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A pochi giorni dai referendum del 12 e 13 giugno, si attende ancora la pronuncia da parte della Corte di Cassazione sul quesito n.2, inerente l’energia nucleare (qui, testo quesito). Fine delle certezze. Ciò che non è chiaro, è cosa stia succedendo alle normativa riferita al nucleare in Italia.

In estrema sintesi, sull’onda di Fukushima, il Governo approva il decreto-legge  31 marzo 2011 n.34, ergo ha 60 giorni per farlo convertire dal Parlamento. Carlo Stagnaro ha chiaramente spiegato le conseguenze in termini di stabilità del quadro normativo e affidabilità nel lungo termine di questa mossa: sacrificare il nucleare (e la credibilità del Paese) sull’altare delle prossime elezioni.
Nel testo del decreto legge, all’art 5 si parla esclusivamente di una moratoria di 1 anno, attuata come sospensione efficacia di quasi tutto il  d.lgs 15 febbraio 2010 n.31.

Nel frattempo monta il caos, le accuse al Governo di voler fare saltare il referendum, la situazione a Fukushima si complica e al Senato ci vanno giù pesante e riscrivono il d.lgs 31/2010, praticamente lasciando intatta solo l’Agenzia di sicurezza nucleare.

Il testo emendato del senato e approvato dall’assemblea il 20 aprile, arriva alla Camera e viene discusso in Commissione (relatrice Gabriella Carlucci….), ma ancora non è stato approvato. Nel frattempo tutti con il fiato sospeso perchè se il testo non viene approvato entro il 31 maggio, le leggi rimangono così come sono, si fa il referendum con esiti pressochè scontati, nonchè il verificarsi di quel famoso effetto traino su acqua e legittimo impedimento tanto temuti dal Cavaliere. D’altra parte, se il testo venisse approvato con modifiche, dovrebbe ritornare per la rilettura al Senato, i.e. very likely che non venga approvato in tempo. Ergo, la Camera deve approvarlo così com’è anche se, giustamente, qualcuno fa osservare che c’è grande confusione sotto il cielo

“Maino MARCHI (PD) ritiene che le disposizioni dell’articolo 5 del decreto-legge siano profondamente contraddittorie, osservando come, da un lato, si dispone l’abrogazione della normativa vigente in materia di impianti nucleari mentre dall’altro, specificamente nei commi 1 e 8, il Governo sembri prevedere una semplice moratoria, lasciando impregiudicata ogni scelta in ordine al contenuto della Strategia energetica nazionale da adottare entro un anno.”

Alzi la mano chi si è perso. E se qualcuno ci ha capito qualcosa, per favore, ci faccia sapere…

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5 Responses to “Nucleare: grande confusione sotto il cielo”

  1. Roberto F,

    Ma dai, si capisce benissimo….
    Lo stato sono loro, ergo, il voto popolar/referendario potrebbe essere valido per un anno, poi sarà tutto da scoprire.
    Se ci pensate alcuni referendum non solo sono stati non solo raggirati, ma anche peggiorati, senza far nomi il finanziamento dei partiti.
    http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3751
    Sotto il cielo oltre la confusione potrebbe/c’è qualcosa di nuovo, oserei dire epocale…
    saluti RF

  2. Giacomo,

    Approposito dell’ “inutilita'” del nucleare e,viceversa,della necessita’ delle fonti “alternative” come fotovoltaico ed eolico ho deciso di segnalarvi questo video che ho trovato di estrema utilita’ nel capire come funziona il nostro benessere:

    http://www.youtube.com/watch?v=zZFn2I-TvjM

    Spero sia spunto di riflessione anche per voi.

  3. stefano tagliavini,

    Credo che tutti abbiamo capito che il governo intende raggirare il popolo italiano evitando il referendum e ripresentando tra un anno il progetto nucleare. Il popolo italiano considerato intelligente e maturo quando si tratta di elezioni politiche, viene tacciato di immaturità e di farsi condizionare da fattori esterni quando viene chiamato ad esprimersi direttamente su certi argomenti, attraverso lo strumento di democrazia diretta. I conti tornano, intelligenti se si tratta di dare il voto per governare, ignoranti se chiamati a decidere direttamente di cose che riguardano la vita e il loro futuro. Leggo che lo Stato sarebbero loro, mi dispiace dissentire da chi ha scritto questa cosa, lo Stato siamo noi, nostra è la responsabilità di vederci usurpare dei nostro diritto di esprimerci direttamente su certi argomenti, nosta è la responsabilità di non farci sentire allorquando la nostra volontà non viene rispettata annullando financo gli esiti dei referendum correttamente svolti negli anni precedenti. Nostra è la responsabilità di eleggere politici di qualsiasi colore politico, incapaci di governare un paese.
    La maturità di un paese si vede soprattutto in queste cose. La scorsa settimana mi pare che nella vicina Svizzera su un tema come l’eutanasia, il popolo si stato interpellato per avere una risposta diretta su una materia davvero delicata. Da quello che mi risulta il voto espresso liberamente, è stato rispettato e nessuno andrà contro alla volontà popolare. Noi abbiamo già espresso la nostra opinione nel 1987, oggi qualcuno ci viene a dire che i tempi sono cambiati e ripropone la scelta di costruire le centrali nucleari, mentre in europa c’è una moratoria contro il nucleare. L’agenzia per Nucleare presieduta da Veronesi e preposta alla sicurezza del futuro programma nucleare, non trova per i soliti problemi economici , un posto adeguato per riunirsi e deve ripiegare in un locale pubblico solitamente utilizzato dagli amici per una partita a carte, tutto questo nella totale mancanza in un paese come il nostro, di un programma di risparmio energetico che potrebbe essere attuato in qualsiasi momento a costo zero e con vantaggi economici di tutto rilievo. In un paese civile e democratico si sarebbero tenuti dei referendum consultivi a livello regionale, previsti dagli Statuto regionali, dove le popolazioni locali avrebbero avuto la possibilità di esprimersi, consentendo di fare la cernita delle regioni favorevoli ad ospitare le centrali.
    In attesa di trovare politici che non raggirino il popolo italiano, impresa molto difficile a mio avviso, sarebbe utile che il popolo si svegliasse dal suo torpore e cominciasse a camminare sulle sue gambe facendo funzionare il cervello, ne beneficierebbe tutto il corpo.

  4. marco,

    E’ tutto chiarissimo: un governo che gestisce in questo modo un aspetto così delicato della vita pubblica è un governo che non può gestire nulla. Quindi, prima ancora di ogni considerazione sulla sicurezza del nucleare viene il buon senso: una classe politica e dirigente di questo tipo NON è in grado di gestire il nucleare quindi il referendum è da fare.
    Il risultato è che il quorum sarà raggiunto facilmente come è stato in Sardegna.E’ sufficiente sommare i votanti delle regioni interessate dagli impianti nucleari al 30/40% di elettori che comunque voteranno nelle altre regioni.
    Sarà un altro passo verso la caduta del governo. Se non cade prima. E prima ce ne liberiamo prima iniziamo a discutere dei problemi del paese. Ognuno con i suoi punti di vista, ma sui problemi concreti.
    Basta Olgettine, bat case, magliette con Paperino e scilipoti qualunque. Liberiamoci !

  5. Alex61,

    La domanda che ti fanno gli ecologisti ‘Vorresti una centrale Nucleare vicino alla tua casa ‘ è incompleta e furviante.
    La domanda giusta è ‘Vicino a casa vorresti una centrale nucleare o a carbone’. Perchè sole , vento o idroelettrico che sia fatevi quattro conti sull’andamento del mercato energetico e vedrete che è cosi che finirà (con tanti auguri alla carbon tax e al contenimento della co2).
    Speriamo nella Fusione, ma chi vive sperando….. .

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