27
Giu
2011

No-Tav: le ragioni di (pochi) in buona fede, e un Paese di pazzi

Sul prossimo numero in uscita di Tempi

Lo dico con tutto il rispetto per i sinceri oppositori della TAV Torino-Lione, poiché tra loro ci sono anche accademici come il professor Marco Ponti, ai quali va tutta la mia stima perché da anni dibattono seriamente stanziamenti possibili alla mano sui costi-benefici in ordine alle priorità infrastrutturali più gravi del nostro Paese. Ma voglio dirlo lo stesso: chi abbiamo visto per l’ennesima volta con caschi mazze e altro opporsi alle forze dell’ordine in località La Maddalena a Chiomonte, con tutte le eccezioni del caso perché anche lì non sarà mancato chi era in buona fede, tuttavia nulla hanno a che vedere con la serietà e la pacatezza che andrebbero riservate, in un Paese avanzato, alla decisione di aprire un primo cantiere per un’opera di questa importanza. La TAV Torino-Lione ha finito per rappresentare da anni l’ennesima trincea del no pregiudiziale a opere e infrastrutture, investimenti trasnazionali e scommesse di grande respiro su direttrici di svilupo che impegnino grandi capitali e scelte hard invece che soft, in termini tecnologici, architettonici e di impatto ambientale governabile. Che vi siano dei sacerdoti, aggiuntisi negli anni alla sinistra antagonista e ai centri sociali, e che numerose amministrazioni locali della Val di Susa e di altre valli interessate abbiano scelto la via dell’opposizione pregiudiziale e del sostegno alla resistenza alle forze dell’ordine, non mi fa cambiare idea. Bisogna uscire da questo blocco avanzato non più per modificare il tracciato e l’impatto della TAV, perché nel frattempo siamo alla terze versione del progetto e quello attuale risparmia ben 4 miliardi di euro sul precedente, ci consente di tornare a un bilanciamento 50 e 50 dei costi coi francesi, riduce a meno di un terzo gli 81 chilometri di scavo originariamente previsti. Tutto questo rispetto al secondo progetto, definito tra 2005 e 2008 in un lunghissimo confronto con tutte le realtà locali e associative realizzato dall’Osservatorio tecnico guidato dal pazientissimo commissario di Governo Mario Virano. Quel progetto indusse comunque a proteste violente riprese nel 2010, e oggi siamo alla ripresa in grande stile dell’antagonismo di fronte alla terza variante.

Si mira a perdere per sempre la prima quota di finanziamento europea, di 671 milioni, in modo da far cadere per sempre la possibilità che il Corridoio 5 colleghi Lione e Torino sull’asse ovest-est. Nel mentre un’alternativa possibile – quella Nizza-Genova-Milano – è anch’essa bloccata dallo stallo sul Terzo valico dei Giovi, senza del quale le prospettive del porto di Genova sono una lunga morte per anossia. Significa rinunciare al collegamento diretto dello scalo merci di Torino Orbassano al corridoio europeo, significa rinunciare a inserire la gronda merci di Torino Nord nell’Alta velocità con Milano attraverso l’inserimento con l’innesto di Settimo Torinese. Pr il solo indotto automotive torinese, significa escludersi da una grande possibilità di abbattimento dei costi per gli anni a venire, proprio mentre ciu interroghiamo tutti sulle scelte di Fiat e sui no della Cgil, tanto per cambiare.

Certo, il problma non è solo quello di riaffermare il pieno diritto delle forze dell’ordine a consegnare le aree alle società che devono avviare i cantieri geognostici. Quello sarebbe il minimo, per un Paese civile e ordinato. I no-Tav ci consegnano l’obbligo di guardarci negli occhi e di metterci una mano sulla coscienza. Da decenni realizzare grandi opere in Italia è diventato sempre più proibitivo. Il Titolo V della Costituzione ci ha aggiunto del suo. Perché oltre a una disciplina insensata delle conferenze di servizio – che andrebbero riformate seguendo l’esempio proprio francese, con tempi stretti e certi di partecipazione di ogni soggetto locale interessato, limiti rigorosi agli oneri aggiuntivi per opere compensative e per obblighi di riserve tecniche aggiuntive alla modifica dei lavori, in modo da impedire che chi salta un passaggio cambi idea successivamente riservandosi l’impugnativa alla giustizia amministrativa, e in modo altresì che il capitale privato possa contare su rendimenti certi degli investimenti e calendari rigorosi di realizzazione delle opere – il testo della Costituzione vigente fa codecidere alle Autonomi le opere, in assenza di quella “clausola di supremazia” per le opere di interesse nazionale che esiste invece in ogni ordinamento, anche in quelli più federalisti, dagli Stati Uniti alla Germania.

Capita così che i no-Tav si sentano investiti di una missione in nome di uno sviluppo “altro e diverso”, e che i giudici amministrativi diano loro una mano come a Porto Tolle, e che la cacofonia di Regioni sprovviste di competenze tecniche e di tempi certi metta l’intero Mezzogiorno in condizioni di aver impegnato al febbraio scorso solo il 9% delle decine di miliardi di euro riservate per opere infrastrutturali e sviluppo al Su del nostro Paese entro il 2013.

Tutto ciò merita un solo sostantivo: che per quello che mi riguarda è or-ro-re. Un Paese incapace di avere nome in linea copi tempi rapidi dei concorrenti, è un Paese perduto. Un Paese le cui norme sono perdute, perde anche la testa e il cuore dei suoi cittadini, che in sempre più casi nella più perfetta buonafede pensano che non fare nulla sia meglio di qualunque cosa, perché dietro chissà quali innominabili interessi vi si celano. Nella fiducia pubblica azzerata, ragliano gli asini e prosperano i Masaniello. Ma crescita e sviluppo ordinato vanno a farsi benedire. Magari da un prete no-TAV.

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51 Responses

  1. D’accordissimo.

    Oltretutto il sindaco qui di Nizza ci crede davvero (che la linea Nizza-Genova si possa fare).

    Ne ha parlato spesso, addirittura come alternativa alla non esistente alta velocita’ tra Nizza e Lione (che rende lenta la prima meta’ del viaggio verso Parigi).

    Ma occorre stare qui per capire come possa esistere uno stato che decide di fare le cose e poi le faccia (sono riusciti addirittura a demolire strutture perfettamente funzionanti – come la “gare routiere” – perche’ brutte e inestetiche). E immaginare al posto un progetto colossale di hub aereo/treno/metro interrata (che stanno realizzando).

  2. Giovanni

    Si può sapere cos’hai contro Masaniello?
    Comunque ti invito a scrivere il prossimo articolo sul perchè secondo te questo paese ha perso la fiducia nelle istituzioni.
    grazie

  3. Mauro GALLIANO

    Lei c’era questa notte a Chiomonte?
    E dove le ha viste le scene che descrive?
    per caso in televisione?
    Ma Braaaaavo!
    Continui così e mi raccomando non si perda la prossima edizione del grande fratello. Mauro Galliano Amministratore Comunale a sant’Ambrogio di torino( uno che c’ era )

  4. Cosimo rivizzigno

    buona sera Dott. Giannino,
    la realtà dei fatti sta tutta nelle ultime righe. è la lenta e costante perdita di fiducia nelle istituzioni che in questo paese blocca qualsiasi cosa e che trasforma ciò che in altri paesi viene accolto come una enorme opportunità a vantaggio di tutti, in un baluardo dell’essere contro.
    ciò che avvilisce è che negli scontri di questa mattina, come in altri, si contrapponevano quelle persone che potrebbero sfruttare le opportunità, ma che per incapacità della politica si trovano a lottare l’una contro l’altra. Tutto questo perché la vile politica italiana non ha il coraggio di metterci la faccia, ma delega ad altri l’onere che altrimenti le spetterebbe.
    eppure basterebbe poco, basterebbe spendere tempo sul territorio a spiegare le opportunità che si celano, piuttosto che partecipare a feste squallide o programmi inutili.
    il problema è che l’agenda politica ha ben altre priorità.

  5. Caro dottor Giannino,
    viviamo tutti i giorni il dramma di un paese bloccato dall’incapacità di avere una produzione normativa chiara e di elevata qualità, dall’assenza di un meteodo trasparente per governare la cosa pubblica, caratterizzato dalla scomparsa di una dignità politica che rende opaca la società.
    Viviamo un blocco che attanaglia l’economia ed i giovani di questo paese, soffocati da un sistema arcaico di gestione del potere e dell’economia.

    All’incapacità di innovare e di guidare uno sviluppo (quantomeno) all’allineato a quello delle potenze europee, si affianca un virulento atteggiamento repressivo ed ostativo delle forme più spontanee di evoluzione dell’economia di mercato (cito un caso: la decisione del governo di vietare ai treni tedeschi di DB (puliti e puntuali, oltre che economici) di fare fermate nelle stazioni italiane!).
    Un paese in cui la compagnia di bandiera impiega 8 ore per la tratta Catania-Verona, in cui il governo promuove ed accetta l’assenza di concorrenza nelle forme più odiose (un esempio: 2 euro per mezzo litro d’acqua all’interno dell’Aereoporto di Fiumicino!) rappresenta la più triste espressione del declino del sistema di governo italiano.
    Le lotte per la TAV ne sono ormai l’emblema!
    Lo scordavo: peccato che i giovani, in tutto questo, non abbiano praticamente voce. Ma questo è solo l’ultimo segnale.
    oscar

  6. André

    La cosa che mi lascia più perplesso – e lo dico senza acrimonia – è che l’articolo viene da un liberale vaccinato come Giannino. La TAV rappresenta l’esempio più fulgido di quello statalismo prepotente che il nostro autore ha saputo, così spesso, additare senza paura. Si tratta di un intervento di pianificatori centrali retto finanziamenti pubblici. E come se non bastasse – andrà pure a rafforzare in primis le posizioni dei monopolisti della rotaia italo-francesi. Voglio dire – bella roba.
    Ora, a parte le questioni tecniche – di cui anche si potrebbe discutere – la questione fondamentale è relativa al diritto di proprietà. Lasciamo peredere le motivazioni a volte deliranti dei comitati no-tav. I bravi valliggiani sono stati spesso presi intellettualmente in ostaggio di personaggi con riflusso gastroesofageo al gusto marxista – da campioni dell’anti-mercato, saltati al volo sull’onda della protesta, fingendo di averla diretta ab origine.
    La questione, dal mio punto di vista, è piuttosto semplice. Chi vive da quelle parti – o quantomento una parte di loro – non vuole la TAV. Per quello che mi riguarda la questione è chiusa. Vogliamo far fare al mercato? Magari le società che intendono investire nel progetto TAV riescono a convincere tutti i cittadini coinvolti, uno per uno, comprando il consenso dei bifolchi più reticenti tramite un’adeguata indennità pecuniaria. Davanti ad una soluzione del genere, non avrei nulla da obiettare.
    Fa un po’ male al cuore vedere un liberale come Giannino lamentarsi del fatto che il problema non è stato risolto con efficienza. Com’è che questi continuano a fare casino? Ma è possibile che in Italia non si riescano mai a fare le grandi opere? Ebbene, grazie al cielo non siamo efficienti come in Cina. Perché, comunque si giri la frittata, alla fine – essere efficienti nel portare a termine un intervento pubblico osteggiato anche solo da un gruppetto di disperati significa solo una cosa : zittire gli oppositori con la forza. Caro Giannino, penso che il mercato vada difeso a prescindere, perché rappresenta la soluzione pacifica con cui gli uomini regolano i loro rapporti- non certo perché, come invece pensano a Chicago, è il meccanismo più “efficiente”. Ma perché non c’è DAVVERO più nessuno che crede nel libero mercato?

  7. Non ci rendiamo conto di come la modernizzazione delle infrastrutture sia alla base del nostro futuro. Presto i nodi verranno al pettine, abbiamo le ultime possibilità di sistemare le cose

  8. roberto savastano

    il supporto di qualche prete No-TAV perpetua una tradizione. La diffidenza del clero nello sviluppo tecnlologico, nella mdoernità temendo -tra la’ltro con afflato pagano, a mio modestissimo parere- il mito di prometeo. Uno scelta di campo che ha visto anche Galileo tra le vittime più illustri.

  9. Stefano67

    Solidarietà ai patrioti no-TAV che lottano contro la devastazione e il saccheggio del territorio nel nome dell’unico dio rimasto nella mente di certi “pensatori liberali” (sic!). Forza e coraggio: RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE!!!

  10. claudio

    Beh, non e’ solo la Torino-Lione il problema. Proprio nelle mie vicinanze gli svizzeri stanno ultimando il valico di base del Gottardo. Altri paesi avrebbero gioito per un’opera del genere che, per quanto possa essere sicuramente utile alla Svizzera, rappresenta indubbiamente un regalo immenso per l’Italia. Invece da questa parte del confine nulla o quasi si e’ mosso per approfittare dell’occasione.

  11. Piero

    a Napoli fan barricate contro le Discariche..
    in Val Susa contro la Tav..
    da me a Genova lottano contro la Bretella (un’autostrada che aggiri la città)..
    prova un pò a pensare i Governatori delle Regioni (pure quelli di CentroDestra) se dovevano apri le Centrali Nucleari (su queste ultime però son contrario pure io.. preferisco la bolletta un pò + cara)…

    siamo un paese che rinuncia a fare cose nuove..
    preferisce lo status quo.. fase tipica della senilità..
    ma così nn staremo fermi.. andremo indietro + velocemente di quanto cmq saremmo naturalmente andati a causa dei debiti e del macro ciclo negativo occidentale..

  12. CLAUDIO DI CROCE

    Se l’Italia fosse sempre stata come adesso, tra il Piemonte e la Francia ci sarebbero ancora le mulattiere e non il traforo del Frejus e non ci sarebbe l’autostrada del Sole tra Milano e il Sud.. Mi piacerebbe che i verdi, ambientalisti , NOTAV , centri sociali, antagonisti ecc.. ( e Vendola , Pisapia e co. ) spiegassro come si spostano : a piedi ? a cavallo ? sul mulo ? in bicicletta ‘

  13. francesca46

    noi siamo soltanto capaci di fare casino.ma una volta non era così,il è che non sappiamo cosa sia successo per arrivare a questo punto

  14. Gianni

    Dopo 50 anni di partito comunista filosovietico al 30% cosa volete? Essere un paese normale?
    Ma ci vorranno altri 50 anni, due fallimenti e quattro generazioni di magrebini al potere: vedrete come è dura fare il garzone di Saleh in cantiere.

    Fortuna che me ne vado prima.

  15. carlo grezio

    Una persona per bene, colta e lucida non sa se sprofondare più di vergogna per questi bagonghi notav o per una città sommersa dai rifiuti.
    E’ chiaro che un popolo di imbecilli , capace di credere alle balle di berlusconi e di pensare che ci sia un fondo di verità nelle fanfaronate di bossi sulla padania e sul dio po è capace di tutto, anche di cedere a quattro montanari avvinazzati che preferiscono il traffico su gomma alle ferrovie.
    Ridicolo, tragico, grave.Ovviamente non serio.
    Noto che anche Giannino, sia pure troppo di sfuggita, colga quale terribile errore sia stato, sia e sarà indulgere nella grossolana minchiata federalista così mal pensata e superficiale : con il federalismo, dando ad ogni microcomunità un potere di veto, sarà praticamente impossibile realizzare qualunque cosa : non ci sarebbe mai stato il nucleare ( e con questa gentaglia al governo che avrebbe rubato sulla sabbia e sul cemento per fare una centrale ci sarebbe voluto un secolo) e potrebbe non esserci nemmeno la tav.Un paese abitato da stupidi.

  16. EB

    Caro Oscar,

    Condivido pienamente la necessità di riformare le leggi che governano il processo di autorizzazione e realizzazione di un’opera infrastrutturale, le tue considerazioni sulle modalità (serietà e pacatezza) con cui una decisione su un’opera di questo tipo andrebbe presa, molto meno il giudizio di merito sull’opera.
    Il “no pregiudiziale” l’ “opposizione pregiudiziale” di cui accusi il fronte “no TAV” si pone sullo stesso piano del “si pregiudiziale”, che il tono e la prospettiva del tuo intervento sembrano testimoniare.
    Oggi, come in diverse altre occasioni, hai fatto un buon servizio di informazione con il tuo programma radiofonico.
    Non capisco tuttavia perchè non discuti dell’opera a partire dai suoi fondamentali, come ha fatto il tuo ospite Marco Ponti. Perchè si commenta solo la reazione della popolazione, si da risalto all'”ultimatum sulla TAV” dell’europa, alla perdita dei fondi europei e non si dice mezza parola sul fatto che le risorse, la maggior parte delle risorse, dovranno essere messe a disposizione dallo stato? Perchè non riparti dalla domanda fatta in trasmissione al tuo ospite, molto appropriata, su quali siano le infrastrutture prioritarie (per migliorare l’efficienza del sistema paese)? Se ti fosse data la possibilità, investiresti i tuoi risparmi in un bond TAV senza garanzia dello stato (o dei contribuenti)? Che rating pensi potrebbe ottenere? Perchè, anzichè dire cosa pensi del fronte “No TAV”, di cui sicuramente non sei simpatizzante, non dici chiaramente che per te l’opera è prioritaria, ci spieghi le tue ragioni, smentisci le considerazioni di Ponti nel merito? Sembra quasi che il livore nei confronti di chi contesta, forse con metodi non civili, un’opera infrastrutturale abbia avuto il sopravvento la capacità di analizzare e commentare con “serietà e pacatezza” i costi e benefici dell’opera stessa. Un caro saluto. EB

  17. G_Mastrota

    Un appunto solo. Non si rischia qui di essere manichei del “a prescindere, bisogna farlo”, un po’ come i NO-X (x= nucleare, tav, inceneritori etc. etc. etc.) ?
    Premetto che sono favorevole al nucleare, all’alta velocità e se c’è qualcosa che mi da’ ribrezzo sono proprio gli ambientalisti che strepitano contro qualsiasi forma di sfruttamento della natura salvo poi godere dei benefici che questo sfruttamento genera (vedi nucleare, ricerca sugli animali etc.). MA personalmente nella TAV Torino Lione non vedo niente di utile, se non un’opera faraonica che non farà altro che allargare la voragine delle finanze pubbliche. Se la linea che passa per il Frejus è attualmente sotto utilizzata, che bisogno c’è di farne una nuova? Giannino è davvero tanto ingenuo da credere che il preventivo dei costi sia affidabile? possibile che in soli 4-5 anni si sia trovato un modo di abbattere così clamorosamente il costo? e se fosse solo propaganda? ma anche se non fosse, se tanto mi da tanto, aspettiamo un’altro po’ e magari in altri 6 anni i costi si dimezzano ancora, no? Ma soprattutto, siamo davvero sicuri che il la Torino Lione sposterà il traffico su gomma sulle rotaie? Eppure sono anni che il trend va in tutt’altra direzione. Cosa ci fa pensare il contrario? Tutto questo giustifica davvero i miliardi che dovremo spenderci? (670 milioni europei contro i 4 e passa miliardi che ci metteremo di tasca nostra non mi sembrano comunque molti). Non so, personalmente preferirei che questi soldi vengano spesi per ammodernare la rete ferroviaria regionale, per esempio. Certo non è un progetto con particolare interesse mediatico, ma l’inefficenza e l’insufficenza del trasporto locale, che ha pesanti ricadute sulla vita di tutti i pendolari, sarebbe un problema primario da risolvere, ed a mio avviso avrebbe anche ricadute positive anche in termini di produttività. La vera differenza che si nota con l’Europa (perché sempre all’europa ci si richiama) secondo me è proprio questa: una rete efficiente di trasporto locale tipo S-Bahn tedesca o Cercanias spagnola che garantisca una vita decente a chi viva fuori dai grandi centri. Un po’ come il ponte sullo stretto. Che senso ha investire miliardi per un’opera che collega due regioni economicamente depresse e prive di infrastrutture intorno al ponte stesso? Si risparebbero 30 minuti di nave per perdere poi ore ed ore lungo “autostrade” di qualità a dir poco scadente. Insomma, non sono a priori contro le grandi opere, purché non siano fini a se stesse, come mi sembra evidente in questo caso.

  18. Pietro Francesco

    Con queste persone bisognerebbe usare meno parole e più fatti: meno tavoli di concertazione e più manganelli!

  19. Dott. Giannino, condivido il suo rispetto per il prof. Ponti. Anch’io mi sento NO-TAV come lui, ma aggiungerei al “costi-benefici” il paramentro più importante, cioè “tempo”. In un periodo di crisi, con le disponibilità limitate occorrerebbe dare priorità alle infrastrutture che danno risultati prima; soprattutto infrastrutture in cui si possano godere frutti parziali, come strade, non come il TAV che non ha stazioni intermedie quindi finchè non termina tutto è come ci fosse nulla.
    Detto questo certi NoTAV sono, come afferma giustamente G_Mastrota, sono NOx e rendono comunque difficile il dialogo e denigrano le ragioni di chi ha ragionevoli dubbi.
    Poi sul TAV esistono connessioni esoteriche (scherzo…) Torino-Lione le città magiche, passa lungo la linea di S. Michele, il Musinè montagna sacra e meta degli UFO (vedi Kolosimo) TAV = TAU essendo per gli antichi le due lettere uguali, simbolo del miracolo e diffuso a S. Antonio di Ranverso nella bassa valle di susa, la Maschera di ferro, i Templari …

  20. carlo grezio

    ah ecco perchè non si riesce a collegare torino – lione e praga : sono le tre città magiche…!
    buonanotte.

  21. adriano

    Paese avanzato,paese civile,paese ordinato.Chi l’ha visto?Questo è un paese che sa quello che non vuole.Mi ricorda chi si vantava di lottare contro il sistema nel sistema agendo in negativo.Ci si illude che i problemi non esistano , che risiedano altrove,non nel proprio giardino.Lotta senza futuro da condominio assediato.C’è una irragionevole certezza del diritto assoluto ad un presunto benessere che escluda tutto ciò che si ritenga lo possa scalfire.Non si ragiona sulle cose,ma contro di esse e la realtà prima o poi presenterà il conto.

  22. mario unnia

    Dio ci salvi dai Mauro Galliano, Andrè, Stefano67 e altri come loro che leggeremo più avanti. L’azione decisa e responsabile delle forze dell’ordine ha fatto fare un piccolo passo indietro alla mia sfiducia nelle istituzioni. Bravo il Ministro.

  23. Lorenzo

    Siamo un paese decadente.
    Siamo ecologisti ma contro un ferrovia.
    E’ presa una decisione ma al solito alcuni facinorosi si mettono di traverso.
    Ma che razza di stato è mai il nostro? Ci sono delle procedure, è stato deciso un tracciato dopo infiniti ripensamenti, adesso si faccia. Bene ha fatto Maroni a mandare la forza pubblica.
    Perchè se io non sono d’accordo su una decisione non posso oppormi con la forza mentre questi possono? Commettere un reato (di questo si tratta) in tanti è un’aggravante, non un attenuante. Si badi bene che si tratta di una ferrovia e per lo più in galleria, allora qual’è il problema?
    Stanno venendo fuori questioni anche per il tratto Venezia-Trieste. Nel mio paese passa già l’autostrada VE-TS (che dovrà essere allargata a 3 corsie) ma troverei perfettamente naturale che la TAV passi lungo l’autostrada, come già avviene fra Milano e Torino e fra Milano e Bologna.
    E’ solo teorico ma sarebbe giusto che sia vietato l’accesso alle autostrade o l’uso del treno a chi si oppone alla costruzione di un’autostrada o di una ferrovia.

    La storia ci dice anche che chi si è chiuso in casa ed ha rifiutato il commercio ha sempre perso.

  24. giancarlo

    @Gianni
    dove li hai visti 50 anni di partito comunista filosovietico?
    fanfani era comunista? andreotti era comunista? forlani era comunista? moro era comunista? craxi era comunista? spadolini era comunista? cossiga era comunista?
    E basta. meglio controllarsi lo storico dei governi italiani. forse erano DC o PRI o altro ma PCI ne ho visti pochi. O sbaglio?

  25. giancarlo

    @Pietro Francesco
    complimenti. il manganello dovrebbe essere usato contro persone come te, mentre sbraiti un domani contro un centrale atomica a 5 Km sottovento da casa tua!!!
    sarebbe meglio ascoltare le ragioni, No?

  26. blirko

    domenica sarò a chiomonte solo per restituire un po’ di orrore ad un personaggio orribile come il muppet giannino

  27. Augusto Albeghi

    Io vedo nei recenti fatti della Val di Susa una profonda sconfitta dello stato che ha dovuto manganellare dei cittadini per fare un cantiere.

    A me, l’attuale assetto normativo che consente anche a delle piccole amministrazioni di bloccare una grande opera, piace. Se è il diritto individuale da salvaguardare nei confronti dello stato, allora perché, proprio in questo caso, deve prevalere l’interesse dei molti su quello dei pochi?
    E’ nell’interesse dello stato, che i molti rappresenta (o rappresenterebbe), non pagare un rimborso fiscale dovuto o pagarlo in ritardo perché quei soldi, almeno in teoria, andrebbero ad essere utilizzati nell’interesse comune; tuttavia questo fatto è ritenuto un abominio dai liberisti. I due fatti non sono comparabili? Non stiamo usando due pesi e due misure?

    Augusto Albeghi

  28. anton

    Oggi alla stazione della metropolitana leggera di Miami (FL) l’uomo di colore addetto alle pulizie, appoggiato al bidone della spazzatura con la sua scopa e rastrello, leggeva un libro voluminoso; gli ho chiesto se fosse la Bibbia, mi ha risposto si e chiesto se anch’io la leggessi.
    Salito sul treno ho aperto il giornale locale e letto che stanno avviando la costruzione di un tunnel sottomarino che colleghi direttamente l’autostrada al porto ed il dragaggio del fondale del porto stesso onde aumentarne il dragaggio per poter intercettare i traffici delle grandi navi che transiteranno nello stretto di Panama una volta completato il suo ampliamento previsto per il 2014.
    Dovremmo trarne qualche spunto di meditazione, non credete?
    Intanto il debito pubblico continua ad aumentare.
    Vi rinnovo l’invito alla lettura di “Se Gesu’ fosse Tremonti…” sul sito
    http://www.segesufossetremonti.blogspot.com
    Cordialita’
    Anton

  29. anton

    Ritengo che la situazione di arretratezza culturale del ns. paese trovi le sue radici negli anni 70 in cui venne dilapidato il “miracolo economico” degli anni dopoguerra e i cattivi maestri nelle nostre università hanno insegnato alle generazioni future non il “dovere” dello studio e del duro lavoro bensì un numero impressionante di “diritti” portandoli a manifestare quotidianamente sulle piazze, a imbrattare i muri delle città, al contrasto violento contro qualsiasi corretta forma di vivere civile. Dopo gli anni di piombo con le gambizzazioni e gli omicidi fatti passare per lotta politica si è arrivati agli anni nostri in cui il 22% dei giovani sotto i 35 anni non studia nè lavora (quindi vive sulle spalle dei genitori o della comunità) ma troviamo in gran numero ai “rave party” alle riunioni oceaniche delle star, cantanti, comici svizzeri arringatori, ecc. senza contare quelli che sono inseriti già nelle scuole nel circuito della droga.
    Da una società siffatta i fatti della trentennale ormai lotta di alcuni valsusini contro dapprima il traforo del Freius e relativa autostrada ed ora contro la linea ferroviaria sono la logica conseguenza.

  30. Alberto

    Io sono d’accordo su tutto. Quello che chiedo: non ci sono movimenti, siti o manifestazioni pro tav? Mi sono un po’ stufato di vedere da un lato gente che spacca tutto e dice di avere dalla propria parte tutto il popolo italiano e dall’altra il silenzio…

  31. Fabio

    Escludiamo l’Italia occidentale dallo sviluppo. Facciamo rientrare la TAV dal Brennero, Verona centro commerciale su terra e Venezia porto d’Europa.

    Le infrastrutture facciamole nel Triveneto dove la gente riesce a capire lo sviluppo e vuole fare, produrre e lavorare, non essere mantenuti!

  32. Sergio

    Caro Oscar,

    tu stesso ci hai fatto ascoltare il prof. Marco Ponti, professore del Politecnico di Milano, esperto di economia dei trasporti che cifre alla mano dimostra l’assurdita’ dell’opera.
    Un altro esperto di trasporti, il Prof. Angelo Tartaglia del Politecnico di Torino ha prodotto un doucmento rigoroso che con valutazioni quantitative giunge alle stesse conclusioni.
    Ti chiedo, per favore, dove posso reperire un documento altrettanto rigoroso, scritto possibilmente da un esperto di trasporti, che dimostri l’utilita’ della costruzione della TAV.

  33. stefano tagliavini

    Un sincero ringraziamento ai no tav ultimo baluardo a difesa di chi saccheggia le case degli altri.

  34. marco

    Sono personalmente convinto che non sussistano forti motivazioni economiche per la realizzazione di questa opera (se no non ci sarebbe un sussidio europeo).
    Sono quindi blandamente favorevole alla sua realizzazione sopratutto come polizza assicurativa per mantenere la nostra penisola attaccata all’Europa visto la nostra completa inadeguatezza al livello medio dell’Unione.
    Per stipulare detta polizza dobbiamo il massimo rispetto agli abitanti che andiamo a importunare sopratutto per il contenimento dei tempi e dei disagi: l’urgenza non puo essere una giustificazione alla mancanza di rispetto altrimenti nelle piazze e nelle strade ognuno espleterebbe i propri impellenti “bisognini”.
    Credo che tempi contenuti ed impegni concreti sul contenimento dei disagi avrebbero potuto definire regole di confronto condivise vdalle due parti
    Possiamo invece compiacerci del livello di confronto e di campanilismo e partigianeria che siamo riusciti a generare in modo di offrire al maggior numero di mediocri la possibiliya di misurarsi nell’esternazione di banalita’ e verita assolute, dai ministri ai comici

  35. Piero

    @Giovanni
    Masaniello ? Il burrattino dei potenti che frega la plebe senza neanche saperlo ?Ma la conosci la storia di Napoli o sei finlandese ?

  36. dario dattrino

    buongiorno Oscar,
    sono un cittadino piemontese di 37 anni che per formazione scolastica e lavorativa cerca di analizzare il più possibile le situazioni per farsi un’idea su di esse.
    nel caso della TAV, in questi anni i dati più precisi, dettagliati sono stati forniti dal movimento no-tav; i politici di turno ai vari livelli istituzionali favorevoli all’opera non sono mai riusciti a penetrare in profondità sull’argomento; questo aspetto mi fa pensare che oltre alla strutturale incompetenza della grande maggioranza dei politici italiani, non ci siano dei dati che confortino un investimento del genere.
    ma se ci fossero e se l’opera fosse così strategica per il futuro dell’Italia , io sarei grato a chiunque di fornirli in un dibattito pubblico televisivo in modo tale da informarci!!
    al contempo però avrei bisogno di sapere dove verrano presi i soldi per pagare tale opera da parte dei governi che si susseguiranno negli anni; vede Oscar quando circa 30 giorni fa la funzionaria del comune di Pont Canavese ha annunciato che la regione piemonte per l’anno scolastico 2011-2012 non stanzierà più alcun fondo per l’asilo nido ( l’unico di tutta la comunità montana) e che quindi le rette mensili avrebbero subito un aumento del 15 % circa, mi chiedo QUALE SIA LA PRIORITA’.
    quando le scuole cadono a pezzi ( è il caso di Castellamonte pochi giorni addietro ) se non addirittura si trasformano in cimiteri ( ricordo che a Rivoli è morto uno studente a causa della scarsa manutenzione dell’edilizia scolastica ), mi chiedo QUALE SIANO LE PRIORITA’ .
    penso di aver diritto a delle risposte da parte di chi amministra i soldi pubblici e di discutere con loro su dati precisi. cosa ne pensa?

  37. stefano

    @Giorgio Gibertini
    e come fai a utilizzarlo contro i no tav, giannino offre un’opinione (sua), la quale sembra favorevole al tav, ma non snocciola uno studio, non dice le ragioni, non puoi pensare che contro le ragioni (argomenti) dei no tav tu possa sbandierare l’opinione di giannino (non tua), per quanto autorevole sia

  38. daniele borioli

    caro giannino, ho fatto per 5 anni l’assessore ai trasporti della regione piemonte e non posso che condividere quello che dice. oltre ai no-tav, però, c’è una responsabilità enorme anche di alcuni poteri, in primis FS, che sottotraccia non vogliono l’opera. e che al tempo stesso sembrano fare di tutto per squalificare l’idea stessa di un buon trasporto ferroviario. noi ci avevamo provato seriamente a liberalizzare, facendo gare per il trasporto ferroviario regionale realmente contendibili sul mercato, ma abbiamo avuto contro tutti: sindacati, fs, e anche il governo. arrivati alla guida della regione, pdl e lega hanno cancellato tutto. non le sembra il mondo alla rovescia? devo dire che, nell’occasione, nemmeno dagli ambienti economici che predicano sempre sul mercato, industriali e c., non è arrivato molto sostegno. pazienza, ci riproveremo se ci toccherà. le chiederò una mano

  39. Paolo Basaglia

    Sono di Torino e voto PD, ma non posso che condividere al 100% le sue parole. I NO TAV,o sarebbe meglio adire no atuttociò che è progresso, rappresntano lapunta dell’iceberg di un movimento anti-sistema che non propone alcuna alternativa credibile,ma che pensa solo a demolire. Il problemaè che a loro si sono attaccati anche pezzi di sindacato (FIOM) e il peggio della sinistra antagnista. Ho pena e vergogna per loro. Da uomo di sinistra e progressista mi vergogno di certi personaggi.

  40. piera

    ma che pochi i no tav sono tanti vi assicuro tantissimi e le ragioni io le ho lette e ho anche visto con i miei occhi e vi posso assicurare che sono giuste sopratutto per chi non appartiene alla casta mi sono ricreduta perche’ i no tav sono preparati e vedo che la maggior parte dei si tav parlano per sentito anch’io ho sempre votato per il pd ma che dire oggi posso dire povero pd se la base parla con voce tipo bar sport…………….

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