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Mi ricollego a quanto scritto da Carlo Stagnaro sul nostro paese per fare un considerazione riguardante la Germania. Come detto, i regolatori possono servire, ma  per funzionare devono essere indipendenti. Se vengono tirati per la giacchetta dalle consorterie politiche, la loro stessa utilità viene meno. In Germania il problema si pone da tempo in tema di controllo dei mercati finanziari e delle banche. Due sono le istituzioni competenti: Bundesbank e BaFin. Al di là del fatto che la ripartizione dei compiti è poco chiara, la lacuna maggiore è l’autonomia della seconda, legata anima ‘e core al Ministero delle Finanze. Se a ciò si aggiunge che più di un terzo del sistema bancario tedesco è in mano pubblica, immaginatevi i conflitti di interesse che ne possono scaturire. Per chi conosce il tedesco, consiglio vivamente di leggere questa ricerca dell’istituto economico di Colonia sulla vigilanza bancaria tedesca e non  nei tempi della crisi.

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E' nato a Torino una ventina di anni fa. Studia giurisprudenza nella sua città e lo ha fatto anche all'Università Georgia Augusta di Gottinga, Germania. Innamorato dello spazio germanofono sin da bambino, ha incominciato ad occuparsi del mondo politico ed economico tedesco nel 2005, dalle pagine del suo blog personale. Nel 2008 arriva al quotidiano L'Occidentale (Fondazione Magna-Carta), dopo una piccola parentesi alla web-radio di Decidere.net/Il Velino, dove ha condotto un programma a puntate sulla attualità tedesca. Seguono esperienze di collaborazione con il quotidiano Il Riformista, la rivista Ideazione, il magazine CON, il quotidiano Il Sussidiario, la rivista Formiche, il sito di AGI-Energia, Libertiamo, la rivista dell'Aspen Institute Italia Aspenia e il quotidiano Il Foglio. Attualmente scrive anche per il blog diretto da Oscar Giannino e ideato dall’Istituto Bruno Leoni “Chicago-Blog”. In Germania è stato intern presso la Hannoversche Allgemeine Zeitung e ha scritto per la rivista Eigentuemlich Frei.

7 Responses to “L’indipendenza dei regolatori in Germania”

  1. luigi zoppoli,

    In effetti, pur con il mio tedesco ‘bestemmiato’ ho abbastanza compreso quanto scritto nella ricerca da lei linkata. Non c’è da stare allagri. Ma, senza volerla per forza buttare in politica, la Germania mi pare il paradiso in terra in rapporto all’Italia ed ai conflitti di interesse che la flagellano sanguinosamente.
    luigi zoppoli

  2. Germanynews,

    @luigi zoppoli
    Caro Zoppoli, la mia è un’opera demistificatoria. Checché se ne dica, la Germania ha tante storture e conflitti di interessi. E’ solo che i tedeschi li sanno mascherare e incipriare meglio. Noi siamo un po’ più grossolani.
    Cordialmente,
    GB

  3. luigi zoppoli,

    La ringrqzio dell’attenzione. Non mi nascondo dietro al dito famoso. Il male dei conflitti di interesse è endemico ed universale, verissimo. Ma volendo fare una graduatoria su quelli esistenti e sugli ‘anticorpi’ che nei sistemi paese operano, mi pare credibile persistere nella mia opinione.
    luigi zoppoli

  4. luigi zoppoli,

    A sostegno della ‘imperfezione’ che affligge anche la -germania ed a proposito del dossier OPELL, interessante l’articolo comparso sul 24 ore di oggi : Ecco perchè MAGNA è un gigante dai piedi di argilla (http://www.motori24.ilsole24ore.com/Industria-Protagonisti/2009/07/stronach-scommesse-azzardate.php ). Mi auguro che questo serva al governo tedesco ed agli scienziati di GM a scartare l’uovo visto che la ‘sorpresa’ MAGNA è emersa.
    luigi zoppoli

  5. Giovanni Boggero,

    @luigi zoppoli
    Caro Zoppoli, grazie del link. Avevo letto. Il governo tedesco e soprattutto i governi locali rimangono “entusiasti” di Magna perchè apparentemente darebbe loro ampi margini per continuare a controllare i livelli occupazionali nei quattro stabilimenti. Detto ciò, questo intestardirsi mi giunge effettivamente come molto sinistro. Anche alla luce delle rivelazioni sullo stato di salute di Magna. Credo che il quadro si chiarirà dopo le elezioni di fine settembre.

  6. luigi zoppoli,

    Grazie a lei per la segnalazione di Germanynews. Fatto è che la conoscenza sia pure non profondissima dell’automotive, lasciava palesemente leggere della crisi di Magna susseguente alla crisi delle sorelle americane dell’auto. Mi son permesso di rilevarlo nel mio men che modesto blog qualche mese fa. Ma indipendentemente da questo, rilevo che in questo scenario gli interessi di OPEL soprattutto nel lungo termine non sono un tema interessante per nessuno. La vita di OPEL sarà possibile solo in unione e sinergia con un altro costruttore di automobili. Ovviamente né russo né tanto meno cinese.
    Personalmente tifo FIAT.
    luigi zoppoli

  7. Giovanni Boggero,

    Sono sostanzialmente d’accordo, ma in tutta sincerità credo che Fiat non possa sobbarcarsi questa incombenza. Opel non è, per l’appunto, di nessun interesse per alcun colosso automobilistico di rilievo. Se non è oggi, le toccherà capitolare domani.

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