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La tracciabilità è una misura illiberale, ha ragione Maria Giovanna Maglie a denunciarne su Libero tutti i rischi, ed è giusto ribellarsi. Di buono c’è forse che proprio da questa invasione della privacy e negazione di libertà individuale può trarre linfa un movimento politico legato alle esigenze dei cittadini. Il Tea Party, nato in Italia sull’esempio dell’organizzazione americana, che ormai ha travolto le vecchie regole della politica, conta proprio sull’odiosità delle decisioni, annunciate dai tecnocrati del governo, per suscitare una reazione organizzata dei cittadini vessati, che dicano finalmente NO a un fisco strozzino, che col pretesto di combattere l’evasione ci priva dei nostri diritti elementari.
La tentazione nel nostro Paese è ricorrente, nel dna di governi di sinistra e di destra. Abbiamo sfiorato l’ipotesi della pubblicazione urbi et orbi dei redditi degli italiani con quest’ultimo governo, che copiava un’iniziativa del ministro Visco sventata dal Garante per la privacy. L’idea di aumentare l’Irpef, invece di abbatterla drasticamente, o di tassare il lusso, come se non fosse parte della nostra produzione, è ricorrente, e la Grande Inquisizione Tributaria è sempre pronta a batter cassa spacciandola per lotta all’evasione, per coprire l’incapacità e la non volontà di condurre sul serio quella lotta.
Con il pretesto nobile della lotta all’evasione ora il governo Monti si appresta ad abbassare il tetto massimo dei pagamenti in contantidagli attuali 2.500 euro a soli 1.000 euro. Alcuni esaltati, come Dario Franceschini, capogruppo del Pd, hanno rilanciato addirittura a cento euro. Non ci interessa ribadire quel che tutti sanno; chi vuole evadere continuerà a industriarsi per farlo, chi non lo fa, si vedrà complicare la vita perché l’opzione del digitale non sarà più una libera scelta, ma un obbligo odioso. Ci permettiamo di suggerire che basterebbe rendere le spese detraibili dalla dichiarazione dei redditi per debellare in pochi mesi l’evasione. Facciamo un esempio: negli Stati Uniti, dove l’evasione è pari a zero, anche perché ti vengono a prendere alle sei del mattino e ti mettono le manette dietro la schiena, qualunque spesa è detraibile fiscalmente. Dagli scontrini del taxi agli acquisti di vestiti, del tutto o in buona parte. In questo modo chiunque esige le ricevute, e il “nero” non esiste. Il principio è semplice e sano: chi spende, e più spende, tiene in moto l’economia, non è colpevole, è un benemerito.
Ma la cosa più importante è la privazione della libertà. Intanto uno Stato è tale ed è sovrano, perché batte moneta e stampa banconote. Per seconda cosa, i salassi delle banche dovrebbero avere dei limiti di decenza. Per terza cosa, il denaro che guadagno è mio, e sta a me decidere come intendo usarlo. Chi colpirà la tracciabilità? Colpirà le persone perbene, nel rispetto di se stessi e nella vita quotidiana. Perché i mascalzoni hanno avuto già il tempo di organizzarsi, ritirare il contante, nasconderlo, esportarlo, lasciando così il Paese a secco.
Infine, seppure la tracciabilità dovesse servire sul serio a combattere l’evasione, cosa che non è e non sarà, la libertà individuale va difesa contro la realizzazione de facto di uno stato di polizia. Riuscire a far capire agli italiani nelle prossime settimane in che modo vengono offesi sarà una sfida per il Tea Party.

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87 Responses to “Manovra Monti: La tracciabilità dei pagamenti è un’offesa alla libertà”

  1. Claudio Di Croce,

    @Aurelio Mustacciuoli
    Fino a che le persone come lei pensano che lo Stato debba aumentare “significativamente ” le entrate non ne usciremo mai : Continueremo a versare acqua in una pentole piena di buchi. Possiamo sperare di migliorare solo se lo Stato DIMINUISCE le entrate perchè diminuisce le spese e gli sprechi. Solo coloro che ne traggono vantaggio – mondo politico e dipendenti pubblici in testa – hanno interese che lo Stato continui a rapinare con la violenza sempre più risorse ai cittadini da loro considerati sudditi .

  2. Aurelio Mustacciuoli,

    @Claudio Di Croce
    Sig. Di Croce sono nuovo del blog e non ho capito alcuni meccanismi. E’ un luogo dove si ragiona o è un luogo dove ci si insulta? Forse “le persone come lei” non hanno letto il punto f) del mio post.
    L’uso della moneta elettronica non è una tassa e non deve diventare un ulteriore costo per il cittadino. Lo stato se ne deve fare carico e lo può fare perché l’uso di moneta elettronica fa emergere l’evasione e quindi porta nuove entrate da parte di chi non paga. Ciò deve ovviamente essere il presupposto per abbassare il livello di tassazione a tutti.

  3. emanuele,

    @Aurelio Mustacciuoli
    Concordo pagare tutti per pagare meno.

  4. AMSICORA,

    @Aurelio Mustacciuoli

    saranno solo consentiti prelievi di contanti in banca per chi deve viaggiare all’estero (con obbligo di resoconto)

    obbligo di resoconto?

  5. Ernesto rossi,

    Mustaccioli di la veritá sei Befera in incognito.

  6. Franco,

    Se una persona lavora è degna del suo salario e lo potrà spendere come meglio crede. Le persone comuni, gli stipendiati e i salariati che evasione fiscale potranno mai attivare? Il pensionato che evasione potrà attuare, con la sua misera pensione? La cecità dei governanti italiani è davvero grottesca. Mentre hanno attuato la traciabilità imponendo il ritiro di soli 980 euro dei propri soldi dalla banche o dagli Uffici Postali, dall’altra parte si evadono milioni di euro e proprio da persone che hanno a che fare direttamente con il governo! Questa non è una Repubblica democratica ma è una vera e propria dittatura! Dovremo mettere in moto un referendum contro questa vessazione governativa, lo vinceremo sicuramente. Così come è necessario portare avanti un referendum contro gli stipendi da nababbi nella pubblica amministrazione e nelle molte società private come Enel, Eni, Banche, i cui presidenti possono campare con un decimo di quello che ora prendono, chi 5 milioni di euro all’anno e chi 4 milioni e così via! Tutto ciò è profondamente immorale nei confronti di chi non arriva a fine mese con il proprio stipendio.Ognuno ha diritto di vivere, nessuno ha diritto alla vita più di un altro. La corda è stata tirata al massimo, ora basta. L’Europa, questo costoso transatlantico che chiede soldi ogni 15 giorni alle nazioni povere, questo modello di Europa non ci interessa perchè non fa altro che strozzarci sempre di più. E’ come fare mille sacrifici per acquistarsi una Ferrari e poi digiunare e vivere in miseria per tenercela e poter dire: ho una ferrari! Non ci interessano questi modi di fare. L’ Europa è troppo costosa, non ce la possiamo permettere. Ci raccontavano che se non entravamo in Europa la nostra nazione sarebbe stata l’ultima ruota del carro in relazione a svalutazioni monetarie e quant’altro! Ma perchè adesso in che condizioni siamo? Ci spaventano dicendoci che siamo sull’orlo del baratro e ci mettono le mani in tasca portandoci via quanto abbiamo. Io ho dei dubbi anche sul mostro del debito pubblico questa ombra che ci sbandierano ogni volta che devono tassarci a dovere, penalizzandoci i salari, come potremo far ripartire l’economia se non possiamo spendere più i soldi che ci vengono portati via? Se ho cento spendo cento, ma se ho cinquanta non posso spendere cento ma stò attento a misurare bene anche i cinquanta eliminando dalla mia vita tante cose che non mi posso più permettere. Allora, in questa situazione come potrà sollevarsi l’economia, con i ricchi? Con i milioni tenuti fermi nelle banche? L’anello economico è stato interrotto dagli ingordi del denaro e non viene messo in circolazione, causando penuria di liquidità per la stragrande maggioranza della popolazione. Se da solo ho un milione di euro nella mia vita di tutti i giorni ne faccio circolare solo una parte che mi serve per vivere e per le atre cose superflue, ma se quel milione di euro lo distribuisco a cento persone lo metteranno subito in circolazione giornalmente per i loro acquisti, per il loro vivere. Questa società si è posta su basi che non possono reggere, è meglio vivere con meno ma eliminando tutti gli stipendi da nababbi dalla nazione, mettendo un limite a tutto ciò, altrimenti questà iniquità ci porterà a sicura rovina, e non saranno di certo i pensionati che avranno rovinato l’Italia, ma saranno stati gli stessi governanti e tutti i loro carrozzoni al seguito, governanti che vogliono il sangue dei loro cittadin, governanti insaziabili, più vogliono e più chiedono e regalano stipendi da favola a destra e a manca su tutto il territorio nazionale. E’ questa l’equità. Come fanno gli inicui a parlare di equità e onestà quando uno ha 5 milioni di stipendio annuale e l’altro nemmeno 5000 euro all’anno? Ma in che mondo stiamo vivendo? E’ possibile continuare con questo passo? Abbiamo ancora una coscienza o siamo trascinati dalla fiumana dell’ingiustizia senza poter dire la nostra? Lo Stato siamo noi e la bandiera italiana non è dei governanti è la nostra.

  7. Roberto Rossi,

    Aurelio Mustacciuoli stia zitto è l’ultima persona che dovrebbe parlare, condannato per le malversazioni di Mobilmat Imel.

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