anni fa, poi da destra, poi da sinistra, e infine dai tecnici ancora: inseguire la spesa pubblica mai fermata – non lo è neppure oggi con Monti – attraverso le più diverse forme di prelievo possibile.

Quel che impressiona, nel fiorire settimanale di nuove tasse e aggravi d’imposta, è l’acquiescienza e il silenzio dell’accademia italiana di scienza delle finanze. Va detto senza che si manchi di rispetto ad alcuno. Non è albagia liberista, rispetto a keynesiani e sraffiani dominanti. Ma non è rincuorante vedere un grande filone di studi italiano ridursi da Francesco Ferrara e Vilfredo Pareto al rassegnato encomio statolatrico, fatto proprio in nome del favor fisci anche da una corriva e illiberale giurisprudenza della Suprema Corte e di quella Costituzionale.

Va ricordato che tre sono i princìpi fondamentali ai quali dovrebbe restare ancorato un moderno sistema del prelievo, affinché sia efficiente. Laddove l’efficienza non consiste nell’assicurare “comunque” allo Stato ciò di cui esosamente abbisogna. Bensì è quella economica, cioè un equilibrato dosaggio tra disincentivi e incentivi agli attori economici che non ne pregiudichi troppo crescita e reddito, consumi e investimenti.

I tre princìpi sono quelli inerenti al cosiddetto sacrificio di utilità. Dove l’utilità è quella marginale del reddito, al suo crescere. Il primo principio è quello del sacrificio di utilità proporzionale. Basato sul distogliere a ciascuno una medesima utilità, esso è stato negato dalle curve di utilità marginale del reddito sostenute da keynesiani e marxisti, secondo i quali esse decrescono al crescere del reddito.

Di qui il secondo principio, quello del sacrificio di utilità progressivo. In questo secondo caso, il fisco prende da ciascuno non quantità eguali, ma “proporzionate” alla sua valutazione di ciò che per redditi più elevati un maggior onere fiscale comporta, rispetto ai redditi più bassi. Il terzo principio, quello del sacrificio minimo collettivo, nasce per derivazione dal secondo, è propugnato da chi è convinto della maggior efficienza nel distogliere il più che allo Stato serve da coloro che più hanno.

Nella storia evolutiva del fisco moderno, al primo principio si lega la flat tax; al secondo aliquote fortemente progressive sul reddito; al terzo aliquote ancor più elevate più imposte patrimoniali sui ricchi. Negli ultimi vent’anni in Italia, l’atrofizzazione della critica tributaria alle pretese crescenti di uno Stato fuori controllo ha prodotto però due conseguenze paradossali.

La prima è che così procedendo l’Italia si è tagliata fuori dalle evoluzioni contemporanee dei tre vecchi princìpi tradizionali. L’emergere di sempre più vae insieme “problematici” sti cespiti imponibili nelle economie terziarie contemporanee – caratterizzate da altissima mobilità transnazionale di capitale, investimenti, tecnologia e (meno) lavoro che si allocano alla ricerca di maggior redditività – al fine di ottimizzare gettito e compliance si rivela più compatibile con flat tax rese “progressive” da deduzioni e detrazioni a tal scopo finalizzate, che coi vecchi sistemi beveridgiani ad aliquote iperprogressive e a consistente prelievo patrimoniale su impieghi e immobilizzi.

Il secondo paradosso è che in Italia la quantità disorganica e incrementale del “prendere dove si può” ha finito per falsare anche i tre vecchi princìp stessi. Per le persone fisiche, l’inefficienza tributaria e amministrativa ha prodotto, grazie alla progressività elevata delle aliquote italiane, la più bassa percentuale di redditi elevati risultante alla nostra anagrafe tributaria, rispetto alla media dei Paesi “davvero avanzati”. Per le persone giuridiche, il tax rate reale è pazzoticamente inversamente proporzionale al loro perimetro e finanziarizzazione, per effetto del compromesso tra legislatore e grandi gruppi banco-industriali. E quanto a sacrificio collettivo, un sistema come quello italiano lo comporta non minimo ma massimo per tutti: famiglie a basso reddito, ceto medio che evapora, piccola e piccolissima impresa, lavoratori autonomi e professionisti, tasso demografico insostenibile, multinazionali in fuga.

Il prezzo è sempre più amaro, di un sistema fiscale dettato dalla disperazione più che dalla lungimiranza.

Il sogno è quello di un’Italia legale e lagalitaria che si decida a riempire le piazze, scandendo “ora basta”. Senza rompere alcuna vetrina, né fermare il traffico, e senza bandiere di partito. L’unico partito che m’interessa si ciama PIl, in questa Italia senza priorità. O meglio, di priorità pubbliche che sono solo legnate a lavoro e impresa.

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103 Responses to “No, no e no a Giarda e all’eccidio fiscale!”

  1. Stefano Nobile,

    Niente da fare, Giarda sui tagli alla spesa pubblica fa orecchie da mercante.
    O da somaro, e poi uno si chiede perché l’università italiana sia così poco considerata: finché gli insegnanti sono questi!
    L’unica risposta giusta al “governo dei tecnici” secondo me è semplicemente l’autoriduzione del prelievo.
    Cominciamo a non pagare l’IMU, e, signori, svuotiamo i conti correnti altrimenti ci porteranno via tutto.
    Ho letto, tra l’altro, la notiziola che Fini ha accesso ad un plafond illimitato. A cui suppongo non voglia rinunciare: morirò di fame io per consentirgli di mantenere i privilegi. Vedrai.

  2. Stefano Parodi,

    Benissimo, perfetto.
    Quindi quando, come e dove ci si vede in piazza? Io sono pronto, da tempo. Non vedo l’ora. Mi basta che siamo in tre io, Giannino e…..
    Poi vediamo.

  3. andrea wollisch,

    Non posso che essere d’accordo per filo e per segno, essendo io studente bocconiano e avendo dato proprio settimana scorsa la prima parte dell’esame di scienza delle finanze, che si occupa esattamente di quello che lei ha scritto. Non posso non notare che i miei ragionamenti coincidono con i suoi per filo e per segno. Non si può andare avanti così, i vertici dei partiti e della burocrazia italiana mi sembrano incompetenti, ogni proposta che leggo è folle, non hanno la minima idea di quello che fanno e se ce l’avesseroallora dovrebbero vergognrarsi di far affondare il paese in questo modo!!è ora di reagire e agire!!!la prego Giannino lei può organizzare qualcosa, non abbia timore, come scrive Parodi sopra di me non importa quanti saremo e se non ci ascolteranno, dobbiamo farlo per noi stessi, per sentirci vivi, per tentare di aprire gli occhi ad alcuni e di infondere coraggio ad altri che come noi si sentono soli ed inascoltati. Si può fare e si deve fare!!!e Lei signor Giannino lei deve assolutamente!!Lei ha la fortuna di avere un certo seguito, di conoscere tante persone influenti e sopratutto competenti, so che tutto attorno a noi è scoraggiante, ma deve almeno provare a caricarsi questa responsabilità!!Almeno inizialmente!!!E non abbandoni la radio! Io credo nella causa liberale, credo che ci sia un grande spazio politico, credo sia possibile creare un partito di speranze quantomeno. grazie

  4. Paul,

    Qualcuno ha letto l’ultimo poemetto di Monti sulla bellezza sublime del prelievo fiscale ?
    (Per chi non lo sapesse il nostro premier è anche un notevole poeta autodidatta oltre che un poco notevole “economista” plurilaureato)

  5. bruno,

    In molti si sono accorti e la voce gira, che c’è una festa che dura da decenni, ininterrottamente, promossa da politici ed organizzata da una schiera folta di funzionari, dirigenti, dipendenti, una festa che ha costi molto elevati e che produce benefici essenzialmente a vantaggio di chi è in pianta stabile all’interno dei palazzi dove si tiene e di chi è invitato. Altri pagano con il lavoro produttivo e ne sono esclusi o se possono cercano di pagare meno di quanto richiesto ( sbagliando a parer mio). Il fatto è che il peso della festa è diventato insostenibile e tuttavia gli organizzatori e i partecipanti sembrano sordi a chi chiede di ridurne il peso e di sollevare chi sta fuori, considerata la fase di difficoltà iniziata alcuni da qualche anno e che ora si sta trasformando in crisi cronica. Ecco perchè si deve dire che la ” La Festa deve finire!” . Potrebbe essere il motto sotto cui raggruppare non chi fa riferimento a schieramenti o a partiti ma al senso di responsabilità verso il futuro e all’ equità. Al più si potrebbe aggiungere “immediatamente!”

  6. Francesco P,

    I mercati finanziari vivono di luce propria la maggior parte del tempo per poi doversi riallineare con la realtà in modo brusco. E’ quanto sta avvenendo oggi sul borse mondiali (stanotte vedremo perdite importanti anche sull’Asia). In questi momenti concitati le borse delle nazioni economicamente più fragili sono destinate a subire perdite più pesanti. Contemporaneamente al calo del listini azionari aumentano i tassi sull’obbligazionario. Dobbiamo anche considerare l’esaurimento degli effetti della maxi iniezione di liquidità (LTRO) del 1 marzo da parte della BCE, che ha contribuito alla stabilizzazione dei mercati finanziari, senza però incidere sulla disponibilità di capitali per le imprese.

    Con un significativo aumento dei tassi italiani e relativo aumento dello spread sul bund, i mercati finanziari ci stanno dicendo: “Italia, sei fragile e non dai fiducia”.

    Le politiche fiscali “ammazza crescita” e la spesa pubblica esagerata ed insulsa sono i principali componenti della sfiducia dei grandi operatori economici. L’Italia si spegne come una candela.

    Purtroppo il governo tecnico non è in grado di arginare la spesa per la politica e l’amministrazione pubblica elefantiaca perché non in grado di imporsi. Pertanto prosegue nella sua scelta di fare “macelleria sociale” nei confronti delle imprese e dei lavoratori anziché toccare il mondo dell’inutile e dannoso. Il governo tecnico assume un ruolo di copertura nei confronti dei signori dello sperpero pubblico. Visto che il periodo pasquale si è appena concluso, mi verrebbe da pronunciare: “Signore, non perdonare loro, perché sanno benissimo quello che fanno”.

  7. Massimiliano,

    Buonasera Dott. Giannino,
    adesso che ci ha fornito anche il nome del partito ” ORA BASTA” , spero organizzerà una manifestazione/incontro per non lasciar finire il nostro paese nel baratro…

    In attesa di un suo riscontro
    La saluto cordialmente.
    Massimiliano

  8. Filippo,

    Ho fatto un po’ fatica a seguire il discorso, ma una cosa ormai l’ho capita. Qui comunque la si gira non si vuole trovare la soluzione.
    Siamo ormai sul punto di scegliere se restare o andarcene, Ma una bella serrata dimostrativa non sarebbe male, fanno tutti sciopero e noi chi siamo?
    Ora meglio che smetto di dire stupidate e vado a fare altro di piu’ costruttivo, tipo badare ai miei figli.

  9. Roberto,

    Non sono un fan del PIL, sono favorevole al discorso di R. Kennedy del 18 marzo (il GDP non ci dice perchè dobbiamo essere fieri di essere americani etc..) MA condivido sostanzialmente il discorso ORA BASTA: La tassazione deve essere sostenibile, le spese trasparenti e soprattutto, ammettendo per innaturale ipotesi “quelli dello stato” onesti, i servizi gestiti dalla base (scuola assistenza cultura e territorio) sono più “agili” “lean” “efficaci” di quelli pianificati dalla burocrazia della PA.

  10. Marco,

    Siamo tutti con Lei Giannino, non molli ” ora basta ” mi sembra proprio appropriato.
    Ora basta di professorinche vivono lontano dalla realtà e incapaci di darenun indirizzonchiaro a questo paese con politiche lungimiranti.
    Ora basta di una burocrazia che uccide qualunque volontà di fare.
    Ora basta di burocrati statali che difendono solo i loro privilegi
    Ora basta di un sistema di leghi contorto e contraddittorio fatto ad uso e consuumo di chi detiene la possibilita di interpretare secondo le sue esigenze.
    Ora basta di burocrati arroganti e pieni del loro potere.
    Ora basta di chi puonscribere e dire qualunque cosa tanto poi non risponde di ciò che dice.
    Ora basta di un siste,a bloccato e che non e in grado neanche di fare ciondi cui ha bisogno
    E ora di mandare a casa tutto il sistema di grandi burocrati di questa nazione e di tutto l’apparato politico
    Nom Roma ladrona ma partiti e burocrati ladroni tutti nessuno escluso
    Giannino siamo con Lei e ora di pensare ad un organizzazione che sia in grado di cogliere la sfida delle prossime elezioni e che finalmente metta insieme un programma a lungo termine in grado di rinnoverebbe e rendere competitivo questo paese
    L’Italia ha grandi potenzialità ma ha bisogno di un sistema che faciliti e sia proattivo per rilanciare lo sviluppo del PIL
    Marco

  11. Vincenzo,

    Bene Giannino, se ho capito bene finalmente possiamo contare su di Lei come guida, ORA BASTA è uno slogan per cominciare, e va bene così, cominciamo, perché fra poco non resterà più niente!! bisogna fermare Monti e C. ora perché questi hanno la missione di espropriare tutto quello che c’è e trasferirlo a chi (comprensibilmente) ci gioca contro. La classe che ci governa non pensa certo al futuro, ha la missione di preservare i “diritti acquisiti” perchè la sua prospettiva di vita è quella tipica di una oligarchia di privilegiati che non sa nulla di ciò che accade nel mondo. Bisogna azzerare tutto a partire dagli stipendi e dalle pensioni di stato, ridurre le tasse e… se non ci sono i soldi per pagare le cedole dichiarare che è giunto il momento di mettersi in coda..!! bisogna liberarsi della camicia di forza di MOnti e C. perché questi ci vogliono succhiare il sangue e spartirlo con i creditori che li hanno mandati qui a consumare il risparmio spazzando via le nostre ultime imprese dai mercati internzionali. ORA BASTA !!!!

  12. Andrea,

    Egr. Dott. Giannino spero proprio che tutto questo invocato da tanti inizi presto….ORA BASTA!! LA FESTA E’ FINITA! non può lasciare ancora spazio a questo scempio, ma agire in fretta. Si potrebbe anche minacciare qualche tipo di sciopero fiscale.
    Mi rendo conto che per Lei potrebbe essere un fardello pesante, ma troverà più sostegno di quanto immagini.

  13. Gabriele Bechini,

    La sua analisi dott. Giannino e’, come sempre, netta e lucida. Pero’ vorrei lanciarle qualche idea che potrebbe/dovrebbe ben abbinarsi ad un taglio drastico degli sprechi pubblici italiani.
    Innanzitutto, cosa strana per un governo di professori, non si sta assolutamente aumentando il valore del Paese ma si sta solamente rincorrendo il pareggio “ragionieristico” del bilancio. Cosa che se non ben gestita può essere anche molto deleteria per tutti noi. Accrescere il valore del Paese vuol dire tagliare gli sprechi veramente, ma soprattutto far riprendere ossigeno al malato. Ossigeno per le aziende e per i cittadini. Per le aziende vuol dire far arrivare i soldi dalle banche e non lasciarli nelle loro pance (i mercati si stanno svegliando…ma i nostri professori non c’avevano pensato ?); poi effettuare una vera RIFORMA TRIBUTARIA secondo l’art 53 della Costituzione secondo cui si possano dedurre dai redditi lordi fino al 100% dei costi primari in maniera inversa rispetto al crescere del reddito. Quindi più guadagno meno deduco, ma questo farebbe subito emergere IVA e contributi poi il nero. Solo in questo modo, quindi con una vera equità fiscale e proporzionalità e secondo la propria capacita’ contributiva vera, si potrà poi procedere con un TAGLIO delle aliquote.
    A questa riforma bisognerebbe aggiungere tutto il possibile per far riprendere il lavoro vero e non il finanziario. Ad esempio la storia degli incentivi al Fotovoltaico e alle rinnovabili in genere e’ annebbiata in una serie di falsità da parte di quegli oligopolisti che non vogliono lasciare i loro guadagni facili, e non più sostenibili. Vogliamo pensare agli incentivi come a sussidi CONTRO la disoccupazione? Magari, il settore rinnovabili e’ l’unico in controtendenza a livello occupazionale e l’unico che può veramente liberare energie nuove e fresche, e invece lo stanno ammazzando.
    Per ultimo, una volta imboccata la strada VERA del VALORE, potremmo fare come i Giapponesi. Comprarci il nostro debito pubblico per almeno il 90%. Maggiore valore all’Italia, maggiore crescita del Pil con anche diminuzione della spesa pubblica, maggiore valore anche per i nostri BTP e maggiore sostenibilità. In più potremmo TOGLIERE AI MERCATI il nostro debito e quindi tornare LIBERI di decidere del nostro futuro.
    Infatti lo Spread BTP/BUND e’ una grande bufala. Togliamo lo scettro ai Mercati come hanno fatto in Giappone, altrimenti una nuova manovra +tasse sara’ inevitabile.
    Ridiamo valore alla produzione e così al Paese togliendolo ai veri responsabili di questa crisi unica, le banche ed il mondo finanziario. (ma ci ricordiamo cosa hanno venduto in derivati, anche alle massaie, le principali banche italiane negli ultimi anni ? E ci stupiamo di quel che sta succedendo ? )
    ORA BASTA……..TASSE senza limiti.

  14. massimo,

    Non mi è chiaro il riferimento al “favor fisci anche da una corriva e illiberale giurisprudenza della Suprema Corte e di quella Costituzionale.” e neppure l’affermazione che ho spesso sentito a “Nove in punto” che nel processo tributario il giudice non è terzo. Lo dico per pura ignoranza e non per spirito polemico. Come faccio a trovare qualche dettaglio?

  15. Graziano,

    Dott. Giannino
    E’ ora di muoversi, le chiedo di scendere in campo, abbiamo bisogno di qualcuno che ci dia una speranza, che sia in grado di scardinare questo meccanismo perverso. L’alternativa e’ una rivoluzione violenta che non auspico ma che credo sia inevitabile. Cosa dobbiamo fare per convincerla?

  16. Gabriel,

    Carissimo Giannino, mettiamoci in moto…tanto a scrivere e scrivere e scrivere sempre le stesse cose non ci salviamo (nessuna critica eh). Facciamo qualcosa. Un movimento, tipo quello delle donne: se non ora quando.

  17. Davide Gionco,

    Giannino.

    Le spese dello Stato, se non erro, vengono conteggiate nel PIL.
    Se lo Stato taglia le spese, il PIL scende. E infatti i fornitori dello Stato diminuiscono i loro fatturati.

    Forse la soluzione potrebbe essere un aumento delle spese statali a deficit, con una contemporanea diminuzione delle imposte.
    In questo modo resterebbero più soldi nel settore privato per fare ripartire l’economia.

    Se non lasciamo andare il deficit, non nè possibile fare ripartire l’economia.

    O forse un modo per aumentare la spesa pubblica senza aumentare il deficit ci sarebbe: lo Stato inizia a pagare emettendo dei crediti fiscali, cedibili a terzi. Le aziende incassano e usano i crediti per pagare le proprie imposte o li cedono a dei fornitori i quali potranno fare la stessa cosa.
    La copertura è garantita.
    Non vengono emessi nuovi titoli di stato, e quindi il debito pubblico non aumenta.

    Però è necessario passare attraverso la spesa dello Stato, dato che è solo lo Stato a incassare le imposte.

  18. Giovanni,

    Anch’io sono pronto a scendere in piazza.

  19. ddpp,

    Gentile dott. Giannino,

    sto leggendo il suo articolo e contemporaneamente ascolto “Porta a porta” mentre Vespa intervista la senatrice Rosy Mauro. Ascoltando la trasmissione ho appena imparato che esiste la legge “Mancia”. Sembra che i deputati e senatori possono proporre annualmente i nominativi di loro conoscenti (opere di bene) a cui il ministero dell’economia farà pervenire una cospicua somma (una tantum) per quell’anno. Sembra anche che questa norma sia stata abrogata il dicembre scorso.
    Intanto ho anche telefonato ad un amico che, non conosceva questa abrogata norma, ma è a conoscenza che qualcosa di simile sia presente presso la Regione Emilia Romagna.
    Un’altra partecipante alla trasmissione, l’onorevole Marina Sereni del PD, ironizzava sull’assegnazione di tanti euro (da 800mila ad un milione) alla scuola della moglie di Bossi.
    Mi chiedo e le chiedo: E’ possibile ricostruire a chi sono andati questi denari che i deputati elargiscono a onorevoli enti di beneficienza? Nell’ultimo anno? Negli ultini cinque? E chi ha presentato e poi votato questa legge?
    Cordialissimi saluti.

  20. Alberto De Matteis,

    Dott. Giannino,
    La seguo da anni, prima diffidando un po’ di Lei e di quello che diceva con tanta sicurezza e valanghe di riferimenti e citazioni, poi imparando ad apprezzarla e a cogliere nelle sue discussioni opportunità di approfondire argomenti e considerazioni di grande impatto quotidiano, e di liberare la mente rispetto al mainstream decerebrato divulgativo basato su ignoranza tecnica e interessati obiettivi personali o di gruppo.

    Nove in punto mi sembra così utile da ritardare spesso l’ingresso in ufficio per terminare di ascoltarla.

    Nei Suoi spazi informativi, però, Le chiedo perchè non ritiene di invitare alle sue discussioni e stimolare il dibattito anche con voci e presenze di chi la pensa, e, anzi, eventualmente, agisce da posti di responsabilità sulla sponda opposta a quella che – con difficoltà, penso – sostiene e porta avanti Lei.
    Politici, tecnocrati, burocrati, dirigenti pubblici ministeriali, regionali, boiardi vari presenti e passati: non Le mancherebbe la scelta, dato il gran numero di rappresentanti delle suddette categorie nel nostro Paese.
    Perchè, tanto spesso ascolto la sua voce supportata solo da chi studia la realtà, o la vive su scenari più “operativi”, deducendone le stesse sue conclusioni sulla efferatezza dello Stato dal punto di vista del comportamento fiscale ed economico in generale, autoreferenziale e cinico nei confronti di chi crea e stimola utilità e crescita economica, sociale, e, alfine, culturale, del nostro Paese.
    Ritengo invece che, come sempre, il contraddittorio e il confronto non potrebbe che far bene, rafforzare alcune sue posizioni, forse smussarne altre, ma sicuramente rendere le Sue (nostre) idee più forti e efficaci, una volta confrontate con quelle della controparte.

    Penso che uno dei grossi problemi di questa battaglia culturale e politica sia quella di rendersi ancora di più radicata nel cuore della società, che seppur soffre degli effetti di una gestione della cosa pubblica (e privata…) che Lei così bene descrive e mette a fuoco, talvolta ha difficoltà a conciliare il disagio che sente chiaramente nella “pancia” ogni giorno per la situazione economica e sociale così sgradevole, con lo tsunami mediatico e informativo che ottunde soprattutto coloro che non hanno tempo e/o volontà di ritrovare strumenti alternativi di comprensione della realtà, più complessi e “singolari”, ma sicuramente più profondamente realistici. Il confronto diretto con le insopportabili logiche che inevitabilmente esprimerebbero i rappresentanti dello “Stato Leviatano”, gioverebbe.

    Mi auguro che questo mio piccolo consiglio possa trovare la Sua considerazione.

    Cordialità, e una incitazione a continuare sulla sua strada, col supporto di tutti quelli che la apprezzano e la seguono.
    ADM

  21. Dorian,

    Dottor Giannino, lei ha l’indubbia capacita’ di scrivere cose giuste e condivisibili. Il vero problema e’ che questo governo e soprattutto i partiti che lo sostengono non la pensano come le persone senzienti, in quanto non agiscono per il bene del Paese, ma solo per il proprio. E’ dalla nascita del Governo Monti, che come tecnico, non assisto che a pesanti disillusioni: nulla di quello che doveva esser fatto e’ stato fatto! Reputo ormai inutile persino discutere delle cose e prevedo un futuro assai negativo. Faranno un prestito forzoso, non abbasseranno le tasse e non faranno la spending review. Una volta eravamo cittadini, oggi siamo solo schiavi. Cordiali saluti

  22. LucaS,

    1) Giarda dovrebbe vergognarsi per quello che da detto! E’ in assoluto il ministro più inetto subito dopo Patroni Griffi, il santo protettore degli statali! Addirittura è riuscito nel miracolo di farmi (temporaneamente ovviamente) rimpiangere Tremonti… e ce ne vuole! La cosa in assoluto più grave della sua intervista è che secondo lui lo stato non solo non deve assolutamente licenziare gli statali, ma NON PUO’….mentre licenziare almeno il 30% degli statali (si può fare benissimo a parità di servizi offerti ai cittadini) è la prima cosa da fare per risolvere i nostri problemi… la prima!!! Ma vi rendete conto a chi siamo in mano? Hollande rispetto a questo “genio” è un paladino del libero mercato! Meno male che è professore… ma chi gli ha insegnato? Keynes, Sraffa o Renzo Bossi?
    2) Giustissima e sacrosanta l’accusa al mondo accademico italiano (se cosi possiamo definire questi leccac..)! Adesso dopo l’ennesima controriforma voglio proprio vedere cosa scriveranno Giavazzi e Alesina dopo aver incensato Monti e la Fornero per mesi per aver fatto sostanzialmente zero di quello che loro e noi proponiamo da anni… In caso contrario propenderei per la sindrome di Stoccolma!
    3) A questo punto bisogna avere il coraggio di mandare a casa (o in Europa visto che a lui piace tanto) Monti con una mozione di sfiducia presentando una piattaforma liberale shock and awe alla Thatcher… o meglio ancora facendoci commissariare dal FMI… voglio proprio vederli quelli della sinistra e i sindacati a “concertare” con l’FMI…. In questo modo probabilmente si perde dal punto di vista elettorale ma si ottiene comunque l’obbiettivo: far entrare in campo l’FMI e demolire il nostro socialismo-reale creando al contempo una destra liberale come in tutti i paesi normali (eccetto la Francia). E’ chiedere troppo?

  23. Rodolfo,

    Egregio Giannino, Monti e’ l’unica persona in questo pianeta che pensa che aumentando le imposte sul lavoro, aumenta il lavoro; nella maggior parte dei paesi si fa esattamente il contrario, si diminuscono le imposte sul lavoro. Telecom Italia pensa di disfarsi della rete, niente paura la CDP e’ pronta a nazionalizzarla di nuovo. Poi lo spread si rialza e, tutti si sorprendono, ma di che bisogna sorprendersi quando un capo di governo tassa i lavoratori e esenta le Fondazioni Bancarie dal pagamento
    dell’ICI/IMU.
    Distinti saluti

  24. Luigi,

    Dottor Giannino, siamo tutti d’accordo che i ns.governanti non agiscono per il bene del Paese ma solo per il proprio. Eravamo così contenti con la nascita del Governo Monti che abbiamo stappato bottiglie, pronti anche a grossi sacrifici, ma COMUNI e soprattutto aspettavamo un risanamento degli sperperi; invece dovremo bere altri calici amari e siamo rassegnati al futuro assai negativo, tanto che non abbiamo neppure più volontà di parlare. Concordo che faranno un prestito forzoso, non abbasseranno le tasse e non faranno la spending review. Concordo che una volta eravamo cittadini, oggi siamo solo schiavi. Lo Stato è un cavaliere che continua ad ingrassare e ora non dà più nemmeno biada al cavallo…..morirà prima il cavallo, certo, ma poi anche il cavaliere, come giusto. Io ai giovani ricordo da anni di prepararsi con le lingue e con le specializzazioni tecniche all’espatrio. Cordiali saluti

  25. Fabrizio,

    Buongiorno Dott. Giannino,
    non posso che quotare in pieno ogni sua considerazione.
    Le chiedo di scendere in campo, conto su di lei.
    Organizzi la manifestazione.
    La saluto cordialmente
    Fabrizio

  26. Lisa,

    Ora basta! Sono in molti a pensarla come lei, giannino, e sono persone che non hanno voce, tantissimi sono giovani, e io sono con lei e con tutti i lettori.

  27. Massimo74,

    @LucaS

    Penso che tu abbia proprio ragione: l’unica soluzione che ci rimane a questo punto è farci commissariare dal Fondo Monetario Internazionale.

  28. stefano,

    Bravo Oscar,

    organizza qualcosa tu! Dicci solo dove e quando; io ci sarò!

    Ancora complimenti

    Stefano

  29. andrea,

    Non voglio aggiungere nulla, tutto quello che avrei scritto è già stato detto da Lei e da qualche altro lettore, mi limito a offrirle il mio sostegno e incoraggiamento per organizzare una manifestazione e assicurare la mia partecipazione.

  30. Marco Billo',

    Sono in totale disaccordo con i presupposti della sua analisi liberista e sulla maggioranza dei commenti precedenti. Una volta per tutte, riuscireste a spiegare da cosa traete l’assioma che la cosa giusta da fare sia sempre ridurre il privato rispetto al pubblico? La vostra convinzione assoluta in tal senso mi sembra cozzare contro tutto quello che e’ successo e sta succedendo nel mondo. Si tratta di una ideologia e basta. Per giunta, non e’ guidata da una visione utopica di miglioramento della vita delle persone, ma anzi e’ volta a rendere i rapporti sociale e interpersonali il piu’ duri possibile, per il bene “del mercato”. Mi pare che ripetiate sempre le stesse cose come un mantra, nascondendovi dietro affermazioni pseudo-scientifiche.

  31. walter,

    Al principio credevo che il Governo non volesse assolutamente tagliare la spesa pubblica per testardaggine visti i ragionamenti sin troppo logici di Giannino non credo che serva nemmeno la laurea per arrivarci basta avere una famiglia per capire che se spendi piu di quello che entra… ma ora comincio a pensare , e il fatto e’ ancora piu’
    grave ,che non e’ piu’ una scelta …. proprio non si puo’ tagliarie in Italia troppi apparati
    si mettono di traverso troppe lobby che hanno interessi con questa gestione dei soldi
    pubblici …. questa cosa non s’ ha da far

  32. lorenzo,

    come può chiedere a stipendiati dalla PA di ridurre le spese della stessa?
    I DG dei ministeri sono diventati ministri…
    Canis canem non est, deve tornare la politica incominciando dalle piazze
    VOTA GIANNINO

  33. Davide Gionco,

    @walter
    Walter.

    In una famiglia che spende più di quello che entra, le entrate si riferiscono ai flussi di denaro dall’esterno all’interno (stipendio) e le uscite si riferiscono ai flussi dall’interno all’esterno (spese).
    Quindi per una nazione il parametro che misura la “troppa spesa” è il debito commerciale estero, non il debito pubblico.
    Le pare?

    L’Italia ha un deficit commerciale estero di oltre 60 miliardi di euro l’anno.
    Perché non lo riduciamo?

    E poi posso porre una domanda?
    Com’è che una famiglia ha un solo debito verso l’esterno mentre lo Stato ha due debiti?
    Il debito estero e il debito pubblico?

  34. erasmo67,

    Sig. Giannino le ha ragione !

    Adesso si deve trovare un processo per ridurre le spese e le tasse.

    Bisogna ridurre le spese senza ridurre i servizi ai cittadini , altrimenti è troppo facile, quindi per prima cosa si devono ridurre gli sprechi.
    Ma quelli che io e lei chiamiamo sprechi sono il reddito o la rendita di qualcun’altro.

    Il meccanismo è perverso.

    Si dovrebbe cominciare con una riduzione di spesa laddove il sottostante è indifendibile presso l’opinione pubblica e cominciare a ridurre le tasse , la ripresa economica creerebbe posti di lavoro che mitigherebbero la mannaia che dovrebbe abbatersi sul pubblico impiego per centiania di migliaia di post di lavoro.

    Per fare questo avremmo bisogno di credito, e non lo abbiamo o è troppo caro , ed abbiamo bisogno di una classe politica dotata di visione, e non la abbiamo.

    L’unica speranza sarebbe mettere insieme un veicolo in grado di portare sul mercato 300 miliardi di patrimonio pubblico da dedicarsi integralmente alla riduzione del debito in modo da restare per qusi un anno fuori del mercato dei titoli di stato e far rientrare il minor costo di interessi (15 miliardi all’anno) in minori tasse per famiglie e costo del lavoro.

    Solo così con questo colpoo iniziale che metta in moto un circolo virtuoso potremmo farcela.

    300 miliardi di patrimonio pubblico si possono trovare, i politici per farlo purtroppo no !

  35. erasmo67,

    Massimo74 :@LucaS
    Penso che tu abbia proprio ragione: l’unica soluzione che ci rimane a questo punto è farci commissariare dal Fondo Monetario Internazionale.

    Il Fondo monetario internazionale è una banda di ladri che fa gli interessi privati dei suoi stake holder

  36. erasmo67,

    Luigi :

    Io ai giovani ricordo da anni di prepararsi con le lingue e con le specializzazioni tecniche all’espatrio. Cordiali saluti

    Ottima idea per distruggre definitivamente il paese ! Bravo !
    A chi intona il “si salvi chi può” bisognerebbe sparare a Vista come agli sciacalli dopo un terremoto.

  37. Massimo74,

    @erasmo67

    Perchè, cosa ha detto di strano?Non abbiamo avuto già abbastanza dimostrazioni empiriche del fatto che questo paese è irriformabile e che le lobby politico/clientelari della spesa pubblica non hanno alcuna intenzione di mollare l’osso?
    Pensala come vuoi ma anche io mi ritrovo sulle stesse posizioni di Luigi,secondo me l’espatrio è rimasta la nostra unica via di salvezza.

  38. alexzanda,

    caro Giannino, ottimo articolo, ma lei queste cose per vederle e dirle ha dovuto aspettare l’intervista di giarda? questi sono tutti accademici e banchieri (ovvero politici, dato che far carriera in banca in italia significa essere più politici di un politico consumato), parti integranti del sistema italia come evolutosi negli ultimi trent’anni, sono assoluta espressione del welfare state……
    purtroppo la realtà è che accademici e giornalisti blasonati in italia sono tutti a sinistra, magari inconsapevolmente, e riescono a inibire in parte tutti gli altri…..
    forza Giannino, un pò più di coraggio, siamo in tanti con Lei se ci si mette………

  39. umberto fossali,

    Come volevasi dimostrare Giarda si guarda bene dal diminuire la spesa pubblica. Se la riduzione della spesa è legata al miglioramento della produttività dei servizi pubblici, campa cavallo….
    quante imprese devono fallire, quante persone devono perdere il lavoro, quanti imprenditori devono suicidarsi, quanti ragazzi devono andare all’esterno per trovare un lavoro, a quanto deve arrivare il debito per ridurre la spes pubblica?

  40. Marco Tizzi,

    @alexzanda
    Non è più una questione di destra e sinistra. Forse non lo è mai stata: in fondo il nazional-socialismo ha ben poche differenze rispetto al socialismo reale, no?
    Guarda:
    http://www.beppegrillo.it/2012/04/il_pozzo_senza_fondo_delle_tasse/index.html

    Ormai è una questione di “noi” e “loro”: è necessario che la gente si renda conto che lo Stato non siamo “noi”, ma sono “loro”. Sono i Giarda, i Grilli, i Patroni Griffi, i Lusi, i Penati, i Belsito. Sono sempre stati loro e sono CONTRO di “noi”.

    Questa è la presa di coscienza necessaria.
    E comincia a farsi largo, credimi.

  41. EMANUELE DALL'OCA,

    Caro Oscar a parte farti i complimenti per la lucidità e la correttezza con cui affronti le disgrazie del nostro paese, causate dalla peggire delle disgrazie, i politici, ti volevo chiedere se non fosse ora di promuovere lo sciopero fiscale. Non è possibile continuare a vedere fiumi di soldi sangue delle nostre tasche che vengono elargiti a piene mani a gente come i Bossi, la Margherita ecc.. ; non sarebbe meglio non pagare più le tasse fino a che non si vede un cambio di rotta radicale? Io sono un libero professionista, e anche se la dicitura è sinonimo di evasore fiscale, pago fino all’ultimo centesimo di tasse in quanto lo studio di progettazione impianti elettrici che conduco lavora esclusivamente con imprese e soggetti con partita iva. E’, come per lei penso, devastante ogni anno vedere quanto di ciò che fatturi ti rimane veramente in tasca, e quanto poco puo scaricare delle spese vive che hai per l’attività. Per tutto questo ribadisco, non è ora di operare per uno sciopero fiscale? Lei cosa ne pensa? Cordiali saluti e tanti complimenti.

  42. Diego,

    Caro Giannino spero veramente non lasci la radio perché quelli che la pensano come “noi” non possono permettersi di perdere una personalita’ finalmente competente e schietta che dice come le cose effettivamente stanno e prova a far aprire gli occhi a questi italiani vessati dallo stato e presi in giro da una classe politica che ha perso il senso della vergogna e dell’onore!! Per non dire della delusione di questo governo tecnico che se paragoniamo l’ Italia ad un palazzo, loro vivono nell’attico su in alto dove probabilmente si respira un’aria ricca d’ossigeno che a noi al piano terra comincia a mancare e i piani di mezzo sono sempre più disabitati. Io spero che lei ed altri della sua competenza mettiate in piedi un movimento politico che quanto prima abbia delle iniziative in cui tutti “noi” possiamo identificarci , e se nel 2013 rimanesse questo panorama politico scendere in campo per provare a riformare davvero questo paese , taglio della spesa pubblica, semplificazione burocratica e dismissione di proprietà dello stato per abbattere debito pubblico e cuneo fiscale.

  43. mario,

    Caro Oscar,
    hai scritto un articolo che dovrebbe essere scritto nel marmo e diffuso dalle scuole elementari sino nelle universita’.
    Tieni duro, qualche giorno fa ho percepito piu’ di un segno di una tua stanchezza in radio24, lo capisco benissim.

    Ti saluto cordialmente.
    Mario

    PS: Lo stato rimane sempre e comunque ladro.

  44. Andrea,

    Mario Monti è andato in giro per l’Asia a vendere la sua sobria immagine di un’Italia più appetibile, mentre la stampa economica internazionale (che conta) lo smascherava come l’ennesimo piazzista italiano di anticaglie ormai screditate.
    E lo spread tra la speranza di una modernizzazione e la gangrena irreversibile è subito ritornato ad allargarsi.
    (Per i segnali che continuamente ci inviano, vorrei quasi ringraziare i “ribassisti” che stanno, inintenzionalmente, sollecitando, inascoltati, una svolta liberale nella storia di questo Paese).
    Stiamo vivendo uno di quei momenti storici drammatici nei quali un’intera classe dirigente autoreferenziale e senza alternative (sostenuta da un’opinione pubblica mediaticamente irretita, culturalmente fallita ed umanamente sciocca) persevera nel prendere sistematicamente tutte le decisioni sbagliate fino alla catastrofe involontaria, ma prevedibile; oppure, le rare cassandre liberali di questo Paese non riescono a scorgere un disegno programmatico più sottile: che l’obiettivo reale perseguito dal governo Napolitano-Monti-ABC è proprio la decrescita irreversibile, il declino accellerato (e controllato) del Paese?
    Un’Italia impoverita, frustrata, agonizzante, a fortissimo rischio “fascismo di popolo”. Da mettere in vendita a prezzi quasi stracciati… A chi e, soprattutto, perchè?
    Oppure, sono davvero così imbecilli, i nostri governanti, che ci metteranno, in assoluta buona fede statalista, nella condizione di essere rovinati, infuriati e svenduti?

  45. teto65,

    La cosa più orrida che lo stato stà facendo è che continua a spremere i contribuenti onesti che già si sobbarcano di tasse sempre più avide e decise a trovarti impreparato con multe esponenziali.
    Io se mangio un piatto di spaghetti e uno mi mangia davanti il 68% del piatto mi incazzo e gli rovescio il piatto in testa, in Italia siamo diventati tutti amebe, io rimango sempre di più “Rivoluzionario” e attendo con gioia un nuovo Robespierre che tagli la testa a tutti i governanti che da 30 anni ci hanno preso per il culo umiliando il cittadino medio e favorendo solo i loro conti in banca con case faraoniche detenute da figli coglioni e mogli puttane coadiuvate da segretarie prestanome mignotte.

  46. teto65,

    Dr. Giannino, ormai Grecia, portogallo Spagna e Italia sono praticamente fallite, noi abbiamo ormai scritto nero su bianco che la montagna di debiti non consentono di abbassare la tassazione ad un livello che inverta la rotta, con queste premesse sono certissimo che avremo tra 7-9 mesi un’escalation di problemi derivanti da un impressionante aumento dei disoccupati in quanto le aziende cariche di adempimenti fiscali così e a corto di liquidità si spegneranno piano piano, e il debito che non scende di un decimale farà traballare questo paese che si troverà senza stipendio per milioni di cittadini, la macchina pubblica quando sarà costretta a licenziare gli impiegati sarà troppo tardi così saremo costretti ad arrangiarci male.
    Spero essendo cittadino europeo che i paesi aderenti all’Europa abdichino ad un governo unico Europeo che consenta di sperare nei prossimi 30 anni di vita sociale europea migliore di quella che ci attende in uno stato fallito e povero.

  47. Aldo,

    Come tanti mi associo alla proposta “Ora basta!” e provo anche a buttare giù qualche idea. Credo che la rete sia lo strumento per fare partire questo movimento. Mi spiego: se noti personaggi pubblici e seguiti twitteristi (es. Jovanotti, Severgnini, Riotta, Fiorello ecc.) sposassero l’iniziativa, avremmo la base di comunicazione che potrebbe rapidamente coinvolgere milioni di persone, di ogni età e ceto sociale. D’accordissimo sul “Senza rompere alcuna vetrina, né fermare il traffico, e senza bandiere di partito”, altrimenti abortirebbe rapidamente. I promotori dovrebbero preventivamente definire un semplice manifesto per puntare dritto al vero obbiettivo, cioè la classe politica e dirigente. Per imporre una rapida pulizia (corruzione politico-amministrativa, codice etico degli eletti, legge elettorale, responsabilità-finanziamenti-bilanci dei partiti e delle fondazioni politiche, evasione fiscale), premessa indispensabile per affrontare e risolvere la gestione della cosa pubblica. Aggiungerei un adesivo con un simpatico simbolo grafico del movimento. Per creare in decine di migliaia di piazze la continua pressione di milioni e milioni di italiani: l’iniquità di Monti a qualcosa è servita, ci ha predisposto, come non mai in passato, verso un simile movimento di opinione pubblica! E si continua fino a che non si raggiungono i risultati. Non ci riusciamo? Alle prossime politiche diamo il nostro voto infilando nella scheda il manifesto del movimento. E’ da un po’ che ci penso e di qualcosa del genere avevo scritto alcuni mesi fa in un mio post ( http://tinyurl.com/ca77s5l ). Noi li abbiamo votati per decenni, noi li possiamo e dobbiamo cacciare.

  48. Massimo,

    Buon giorno, in questi giorni si parla di rimborsi elettorali, i politici intervistati in merito chiedono tutti che si prenda atto della loro volontà di modificare la legge che per loro è sbagliata. Non voglio addentrarmi con commenti in merito e mi chiedo: visto che è riconosciuto che i rimborsi sono stati superiori a quanto speso, non possiamo chiedere la restituzione (con interessi) dell’eccedenza?
    La prossima tranche prevista per giugno la dobbiamo rionoscere?
    E’ possibile sperare che il buon dott. Monti oltre a chiedere i sacrifici al popolo possa incominciare a ridurre i costi della politica partendo dagli inutili sprechi?
    Non possiamo destinare i soldi restituiti dai partiti ed ottenuti dai tagli degli sprechi per le imprese (riconoscendo loro sgravi fiscali) che presentano un piano di crescita – investimento – sviluppo? Dobbiamo fare chiudere tutte le imprese strozzate dal fisco? E poi chi pagherà le tasse?

  49. carlo m,

    faccio una proposta per costringere lo stato a studiare una vera spending review:
    nel risorgimento, a milano, si è fatto lo sciopero del tabacco per lottare contro lo stato austrungarico, noi potremmo fare lo stesso con la benzina, il bene più tassato in Italia.

  50. Marco Pinetti,

    Ogni volta che leggo Giannino mi trovo d’accordo. E ogni volta mi faccio una domanda: ho quattro soldi in tasca e un’oretta libera ogni giorno. COSA POSSO FARE? Facciamo un partito, un movimento, una manifestazione, la rivoluzione. Emigriamo in massa, piuttosto. Ma facciamo qualcosa. Vi prego.
    Lancio una prima proposta per rompere il ghiaccio: troviamoci il primo maggio (festa dei LAVORATORI) a Milano, in Via dei Missaglia 97 (agenzia delle entrate). Tranquilli e pacifici, seduti per terra con il sorriso sulle labbra, ma tutti con una bottiglia (per sicurezza di plastica) di salsa di pomodoro: il sangue di noi lavoratori (dipendenti, autonomi, imprenditori… non conta) che i governi degli ultimi 20 anni ci stanno spillando. E magari qualche cartellone con scritto solo ORA BASTA.
    Idee migliori sono benvenute.

  51. Ettore,

    Forza Giannino!

  52. Gian,

    Caro Giannino,
    più ascolto la trasmissione del mattino, mentre mi reco al lavoro,
    più leggo gli articoli pubblicati su questo sito,
    più le azioni di questo governicchio proseguono tartassandoci,
    più mi convinco che sia necessaria una svolta.

    Sveglia gli Italiani dal torpore in cui si trovano i più.

    Come già indicato da altri, auspico una Tua discesa in campo, non più sui media, insufficienti ed inascoltati, ma in politica.

    Hai la forza, la capacità, le conoscenze e non ultimo una sana rabbia, per proporre un programma all’altezza della situazione e troveresti tanti sostenitori.

    Forza Giannino.

  53. mongo,

    Ed ecco che il parlamento, sempre più screditato, sta per crollare e il governo è pronto a prenderne il posto. A quando il colpo di stato? Forse il 25 aprile?

  54. adriano,

    @Marco Billo’ L’assioma dipende dal fatto che il pubblico funziona a costi piu’ alti.Questa naturalmente è la mia opinione,che deriva dall’esperienza.Nel pubblico lo spreco di risorse è la norma,per tacere del peggio.Il motivo è semplice.I denari impiegati sono di nessuno e gestirli in modo ,diciamo così,improprio non è considerato scorretto.Occorre un approccio di onestà molto raro.Molto raro.Se si vuole certezza sui costi non c’è alternativa al privato,a parità di competenze.Essere capaci nel pubblico non serve e non basta perchè gli obiettivi di istituto sono secondari ed a prevalere ,anche se sembra assurdo,sono gli interessi privati.

  55. Marco,

    Con l’accordo sul finanziamento ai partiti siamo all’apoteosi della presa in giro degli Italiani, tipico della nostra classe politica e di un apparato statale arroccato a difendere a tutti i costi i privilegi e le posizioni acqsite anche a costo di travolgere tutti gli altri.
    Siamo all’associazione delinquere creandosi le leggi per essere in regola e continuare a depredare la nazione.
    Il governo Monti, a cui tutti avevamo rivolto le ultime speranze, e ormai immobile e incapace di agire.
    Penso che rimanga solo da prendere le valige e andare a cercare fortuna in altri lidi
    Giannino sei la nostra ultima speranza non mollare

  56. Claudia,

    Gentile Oscar, non dica più che non continuerà a parlare da Radio 24, non deve lasciare che la tacciano!
    Siamo tutti d’accordo con Lei, l’unico che parla chiaro, forse non semper semplice ma non non siamo una manica di minchioni come i politici ci dipingono (quando li contestiamo altrimenti siamo un popolo illuminato!)
    La prego, a nome di tutti quei cittadini silenziosi che lavorano e non hanno tempo da perdere in proteste di piazza (perchè se no chi ci va a lavorare al ns posto?) che vanno avanti nonostante tutto, ci rappresneti Lei.
    Scusi se le affidiamo questo difficile e pesante compito ma se non Lei chi, le nuove leve? quelli che si laureano in 3 anni + 2 con i quiz? …. no cooment!
    PS
    ho 38 anni, sono ingegnere e lavoro nella azienda di famiglia da 5 generazioni e temo che sarà l’ultima se non cambia qualche cosa

  57. Pier Luigi Lamponi,

    Al nostro portabandiera Oscar Giannino.
    Ho sentito stamane nella Sua “9 in punto ” su Radio 24 : “questa è una delle ultime trasmissioni che mi faranno fare ” …. ma spero stesse scherzando scaramanticamente. Non sarà possibile chiudere la bocca a una delle poche voci libere dello squallido e prezzolato panorama della dinsinformazione pubblica organizzata dal regime statalista. Reagiremo, ovunque, nelle piazze, nei bar, nelle scuole, ovunque un barlume di libertà di pensiero sia rimasto. Sono con Lei, anche disponibile ad autotassarmi per darle spazio informativo. E queste sì che sarebbero tasse spese bene !

  58. Graziano,

    Può Giannino dirci una volta per tutte cosa intende fare?
    Tempo fa disse che era il momento di rimboccarsi le maniche ed agire, lo disse poco prima dell’avvento di Monti, mi sembrava un chiaro preludio alla sua discesa in campo. Ora se ne vuole andare da nove in punto e , immagino, dal nostro paese.Gli abbiamo riconosciuto competenza, leadership, intelligenza, acutezza ed, al buio, saremmo anche disponibili a votarlo.
    Oscar, possiamo sapere cosa intendi fare? Siamo pronti a rimboccarci le maniche.

  59. Marco Pinetti,

    Riprovo: ogni volta che leggo Giannino mi trovo d’accordo, ma ogni volta mi chiedo: cosa possiamo fare? Non ho molti soldi né molto tempo, ma ho una gran voglia di darmi da fare.
    Avanti con le proposte, possibilmente concrete!

  60. Gianni,

    Siamo all’assurdo storico, nella francia anti repubblicana esisteva la casta dei nobili che cercava in tutti i modi di mantenere i propri privilegi affamando il popolo con tasse e pretese assurde, oggi quella casta è rappresentata da quella borghesia che nacque da quel movimento, cioè dai politici e dalla pubblica amministrazione che con una cecità pazzesca ci stanno portando esattamente allo stesso punto in cui erano i francesi quando fecero cadere La Bastiglia. Non è necessario essere economisti eccelsi per capire quello che sta succedendo, è assurdo altresì constatare l’importanza mediatica data alla netta e ferma condanna da parte delle parti sociali ( miopi organi legati ad una concezione del mondo totalmente superata ) alla riforma del lavoro operata da questo governo e la conseguente pressione che su quest’ultimo ne è derivata fino alla ritrattazione totale della possibile svolta ideologica necessaria a questo paese, mentre passa quasi inosservata la netta posizione contraria della confindustria alla nuova formulazione di detta riforma. Ormai le esigenze che possono essere prese in seria considerazione sono solo quelle dei dipendenti della pubblica amministrazione e delle grosse industrie, tutto il resto è fuffa……
    La logica conseguenza di tutto questo è un affollamento delle piazze con gente accecata dalla rabbia, dalla disperazione e dalla fame.
    In tutto questo la sua voce è preziosa caro Giannino, quindi non ci pensi nemmeno a interrompere la sua trasmissione mattutina alla radio e non si senta assolutamente inadeguato, perchè altrimenti dovremmo sentirci così tutti noi che la seguiamo ogni giorno.

  61. andrea,

    @Marco Billo’
    Come dice adriano il pubblico funziona a costi più alti e questo è un fatto oggettivo, non smentibile. Inoltre, entrando nello specifico caso italiano, l’attuale sistema privilegia interessi privatistici nell’uso della cosa pubblica per il semplice motivo che in questo modo si viene rieletti e/o si continua ad occupare un posto che non si merita. Quanti politici trombati sono stati messi a capo di enti o società pubbliche o controllate da enti pubblici?. Noi, o almeno io, non vogliamo rendere la vita più difficile per nessuno, il mio desiderio è che ognuno possa conquistarsi il proprio spazio, con le sue forze, le sue capacità, il suo duro lavoro, senza bisogno di conoscere nessuno e senza che lo Stato abbia il diritto di fare concessioni in maniera arbitraria (licenze, autorizzazioni, ecc). Se qualcuno non ce la fa lo si aiuta (in vari modi, pensioni di invalidità, corsi di formazione, ecc.), ma non lo si coccola. Noi stiamo con l’uomo dimenticato, quello che provvede a sè stesso e alla sua famiglia e non ha tempo di incazzarsi, che non si lamenta, che non chiede aiuti e aiutini, che si sveglia ogni giorno cercando di migliorare la propria condizione; l’uomo di cui tutti si ricordano solo quando è ora di votare.

  62. Mimmo Sud,

    ….bhe la nuova tassa annunciata sugli sms mi sembra una prima risposta adeguata
    alle ansie e preoccupazioni di BCE e company sulla improbabilità di crescita ed occupazione di questo Paese. Che squallore!
    Le residue capacità di spesa e consumi in questa nazione sono state tarpate dal terrorismo del Befera…. che a pancia piena dall’alto del suo reddito ha lanciato un veemente “Guai a Voi” contro tutto e tutti.
    Questo paese è veramente nei guai; che facciano vedere i proff. se son bravi sulla crescita per quanto fulminei e sprezzanti sono stati sulle pensioni ed altro.
    Ma proff. de che poi, sarebbe meglio definirli esperti in economia domestica che non vanno oltre la arida aritmetica per sognare il loro bilanci….
    I consumi registreranno ulteriori passi indietro (ognuno si difende come può) i suicidi
    continueranno e ci vorrà ben poco per l’innescarsi di tensioni sociali di proporzioni imprevedibili.

  63. Claudio Di Croce,

    Sarebbe interessante e importante sapere come mai hanno fatto fuori OG da Radio 24. Forse perchè è un critico – anche se in ritardo – di MM ?
    Riceverà a breve una visita accurata dell’Agenzia delle Entrate e/o della Guardia di Finanza ? Meno male per lui che non si è permesso di criticare i giudici. Deve fare comunque molta attenzione quando telefona .

  64. Piero,

    ciao Oscar&Carlo Padron di Casa :

    SE Prodi&Ciampi di Centro Sinistra NON tagliano

    SE Silvio di Mediaset NON taglia

    SE Monti/Giarda della Bce NON taglia (almeno x quest’anno)

    DI CHI E’ LA COLPA ?
    E’ SOLO DEI GOVERNI ?

    OPPURE IL 70% DELLA POPOLAZIONE NON VUOLE ?
    (politici, sindacati, stipendi pa, pensionati… ma anche … privati che prendono appalti, privati che forniscono quei privati che prendono appalti.. ed imprese private sussidiate a pioggia.. e dipendenti privati delle suddette imprese… ecc….)

    PER ME LA RISPOSTA E’ LAPALISSIANA !!!

    E PER VOI DELLA SCUOLA CHICAGHIANA ?

  65. Davide,

    Oscar continua così, ti sosteniamo. Non abbandonarci!!

  66. mongo,

    ci sarà un colpo di stato e giannino sarà una delle prime voci critiche messe a tacere

  67. Massimiliano,

    Salve Oscar, spero che se ha deciso di lasciare radio 24 sia solo per compiere una scelta coraggiosa in un paese come il nostro, ovvero entrare in politica e portare il suo, pardon il nostro punto di vista. Ora basta, e per davvero. Sono con lei. Non solo ha il mio diretto appoggio, ma anche il mio impegno personale di diffondere il suo messaggio liberista e di civiltà. Ancora grazie per avermi illuminato in temi economici, ma soprattutto per avermi dato un senso di criticità non legato alla politica sconnessa del nostro paese. In attesa di un suo richiamo, cordialità

  68. Stefano Bisogni,

    Oscar è stato fatto su FaceBook un gruppo a sostegno del tuo programma radio su Radio24:

    http://www.facebook.com/groups/330500100347545/

    Siamo in tanti, e ti chiediamo di intervenire se possibile

  69. Malacarne Dorina,

    Gentile sig. Giannino,
    Non sono un’economista ma sotto sotto a tanta scienza bocconiana mi sembra manchi il semplice conto della serva.
    Se ho un debito, ho due alternative: fallire o mettermi in condizione di pagarlo.
    Escludendo il primo, mi resta il secondo. Da dove inizio? Riducendo le spese ed aumentando possibilmente le entrate.
    Se attingo ai risparmi o al patrimonio non aumento le entrate: mi impoverisco col rischio non solo di non pagare il debito ma anche di fallire, che era la prima alternativa, ovvero quella che avevo scartato.
    Devo perciò ricorrere ad entrate vere. Frutto del lavoro.
    Il governo Monti non ha ridotto le spese, (ha solo aumentato l’età pensionabile) ha fatto ricorso ai risparmi e al patrimonio. Quando gli italiani non avranno più soldi con cosa pagheremo il debito?
    Se gli italiani non spendono, e lo stiamo vedendo, a cosa serve produrre? pensiamo forse di vendere tutto all’estero?
    Con cordialità e stima
    Dorina Malacarne

  70. Ago,

    Le analisi del Dott. Giannino sono lineari, semplici e talmente logiche che c’è solo da stupirsi di chi non le possa condividere.
    Io a questo punto sono arrivato a pensare una cosa.. partirei dal fatto che mi sentirei di escludere quasi completamente l’ipotesi che uno staff di professori plurititolati quali i nostri attuali governanti possano agire in maniera così apparentemente scellerata ignorando le avvedute riflessioni che leggiamo qui e sentiamo da moltissime altre parti (l’unica spiegazione accettabile e che ci troviamo davanti ad un rarissimo caso di follia collettiva improvvisa di tutto il governo!).
    Mi viene quindi da pensare che questo governo, unitamente al precedente.. resosi conto dell’assoluta, totale e completa impossibilità di effettuare qualsiasi azione o manovra logica, sana, tendente alla “normalizzazione” dell’economia partendo dall’eliminiazione degli enormi incalcolabili sprechi di denaro pubblico (quasi certamente confluenti a fiumi nelle mani della criminalità organizzata che per decenni ha costruito in maniera esemplare un galattico sistema di malaffare all’interno del sistema centrale governativo del paese), possa aver deciso di giocare l’ultima e unica carta che potrebbe forse salvare il paese.. la rivolta popolare. E l’unico modo per poter sperare di svegliare un popolo inflaccidito da decenni di benessere e distrazioni è proprio quello di bastonarlo sonoramente, crudelmente fino all’insostenibilità! Le recenti “bastonate” dei mesi scorsi hanno per adesso solo alzato di poco il livello di “nervosismo” della gente.. chissà se quella del prossimo ottobre sarà sufficiente.
    Se il Presidente del Consiglio potesse leggere queste righe gli consiglierei vivamente di aumentare immediatamente di almeno il 30% i compensi di deputati e senatori, probabilmente sarebbe la maniera più efficace per abbreviare i tempi della rivolta, e sarebbe una maniera più rapida e di minor agonia per il popolo Italiano.

  71. MBB,

    Organizziamola questa manifestazione, di piazza o altro. Di parole giuste ne sono state dette abbastanza, è ora di “fare” qualcosa per cercare di coalizzare quanti sono stufi di quest’andazzo.

  72. Riccardo,

    Caro Giannino,
    purtroppo non ho avuto modo di leggere l’intervista al Ministro Giarda pubblicata dalla Stampa di ieri, ma sono rimasto a dir poco sorpreso sui contenuti da lei riportati nella trasmissione di questa mattina su Radio 24. Ma che fine ha fatto il così detto Piano Giarda contro i 10 Grandi Sprechi della spesa pubblica? Ricordo che l’ex ministro Tremonti lo aveva messo a capo di una delle commissioni per lo studio della riforma fiscale. In settembre dello scorso anno il Prof. Giarda aveva presentato un documento (apparentemente) molto sensato, «Rapporto preliminare sulla dinamica, struttura e criteri di governo della spesa pubblica», che sintetizzava in 10 punti quelle che una volta nominato ministro furono declamate sulla stampa nazionale (11 novembre 2011) quali linee guida della tanto attesa spending review della spesa pubblica: “un documento destinato a diventare una piccola Bibbia del governo Monti “!!!!
    Ma come può ora il Ministro Giarda affermare che la spesa pubblica è sostanzialmente in equilibrio? Quale equilibrio? Come la mettiamo con quei 10 punti da lui identificati meno di sei mesi fa? Questa è una offesa all’intelligenza dei cittadini. Perché voi della stampa libera non vi fate portatori di una insistente e specifica richiesta al Ministro Giarda di rendere ragione delle sue contraddizioni.
    Grazie.

  73. Claudio Di Croce,

    @Malacarne Dorina
    Per chiarezza mi permetto di suggerire di non usare il termine ” patrimonio ” in aggiunta a ” risparmio ” Si tratta della stessa cosa , cioè denaro che non è stato speso . I politici usano queste due definizioni per eccitare ” il popppppppppolo ” il quale pensa che il ” patrimonio ” appartenga agli speculatori , ai capitalisti, alle multinazionali , agli evasori fiscali e cioè alla classe sociale a cui il ” poppppppolo ” non pensa di appartenere , mentre il ” risparmio ” è del ” popppppppppolo” . Non facciamoci imbrogliare anche sui termini dai politici e loro sodali ladri .

  74. Carlo donà,

    Prof. Giannino.
    Le chiedo di non desistere dalla sua funzione di conduttore presso Radio 24.

    Nel panorama giornalistico italiano, Lei è l’unico in grado di motivare e far capire gli eventi che stanno modificando la vita (e di conseguenza il tessuto sociale) di noi italiani.

    Quando avverrà davvero il defaul globale, ci arriveremo preparati, almeno noi che la ascoltiamo giornalmente.

    Inoltre se se ne va lei, dove possiamo ascoltare un contrappunto musicale ai Doors pari al suo?

  75. Cristiano,

    Ma cos’è questa storia che te ne vai da radio 24?!

  76. Matteo Mambelli,

    Dott. Giannino, sono pronto a seguirla in una sua eventuale iniziativa politica.
    La prego poi di non rinunciare al suo spazio radiofonico: in lei riesco ancora a riconoscermi. Continui a darci voce!

  77. luciano,

    Grande Giannino, stamani leggevo le dichiarazione del presidente Napolitano ” evasori indegni dell’Italia”. Io non sono un evasore e pago una montagna di tasse e balzelli, ma vorrei ricordare al nostro amato presidente che da 40 e passa anni riceve lauti stipendi pubblici, se con la crisi attuale non abbia pensato di ridursi di un misero 10% del suo stipendio, anche data l’eta, invece di inveire contro gli evasori (che non giustifico).

  78. gianfranco paolini,

    caro oscar concordo pienamente con lei anzi penso che il grande popolo delle partite iva debba costituire un vero partito con l’obbiettivo di mandare a casa tutti coloro che ha parole sono meravigliosamente convincenti ma che nei tristi fatti hanno dilapidato costantemente la ricchezza di questa povera italia .
    Continuo a non capire come una meraviglia come la nostra Italia sia potuta cadere cosi in basso .Primi produttori vinicoli al mondo primi per quanto riguarda il patrimonio artistico mondiale Roma Venezia Firenze possono valere tanto oro quanto pesano ,mare montagna vulcani isole e chi piu ne ha piu ne metta .
    Quindi penso che ci sia voluta una vera genialita’ per poter far arrancare una cosi poderosa macchina da soldi .E ora che chi ha prodotto questo sfacelo faccia un grande passo indietro Fini Casini Buttiglione Berlusconi Bersani sono sempre stati li se avvessero avuto idee geniali ora non saremmo conciati cosi e’ imperativo che nuove facce giovani con coraggio producano un passo in avanti .
    L’ascolto caro Oscar tutte le mattine e penso talvolta che con la usa competenza e con il suo credere ardente farebbe di certo meglio lei di Monti , anche perchè oggi necessitiamo sempre più di uomini coraggiosi e competenti ma che abbiano il fegato di tagliare drasticamente con il passato , che ibbocchino nuove strade percorribili per tirare questa bellissima italia fuori dalla palude in cui tutti i parlamentari che fino ad oggi senza nessuna lungimiranza ci ahanno governato.

  79. Massimiliano F. - Roma,

    Ho letto i commenti di alcuni lettori e come tanti anchi’io ascolto e leggo Giannino da lungo tempo. La situazione è ovviamente arrivata al capolinea sia per noi, (cittadini, lavoratori, imprenditori, dipendenti, autonomi, artigiani) sia per LORO, PROFESSORI e NON che hanno tentato di Governare un Paese si ricco di problemi ma anche ricco di idee, di voglia di riscatto, e ricco di speranza e menti illuminate. Le ruberie messe a segno da una classe politica ormai in declino da 15 anni, l’aumento iniquo delle tasse sta lentamente portando il Paese sull’orlo di un baratro. Monti, Giarda e gli altri componenti del GOVERNO vorrebbero farci credere, in quanto PROFESSORI, di aver intrapreso la strada giusta, anche attraverso proclami propagandistici, ma tra 6 mesi quando il debito pubblico avrà superato la soglia dei 2 trilioni di euro e la spirale recessiva subirà un accelerazione mandando in fumo i piani dei PROFESSORI non ci sarà altra strada che chiedere altri soldi agli italiani. Le proteste credo siano inutili, il governo non le vedo assolutamente sensibile a tali tipi di manifestazioni di dissenso, mentre credo che la nascita di un movimento spontaneo nato dal basso può ridare SPERANZA, SOSTENIAMO LA DISCESA IN CAMPO DI OSCAR GIANNINO, SOSTENIAMO UN MOVIMENTO SENZA COLORE POLITICO che abbia nelle idee, nella forza e nella voglia di riscatto i suoi fondamenti.

  80. Aldus,

    Caro, grande Oscar, la tua è battaglia nobilissima che combatti con intelligenza contro il sottogoverno della capitale.
    Temo che sia una lotta disperata, al pari di quella degli onesti contro la criminalità organizzata!
    Ma noi la faremo fino in fondo, perchè le battaglie più nobili sono quelle a favore dei perdenti!
    A. da Parma

  81. orazio,

    Siamo ormai disperati. Chi di noi non sogna di bruciare il palazzo?

  82. Carlo,

    Fino a quando non si rivoluzionera’ la cosa pubblica dall’usciere al dirigente da 3 mil di euro anno l’italia piano piano sprofondera’fino al fallimento,poi sara’guerra civile con lotta sociale e vincera’il piu’forte.chi ci governa deve smetterla di contrapporre tra di loro le classi lavorative,chi ha la partita IVA evasore gli altri tartassati!!Se Monti si vanta di utilizzare un auto di 15 anni da un bell esempio di come sviluppare l economia.Smettiamola di chiamarli professori i veri insegnanti non guadagniano queste cifre!!

  83. silvano,

    Bravo Giannino.Sei tutti noi! Sto preparando un intervento ad un convegno organizzato per clienti di uno studio professionale, in cui mi dovrò occupare di riforma del contenzioso tributario.
    E quando mi concentro sulle cose da dire, mi rendo conto che la depressione dell’uditorio già elevata all’entrata per la situazione generale procurata dalla crisi in cui ci troviamo tutti, sarà piu’ elevata ancora all’uscita. Dopo avere ascoltato che gli accertamenti, con riferimento agli atti emessi dallo scorso 1 ottobre e relativi ai periodi di imposta in corso al 31.12.2007 e successivi saranno già esecutivi, con riscossione accelerata e terminni ristretti per l’impugnazione.
    Per non parlare della mediazione obbligatoria dal 2 aprile,sotto i 20.000 euro o del tentativo di trasformare in accertamenti induttivi puri anche gli studi di settore che solo per errore di compilazione e quindi formale, si traducessero in uno scostamento dei ricavi su Gerico superiori a 50.000 euro o al 15% dei ricavi dichiarati.
    Uno stato di polizia in cui la democrazia sostanziale non è di casa ed anche quella formale fatica ad avere rappresentanza.
    Sei una speranza di cambiamento per molti, anche per me. Non sarà facile scendere in politica, se penso a quello che hanno fatto a Berlusconi che ha provato di cambiare qualcosa.Ma il rispetto di se’ ,valore con cui ci dobbiamo confrontarci ogni sera, prima di dormire,secondo me, ha a che fare anche con la conoscenza di se stessi, delle proprie capacità, del proprio temperamento e del gusto a vivere mettendo sale ai propri giorni… Auguri!

  84. Vincenzo,

    Forse non c’è da meravigliassi più di tanto se i proff che oggi stanno al governo non tagliano la spesa. In primo luogo, molti di loro hanno fatto parte di precedenti governi, molti altri hanno ricoperto incarichi che spesso sono controllati dalla politica…, di fatto sono parte di quel sistema che dovrebbero riformare profondamente, e dallo stesso dipendono visto che sono tollerati dai politici. Non c’è la volontà di fare, perché nessuno limita se stesso, si guarda sempre la pagliuzza che nell’occhio dell’altro anziché vedere la trave che sta nel proprio occhio. Giannino, resti per favore, se non a radio24 in una radio da cui possiamo ascoltarla. Altrimenti, diventi uno di quei fari della speranza, scenda in politica, di certo non farà peggio!

  85. armando,

    Ben arrivato Oscar!
    Le cose che dice adesso lei, io le sostenevo già in dicembre dopo la riforma pensionistica…..
    Certo non le avevo sapute argomentare da par suo ma….
    Comunque, da ignorante in economia qual sono, credo che il monti stia facendo una cosa di questo genere:
    non cala la spesa pubblica, ma farà aumentare il pil in modo artificioso (vedi aumenti carburanti) in modo che il rapporto diventi favorevole.
    Così torneremo ad essere appetibili per gli investitori esteri e i loro patrimoni.
    Le aziende chiudono?
    LORO sono stati chiamati a risolvere i problemi e lo stanno facendo, altrimenti non dovevamo disturbarli!
    D’altra parte, loro e i loro familiari, non hanno problemi economici di nessuna entità.
    Per il popolo, inutile preoccuparsi: chi dovrà soccombere, soccomberà.
    Gli altri pagheranno fino all’ultimo centesimo.

  86. Johre68,

    Caro Giannino,

    voglio solo far notare che al riguardo dell’ulteriore aumento di tasse sugli affitti nel caso in cui non si applichi la cedolare secca, bisogna ricordare (ed i giornali compiacenti non lo fanno) che essa non è applicabile ai contratti commerciali. Pertanto, in tantissimi casi, la scelta non esiste e trattasi di un aumento vero e proprio.

  87. Gianni Roma,

    Caro Oscar , le sue affermazioni sono musica per le nostre orecchie stanche delle promesse dei politici sempre disattese . Le croniche dimostrazioni di incapacità a gestire quasi ogni genere di problema sono troppo contrastanti con le necessità che ogni giorno noi imprenditori ci troviamo a dover fronteggiare e risolvere .
    Ma dalle parole dovremmo riuscire a passare ai fatti nei modi gandiani già descritti da molti affezionati al suo blog . Servono proposte concrete da porre in essere in tempi rapidi attraverso un ” passa parola ” che possa coinvolgere ormai quasi tutta la popolazione stanca di questa situazione stagnante .
    Ho udito la sua intervista al Presidente di Ascom Pordenone che , come lei , ha il coraggio di togliere la sordina e muovere accuse al sistema ed alla classe politica . Accuse che la maggioranza degli Italiani ormai condivide . Sono certo , dalla continuità di opinione che rilevo ormai in ogni colloquio , che se potessimo contarci saremmo maggioranza nel paese . Ed allora muoviamoci . Potremmo creare un movimento che parta dalla base distaccato da ogni realtà politica esistente che funga da polo di attrazione per tutti gli Italiani stanchi e sfiduciati . Come ? Questo è il problema . Proviamo ognuno ad esporre in questo blog idee concrete e coincise in modo da poter essere esaminate velocemente . Potremmo votare le più condivisibili ed impostare un manifesto . Creata una base sul web di 10.000 consensi ( credo possibile in breve considerando le banche dati delle associazioni di categoria alle quali potremmo attingere ) con una piccola tassazione riusciremmo a creare un fondo da destinare ad una promozione del movimento che , attraverso i media , sia recepito e condiviso anche da chi non frequenta il web . Proviamo . Basterebbero 10/15 minuti del nostro tempo , ogni giorno , per un passa parola che allargherebbe la condivisione del manifesto in modo esponenziale in un tempo relativamente breve . Spero che Lei , Caro Oscar , sia dei nostri e voglia ospitare questa iniziativa che auspico possa avere un seguito . Cordiali saluti a tutti . Gianni

  88. Mario R,

    A me non è chiaro il concetto di “non ci saranno altre manovre” periodicamente enunciato da Monti.
    1) con una tassa nuova a settimana quanto ci si mette a fare una manovra?
    2) anche un bambino capisce che altre manovre ci saranno, quindi occorrerebbe almeno specificare il periodo entro il quale “non ci saranno altre manovre”;

    Non v’è chi non veda come non solo le soluzioni adottate da questo governo siano inadeguate, ma il grado di approssimazione nel perseguirle sia troppo grossolano e le stesse affermazioni di ministri e presidente del consiglio ce lo dimostrano quotidianamente.

  89. Maurizio,

    Caro Giannino,
    condivido la gran parte delle sue osservazioni; tuttavia, per incidere realmente sulla spesa pubblica, occorrerebbe con molta probabilità iniziare a tagliare anche i salari e/o i posti di lavoro, cosa che una seria spending review porterebbe in evidenza. Non riesco ad immaginarmi nessun partito nè maggioranza che possa pensare di approvare una manovra di questo genere…

  90. marcomaria,

    Buongiorno Dott.Giannino, rammento che forse l’unico vero passo verso una eguglianza fiscale immediata e’ quella di monitorare le entrate e relativi depositi bancari; se un privato percepisce al netto 15000 euro all’anno , sul conto corrente deve avere la medesima cifra altrimenti giustifichi eventuali differenze, affiancando un utilizzo nominativo di carte di credito per tutti (non e’ un’utopia, negli USA usano le carte anche per comprare i bubble gum). Questo esempio ,datomi a suo tempo da un esperto nel settore fiscale, e’ applicato in Portogallo ma i nostri Media non citano esempi semplici e gia’ applicati positivamente in altri Paesi ,alla faccia di un auspicato “Premio Pulitzer” nostrano!!!

  91. Cristina,

    Buongiorno dott. Giannino,
    mi sembra che solo lei sia in grado di ribattere significativamente alle
    manovre del governo. Mi faccia sapere quando e dove deciderà manifestare e io sarò con lei

  92. Gianni Giannessi,

    Caro Giannino, come hai sentito anche il presidente della repubblica travisa, non disinteressatamente, il male dell’italia. é sotto gli occhi di tutti che non è l’evasione che ci impoverisce ma le abnormi e assurde spese e furti dell’amministrazione statale, regionale, comunale. Giannino chiedici i soldi, contiamoci e partiamo! Ce la possiamo fare. Se non và…. potrai sempre restituirci la rimanenza; di Te ci fidiamo. Contiamoci, Ciao

  93. Ecate,

    @marcomaria
    Introdurre il pagamento con carta elettronica per tutte le transazioni è una sciocchezza.

    Rifletta :

    1. per poter effettuare pagamenti con carte di pagamento elettroniche deve possedere un conto corrente il cui costo medio è di circa 150 € annui . I C/C on linee costano meno ma richiede ai cittadini la capacità dell’uso di PC ed internet e quando le statistiche rilevano che il 50% non è capace di copiare un file…
    2. ulteriori costi di transazione ed errori sulla disponibilità del C/C implicano che non si può più acquistare nulla fino al chiarimento.
    3. i soggetti falliti ad esempio non possono disporre di un C/C. Mi trovi una soluzione.
    4. accade talvolta (a me capita alla cassa dei supermercati) che i pagamenti con carta non funzionino. Alla cassa se non ho contante non mi porto la spesa a casa.
    5. le carte vengono clonate e non c’è nuova tecnologia che tenga. Pagare sempre con carta vuol dire effettuare molte transazioni e ciò implica, per la legge dei grandi numeri, che durante la transazione questa abbia maggiore probabilità di venire intercettata. In 2 anni 3 carte clonate con 2 settimane di attesa per la nuova (nel frattempo con cosa pago ?) e 3 mesi per recuperare il maltolto. Poi non ha letto che hacker hanno rubato un milione e mezzo di dati dei possessori di carte di credito alla Global Payments. Di che sicurezza stiamo parlando ?
    6. ci sono degli esercizi che di fatto sono impossibilitati ad incassare diversamente dal denaro contante. Pensi alla bancarella del mercato, agli ambulanti, all’idraulico che emette fattura a casa del cliente ma non saprebbe come farsi pagare perché questo non dispone di POS.
    7. le carte hanno un limite di pagamento mensile, molti stranieri (giapponesi, arabi, cinesi) che hanno ingenti disponibilità dovrebbero rivedere, qualora possibile, questo tetto.
    8. non è possibile togliere dal mercato la carta moneta e ci saranno comunque delle transazioni che eviteranno il circuito con carta. A Cuba il dollaro ufficialmente non esiste come moneta di scambio, ma chiunque può pagare con una moneta che ufficialmente non esiste.
    9. le mance di qualsiasi genere non sarebbero possibili e le offerte in chiesa effettuate solo con bancomat, la paghetta di suo figlio di 10 anni accreditata sul bancomat…

    L’elenco potrebbe proseguire

  94. Claudio Di Croce,

    Volevo fare i complimenti a OG per come ha risposto ieri sera a quell’impiegato statale in pensione che è andato dalla Gruber per publicizzare il suo libro . Questo personaggio ha vissuto e continua a vivere alla grande a spese dei contribuenti e ha tuonato contro gli ” evasori fiscali ” sponsorizzando le manette , cioè il suo strumento di vita e di guadagno.. E’ un personaggio eguale ai ” professori ” che sono al governo , cioè impiegati pubblici , che hanno vissuto e vivono sulle spalle dei contribuenti e hanno come unico scopo quello di continuamente aumentare il malloppo rubato ai contribuenti e di dividerselo .

  95. fabio,

    Un sogno: Giannino ministro delle Finanze e Ostellino capo del governo

  96. Renato Velli,

    Caro Oscar,

    innanzi tutto complimenti per il tuo spirito libero, profondo e coraggioso.
    Per quanto il Fisco italiano propongo un parallelo di ordine economico.
    L’economista africana Dambisa Moyo come ben sai ha scritto due libri da non perdere, quello che qui voglio citare è “La carità che uccide”.
    La tesi di fondo, per la quale è stata definita l’anti-Bono (il cantante degli U2), è lapidaria e lucida: l’Africa non è mai cresciuta perché gli aiuti occidentali (mangiatoia suprema ben celata sotto i più nobili ideali) fanno male, creano corruzione e impediscono lo sviluppo.
    “La Moyo sostiene che gli aiuti (15 per cento del pil dell’Africa subsahariana) innescano uno sciagurato circolo vizioso: alimentano la corruzione, … inibiscono la classe imprenditoriale autoctona, incrementano l’inflazione e creano dipendenza e povertà, rendendo indispensabili ulteriori aiuti. Ogni anno l’Africa brucia 20 miliardi di dollari per rimborsare il debito estero e oltre 150 miliardi sono inghiottiti dalla dilagante corruzione, La realtà è che nessun paese al mondo è mai riuscito a ridurre i livelli di povertà e a sostenere la crescita economica grazie agli aiuti” (fonte: Istituto Bruno Leoni).
    E la Moyo, che ben conosce il contesto della sua terra di origine, dimostra questa tesi scientificamente.
    Il parallelo con la politica e la burocrazia italiana è, purtroppo, maledettamente vero e ugualmente dimostrabile.
    Penso che questa “carità” perniciosa valga su e giù un buon 50% dell’imposizione fiscale (l’altro 50% è doveroso e probabilmente sufficiente per garantire uno Stato liberale e amministrazioni efficienti al servizio dei cittadini).
    Ora, è auspicabile che quello che resta della “buona” politica e buona amministrazione pubblica (da qualche parte ci deve pur essere, anzi c’è) si renda conto che l’Italia che lavora, produce non può più permettersi questa beneficenza di stampo africano – come scrive la Moyo – per istituzioni centrali e amministrazioni locali obsolete e spesso inefficienti o, peggio, corrotte.
    L’Italia è storicamente un Paese civile e pacato, la speranza è che la situazione possa mantenere un carattere di accettabile “normalità” e non degeneri entro un paio d’anni.

    Grazie e con viva cordialità.

    Renato Velli

  97. Adriano,

    La spending review non produrrà risultati significativi, lo ha ammesso anche il governo. Non si capisce allora perché la facciano. In realtà, per ottenere significative riduzioni di spesa è necessario estendere il nuovo articolo 18 ai dipendenti pubblici e compiere un serio riesame dei processi organizzativi della burocrazia, quello che nelle aziende private di chiama BPR. Si tratterebbe di tagliare le attività a valore aggiunto nullo, assegnare ai processi delle risorse preparate e di mandare a casa le risorse che non servono o non sono adeguatamente preparate. Ma come possono farlo dei professori che conoscono solo le quattro operazioni aritmetiche?

  98. Ecate,

    @Claudio Di Croce
    Ho visto sul web la trasmissione.

    Non conoscevo il sig. Tinti, ora in pensione; faceva il giudice tributario e non conosce come funziona l’IVA e i suoi interventi dimostrano una totale incompetenza di come funziona il sistema fiscale. Ma stiamo scherzando ? Faceva il giudice ? Ma a chi danno il potere di decidere le sorti delle persone nel nostro paese ? Il titolo di Dottore (con la D maiuscola) davanti al nome va conquistato.

  99. gabriella,

    sig. giannino
    lei e’ la nostra ultima speranza!!!
    scenda in campo,saremo in migliaia a seguirla

  100. Nicola Marmo,

    Caro Giannino,
    Le scrivo solo per dirle che deve continuare la sua opera di denuncia contro uno “Stato ladro” nei confronti dei suoi cittadini e contribuenti. La ascolto sempre molto volentieri la mattina alle 9 a Radio 24 e, molto spesso, la sento sconfortato per le critiche idiote di chi pensa che Lei difende gli “evasori”.
    Aveva ragione Prezzolini: governare gli italiani non è impossibile, è inutile. Ma lei continui. Sappi che siamo in tanti a condividere le sue idee. “Basta Debito, Basta Spesa!!
    Nino Marmo

  101. Claudio Di Croce,

    Come avevo approvato la decisa risposta nei confronti dell’impiegato statale ignorante , non capisco il tono sottomesso e umile di OG nei confronti della esponente del sindacato CGIL nella trasmissioe radio di oggi .Ma vogliamo ricordare i danni che hanno provocato e continuano a provocare i Sindacati , sopratutto la CGIL e la FIOM , proteggendo sempre e comunque i lavoratori dipendenti sopratutto i fannulloni e gli assenteisti in alleanza stretta con i giudici del lavoro , causando danni enormi all’economia italiana e ai lavoratori seri e onesti ?

  102. giovanni,

    Caro GIANNINO ma è lo stesso Giarda che dal 1981 è l’esperto della spending rewue CHIAMATO DA REVIGLIO, GORIA PRODI TREMONTI !!!!!!
    È lo stesso Giarda presidente della Bipeille Investimenti che aveva come consiglieri Fiorani e Ricucci
    E’ lo stesso Giarda Presidente della Banca Popolare di Lodi che non si era accorto dei buchi fatti da Fiorani
    E’ lo stesso Giarda che non si è accorto dei buchi Italease nel Banco popolare
    E’ lo stesso Giarda che aveva attici pagati a Roma da Fiorani per fare Lobby con banca Italia.
    Se è lo stesso allora siamo sicuramente a posto.
    Se tutto va bene facciamo una fine peggiore della grecia.
    Và detto però che i pirla siamo noi e lui è il più furbo.
    Ha trovato un argomento che tutti i governi non possono non mettere nel programma.
    non si è mai candidato in nessun partito.
    si è fatto dare incarichi dai partiti ( università banche assicurazioni istituto tumori ecc ecc )
    e tutti lochiamano per dargli un inacrico e se gli và male una cosulenza sempre sulla spending rewue.
    E il bello che pochi giorni fà ha detto che si sente solo che non gli danno i dati per elaborare un programma per la revisione delle spese pubbliche.
    E’ arrivato a fare il ministro a 76 anni e dobbiamo dire che ci ha preso per il c…..lo da circa 30 e ribadisco il furbone è lui e noi i cogl……..ni.
    giovanni

    16 agosto 2008
    Misteri italiani
    (Giacomo Vaciago)

    Nei giorni scorsi sia il Professor Francesco Giavazzi sia il Professor Giacomo Vaciago hanno citato un convitato di pietra. Qualcuno, o meglio qualcosa, che dovrebbe esserci e invece non c’è. Gli economisti, si sa, si occupano di qualcosa che non è una scienza esatta: l’economia appunto. Ma da qui a parlare di sparizione ce ne passa.

    I fatti. Il tanto vituperato Governo Prodi aveva istituito una commissione di studio. In Italia quando c’è un problema che non si vuole risolvere spesso si ricorre alle commissioni. Ma questa volta il tema era “il libro verde sulla spesa pubblica e il rapporto intermedio sulla spending review”. Un tema da niente. O forse da troppo. Sì perchè, se appena insediatosi al Ministero dell’Economia Giulio Tremoniti la commissione è sparita e sono spariti gli esiti del suo lavoro, è evidente che qualcosa non funziona.

    E cosa? Cosa non funziona? Perchè due autorevoli economisti citano questa commissione e oggi questa commissione è un ente fantasma? Soldi sprecati? O materiale scottante di cui è meglio che l’opinione pubblica non sappia? Perchè Tremonti non dice chiaramente e pubblicamente cosa ha fatto la Commissione Muraro, su cosa ha lavorato, cosa ha proposto e perchè non se ne parla più? Un minimo di trasparenza sarebbe necessario. Anche perchè la Commissione era/è stata pagata con soldi pubblici.

    Dal Corriere della Sera:

    Gli effetti del cambio della guardia in via XX Settembre
    Il piano Padoa-Schioppa? Nel cestino
    Mai pubblicato il rapporto sulla spesa prodotto della Commissione Muraro, ora soppressa
    Inutile frugare nel sito internet del ministero dell’ Economia alla ricerca del rapporto 2008 sulla revisione della spesa pubblica. Quel documento non c’ è. Almeno non c’ era fino a venerdì 4 luglio, quando questo articolo è stato scritto. Sepolto in chissà quale cassetto di via XX settembre da più di 20 giorni, visto che è stato materialmente consegnato agli uffici del ministro il 12 giugno. Domanderete: Che cosa c’ è di strano? Nulla, a parte il fatto che di solito i documenti ufficiali del ministero, come i due precedenti rapporti stilati dalla Commissione tecnica per la finanza pubblica, così si chiama l’ organismo che ha scritto quel documento, finiscono tutti sul web. Questa è la prassi. Inoltre, la pubblicazione online dei lavori della Commissione, del resto, era esplicitamente prevista anche dal decreto (articolo 5, comma 5) con cui il 16 marzo del 2007 era stato formalizzato quel gruppo di lavoro, istituito con la prima delle due leggi finanziarie di Romano Prodi. Soltanto che all’ epoca il ministro era Tommaso Padoa-Schioppa e adesso invece al suo posto c’ è Giulio Tremonti. Ebbene il nuovo ministro, appena tornato alla scrivania di Quintino Sella, ha cancellato con un colpo di spugna, insieme al Secit, pure quella Commissione. Cancellando anche il relativo stanziamento: un milione 200 mila euro l’ anno per tre anni. La Commissione doveva lavorare infatti per un triennio: è durata appena quindici mesi. Il tempo necessario per produrre, come ha rivendicato in una nota il suo ex presidente Gilberto Muraro, una decina di documenti, come il libro verde sulla spesa pubblica e il rapporto intermedio sulla spending review. Studi che hanno confermato lo stato di inefficienza e il livello di spreco di alcuni settori della pubblica amministrazione, come la scuola, la giustizia e la sanità. Impietosa l’ analisi sulla lentezza dei procedimenti civili, con esempi che fanno accapponare la pelle, se è vero che una causa per inadempimento contrattuale dura mediamente in Italia 1.210 giorni, quattro volte più che in Francia e Germania, mentre una causa per licenziamento va avanti in media 696 giorni, contro 80 giorni in Spagna. Altrettanto impietosa la radiografia della spesa sanitaria, con la scoperta che in certi ospedali (il Forlanini di Roma o le Molinette di Torino) un posto letto in corsia ci costa 870 euro al giorno, più di una stanza in un albergo superlusso. Ma fra i lavori che Muraro ha elencato puntigliosamente nella sua nota c’ è anche il rapporto conclusivo sulla spending review: 300 pagine (finora) misteriose. Tremonti non ha spiegato pubblicamente i motivi della sua decisione: se il problema sia l’ utilità della Commissione in sé o piuttosto le persone che la compongono. Sulla prima questione va osservato che il Tesoro si è sempre servito di organismi del genere, sia pure con compiti leggermente diversi. La prima Commissione tecnica sulla spesa pubblica fu istituita nel 1981, e alla sua presidenza venne nominato Franco Reviglio, del quale Tremonti, insieme a Domenico Siniscalco e Alberto Meomartini era stato giovanissimo braccio destro: i tre, all’ epoca, vennero battezzati i Reviglio boys. Al vertice di quel gruppo di lavoro arrivò quindi Piero Giarda. E lo stesso Tremonti, nel 2001, avvertì l’ esigenza di collocare al vertice della Commissione un uomo di propria fiducia: Giuseppe Vitaletti. Sulle persone, c’ è da dire che Padoa-Schioppa aveva nominato, oltre al presidente, un magistrato della Corte dei Conti (Domenico Marchetta) già stretto collaboratore di Carlo Azeglio Ciampi, un esperto di economia aziendale proveniente dalla McKinsey (Stefano Visalli) e sette accademici. Nel gruppo degli economisti, ben cinque (metà di tutta la Commissione) collaboratori o redattori de lavoce.info. C’ era lo stesso Muraro, ma anche Vincenzo Perrone della Bocconi, Massimo Bordignon della Cattolica di Milano, Alberto Zanardi dell’ Università di Bologna e uno che di quel sito internet, divenuto la spina nel fianco dei governi di turno, è stato addirittura fondatore con Tito Boeri: Giuseppe Pisauro, professore all’ Università di Perugia, nominato nel 2006 da Vincenzo Visco rettore della Scuola superiore delle Finanze. Al posto di Vincenzo Fortunato, il capo di gabinetto di Tremonti.
    Rizzo Sergio
    Pagina 8 (7 luglio 2008) – Corriere Economia

  103. antonio,

    @giovanni
    scusa ma se e’ vero quello che scrivi e facendo le ricerche in google sembra tutto vero perche’ lo hanno nominato ministro.?
    e perche’ nessun giornale o tv ha fatto un po di ricerche sul personaggio?
    se da 30 anni studia la spending rewue perche’ non ha tirato fuori gli studi fatti?
    a pensarci bene sono 40 anni che vediamo al governo le stesse persone e ora sono sempre gli stessi che dicono di sapere cosa fare per salvare l’italia!!!!!
    io manderei giannino al governo e manderei a casa piu’ della meta’ dei parlamentari.

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