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Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Valentino Govigli.

Anche la Consob si occupa di semplificazione normativa. La Commissione Nazionale per la Società e per la Borsa ha infatti emesso un comunicato stampa, il 22 marzo 2012, nel quale presenta, con il fine di “razionalizzare la disciplina vigente e favorire l’accesso al mercato per imprese e risparmiatori”, delle modifiche alle norme riguardanti alcuni obblighi informativi, le offerte pubbliche e la composizione dei soci necessaria per la nomina degli organi di amministrazione. L’obbiettivo è triplice: razionalizzare gli oneri informativi a carico delle imprese, semplificare le norme per favorire l’accesso dei risparmiatori sul mercato ed allineare la struttura normativa del mercato mobiliare italiano a quello comunitario.

Con la crisi ed il drastico calo di fiducia dei risparmiatori nei mercati e la conseguente diminuzione delle opportunità di finanziamento, diventa d’obbligo cercare di invertire la tendenza rendendo il mercato mobiliare più accessibile.

Ecco le principali novitĂ  del testo.

Per quanto riguarda gli obblighi informativi viene innanzitutto eliminato l’obbligo di diffondere rumors da parte della società emittente.  In caso di presenza di rumors rilevanti, ove sussista la possibilità che il pubblico sia indotto in errore nelle proprie decisioni di investimento,  sarà la stessa Consob a valutarne una eventuale diffusione.

Inoltre per sviluppare l’utilizzo dei sistemi multilaterali di negoziazione e della piattaforma degli scambi regolati da internalizzatori sistematici non vengono, a questi, applicate le norme sull’offerta al pubblico di strumenti finanziari a patto che siano comunque pubblicate informazioni sufficienti che possano portare gli investitori a formulare un giudizio chiaro sull’attività e la condizione dell’emittente.

Proposta di modifica anche per gli obblighi informativi relativi agli assetti proprietari (eliminare gli obblighi di comunicazione delle partecipazioni rilevanti, esenzione di comunicazione per l’acquisizione temporanea di azioni sotto il 5%) e per i patti parasociali, col fine di ridurre gli oneri per gli operatori del mercato ed incentivare la sottoscrizione di offerte al pubblico ed aumenti di capitale.

Parte consistente della proposta riguarda poi la semplificazione delle offerte pubbliche in modo da ridurre le discrepanze con la normativa comunitaria. Viene estesa l’esenzione per la pubblicazione del documento di offerta, si semplifica la comunicazione iniziale da parte dell’offerente, si elimina l’attestazione sulle modalità con cui l’offerente ritiene di poter far fronte all’impegno di pagamento del corrispettivo, si elimina l’onere di comunicazione all’emittente dell’avvenuta offerta ed infine viene meno l’obbligo di pubblicare l’avviso di offerta pubblica sui quotidiani, sostituito con un comunicato al mercato.

Ulteriori modifiche riguardano infine la riduzione delle quote necessarie per la presentazione delle liste per la nomina degli organi di amministrazione delle societĂ  quotate e la definizione di emittente di titoli diffusi.

Le quote da sei (0,5%, 1%, 1,5%, 2%, 2,5%, 4,5%) dovrebbero passare a quattro: soglia dell’1% ( per società con capitalizzazione compresa tra 1 e 15 miliardi di euro), 2,5% (società con capitalizzazione inferiore), 0,5% (società con elevata capitalizzazione), e soglia del 4,5% (presenza di particolari condizioni o società cooperative). Rispetto alla normativa riguardante l’emittente di titoli diffusi, viene invece elevata a 500 la soglia di azionisti ed obbligazionisti necessari per applicare la relativa disciplina.

Questo pacchetto di modifiche da parte della Consob va nella direzione giusta. Bisogna distinguere fra norme che effettivamente vanno ad aumentare l’informazione disponibile agli investitori, e obblighi che costituiscono solamente un peso supplementare per gli attori di mercato.

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